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MERCOLEDI' DELLE CENERI:CADE IL GOVERNO PRODI


Molti, a Verona, ieri sera hanno festeggiato. In via Mameli, ad un certo punto, sembrava Capodanno. Ricordo che quando l'Italia vinse i mondiali si sentirono urla di gioia simili.E ci credo. A botta calda, come reagire, se non con gioia, alla caduta di un esecutivo sanguisuga, che ha tentato di sovvertire ogni ordine, anche naturale e che è il maggiore sponsor di quei poteri forti che gli "idealisti" di sinistra dicono di voler combattere? Un esponente della sinistra antagonista scaligera, ieri mi ha detto: "E' caduto Prodi. Meno male." Purtroppo, le comprensibili reazioni di giubilo sono immotivate e prevedo che i sinceri speranzosi in una svolta resteranno tremendamente delusi. La mia sensazione è che non ce la siamo cavata, nè di Prodi nè dell'Ulivo di governo. Me lo fa pensare, soprattutto, il fatto che Berlusconi non voglia le elezioni anticipate. Questo, anche perchè la CdL non è compatta e teme di perdere. Re Silvio è un furbetto e un uomo che conosce il palazzo. Ha il problema dell'UdC di Casini, pronto a saltare sul carro (funebre, ma non troppo) ulivista e ha pure "l'onorevole Kippà" al quale non dispiacerebbe un "governissimo", delle "larghe intese". Ecco profilarsi l'ipotesi italianissima dell' "inciucione", che faccia fuori gli estremi (a sinistra come a destra) e rilanci il "Grande Centro", con F.I., UdC, Mastella, Follini, Margherita, DS, AN. Quale miglior garante dell'"inciucione" vi sarebbe, se non lo stesso Prodi, che uscirebbe, così dalla crisi di governo, più forte di prima, perchè si toglierebbe dai piedi lo scoglio della sinistra radicale? Qualcuno pensa che i grandi vecchi Giulio Andreotti, Francesco Cossiga e Pininfarina, che fanno rima con Vaticano, USA e Confindustria, abbiano fatto mancare i numeri alla maggioranza per questioni ideali? Perchè vogliono bene ai nostri militari in Afghanistan? No. Dietro a questa sceneggiata della caduta del governo c'è solo il bisogno di rifiatare attraverso un rimpasto, di un centrosinistra con l'acqua alla gola per la politica estera e la questione dei DICO. Tale rimpasto servirà a ridimensionare la forza della sinistra radicale e rafforzerà la linea di centro, quella del Partito Democratico ancora in gestazione, che permetterà, poco importa, al Prodi-bis o al D'Alema o all'Amato (già candidato da Berlusconi, perchè uomo gradito a USA e Israele) di continuare nell'opera di gestione del potere, cioè quello che Blondet chiama il "blocco dei taglieggiatori": banche, Glodman Sachs e pseudo-IRI. Di elezioni anticipate, unica soluzione legittima ad una crisi di governo, non se ne parla! Solo la Lega e la destra radicale extraparlamentare le acclamano.Sarebbe troppo democratico andare al voto, per chi ha solo l'interesse di gestire il potere. Viva la Seconda Repubblica (delle banane...)!
Matteo Castagna


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