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Ratzinger insegna che "nella discontinuità degli eventi esteriori c'è la grande continuità

strumentalizzazione mediatica 5

Il Santo Padre cena con i seminaristi di Roma e li rassicura: “La Chiesa opera con continuità rispetto al passato”


CITTA’ DEL VATICANO - L'Osservatore Romano pubblica le parole pronunicate dal Papa in un incontro privato con i 103 seminaristi della diocesi di Roma. Si tratta di un breve discorso che rafforza la raccomandazione a superare le polemiche sterili che dividono la Chiesa pronunciato poco prima nella parte pubblica della visita al Seminario del Laterano. Come e' noto, Ratzinger sostiene che il Concilio Vaticano II deve essere accettato anche dai lefebvriani in quanto non rappresenta una rottura con la Tradizione della Chiesa ma deve essere letto in continuita' con essa. "Nella discontinuita' della storia, la continuita' della Chiesa", sintetizza l'Osservatore nel suo titolo. "Nel colloquio adesso a tavola - ha detto il Pontefice dopo la cena con i ragazzi - ho imparato di piu' della storia del Laterano, cominciando da Costantino, Sisto V, Benedetto XIV, Papa Lambertini. Cosi' ho visto tutti i problemi della storia e la sempre nuova rinascita della Chiesa a Roma. E ho capito che nella discontinuita' degli eventi esteriori c'e' la grande continuita’ dell'unita' della Chiesa in tutti i tempi. E anche sulla composizione del Seminario ho capito che e' espressione della cattolicita' della nostra Chiesa. Da tutti i continenti siamo una Chiesa e abbiamo in comune il futuro. Speriamo soltanto che crescano ancora le vocazioni perche’ abbiamo bisogno, come ha detto il Rettore, di lavoratori nella vigna del Signore". L'Osservatore pubblica inoltre il testo stenografico della "lectio divina" che Benedetto XVI ha pronunciato a braccio nella Cappella della Madonna della Fiducia del Seminario Romano, e della quale le agenzie avevano diffuso alcuni stralci, sottolineando che la parte conclusiva sembrava poter essere interpretata come una risposta alle critiche piovute da alcuni Episcopati sulla decisione di revocare la scomunica ai lefebvriani. "Nella Lettera (ai Galati) c'e' un accenno - erano state le parole testuali del Pontefice - alla situazione un po' triste della comunita' dei Galati, quando Paolo dice: 'Se vi mordete e vi divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni con gli altri... Camminate secondo lo Spirito'. Mi sembra che in questa comunita', che non era piu' sulla strada della comunione con Cristo, ma della legge esteriore della 'carne', emergono naturalmente anche delle polemiche e Paolo dice: 'Voi divenite come belve, uno morde l'altro'. Accenna cosi' alle polemiche che nascono dove la fede degenera in intellettualismo e l'umilta' viene sostituita dall'arroganza di essere migliori dell'altro. Vediamo bene che anche oggi ci sono cose simili dove, invece di inserirsi nella comunione con Cristo, nel Corpo di Cristo che e' la Chiesa, ognuno vuol essere superiore all'altro e con arroganza intellettuale vuol far credere che lui sarebbe migliore. E cosi' nascono le polemiche che sono distruttive, nasce una caricatura della Chiesa, che dovrebbe essere un'anima sola ed un cuore solo. In questo avvertimento di San Paolo, dobbiamo anche oggi trovare un motivo di esame di coscienza: non pensare di essere superiori all'altro, ma trovarci nell'umilta' di Cristo, trovarci nell'umilta' della Madonna, entrare nell'obbedienza della fede. Proprio cosi' si apre realmente anche a noi il grande spazio della verita' e della liberta' nell'amore". Papanews.it 20/02/09



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