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L'ON. CARUSO DEI NO GLOBAL: "TREU E BIAGI ASSASSINI"
Il leader napoletano dei no global, entrato in Parlamento grazie a numerosi voti campani, esprime una frase contro la legge Biagi e contro l'impostazione liberista di Treu, ritenendo che essi rappresentino gli strumenti giuridici, utilizzati dagli imprenditori, per incrementare i profitti a scapito della sicurezza nei cantieri.
Demagogica impostazione comunista quella di Caruso, che mira a riesumare una anacronistica lotta di classe.
Al di là dei presupposti ideologici su cui si basa l'esternazione di Caruso, che sono deprecabili, fuori dalla storia e condannati a più riprese dai Papi Leone XIII, S. Pio X, Pio XII, non penso che sia infondato ritenere le leggi liberiste come sbagliate e spesso utilizzate contro le legittime aspirazioni dei lavoratori.
Tutto l'arco parlamentare si è stracciato le vesti, non tanto per la frase colorita del deputato no global, quanto per la messa in discussione di un "mostro sacro" della modernità, un cosiddetto "principio inalienabile", un "totem incontrovertibile", un "dogma" alla stregua della shoà e dei diritti umani, che si chiama libero mercato, liberal-capitalismo, liberismo economico.
Questo sistema, che sta pian piano dimostrando tutte le sue lacune e che potrebbe, un domani, implodere a causa della sua debolezza e della sua iniquità, viene difeso dai nostri strapagati dis-onorevoli attraverso un'equazione ipocrita quanto squallida: "non si può criticare la Legge Biagi perchè Biagi è stato ucciso dai terroristi delle B.R."
Se questo principio, assurdo quanto sciocco, fosse vero, allora nessuno, in Italia, si dovrebbe permettere di criticare le leggi di Mussolini perchè fu assassinato dai partigiani, cioè i terroristi rossi dell'epoca.
Invece, pace all'anima di Marco Biagi, vittima del terrorismo rosso, la sua legge si può criticare a prescindere dal fatto che egli stato brutalmente assassinato, perchè è una legge imperfetta. A maggior ragione, direi, la possiamo criticare alla luce della dottrina sociale della Chiesa, che condanna il liberismo economico, che prescrive ai padroni di dare la giusta mercede agli operai, che a loro volta, vanno incentivati corporativamente a lavorare in sicurezza e tranquillità
.Matteo Castagna