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La replica della confraternita
La Fraternità San Pio X ha voluto prendere pubblicamente le distanze dai negazionisti monsignor Richard Williamson e don Floriano Abrahamowicz, accomunati da tesi riduzioniste sull’Olocausto e soprattutto dalla evidente volontà di boicottare il perdono deciso dal Papa per i seguaci di mons. Marcel Lefebvre. "La Fraternità - afferma una nota diffusa oggi - ha già chiarito con un comunicato ufficiale del 27 gennaio scorso, vincolante per tutti i membri, la propria posizione circa le polemiche sollevate in seguito alle dichiarazioni di mons. Richard Williamson sullo sterminio degli ebrei. Nel ribadire i contenuti del comunicato, la Fraternità San Pio X riprova ogni singola parola da esso discordantè". Non solo. "Il padre di monsignor Marcel Lefebvre era antinazista e morì per questo nel lager di Sonnenburg nel 1944", ha ricordato il distretto tesesco della Fraternità di San Pio X. "Con il padre di monsignor Lefebvre molti preti cattolici sono morti nei campi di concentramento di Hitler", ricorda monsignor Pater Franz Schmidberger che firma la nota in qualità di Superiore del Distretto della Fraternità in Germania. Renè Lefebvre era un esponente di spicco della Resistenza Tedesca e fu arrestato dalla Gestapo nel 1941. A Sonenburg, prima di essere ucciso, pronunciò le parole "muoio da cattolico francese". Il suo corpo fu probabilemnete bruciato, di certo non è mai stato ritrovato. Estratto da Il Giornale del 29/01/09