strumentalizzazione mediatica 3
Il Presidente del Pave the Way parla di strumentalizzazione mediatica della revoca scomunica, in maniera diametralmente opposta alla nostra. Noi abbiamo parlato di strumentalizzazione delle parole di Mons. Williamson in una intervista rilasciata mesi prima, finalizzata a non parlare delle condizioni poste dai tradizionalisti, cioè l'abrogazione degli errori del Concilio e l'abrogazione della nuova messa. Per gli ebrei, invece, la strumentalizzazione starebbe nel fatto che i media non avrebbero sufficientemente spiegato che i tradizionalisti dovranno accettare il Concilio e tutto il resto...
La Redazione
Lefebvriani & Shoah, intervento del Presidente di ‘Pave the Way’: “La revoca della scomunica strumentalizzata dai media”
CITTA’ DEL VATICANO - Il Papa "non ha dato il benvenuto" alle opinioni antiebraiche del vescovo lefebvriano Williamson, come hanno voluto dare a intendere i mezzi di comunicazione "omettendo dettagli importanti", e quindi "questo caso non dovrebbe danneggiare il dialogo tra ebrei e cattolici", che "sta avendo tanta importanza in questo pontificato". Lo afferma il presidente, ebreo, della Fondazione Pave the Way, in un comunicato pubblicato dal sito "zenit.org" in cui spiega che la remissione della scomunica ai vescovi lefebvriani non ha presupposto "affatto" un benvenuto nel seno della Chiesa Cattolica. Il presidente dell'organismo internazionale che intende promuovere il dialogo ebraico-cristiano ammette che anche la sua prima impressione di fronte a questa situazione e' stata negativa e che non capiva "come un Papa che aveva compiuto tanti progressi nei rapporti ebraico-cattolici potesse aver fatto questo". Da parte sua, precisa la nota, di fronte all'agitazione provocata nel mondo ebraico dalla notizia della remissione della scomunica, la Fondazione, "anziche' limitarsi a condannare questo atto, si e' dedicata a indagare a fondo sulla questione informandosi con funzionari del Vaticano ed esperti di diritto canonico", appurando che Benedetto XVI ha voluto "aprire una porta perche' questo gruppo conservatore radicale di destra, che ha circa un milione di fedeli, possa iniziare a dialogare con il Vaticano, in vista di un eventuale reinserimento nel credo cattolico stabilito" e che "questo include l'accettazione delle conclusioni del Concilio Vaticano II e della dichiarazione Nostra Aetate, il che implica accettare il fatto che l'antisemitismo e' un peccato". Inoltre, ricorda Krupp, "la remissione della scomunica non significa assolutamente che questi vescovi siano stati ammessi nella Chiesa a braccia aperte: resta una lunga serie di obblighi da rispettare, e devono rispondere a molteplici violazioni in base al diritto canonico". Dunque, i mezzi di comunicazione di tutto il mondo "hanno diffuso una versione sensazionalista e incompleta" del caso, un'omissione che "ha fornito titoli, ha rifornito di combustibile la controversia e ha promosso la reazione negativa". "Dovremmo permettere - si chiede Krupp - che le dichiarazioni e le convinzioni di una sola persona, e le omissioni dei mezzi di comunicazione, danneggino il dialogo tra ebrei e cattolici, che e' stato definito giustamente un aspetto di fondamentale interesse per la Chiesa Cattolica e per questo pontificato? Sicuramente no!", conclude la nota. Papanews.it del 5/02/09