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L’eccidio di Schio (VI)
Nella notte tra il 6 e il 7 Luglio 1945 (a guerra finita) le truppe partigiane garibaldine Ateo Garemi e la Polizia ausiliaria arrestarono alcune persone sospette di simpatie per il fascismo. Dopo un processo sommario, vennero fucilate 54 persone, tra cui 14 donne, la più giovane di 19 anni.
Durante i tre processi agli autori dell’eccidio venne confermato che solamente 27 vittime erano collegate al regime, anche se non venne loro mai addebitata nessuna colpa o crimine.
Come testimoniato dal segretario di Palmiro Togliatti, Massimo Caprara, fu proprio il leader comunista ad aiutare i capi dell’eccidio a fuggire ed a rifugiarsi nella città di Praga.
Inoltre, i carnefici beneficiarono dell’amnistia dello stesso Togliatti del 1946.
Le famiglie delle vittime hanno sempre commemorato questo evento. Dal 2000 l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci della RSI e l’Associazione Culturale Continuità Ideale organizzano una commemorazione ufficiale comprendente la deposizione di una corona di fiori sul luogo dell’eccidio, un corteo silenzioso che termina al sacrario, una Santa Messa Tradizionale in suffragio dei caduti. Tutti gli anni, almeno 800 persone (tre anni fa’ furono 2.500) si presentano a Schio, per non dimenticare.
La sinistra radicale ha cercato di impedire il corteo, ha contrastato le iniziative commemorative, ha contro-manifestato e l’On. veronese di Rifondazione Comunista Tiziana Valpiana ha scritto una interrogazione parlamentare chiedendo che questa iniziativa venisse vietata. La sinistra democratica e pluralista, mistificatrice della storia, ha paura della verità e chiede la repressione verso coloro che osano esprimerla.
La Procura della Repubblica di Vicenza ha emesso un decreto di condanna penale verso 62 persone prese nel mucchio per manifestazione non autorizzata, in riferimento al corteo dello scorso anno.
Quest’anno la commemorazione si farà, nonostante tutto, per onorare quelle vittime innocenti, con cristiana pietà e per ribadire che la storia non va scritta a senso unico.
Riportiamo di seguito l’elenco delle vittime.
ONORE AI CADUTI DELL’ECCIDIO DI SCHIO
Morti sul posto
Teresa Amadio, anni 41, operaia tessile.
Teresa Arcaro, anni 45, operaia tessile.
Dr. Michele Arlotta,anni 62, Primario dell'ospedale di Schio.
Irma Baldi, anni 20, casalinga.
Quinta Bernardi, anni 28, operaia tessile.
Umberto Bettini, anni 40, impiegato.
Giuseppe Bicci, anni 20, impiegato.
Ettore Calvi, anni 45, tipografo.
Livio Ceccato, anni 37, impiegato.
Maria Dal Collo, anni 56, casalinga.
Irma Dal Cucco, anni 19, casalinga.
Anna Dal Dosso, anni 19, operaia.
Antonio Dal Santo, anni 47, operaio.
Francesco De Lai, o Dellai Francesco, anni 42, operaio tessile.
Settimio Fadin, anni 49, commerciante.
Mario Faggion, anni 27, autista.
Severino Fasson, anni 20, calzolaio.
Fernanda Franchini, anni 39, casalinga.
Silvio Govoni, anni 55, im piegato.
Adone Lovise, anni 40, impiegato.
Angela Irma Lovise, anni 44, casalinga.
Blandina Lovise, anni 33, impiegata.
Lidia Magnabosco, anni 18, casalinga.
Roberto Mantovani, anni 44, segretario comunale.
Isidoro Dorino Marchioro, anni 35, commerciante.
Alfredo Menegardi, anni .., capostazione.
Egidio Miazzon, anni 44, impiegato
Giambattista Mignani, anni .. , capitano di fanteria.
Luigi Nardello, anni 35, cuoco.
Giovanna Pangrazio, anni 31, impiegata.
Alfredo Perazzolo, anni 29, meccanico.
Vito Ponzo, anni 58, commerciante.
Giuseppe Pozzolo, anni 46, impiegato.
Giselda Rinacchia, anni 25, operaia.
Ruggero Rizzoli, anni 51, maggiore.
Leonetto Rossi, anni 20, studente, milite della stradale.
Antonio Sella, anni 60, farmacista.
Antonio Slivar, anni 65, pensionato.
Luigi Spinato, anni 36, portiere.
Giuseppe Stefani, anni 63, impresario.
Elisa Stella, anni 68, casalinga.
Carlo Tadiello, anni 22, studente, ufficiale GNR.
Sante Tommasi, ani 53, impiegato.
Luigi Tonti, anni 48, commerciante.
Francesco Trentin, anni 53, invalido, operaio tessile.
Ultimo Ziliotto, anni 38, impiegato.
Oddone Zinzolini, anni 40, rappresentante.
Deceduti nei giorni successivi per le ferite riportate:
Giovanni Baù, anni 24, commerciante.
Settima Bernardi, anni 21, operaia.
Arturo De Munari, anni 43, tessitore.
Giuseppe Fistarol, anni 47, maggiore genio.
Mario Plebani, anni 49, commerciante.
Carlo Sandonà, anni oltre 70, pensionato ex-barbiere
Dr.Giulio Vescovi (ex commissario prefettizio fascista).
Sopravvissuti
17 sono stati feriti ma non uccisi:
Luigi Bigon, anni 42, rappresentante.
Antonio Borghesan, anni 19, elettricista.
Giuseppe Cortiana,
Maria Dall’Alba, anni 23, casalinga.
Anselmo Dal Zotto,
Guido Facchini,
Giuseppe Faggion,
Mario Fantini,
Anna Maria Franco di anni 16,
Emilia Gavasso, anni 49.
Carlo Gentilini, anni 38, ingegnere.
Emilio Ghezzo,
Olga Pavesi, anni 42, casalinga.
Calcedonio Pillitteri,
Arturo Perin,
Rino Tadiello,
Rosa Tisato.
13 restarono illesi:
Giovanni Alcaro,
Bruno Busato,
Pietro Calgaro,
Diego Capozzo (ex vicecommissario prefettizio fascista),
Augusto Cecchin,
Alessandro Federle,
Vittorio Federle,
Agostino Micheletto,
Umberto Perazzolo,
Caterina Sartori,
Ferrj Slivar,
Alfredo Tommasi,
Basilio Trombetta.