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Lettera aperta del prof. F. Damiani a Magdi Allam (di F. Damiani)


Signor Magdi Allam,
nelll'ultimo capitolo del suo "Viva Israele" (Mondadori 2007), intitolato con molta fantasia "Grazie Israele" (pp. 175-195), Lei racconta di essere stato "segnato per la vita" dalla visita al museo Yad Vashem di Gerusalemme. Dice di essersi sentito "coinvolto, partecipe e comunque corresponsabile del più atroce genocidio della Storia, (...), quale esponente del genere umano che, circa settant'anni dopo, mostra di non aver ancora imparato il tragico insegnamento impartito da chi disconosce e oltraggia la sacralità della vita. Arrivando a negare la realtà oggettiva del massacro di 6 milioni di ebrei e a prospettare un nuovo Olocausto con l'annientamento dello Stato di Israele, tra l'esplicita condivisione degli arabi e dei musulmani e la sostanziale indifferenza e inerzia dell'Occidente". Più sotto aggiunge che "qualora gli israeliani dovessero riuscire a catturare il presidente iraniano Ahmadinejad, il nuovo Hitler nazi-islamico, la punizione più severa che potrebbero infliggergli sarebbe costringerlo agli arresti nel museo dell'Olocausto".

Mi permetta solo alcune osservazioni.
1) Come mai non si sente "coinvolto, partecipe e comunque corresponsabile" di un genocidio che avviene sotto i suoi occhi, sig. Allam, nel Suo amato Occidente e in virtù di una legge da Lei approvata? Mi riferisco ovviamente all'aborto, che miete da decenni milioni di vittime innocenti. Chi lo perpetra non "disconosce e oltraggia la sacralità della vita"? Dunque anche per Lei, così umano e sensibile, quei bambini non ancor nati rappresentano una minaccia da estirpare con la violenza?
2) Non è ben chiaro se Lei attribuisca il "negazionismo" agli stessi nazionalsocialisti (così risulterebbe da un'analisi sintattica del suo pensiero) o se si tratti solo di un' infelice espressione dovuta alla Sua scarsa conoscenza dell'italiano. Negare con argomentazioni logiche e scientifiche la vulgata olocaustica come può coincidere con l'aver perpetrato quel presunto crimine? Come si può essere considerati complici di un crimine avvenuto prima che si nascesse e di cui si nega l'esistenza? Ma queste, lo ammetto, sono quisquilie da pedanti di fronte alla sua "sacra" indignazione. Se però la realtà di quell'"Olocausto" è "oggettiva" come Lei scrive, cioè si impone da sola all'intelligenza, come mai l'Occidente sente il bisogno di difenderla incarcerando, esiliando e perseguitando chi la contesta? Non è un segno di debolezza questo, non è proprio dei regimi totalitari? E questa sarebbe poi "l a sostanziale indifferenza e inerzia dell'Occidente": ma dove vive, sig. Allam?
3) Mentre Lei paventa i rischi di un "nuovo Olocausto", mediante "l'annientamento dello Stato di Israele", si svolge un Olocausto reale, mediante il genocidio del popolo palestinese, da sessant'anni cacciato dalla sua terra e oggi costretto alla fame e alla miseria. Non se n'è accorto?
4) Non è chairo perché e come gli israeliani dovrebbero "catturare" il presidente iraniano Ahmadinejad: sta forse evocando un atto di banditismo internazionale, di quelli di cui è specialista il suo amato Mossad? E se Ahmadinejad è "il nuovo Hitler nazi-islamico" che sarà mai Bush, che invade Paesi indipendenti, bombarda inermi villaggi e stermina donne, vecchi e bambini rei solo di non essere entusiasti del Nuovo Ordine Mondial-mondialista da lui perseguito? Comunque sinceri complimenti, sig. Allam: con questa marchetta, pardon con questo libro Lei si è assicurata definitivamente la fiducia dei suoi nuovi padroni. Che ora potrà servire con la lingua penzoloni per tutto il resto della Sua vita. Sarebbe interessante immaginare quale punizione Lei infliggerebbero gli iraniani, qualora lo scenario da Lei evocato per Ahmadinejad dovesse, per una delle tante astuzie della storia, capovolgersi.
Franco Damiani


Per informazioni | christusrex@libero.it

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