Menu principale:
politica > Politica 3
«Lo feci anche a Lodi, infettando il terreno»
«Un maiale-day contro la moschea»
La provocazione del leghista Calderoli che si schiera contro la costruzione del minareto a Bologna
Il leghista Calderoli (Ansa)
Roma - «Metto personalmente fin da subito a disposizione del comitato contro la moschea sia me stesso che il mio maiale per una passeggiata sul terreno dove si vorrebbe costruire la moschea». Usa la provocazione il vice presidente del Senato e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega, Roberto Calderoli, per esprimere dissenso alla realizzazione di una nuova moschea a Bologna.
MAIALE DAY- La proposta del leghista ricalca, dice lui stesso, un'omologa azione fatta in passato a Lodi «dove- ricorda Calderoli- la fatidica moschea non è mai stata realizzata in quanto il terreno, dopo la passeggiata del mio maiale fu considerato infetto e pertanto non più utilizzabile». Il senatore della Lega aggiunge: «Visto che dalle nostre parti c'è ne piena l'aria potremo organizzare in futuro il maiale-day ovvero concorsi e mostre per i maiali da passeggiata più belli da tenersi nei luoghi dove chiunque pensi di edificare non un centro di culto ma il potenziale centro di raccolta di una cellula terroristica».
13 settembre 2007
La provocazione del sen. Calderoli è simpatica. Diciamolo pure. Chiunque abbia un minimo di senso identitario non può che vedere con un sorriso compiaciuto la proposta di Calderoli.
Ma Magdi Allam, l’arabo “giannizzero” di Israele, si straccia le vesti in nome del politicamente corretto. Si legga con attenzione il suo commento. In corsivo rispondiamo noi della redazione:
Il «maiale day» non fa ridere
Se l'intento del leghista Calderoli con la boutade del «maiale-day» era di ostacolare la costruzione della mega-moschea di Bologna, il risultato è stato del tutto controproducente. Attorno agli islamici dell'Ucoii, destinatari del controverso luogo di culto, si è levata una marea di solidarietà a sinistra e a destra.
N.d.r.: Non diremmo che il risultato sia stato controproducente. Magdi Allam guarda solo alla inquietante solidarietà che l’Ucoii ha ricevuto nei salotti del potere, da sinistra ma soprattutto da destra. Ma non guarda al consenso ed alla simpatia che la “sparata” ha avuto nella gente comune. Assicuriamo molta.
Doverosa perché è inaccettabile l'offesa gratuita e generalizzata nei confronti di una religione. L'unica consolazione, forse era proprio ciò l'intento, è che si è fatto tanta pubblicità. Negativa. Ma evidentemente nella nostra società dell'immagine e in crisi di valori, l'importante è apparire, nel bene e nel male. Tutto serve a monetizzare il consenso. A me non è piaciuta affatto e considero incivile la proposta di indire delle «mostre per i maiali più belli» sui terreni destinati a ospitare delle moschee. Nel convincimento che i musulmani si troverebbero costretti ad abbandonarli, trattandosi dell'animale considerato impuro per antonomasia la cui carne è espressamente vietata sia nell'islam sia nell'ebraismo. Proprio ieri, guarda il caso, coincideva l'inizio sia del Ramadan, il mese del digiuno islamico, sia del Capodanno ebraico. Povero maiale!
N.d.r.: Ecco il vero motivo per il quale Magdi Allam si sente offeso dalla proposta del maiale. Il maiale è considerato impuro anche dall’ebraismo, di cui Allam è “giannizzero” in ogni sede.
Alla becera strumentalizzazione di Calderoli hanno fatto seguito tutta una serie di battutacce sull'innocente suino dei politici che misurano il loro impegno pubblico con la quantità di parole, sensate o meno, riversate alle agenzie di stampa.
E povero Calderoli! Ci deve essere rimasto proprio male quando sia il portavoce dell'Ucoii, Ezzedin Elzir, sia il responsabile del comitato promotore della nuova moschea di Bologna, Radwan Altoungi, sia infine il sedicente imam della moschea napoletana di Piazza Mercato, il convertito Yasin Gentile, hanno sostenuto che anche se Calderoli dovesse portare non uno, ma 50 maiali per urinare su quel terreno, la moschea si costruirà ugualmente perché è sufficiente lavarlo con l'acqua. Si illudeva di avere a che fare con dei fedeli a tal punto puri d'animo da rinunciare a qualsivoglia bene terreno pur di non trasgredire il precetto coranico. Ma evidentemente ignora che ha a che fare con degli astuti e spregiudicati professionisti dell'islam che hanno eretto la dissimulazione alla stregua di un atto di fede e che sanno manipolare le maglie ampie delle libertà e della democrazia per imporre il loro potere che si radica nella rete delle moschee che ormai crescono al ritmo di una ogni quattro giorni. Io sono del tutto solidale con l'opposizione della Curia bolognese alla nuova mega-moschea a Bologna, che dovrebbe sorgere su un terreno di ben 52 mila metri quadrati, di cui 6 mila edificabili, di fatto regalato dal Comune all'Ucoii. Sono contrario perché non sussiste la necessità oggettiva di questa mega-moschea. Perché non si possono regalare le moschee a chi predica l'odio, la violenza e la morte sostenendo la distruzione di Israele, inneggiando al terrorismo palestinese e perseguendo il traguardo di uno Stato islamico. Perché in ogni caso non si possono imporre le moschee alla cittadinanza, senza metterla nella possibilità di esprimere la propria opinione tramite un referendum, dal momento che è assodato che laddove sorgono le moschee tutt'attorno si sviluppa il degrado sociale e crolla il valore degli immobili. Ma l'opposizione, anche se inflessibile, deve essere espressa civilmente e democraticamente.
N.d.R: Ecco la splendida e consueta lezione di politicamente corretto di Magdi Allam: “l’opposizione deve essere espressa civilmente e democraticamente”. Lui è contrario alla moschea perché è prono alla sinagoga, lo si è capito molto bene. Cosa lo infastidisce? La messa in discussione dell’accezione moderna di libertà religiosa e della dialettica appiattita su modelli da salotto. Non crediamo di sbagliare se diciamo che secondo il pensiero liberale ciascuno è libero di scegliere e praticare la religione che vuole perché tutte sono sullo stesso piano in nome del soggettivismo della verità. La pari dignità può, però, essere limitata dalla comune accettazione di “valori” comuni, primo fra tutti il riconoscimento, il rispetto e, in taluni casi, l’asservimento, a Israele. Ecco il presupposto condiviso dai salotti neocon, per cui l’islam non va accettato.
Ben vengano le iniziative del «comitato referendario » per sollecitare il Comune a indire la consultazione popolare, o l'interpellanza al governo di un altro leghista, Gianluca Pini, per annullare il progetto della moschea perché sotto quel terreno passa un oleodotto della Nato. Ma lasciamo in pace il maiale!
Come mai questo accorato appello in difesa del maiale, sig. Allam?
Magdi Allam
14 settembre 2007