Un'illusione puerile
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NON CI INTENDIAMO…» . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . “NOI CI INTENDIAMO…”
Courrier de Tychique 281 del 22 marzo 2009
Il 3 febbraio 2009, don Ceriani rendeva pubblico un appello che aveva indirizzato alle autorità della Fraternità Sacerdotale San Pio X (…). Questa pubblicazione gli valse la prima “ammonizione“ indirizzatagli personalmente da Monsignor Fellay e che, sembra, non doveva essere pubblicata. Tutto sarebbe rimasto nella discrezione, se Fellay stesso non ne avesse parlato ad un gruppo di suore, alle quali si era chiesto il silenzio…
Purtroppo o per fortuna, a seconda del punto di vista, …. la notizia è trapelata. Un breve resoconto di questa conferenza mi è giunto, per pubblicarlo. Ho dunque chiamato il padre Ceriani che mi ha confermato il contenuto del resoconto, che ora pubblico. Questa rivelazione non avrebbe più di tanto suscitato interesse se Monsignor Fellay, nel corso di un’altra conferenza tenuta davanti a una cinquantina di sacerdoti della Fraternità non avesse fatto una dichiarazione che pone un serio problema. I sacerdoti presenti ora ne parlano fra di loro. Si interrogano sull’avvenuto e forse è questa la ragione per la quale la notizia è fuggita. …. La cosa doveva essere risaputa…. Infatti Monsignore Fellay si sarebbe detto seriamente indispettito dall’amalgama che si era fatto tra la “chiesa conciliare” e la “chiesa ufficiale”. Caspita! Vent’anni dopo le consacrazioni e la diserzione di qualche “tenore” ecco che si adotta il loro linguaggio?
Infatti era quello che disse Dom Gerard con la sua espressione di “chiesa visibile”!.. E proprio per opporsi a questa teoria che Monsignore Lefebvre pubblicò l’editoriale nel numero 66 di “Fideliter” (novembre-dicembre 1988). Si poteva pensare che una tale affermazione suscitasse fra i sacerdoti presenti un mini “subbuglio”! Niente affatto! Il clima pesante di omertà che regna nella fraternità è tale che ci vuole un gran coraggio per scendere nell’arena e combattere! Le minacce d’espulsione già attuate in qualche caso rendono muti i più lucidi che spesso sono i più ricalcitranti!
Ebbene vi fu almeno una domanda di intervento…. Da parte dell’incorreggibile padre Ceriani! …Chiese di poter intervenire e si contentò di leggere qualche passaggio dell’editoriale di Mons. Lefebvre citato più alto. Nient’altro. Era sobrio e deferente! Poi con calma si sedette. E il mio informatore precisa: “Che cosa pensa sia accaduto?... Una seconda ammonizione canonica per questo impertinente?... Sbagliereste a crederlo! Mons. Fellay non rispose niente! Né lui né alcuno dei cinquanta sacerdoti presenti! Il silenzio che colse l’assemblea fu talmente palpabile che diventò assordante!”
Ecco dunque qualche passaggio di questo editoriale: “Dov’è la chiesa visibile? La chiesa visibile la si riconosce dalle caratteristiche che ha sempre avuto dalla sua visibilità: è una santa cattolica e apostolica. Vi chiedo, dove sono i veri segni della Chiesa? Sono piuttosto nella chiesa ufficiale (non si tratta della Chiesa visibile, si tratta della chiesa ufficiale) o da noi, per quanto rappresentiamo e per quel che siamo? E’ chiaro che siamo noi che manteniamo l’unità della fede che è scomparsa nella chiesa ufficiale. Un vescovo crede questo, un altro non ci crede, la fede è diversa i loro catechismi abominevoli contengono eresie. Dov’è l’unità di fede a Roma? Dov’è l’unità di fede nel mondo? Siamo ben noi ad averla mantenuta.” (…) “Mi sono accorto di questa volontà di Roma di voler imporci le loro idee e i loro modi di pensare. Il cardinale Ratzinger mi disse un giorno: “Ma Monsignore vi è una sola Chiesa, non bisogna fare una Chiesa parallela!” Quale era questa Chiesa per lui? La chiesa Conciliare, è chiaro! Ci ha detto espressamente: “ evidentemente se Vi accordiamo questo protocollo, qualche privilegio, Voi dovrete anche accettare quello che facciamo noi; e di conseguenza a Saint Nicolas du Chardonnet si dovrà celebrare ogni domenica una nuova messa”. Voi vedete bene che ci voleva condurre alla chiesa Conciliare”.
Dunque per Monsignore Lefebvre non si trattava di un amalgama!
E’ un’ evidenza: la chiesa ufficiale è la chiesa conciliare! E viceversa.
E aggiungeva: “E chiaro che vogliono imporci queste novità per finirla con la Tradizione. Non accordano niente per stima della liturgia tradizionale ma semplicemente per ingannare coloro a chi la danno e per diminuire la nostra resistenza, sfondare un fianco del blocco tradizionale per distruggerlo. E’ la loro politica, la loro tattica consapevole.”
C’è da infuriarsi al cospetto di tutto quello che stanno facendo da anni certi protetti, esenti da ogni tipo di “ammonizioni”, per fare entrare la fraternità in questa chiesa ufficiale o conciliare!
Un anno dopo le consacrazioni…
“Fideliter” nel nr. 70 (luglio-agosto 1989) pubblica un intervista di Monsignore Lefebvre sullo stesso argomento. Ecco qualche citazione: “Mettersi dentro la Chiesa, che cosa vuol dire? E anzitutto di quale Chiesa si parla? Se si tratta della chiesa conciliare, noi che l’abbiamo combattuta per vent’anni perché vogliamo la Chiesa Cattolica, dovremmo entrare in questa chiesa conciliare, per cosi dire, renderla cattolica? E un’illusione totale! (…) Questa storia della chiesa visibile di Dom Gerard e di M. Madiran è puerile. E’ incredibile che parlando di chiesa visibile si osi parlare di chiesa conciliare, in opposizione alla Chiesa Cattolica che noi cerchiamo di rappresentare e di continuare.” (…)
E’ certamente molto utile rileggere in questi tempi questi editoriali.
Max Barret (anziano autista di Monsignore Lefebvre)