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Il brigantaggio del concilio

Un'illusione puerile


Il brigantaggio del Concilio Vaticano II


Tale è il titolo di un capitolo nel libro “ils l’ont découronné” di Mons. Lefebvre (1987). Ecco qualche passaggio da leggere e meditare in questi tempi.


La rivoluzione in tiara e cappa


“La riflessione di un vecchio amico del cardinale Roncalli, futuro Giovanni XXIII è illuminante. Alla morte di Pio XII, l’anziano Dom Lambert Beaudouin, amico di Roncalli, confidava al Padre Bouyer: “se eleggono Roncalli, tutto è salvo: sarebbe capace di convocare un concilio e consacrare l’ecumenismo”. Dom Beaudouin conosceva bene Roncalli. Lui sapeva sin dal 1958 che Roncalli una volta diventato papa realizzerebbe l’ecumenismo e questo in modo ben possibile attraverso un concilio. Ora chi dice ecumenismo dice libertà religiosa e liberalismo. La “rivoluzione in tiara e cappa” non era un ’improvvisazione.” (p.159, edizione del 1987)

La tattica rivoluzionaria al concilio

“Affermazione di un errore o di un’ambiguità o di un orientamento pericoloso, poi immediatamente dopo, o prima, un’affermazione in senso contrario destinato a rassicurare i padri conciliari conservatori” (ibid. p. 168)

Due esempi:

1. il latino “Così nella costituzione sulla liturgia, scrivendo al nr.36 &2: “uno spazio più ampio potrà essere concesso alla lingua vernacolare” e affidando alle assemblee episcopali la cura di decidere se adottare la lingua verancolare (nr.36 &3) i redattori del testo aprivano la porta all’eliminazione del latino dalla liturgia. Ma per attenuare questa pretesa si sono presi la cura di scrivere prima al nr.36 &1: “l’impiego della lingua latina, salvo il diritto particolare, sarà conservato nel rito latino”. Rassicurati da questa affermazione, i padri hanno ingoiato senza problemi le altre due” (ibid. p.168)

2. la libertà religiosa


“Nella dichiarazione sulla libertà religiosa, di cui era stato respinto da molti padri conciliari il primo schema, Paolo VI fece lui stesso aggiungere un paragrafo che in sostanza recitava: “questa dichiarazione non contiene niente che sia contrario alla tradizione”. Ma tutto quello che vi è dentro è contrario alla tradizione! Allora qualcuno dirà: ma leggete! C’è scritto: non vi è niente di contrario alla tradizione. E pertanto tutto invece è contrario alla tradizione! E questa frase è stata aggiunta dal papa all’ultimo minuto per forzare la mano ai vescovi spagnoli – che si erano opposti a questo schema. E’ facile accollare in modo posticcio il marchio d’innocenza! Procedura incredibile! (ibid. p.169)

Conclusione: Una lettura cattolica del concilio Vat.II “è praticamente impossibile”


“Non siamo riusciti a purificare il concilio dallo spirito liberale e modernista che impregnava la maggior parte dei schema. I redattori erano precisamente gli esperti, e i padri macchiati di questo spirito. Ora, che cosa volete, quando un documento è nel suo insieme, redatto con uno spirito falso, è praticamente impossibile purgarlo da questo spirito; bisognerebbe ricomporlo completamente per dargli un spirito cattolico” (ibid. p.169)




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