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TOSI SPARA A ZERO SU DON FLORIANO

strumentalizzazione mediatica 2

L'Arena, 01/02/09

Tosi «scarica» il prete dei raduni leghisti

IL CASO. Il sindaco spara a zero su don Floriano Abrahamowicz dopo le sue frasi negazioniste sulle camere a gas
«Ha detto cose inconcepibili, facendo apologia di reato» L'assessore Di Dio: «Carroccio in contatto coi lefebvriani»
01/02/2009


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Flavio Tosi nel 2005 all'Arsenale per la messa riparatrice di don Abrahamowicz in occasione del Gay Pride
«Ha detto cose inconcepibili, facendo apologia di reato e di questo dovrebbe rispondere alla legge». Il sindaco Flavio Tosi spara a zero su don Floriano Abrahamowicz punto di riferimento delle comunità lefebvriane e tradizionaliste venete e simpatizzante della Lega Nord. Ma a denunciarlo non sarà il partito che ha contribuito a dargli notorietà. «Non ce n'è bisogno», spiega Tosi, «poiché le cose che ha detto le ha lette tutta Italia e la magistratura può benissimo verificare se ci sono estremi di reato». Per il sindaco quelle pronunciate dal sacerdote sono «parole inaccettabili e mostruose». Tosi, invece, preferisce non rispondere all'esponente Udc Stefano Valdegamberi che aveva ironizzato sui leghisti che «dopo averlo frequentato, ora dicono di non conoscere più quel prete».
Nell'intervista, don Abrahamowicz aveva detto, a proposito del lager nazisti: «So che le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare». Parole che hanno provocato un'ondata di indignazione. E Tosi fa sapere che con quel prete non vuol avere «nulla a che fare». E, aggiunge, «non merita considerazione nemmeno chi tenta di giustificare affermazioni così aberranti». Anche il senatore Federico Bricolo aveva detto che «chi dice cose simili non può avere nulla a che fare con noi». Per la Lega, don Abrahamovicz non è certo uno sconosciuto, visto che ha partecipato a molte iniziative del Carroccio. A Vicenza, davanti ai ministri Maroni e Calderoli, aveva benedetto il crocifisso destinato al Parlamento del Nord. E a Verona, su invito di Matteo Castagna - «La chiesa dell'unico messia non chiede scusa a Caifa», scrive quest'ultimo sul suo sito - responsabile di Padania cristiana, don Floriano è venuto spesso. Nel 2005 guidò un rosario contro il Gay pride cui partecipò anche l'allora consigliere comunale Tosi, il quale, ora, distingue tra un'iniziativa contro una manifestazione «per molti versi eccessiva» e il celebrante che non aveva ancora detto frasi riduttive sulla Shoah.
Nel suo intervento per la Giornata della memoria, Tosi aveva invitato a riflettere sull'orrore per una «tragedia tanto immane», chiedendosi come sia potuto accadere «che poche migliaia di persone abbiano deciso di sterminare milioni di persone, per la loro diversità di razza, di religione, di orientamento sessuale».
Nella polemica interviene anche l'assessore alle pari opportunità, Vittorio Di Dio, di An: «La Lega prende le distanze? Ci sono foto eloquenti sui suoi contatti con il mondo lefebvriano». E su don Abrahamowicz, aggiunge: «La storia deve essere letta e riletta, ma certamente non si può dire che la Shoah è una balla. Bene ha fatto il Papa a dire che l'umanità non deve commettere nuovi crimini nei confronti del popolo ebraico negando quella tragedia». E.S.



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