opinioni varie
Vaticano-Ebrei, incontro chiarificatore tra il Papa e il Gran Rabbinato di Israele: “Insieme per promuovere dialogo e Pace”. Ma intanto scoppia la grana Onu
CITTA’ DEL VATICANO - Il viaggio del Papa in Terra Santa dovra' "contribuire al dialogo" con ebrei e musulmani e "promuovere la pace nella regione e nel mondo". Lo ha detto lo stesso Benedetto XVI ricevendo in Vaticano una delegazione del Gran Rabbinato di Israele. Ai rabbini israeliani che dovevano partecipare due settimane fa all'incontro periodico con la Commissione per i rapporti religiosi con l'ebraismo, e che a causa della momentanea sospensione dei rapporti seguita al "caso Williamson" sono arrivati solo in queste ore, il Papa ha espresso la sua gratitudine, in linea con quanto ha scritto nella Lettera ai vescovi di tutto il mondo con la quale ha dato atto che gli "amici ebrei" hanno capito prima di molti cattolici il senso della revoca della scomunica ai lefebvriani. "Vi ringrazio per la vostra visita - ha detto loro - e rinnovo il mio impegno a far avanzare la visione stabilita per le generazioni a venire dalla dichiarazione 'Nostra Aetate' del Concilio vaticano II". Per il Pontefice, il dialogo tra gli ebrei e la Chiesa e' "necessario e possibile". E il viaggio in Terra Santa lo dimostrera': "La mia intenzione - ha rimarcato - e' di pregare specialmente per il prezioso regalo dell'unita' e della pace sia nella regione che per l'intera famiglia umana. Possa la mia visita anche aiutare ad approfondire il dialogo della CHiesa con il popolo ebraico cosi' che ebrei, cristiani e musulmani possano vivere in pace e armonia in Terra Santa". "Profonda preoccupazione sul carattere evidentemente antisemita del testo proposto per la Conferenza dell'Onu di Durban" e' stata invece espressa al Papa dal rabbino capo Shear-Yashuv Cohen, che guida la delegazione del Gran Rabbinato d'Israele giunta in Vaticano per la ripresa dei colloqui che erano stati interrotti dopo il "caso Williamson". A Benedetto XVI e' stato chiesto che il Vaticano critichi apertamente la dichiarazione della conferenza Onu sul razzismo 'Durban2' in ragione del suo contenuto "evidentemente antisemita". Il testo, infatti, ha spiegato Cohen, "oltre a ignorare il significato e le lezioni della Shoah, punta il dito contro lo Stato di Israele con critiche pregiudiziali, ignorando volontariamente coloro che compiono discriminazioni istituzionalizzate e violazione dei diritti umani. Apprezziamo il ruolo costruttivo dell'osservatore vaticano nel tentare di resistere alla distorta dichiarazione - prosegue il capo della delegazione del Gran Rabbinato di Israele - e speriamo che la Santa Sede fara’ sentire la sua voce nel deplorare questo attacco allo Stato ebreo". Come e' noto, la Santa Sede, che ha pero' uno status diverso in quanto non e' membro dell'Onu ma vi e' rappresentato da un 'osservatore permanente', non ha ritirato la sua delegazione dai lavori preparatori della Conferenza sul Razzismo, come ha fatto invece il Governo Italiano. Il rabbino Cohen ha espresso apprezzamento invece per la condanna di ogni negazionismo della Shoah pronunciata da Benedetto XVI dopo il caso del vescovo negazionista Richard Williamson, e in proposito ha avanzato una proposta concreta: "Mi permetta di suggerire - ha detto al Pontefice - che la sua considerazione sul fatto che l'importanza morale e la storia della Shoah siano 'memoria futura' divenga una materia nel curriculum degli studenti di tutte le scuole cattoliche in giro per il mondo". Papanews.it 12/03/09