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dopo la lettera di chiarimenti sui lefebvriani di Benedetto XVI, la Curia romana fa quadrato attorno a Ratzinger

La resistenza Cattolica 2

Lefebvriani, il Cardinale Canizares rinnova piena solidarietà a Ratzinger a nome di tutta la Plenaria della Congregazione del Culto Divino e della Disciplina dei Sacramenti

CITTA’ DEL VATICANO - Il Cardinale Antonio Canizares Llovera (nella foto), Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha nuovamente espresso ''amarezza'' per la ''sofferenza'' arrecata a Papa Benedetto XVI dalle polemiche sul caso della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani. ''Abbiamo ricevuto, letto e approfondito la lettera che ha inviato a tutto l'episcopato cattolico circa la remissione della scomunica'', ha detto il porporato rivolgendosi al Pontefice in occasione dell'udienza che questi ha concesso ai partecipanti alla Plenaria della Congregazione. ''Condividiamo l'amarezza della sofferenza recata a vostra Santita' - ha proseguito Canizares -, e mi faccio portavoce dell'unanime adesione di tutti i membri della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti, a quanto espresso con chiarezza e fermezza dalla Santita' vostra. Anche noi - ha rimarcato il Cardinale - vogliamo riaffermare con franchezza e vigore'' la ''filiale collaborazione'' con il Papa. Canizares ha quindi concluso manifestando ''la piu' sincera e profonda vicinanza e amorevole solidarieta' soprattutto in questo particolare momento'' a Benedetto XVI.


Il Cardinale Bertone sconfessa 'Repubblica' e gli altri profeti di sventura della carta stampata: “Benedetto XVI non è solo, la Curia è con lui”


CITTA’ DEL VATICANO - Benedetto XVI "non e' solo: tutti i suoi piu' vicini collaboratori gli sono lealmente fedeli e sono profondamente uniti a lui, a partire dai capi-dicastero". Lo ha affermato il segretario di Stato Tarcisio Bertone, sottolineando che il Papa "in questi momenti ha sentito anche la comunione con i molti vescovi, nonostante qualche voce stonata". Il braccio destro del Pontefice ha aperto cosi’ il suo intervento ad un convegno sui nuovi mass-media organizzato dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. In questi giorni, alcuni quotidiani (in particolare ‘la Repubblica’) parlano di una presunta solitudine del Papa che emergerebbe anche dalla Lettera a tutti i vescovi del mondo sulla revoca delle scomuniche ai lefebvriani. Un articolo in particolare a firma di Marco Politi sul quotidiano diretto da Ezio Mauro elenca, poi, addirittura alcuni capi dicastero della Curia Romana tra gli oppositori di Benedetto XVI.


Plauso della Cei e del Cardinale Vallini al Pontefice per la lettera sui Lefebvriani


CITTA’ DEL VATICANO - "Profonda gratitudine" e' stata espressa al Papa dalla Conferenza Episcopale Italiana per la Lettera "chiarificatrice in ordine alle polemiche sorte in seguito alla revoca della scomunica a quattro Vescovi, consacrati nel 1988 senza mandato della Santa Sede". "Gia' pochi giorni dopo l'annuncio del provvedimento - ricorda una nota della Cei - il presidente, Cardinale Angelo Bagnasco, aveva espresso l'apprezzamento dell'intero Episcopato italiano per tale atto di misericordia, manifestando al contempo il disappunto per le infondate e immotivate dichiarazioni di uno dei vescovi interessati circa la Shoah" e poi per la "veemenza di una discussione che ha distolto dalla preoccupazione di Benedetto XVI, rivolta unicamente alla causa dell'unita' della Chiesa". "I Vescovi e le comunita' ecclesiali che sono in Italia - conclude la nota diffusa della Cei - si stringono con affetto filiale al successore di Pietro e rinnovano l'impegno a 'imparare sempre di nuovo l'uso giusto della liberta'' e soprattutto 'la priorita' suprema: l'amore', secondo le accorate e persuasive parole del Santo Padre". La Lettera del Papa ai vescovi di tutto il mondo sulla revoca della scomunica ai lefebvriani rappresenta "una grande lezione di fede offerta a tutti noi dal Supremo Pastore, che antepone Cristo e il bene del suo gregge ad ogni altra umana considerazione, una lezione di amore e di servizio alla Chiesa". Lo afferma, dal canto suo, il Cardinale Agostino Vallini. "Pietro - sottolinea il vicario di Roma - spesso e' chiamato a vivere il Suo singolare ministero in solitudine, nell'incomprensione e nella sofferenza". Per Vallini, "le ragioni a lungo meditate del 'gesto discreto di misericordia' verso i quattro vescovi, nella paterna attesa che venga da loro corrisposto con i dovuti passi di piena riconciliazione, andavano accolte da tutti nella Chiesa, facendo giungere al Supremo Pastore il sostegno, il conforto e la condivisione nella comunione ecclesiale, anche quando potessero non esserne compresi tutti gli elementi di una complessa e dolorosa vicenda". Nella nota il vicario del Papa sottolinea infine che la lettera "chiarisce bene gli aspetti disciplinari, dottrinali e pastorali che hanno condotto il Padre comune a 'questo sommesso gesto di una mano tesa'. Desidero manifestarLe, Padre Santo, che la Chiesa di Roma, la Sua Chiesa, attraverso questi miei pensieri, si stringe ancora una volta intorno alla Sua cara Persona per lenirLe la pena di questa circostanza ed intende confermarLe piena comunione e adesione ai Suoi atti di governo. Resto convinto che le decisioni del Papa si accolgono con fede, si comprendono nelle loro alte motivazioni e si sostengono sempre". Il Cardinale Vallini esprime infine "vicinanza affettuosa e filiale" al Pontefice “a nome dell'intero popolo romano".

Fonte: Papanews.it 13/03/09



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