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25 Aprile: PACIFICAZIONE STORICA:
A VERONA UN CIPPO PER I CADUTI DELLA R.S.I.


Grande risalto e numerose reazioni contrarie ha avuto la nostra proposta, qui sotto riportata e ampiamente trattata dal Corriere di Verona a cura di Angiola Petronio, il 22/04/07. Per l'assessore alla toponomastica Uboldi è "irricevibile". Il capo della "resistenza" veronese si scandalizza...NOI IL 25 APRILE, CI UNIAMO A TUTTI I VENETI PER FESTEGGIARE SAN MARCO, PATRONO DELLA NOSTRA SPLENDIDA TERRA, PER RICORDARNE L'EROISMO E L'ARDORE APOSTOLICO, PER L'IDENTITA' CATTOLICA CONTRO LA BARBARIE.ACCANTO A QUESTO, SAPENDO CHE LA DATA DEL 25 E'LA COSIDDETTA FESTA DELLA "LIBERAZIONE", CHIEDIAMO CHE L'AMMINISTRAZIONE DI VERONA DIA UN SEGNALE PER LA PACIFICAZIONE STORICA FACENDO ERIGERE UN CIPPO, IN PIAZZA BRA', IN ONORE DEI CADUTI DELLA R.S.I. (analoga richiesta è stata presentata dal nostro militante di Circolo e consigliere comunale di Forza Nuova, Loris Zamperoni presso il suo comune Moriago della Battaglia (TV))I morti non sono tutti uguali perchè vanno giudicati perquel che hanno fatto da vivi.La maggior parte dei partigiani non combattè per la libertà e la democrazia.I soldati della Repubblica Sociale non combattevano per il nazismo e la superioritàrazziale. Superiorità razziale, alla quale Mussolini ed il fascimo noncredettero mai o vi portarono grande diffidenza, come hanno ammesso,addirittura, alcune comunità ebraiche. Le stesse, che aderirono al Fascismoe che non videro quella violenza verso di loro di cui tanto si parla,neppure dopo le leggi razziali del 1938. Leggi che, lo ricordiamo, furonoapprovate dalla Santa Sede.E' ora di tacitare il raglio dei comunisti feritonell'orgoglio dalla verità storica. A distanza di mezzo secolo, grazie all'opera di storiciqualificati come Renzo De Felice, Giorgio Pisanò e grazie alla volontàpolitica di una destra che non si sente più culturalmente subalterna a nessuno a causadella sconfitta della guerra, sta venendo a galla la verità su queltravagliato periodo della storia del Paese. E questa verità non dà ragioneai partigiani. Ne ridimensiona notevolmente la portata, le istanze, ipresunti valori. E ne fa uscire i drammi, le azioni piratesche, levigliaccherie, le barbariche e violente attività, gli eccidi (come a Schio!) isaccheggi.I partigiani, (ed è storicamente provato!) erano per lo più comunisti,pochi e crudeli terroristi al soldo dei sovietici. Diedero unapporto non fondamentale per la vittoria di USA e Russia. Furono dei"disturbatori" reclutati tra le file di oppositori ideologici al fascismo e tra i disertori.Dico terroristi perchè le loro azioni di guerriglia (spesso vigliacche einsensate come quella di Via Rasella che provocò la rappresaglia delle FosseArdeatine, come da legge di guerra) erano svolte contro chi deteneva ilpotere politico.In Italia, essendo per la maggior parte comunisti, essi NON combattevano perla libertà e la democrazia ma per aiutare gli invasori (USA e Russia) adetronizzare Mussolini, aspirando successivamente, all'instaurazione di un regime comunista totalitario sul modello di quello di Tito inJugoslavia, con l'aiuto di Mosca. In Italia non ci riuscirono grazie all'argine costruito dalla ChiesaCattolica ed all'affermazione del Patto Atlantico in tutta l'EuropaOccidentale, con cui le due superpotenze si spartirono il continente, dopola guerra.L'Italia, dopo il 1945 fu salvata dal comunismo grazie alla Chiesa Cattolicaed all'impegno di S.S. Pio XII.I combattenti della Repubblica Sociale, per contro, furono coloro che sischierarono per l'Italia e con chi l'aveva rappresentata colmassimo dei consensi per vent'anni. La loro fu una continuità ideale colfascismo, una coerente adesione a quel che restava del Regime, nonostante laguerra fosse, oramai, persa. La loro fu una eroica difesadell'alleanza di guerra contro il vergognoso tradimento di tutti coloro cheper interessi, per paura, per convenienza, saltarono sul carro del vincitoree dell'invasore straniero, dimenticando di aver osannato o, quantomeno nonostacolato il fascismo ed il Duce, fino a pochi giorni prima.Nonostante queste doverose affermazioni, che ridanno dignità allamemoria di chi combattè per Salò ed a quell'esercito di volontari e temerariarditi, noi, che ci riconosciamo nei valori e nei principi del cattolicesimotradizionale, siamo pronti ad una opera di pacificazione nazionale, tra lediverse parti in causa. Il tempo trascorso, il crollo del comunismo e l'attualità di altre grandi egravi problematiche, tra cui quelle susseguite al Patto Atlantico (e tutti gli annessi e connessi) ci dispongono l'animo ed ilcuore verso quest'opera di pacificazione nazionale. Chi teme la verità non vuole pacificazione, semina odio. Anche a distanza dipiù di mezzo secolo.
Il Responsabile delCircolo Christus Rex
Andrea Dal Canton


Per informazioni | christusrex@libero.it

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