La Resistenza Cattolica 3
Duro attacco al Papa Così ringraziano i lefebvriani
(da Libero del 26/04/09)
A costo di subire un vero linciaggio mediatico, il Papa della mitezza (che davvero è il “Papa buono”) ha teso la mano ai lefebvriani, come un padre misericordioso a un figlio scappato di casa. Ebbene, adesso c’è chi ricambia mordendogli la mano. L’attacco a Benedetto XVI della rivista lefebvriana “Sì, sì, no, no” – di cui ancora nessuno si è accorto - appare pesantissimo. In sostanza (...) (...) accusano Ratzinger di eresia. Nientemeno! Naturalmente “Sì, sì, no, no”, che si definisce “Quindicinale cattolico Antimodernista”, non è un periodico ufficiale della Fraternità San Pio X, ma da sempre è legato ad essa, per decenni è stato diretto da un sacerdote che è ai vertici della Fraternità, viene regolarmente diffuso al suo interno e non risulta che abbiano preso le distanze dagli anatemi lanciati contro il Pontefice. Consideriamo solo gli ultimi due numeri, usciti dopo la revoca della scomunica ai quattro vescovi tradizionalisti e la sciagurata “performance” di Williamson, che ha provocato al Papa gli attacchi più feroci dei media e la sofferenza più tremenda. quelli di “sì sì, no no” Ci si attendeva, da parte lefebvriana, gratitudine, segni di obbedienza al Santo Padre e anche di rammarico per lo scandalo provocato da Williansom, con scuse sincere. Ebbene l’autorità della Fraternità San Pio X ha espresso (sia pure in modo fumoso e parziale) del rammarico, ma sulla rivista “Sì, sì, no, no”, si legge l’esatto contrario, cioè che non è Williamson a dover fare mea culpa, ma il Papa per le sue dottrine eretiche. Sta tutto sull’ultimo numero, nella requisitoria anonima intitolata “La strana teologia di Ratzinger”, dove accusano l’attuale pontefice di «modernismo» (l’eresia condannata sotto Pio X), di gioachimismo e soprattutto lo accusano di «giudaizzare» arrivando a questa drastica conclusione: «la teologia del giudeo-cristianesimo è congenere a Ratzinger e a Benedetto XVI (come dottore privato). Per capire la sua reazione davanti alla montatura del “caso Williamson” non si deve guardare alla persona del monsignore “incriminato”, ma alla dottrina giudaizzante del Pontefice modernizzante. Ci sembra, pertanto, inutile, se non pericoloso, andare a dialogare con lui (o chi per lui) e a tal fine “gettare a mare Giona”». Inutile ogni commento. Naturalmente a Ratzinger (e a Giovanni Paolo II) non viene risparmiata neanche l’accusa di essere in combutta ideologica con la massoneria. Più avanti infatti la stessa rivista traccia un ridicolo parallelo fra le tesi contenute nel libro “Filosofia della massoneria” di Giuliano di Bernardo (volume pubblicato quando egli era Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia) e un passo della “Dives in misericordia” di papa Wojtyla, vedendovi «corrispondenza perfetta». Inoltre lo stesso libro di Di Bernardo viene accost (continua)...