Avvoltoi di mare

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Strage buonista

Centodiciassette immigrati, tante donne e bambini, morti annegati nel tentativo di raggiungere su gommoni le coste italiane sono una bruttissima notizia.

 Ma chi sostiene che questa tragedia è la conseguenza della politica dei «porti chiusi» adottata dal governo non solo si sbaglia di grosso, ma è pure in malafede. Non c’è alcuna relazione tra il numero dei morti in mare e le modalità di soccorso, anzi è certo e documentato che meno partenze uguale meno vittime. Ecco i dati, fonte Amnesty International degli ultimi cinque anni. Dal 2014 al 2016, triennio di porti aperti e ong libere di soccorrere in mare, i morti annegati sono stati rispettivamente 3.528, 3.771 e 5.096. Nel 2017 il primo giro di vite su partenze e arrivi, deciso da Minniti ha fatto scendere le vittime a 3.116 e con lo stop alla collaborazione con le ong imposto da Salvini a metà 2018 il numero dei morti è crollato a 972, il minimo da sempre. Prosegui la lettura »

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La Gioconda ci scrive

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Oddio che anno bischero s’annuncia codesto, coi cinquecent’anni dalla morte del mì pittore barbuto ed extravagante, come si appellava?, Lionardo di ser Piero da Vinci… Quante noie, quanti incomodi, quante male lingue s’avanzano per la ricorrenza… Ovvia, volete finirla di darmi il tormento da cinquecent’anni? Da quando quel benedett’omo da Vinci, che faceva tanti mestieri, s’incaponì di farmi il ritratto, ho perso la pace. Senza niuna volontà sono addivenuta la faccia più famosa del mondo, mi visitano in continuazione e mi coglionano da mane a sera. Sto su Feisebucche, su Uozappe e su Istagramme da cinque secoli prima che l’inventassero. Ma non ho diritto pur’io alla praivasì e alla morte privata, da voi nun c’era un editto? E i diritti della donna, la tutela dalli stalcher, come dicono li forastieri, per me nun vale? Prosegui la lettura »

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LEX ORANDI SENZA LEX CREDENDI – Commento alla soppressione della Commissione Ecclesia Dei

 

Come preannunziato, la Commissione Ecclesia Dei è stata soppressa, e le sue competenze passano ora ad una costituenda sezione della Congregazione per la Dottrina della Fede. Il Motu Proprio promulgato ieri, 19 Gennaio, ha confermato quanto da più parti si era già dato come fatto compiuto. 

L’avvocato Fabio Adernò, in un suo commento pubblicato su Messa in Latino [qui] ritiene che «l’unica cosa che cambia, da oggi, è la carta intestata». Una pia illusione, se posso permettermi, che verrà presto smentita dai fatti. Come giustamente osservava Steve Skojek in un tweet, quel che fa Bergoglio, ancorché apparentemente innocuo, dovrebbe sempre destare qualche sospetto. E il sospetto che un atto di governo di natura meramente amministrativa possa preludere ad un ulteriore ridimensionamento delle libertà concesse ai conservatori in ambito liturgico è tutt’altro che irragionevole, anzi pare confermato dalla prassi ormai invalidata in seno alla neo-chiesa. Si rassegnino quindi i normalisti che, per rimanere in comunione con la setta conciliare, sono disposti a negoziare sulla dottrina accettando il Vaticano II, pur di mantenere in vita la liturgia tridentina. 

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Così la BCE finanzia le Multinazionali e affossa le PMI italiane

 

Bce Draghi moneta multinazionali

Roma, 19 gen – Pinocchio ci insegnò a sue spese che l’albero degli zecchini d’oro non esiste. Ma è davvero così? Se la realtà supera la fantasia, è proprio questo il caso. E non si parla di qualche soldino, ma di centinaia di miliardi di euro. In una società dominata dal denaro, per trovare il Dio che la governa occorre seguire il denaro fino alla fonte: le banche centrali. Esse possono creare moneta senza alcun limite teorico, visto che la moneta che creano non è altro che una voce al passivo del bilancio espandibile anche con capitale negativo. Di conseguenza hanno poteri immensi, che spiegano gli incessanti tentativi di rendere indipendenti tali entità, dove per “indipendenti” possiamo intendere “fuori dal controllo statale” e quindi slegate dalla missione di servire la nazione, ponendosi invece al servizio dei più influenti operatori economici privati. Prosegui la lettura »

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Parigi: a migliaia contro l’aborto

Proteste anche contro fecondazione assistita per coppie lesbiche.

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http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2019/01/20/a-migliaia-a-parigi-contro-laborto_c9f946cf-ff4f-4524-b260-a08c3cf671ac.html

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I muri dell’unica democrazia


Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 6/19 del 21 gennaio 2019, Sant’Agnese
 
I muri dell’unica democrazia
 
Prosegue da parte del governo israeliano la politica dell’espansione delle colonie illegali in Palestina, protette giuridicamente e militarmente. Mancava la strada con muro incorporato! 
Ricordiamo ai benpensanti filo-israeliani, che identificano il popolo palestinese unicamente con i musulmani, che la politica sionista ha causato la partenza della maggioranza dei cristiani dalla Terra Santa e chi è rimasto è discriminato in diversi modi in quanto lo stato ebraico non riconosce l’uguaglianza tra tutti i cittadini. Sulle terre confiscate recentemente ai cattolici:

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Il nuovo Impero Britannico e la diversione Brexit

Risultati immagini per brexit israeledi Francesco Rossini

Abbiamo già scritto che la Brexit non si può comprendere se non alla luce della politica estera tradizionalmente e storicamente russofoba della Gran Bretagna. Le nazioni o gli imperi che fanno la “grande politica” han sempre modulato la piccola interna in base alla politica estera. E’ la politica estera che decide della qualità politica di un regime o di uno Stato. In Inghilterra esistono due o tre o quattro partiti ma esiste ed è sempre esistita una sola politica estera. Il Nuovo Impero Britannico, Global Britain, teorizzato dal 2014 si contraddistingue per l’azione di contrasto contro l’Eurasia e per l’offensiva antirussa. E’ l’idea storica di riscossa imperiale britannica dopo la “Dunkerque finanziaria” (cit. Keynes 1945) e la catastrofe della seconda guerra mondiale con la Gran Bretagna in bancarotta economica e la nascita di Israele, che Churchill ed Eden con ogni mezzo tentavano vanamente di impedire.

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Il contrappasso finiano di Forza Italia, oggi è come Futuro e Libertà

Forza Italia nel finale di partita è – per contrappasso – una specie di Futuro e Libertà.
Ebbene, sì: è come Fli, il partito che – parlandone da vivo – fu di Gianfranco Fini e che piaceva a tutti perché dispiaceva assai al Silvio Berlusconi di ieri.
Come nel passato, così nel presente.
Come Giorgio Napolitano, pur di sabotare il Berlusconi donizettiano, accompagnava ogni passo del post-fascista con gli occhiali – lo illudeva di portarselo a Palazzo Chigi – così Sergio Mattarella, al Quirinale, prende respiro nel ragionarsela col capo di Forza Italia piuttosto che vedersi intorno i barbari gialloverdi.
Come ieri Fini, teleguidato, parlava di “patriottismo repubblicano”, così oggi Berlusconi – irriconoscibile nel suo secondo predellino – sciorina in tema di “democrazie occidentali” cancellando il Silvio più sovversivo, quello che scatenava gli anatemi di Angela Merkel e Nicholas Sarkozy.
Corsi, ricorsi e giravolte storiche, è il caso di dire. Prosegui la lettura »

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Manipolazione, governo “invisibile” e propaganda: da Edward Bernays ai giorni nostri

«La manipolazioneconsapevole e intelligente,delle opinioni e delle abitudini delle masse svolge un ruolo importante in una società democratica, coloro i quali padroneggiano questo dispositivo sociale costituiscono un potere invisibile che dirige veramente il Paese.
Noi siamo in gran parte governati da uomini di cui ignoriamo tutto ma che sono in grado di plasmare la nostra mentalità, orientare i nostri gusti,suggerirci cosa pensare
».

Scriveva così nel lontano 1928 il nipote di Freud, Edward Bernays, considerato il fondatore delle Pubbliche Relazioni e l’ideologo degli attuali spin doctor. Possiamo ritenere Bernays il “padre” dei cosiddetti “stregoni della notizia” come li ha battezzati il giornalista e scrittore Marcello Foa nel suo omonimo saggio, ossia il padre di quegli esperti di comunicazione che manipolano l’opinione pubblica per ottenere il consenso. Proprio Foa, ora Presidente RAI, è stato ospite venerdì 11 gennaio con me e l’amico Marco Castelli dell’Accademia Diciannove presso lo Spazio UNO per parlare di fake news e credibilità dei media. 

La propaganda secondo Edward Bernays

Nel suo saggio Propaganda, Bernays spiegava che nei sistemi democratici la propaganda è fondamentale per “dare forma al caos”: per evitare che la democrazia ci porti al caos e alla paralisi sociale, un “governo invisibile” manipola, le opinioni, le abitudini e le scelte dei cittadini, lasciando a costoro l’illusione di essere liberi. Le tecniche usate dal potere per plasmare l’opinione pubblica sono state inventate e sviluppate man mano negli anni «via, via che la società diventava più complessa e l’esigenza di un governo invisibile si rivelava sempre più necessaria».

La lezione di Bernays, in estrema sintesi, è che

ai metodi repressivi oggi si preferisce affiancare lamanipolazione “dolce”volta a far credere ai cittadini che costoro siano liberi di scegliere quando invece le loro decisioni vengono orientate dall’alto. Nessun regime, ma neppure nessuna democrazia, può sostenersi senza la propaganda di cui i media mainstream e lo spettacolo in generale si fanno docile cassa di risonanza.

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