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Sul negazionista Williamson la scure del Museo sull'Olocausto 'Yad Vashem' di Gerusalemme: “Chiediamo al Vaticano di sospenderlo”
CITTA’ DEL VATICANO - Sulla revoca della scomunica di Monsignor Richard Williamson, dalla Chiesa ''non e' stata fatta sufficiente chiarezza''. ''La Chiesa avrebbe dovuto fare una distinzione netta, e condannare quest'uomo che e' un negazionista attivo e sistematico della Shoah, (stabilendo, ndr) che questi non e' degno di fungere da guida, di rivestire un alto sacerdozio''. Lo ha detto all'ANSA il presidente del Museo dell'Olocausto Yad Vashem di Gerusalemme, Avner Shalev. ''E' evidente che la Chiesa riconosce l'Olocausto!'', ha esclamato Shalev. ''E' ben certo che il Pontefice Giovanni Paolo II ha detto, proprio da noi a Yad Vashem, che la Shoah avrebbe potuto avvenire solo in assenza della Fede, o nella devianza dalla Fede. Aggiunse che e' dovere dei fedeli cristiani comprendere la Shoah, studiarla, elevare preghiere... Lancio' un messaggio molto netto''. ''Allora - si e' chiesto Shalev - come e' mai possibile che dopo cio' un vescovo sostenga che l'Olocausto non e' avvenuto?''. La Chiesa - ha ammesso Shalew - aveva pieno diritto di revocare la scomunica dei vescovi lefevbriani: ''Quella e' una questione morale, interna''. Ma a riguardo di Monsignor Williamson, a suo parere, dovrebbe tuttavia dire in modo esplicito che un negazionista dell'Olocausto non puo' rivestire un incarico di guida spirituale. Shalev ha comunque previsto che questa vicenda non avra' alcuna influenza sulla visita di Papa Benedetto XVI a Yad Vashem, la prossima primavera. Shalev ha rilasciato queste dichiarazioni al termine della inaugurazione a Ramla (citta' con popolazione araba ed ebraica) di una mostra dedicata al contributo dei musulmani albanesi al salvataggio degli ebrei perseguitati dai nazisti nella Seconda guerra mondiale.
Papanews.it 27/01/09