storia politica
Che cosa fu il fascismo e fu buono o cattivo?" (lettera a Giorgio Dell'Arti) del Prof. Franco Damiani
Egregio signor Dell'Arti,
nella Sua rubrica "Il fatto del giorno" (5 domande e risposte) sulla "Gazzetta dello Sport" del 10 settembre, intitolata "Che cosa fu il fascismo e fu buono o cattivo?" Lei scrive tra l'altro:
"Un regime orrendo, al quale nessuno di noi vorrebbe tornare. Un regime poliziesco, occhiuto, ignorante, truffaldino. Un sistema politico di cartapesta, che nel 1943 lasciò tanti analfabeti e tanti poveri quanti ne aveva trovati nel '22 e che ci portò a una guerra tragica che costò a noi e ai nostri cosiddetti nemici milioni di morti. E che fece le leggi razziali , nell'anno 1938, data vergognosa e da dimenticare. (...)
Domanda: Come mai allora gli italiani di quel tempo Mussolini piaceva?
"Due ragioni. Gli italiani di quel tempo non sapevano poi troppo di quello che succedeva in casa loro e nel mondo, non dimentichi il 90% di analfabeti. la seconda ragione è poco consolante: gli esseri umani stanno in genere col vincitore, e gli italiani non sono diversi dagli altri esseri umani. Per una ventina d'anni Mussolini sembrò invincibile".
Un regime, aggiungo io, per cui simpatizzarono o cui aderirono D'Annunzio e Marinetti con il suo futurismo, Soffici, Palazzeschi, Balla, Gentile, Papini, Prezzolini, Corridoni, Spirito e, allargando lo sguardo, Pound, Hamsun, Céline. Un regime durante il quale si dibattevano le idee di Pareto, di Spengler, di Weber, di Sorel, durante il quale si rappresentavano le opere di Pirandello, un altro di quelli che (parole Sue) per ignoranza e viltà vi aderirono; durante il quale i giovani manifestavano in piazza cantando inni di autori come il fascista Mascagni e Puccini.
Un regime durante il quale fu emanato quel codice Rocco che oggi ci vorrebbero legioni di giuristi e di legislatori per mettere insieme, tanto complessa e sapiente ne era la costruzione.
Un regime durante il quale la giustizia sociale compì un balzo prodigioso, ponendo l'Italia all'avanguardia in Europa; un balzo accompagnato da dibattiti, soluzioni e proposte e di spessore del tutto inconcepibile oggi.
Ecco alcuni dei "nanerottoli ignoranti e vili" che si espressero sul fascismo:
Pio XI (1929): <E forse ci voleva un uomo come quello che la Provvidenza ci ha fatto incontrare (.). E dunque, con profonda compiacenza, che crediamo di avere con esso ridato Dio all'Italia e l'Italia a Dio>.
Ildefonso Shuster (Religioso - 1936): <Mussolini è il simbolo della Nazione, dello Stato, della Cristianità: egli porta la Croce di Cristo, spezza le catene degli schiavi, spiana le strade ai missionari del Vangelo (.). Dopo la Marcia su Roma e dopo la Convenzione del Laterano, Dio ha risposto dal Cielo, ricingendo - per opera del Duce - Roma e il Re in un ripullulante lauro imperiale la Pax Romana>.
Il commediografo George B. Shaw - 1936: <E' la lotta tra la civiltà e la barbarie. E' perfettamente inutile scandalizzarsi davanti all'Italia di Mussolini che si preoccupa di imporre in Abissinia la cultura e il progresso>.
Winston Churchill (Seconda Guerra Mondiale, 1° Vol. pag. 209): <Adesso che la politica inglese aveva forzato Mussolini a schierarsi nell'altro campo, la Germania non era più sola>.
George Trevelyan (Storia d'Inghilterra, pag. 834): <E l'Italia fu gettata in braccio alla Germania dalle sanzioni economiche(.)>.
Léon Nöel (1980): <Colpa della Francia se, dopo Stresa, il Duce è stato spinto ad allearsi con Hitler. Ci siamo lasciati sfuggire Mussolini>.
Renzo De Felice (nel corso di una intervista televisiva): <Una volta che Mussolini fu gettato nelle braccia della Germania di Hitler, era impensabile che anche l'Italia non avesse le sue leggi razziali>.
Zeev Sternhell (Studioso ebreo, autore del libro La Terza Via Fascista): <Il Fascismo fu una dottrina politica, un fenomeno globale, culturale, che riuscì a trovare soluzioni originali ad alcune grandi questioni che dominarono i primi anni del secolo (.). Le ragioni dell'attrazione esercitata dal Fascismo su eminenti uomini della cultura europea, molti dei quali trovarono in esso la soluzione dei problemi relativi al destino della civiltà occidentale (.). Il Corporativismo riuscì a dare la sensazione a larghi strati della popolazione che la vita fosse cambiata, che si fossero dischiuse delle possibilità completamente nuove di mobilità verso l'alto e di partecipazione>.
Winston Churchill (1925): <Il genio romano è impersonato da Mussolini, il più grande legislatore vivente>.
André F. Poncet (Diplomatico - 1951): <Se nel 1936 la Francia e la Gran Bretagna fossero state disposte ad imitare Mussolini, sarebbe scoppiata la guerra e per Hitler sarebbe stata la catastrofe>.
Winston Churchill (1947): <Le grandi strade che egli tracciò resteranno un monumento al suo prestigio personale e al suo lungo governo>.
Ezra Pound (Poeta americano - 1940): <Churchill credeva nella forza brutale mentre Mussolini era molto umano>.
Pio XII (1952): <Mussolini è il più grande uomo da me conosciuto e, senz'altro, fra i più profondamente buoni; al riguardo ho troppe prove per dimostrarlo>.
Paul Gentizon (Le Mois Suisse - maggio 1945): <Coloro i quali vogliono ad ogni costo raffigurarlo come un essere intrattabile, rude, duro come il granito si ingannano completamente. Il potere non lo logorò per niente. Per tutta la vita egli conservò intatta la sua spontaneità emotiva. Non si possono enumerare i suoi atti di bontà (.). Il bilancio del Fascismo? Ha nome: autostrade, ferrovie, canali di irrigazione, centrali elettriche, scuole, stadi, sports, aeroporti, igiene sociale, ospedali, sanatori, bonifiche, industrie, commercio, espansione economica, lotta contro la malaria, battaglia del grano, Littoria, Sabaudia, Pontinia, Guidonia, Carta del Lavoro, collaborazione di classe, Corporazioni, Dopolavoro, Opera Maternità e Infanzia, Carta della Scuola, Enciclopedia, Accademia, Codici mussoliniani, Patti Lateranensi, Conciliazione, pacificazione della Libia, marina mercantile, marina da guerra, aeronautica, conquista dell'Abissinia. Tutto ciò che ha fatto il Fascismo è consegnato alla storia. Ma se c'è un nome che, in tutto questo dramma, resterà puro e immacolato, sarà quello di Mussolini>.
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Tutta gente, come nota Filippo Giannini cui debbo queste citazioni, "di secondo se non di terzo piano intellettuale a confronto dei Giorgio Napolitano, dei Walter Veltroni, dei Gianfranco Fini e geniacci simili, tutti colti da "stinnicchi" al solo nominare il "male assoluto"".
Continua Giannini, autore di opere che la invito a leggere per riequilibrare almeno un pochino la Sua visione diciamo un pochino parziale:
"Il motivo del mio disprezzo verso tutto e tutti lo chiarisce l'intellettuale francese Claude Ferrere, che nel 1946 sentenziò: <Alcuni italiani si sono vendicati di un Capo troppo grande per loro, le cui stesse benemerenze apparivano troppo gravose. E tutti i governanti d'Europa anche se non osarono approvare apertamente, gioirono in segreto. Dinanzi a quell'Uomo (così nel testo, nda) erano afflitti da un conplesso di inferiorità insopportabile, come era accaduto tempo prima con Napoleone. Duemila anni or sono per le stesse ragioni, venne ucciso Giulio Cesare>.
Aggiungo un'altro parere, quello di Franco Monaco, autore di "Quando l'Italia era italia - Conoscerla per rifarla" (1994):
"Nella storia d'Italia gli anni Venti e Trenta possono considerarsi irripetibili : Furono gli anni in cui lo Stato realizzò leggi e istituzioni fondamentalie, liberatosi delle pastoie del vecchio sistema dei partiti, dimostrò la sua straordinaria efficienza. Un organismo nuovo e una nuova vita per l'Italia. "Mussolini riuscì a operare un miracolo: quello di unire gli Italiani come non erano mai stati dalla caduta dell'Impero Romano" (Giuseppe Prezzolini). Italia nazione, dunque. Non si capisce , adesso, come in un breve lasso di tempo, dal 1923 al 1940.si sia potuto fare tanto. In realtà, non c'erano dispersioni di energie, né sperperi di denaro, né isterie politiche, né manie speculative: bensì, nella coordinata unità d'intenti, una sanità morale che manteneva nei giusti confini gli interessi individuali. In quei pochi anni l'Italia tutta intera, preservata anche dall'infezione del dollaro, camminò nella direzione della civiltà, oltre che in quella del progresso.
Ed enumera poi la Conciliazione (risoluzione della questione romana e pacificazione dell'Italia), l'Accademia d'Italia (vuole l'elenco dei membri Erano l'élite intellettuale dell'Italia di allora), la già citata Enciclopedia Italiana, la Carta del Lavoro, i cavalieri del lavoro, le corporazionim (eliminazione dei conflitti fra capitale e lavoro e introduzione della collaborazione di classe), il lavoro gigantesco di civiltà fatto nella Libia italiana, i trionfi sportivi (che per un giornale come la "Gazzetta" non dovrebbero essere insignificanti), i primati dell'aviazione, le opere pubbliche, le scuole popolari, le colonie estive, la bonfica integrale: Tutte cose mai fatte né prima nè dopo nella storia d'italia.
Dal volumetto di Alessandro Mezzano "I guasti del fascismo" traggo quest'altra sintesi:
Quelli riportati più avanti sono provvedimenti concepiti e attuati dal Regime fascista. Prima del suo avvento di questi provvedimenti o erano appena abbozzati o, comunque mai trasformati in leggi, oppure addirittura inesistenti non solo in Italia, ma anche in Europa e negli altri continenti. In altre parole, per essere più chiaro, l'Italia fascista in campo sociale, e non solo sociale, fu all'avanguardia nel mondo.
Già il 24 maggio 1920, in un articolo dal titolo "L'epilogo", Mussolini su "Il Popolo d'Italia"aveva scritto: <Vogliamo rendere il lavoratore partecipe della gestione dell'azienda, elevare la sua dignità, insegnargli a conoscere i congegni amministrativi dell'industria, evitare di questa le degenerazioni speculazionistiche>. E, salito al potere, non perse tempo per attuare i suoi programmi.
Scrive Mezzano, in merito alla "Tutela lavoro Donne e Fanciulli", legge promulgata il 26.4.1923, Regio Decreto n° 653: <E' una delle prime leggi sociali del Fascismo: nasce solo sei mesi dopo la Marcia su Roma del 22 Ottobre 1922, ed è chiaramente indicatrice di quella che sarà la politica sociale degli anni futuri del regime. Negli anni e nei secoli precedenti né la Chiesa, né la borghesia, né i socialisti ed i sindacati erano riusciti a migliorare ed a rendere umana la condizione delle donne e dei fanciulli, che erano costretti a lavorare nelle fabbriche, nelle miniere o come braccianti nelle campagne>.
"Assistenza ospedaliera per i poveri", legge promulgata il 30.12.23, Regio Decreto n° 2841.
<Questa legge trasforma in diritto alle cure gratuite la discrezionalità caritatevole di associazioni benefiche, per lo più religiose, che fino ad allora aveva condizionato la vita o la morte delle persone che non disponevano di mezzi propri per accedere alle cure ospedaliere>.
Che il lettore provi ad ammalarsi nella "culla della più grande democrazia: negli Usa" e compari l'attuale stato sociale vigente in quel Paese con quello di"quell'Italia" di ben ottanta anni fa.
"Assicurazione Invalidità e Vecchiaia". Legge promulgata il 30.12.1923, Regio Decreto n° 3184.
<La legge decreta il diritto alla pensione d'invalidità e vecchiaia tramite un'assicurazione obbligatorie, al cui pagamento concorrono sia i lavoratori che i datori di lavoro. Il lavoro, componente fondamentale del nuovo Stato fascista, è un dovere (altro che "diritto", come si ciancia oggi, nda) per ogni cittadino, ma che lo riscatta da quella posizione di servitù in cui lo Stato liberale aveva messo il lavoratore, per trarlo in una posizione di libertà e di dignità che lo investe in quanto uomo, e non solo in quanto lavoratore, e per questo gli assicura la certezza del sostentamento alla fine di una carriera di lavoro>.
"Riforma della Scuola (Gentile)". R.D.L. n° 1054 del 6.5.1923.
<La volontà di modernizzazione, che fin dalle origini pervade il movimento fascista, spinge il nuovo governo a progettare la creazione di una numerosa e preparata classe dirigente, in grado di sostenere un vasto disegno di sviluppo nazionale: obiettivo, questo, non realizzabile senza una scuola moderna, razionale, dinamica, produttiva ed accessibile a tutti>.
La scuola non doveva fare distinzioni tra le classi sociali, ma garantire il diritto di studio a tutti, anche ai figli appartenenti alle classi meno abbienti. Questa riforma poneva le basi per una scuola più moderna. A quest'opera di risanamento culturale e morale ha fatto seguito, dalla fine della guerra, un rilassamento disgregativo fino a giungere - e i lettori lo ricorderanno - al demagogico assioma del "sei politico", senza che i governi del tempo fossero in condizione di arrestare la conseguente "avanzata dei somari". La riforma di Gentile poneva in evidenza la preoccupazione del legislatore a ravvivare una tradizione pedagogica nazionale con i maestri e i professori perno della vita della scuola: "La riforma vivrà, se i maestri la sapranno far vivere". E con questo spirito veniva valorizzata,, di fronte allo studente, la personalità dei maestri e dei professori, ad ogni livello, dalle elementari all'università. Oggi il maestro e il professore sono privi di ogni autorità e lo studente si sente autorizzato anche a deriderli e a declassificarli. Questo nel nome di una presunta uguaglianza di intenti.
"Acquedotto Pugliese, del Monferrato, del Perugino, del Nisseno e del Velletrano".
Valga per tutti quanto detto per l'Acquedotto Pugliese, ricordando che questo è il più grande acquedotto del mondo. Scrive Mezzano: <I primi progetti risalgono al 1904, quando l'Ente Autonomo Acquedotti Pugliesi ne affidò l'esecuzione alla società ligure del senatore Mambrini (sic) (.). I lavori avrebbero dovuto essere terminati nel 1920, ma nel 1919 solo 56 Comuni su 260 avevano avuto l'acqua, mentre le opere intraprese erano spesso abbandonate, incomplete e deperivano (.). Nel 1923, sotto il governo Mussolini, l'Ente fu commissariato e passò alla gestione straordinaria; improvvisamente i lavori vennero accelerati, furono superate tutte le difficoltà che sino ad allora li avevano bloccati e furono portati a termine nel 1939>.
Nessuna meraviglia per gli uomini di "quel regime": il denaro pubblico era sacro. Oggi, invece, che si favoriscono gli appalti degli appalti, le modifiche delle modifiche di un progetto, le tangenti, le tante, troppe "cattedrali nel deserto". Vale quanto ripetutamente scritto: qualsiasi confronto fra questo regime e quello precedente risulterebbe insostenibile; questo è il vero motivo per il quale si è coniato il termine "Fascismo: male assoluto".
"Riduzione dell'orario di lavoro a 8 ore giornaliere", R.D.L. n° 1955 del 10.9.1923
<Prima del Fascismo quasi tutto era lasciato all'arbitrio del datore di lavoro, che spesso, con il ricatto psicologico della disoccupazione, costringeva i lavoratori a orari massacranti e in ambienti di lavoro malsani e insicuri>.
E' facilmente comprensibile come questa serie di leggi sociali, se da un lato proteggevano i lavoratori dallo sfruttamento, dall'altra danneggiavano gli industriali, il grande capitale, gli speculatori: e questi divennero gli oppositori del regime. Tuttavia il cammino intrapreso dal Fascismo non si fermerà sino a quando le potenze plutocratiche mondiali non si coalizzeranno per abbattere un regime che stava diventando, per esse, pericoloso.
"Opera Balilla e Colonie marine per ragazzi".
<Con questo provvedimento>, scrive Mezzano, <il Fascismo attuò una rivoluzione significativa sottraendo alla Chiesa, anche al di fuori della scuola, l'educazione della gioventù che divenne di pertinenza dello Stato>.
La "Gioventù Italiana del Littorio" fu un'operazione colossale, mirante alla protezione dei ragazzi che vennero sottratti ai tanti pericoli che li minacciavano. L'attività ginnico-fisica, inculcò un'istruzione civile e sportiva. La Chiesa non perdonerà mai al Fascismo questo "strappo" che si trasformerà poi in avversione e sostegno al nemico in occasione della guerra '40-'45.
"Opera Nazionale Dopolavoro"
Quasi in parallelo a ciò che per i giovani era la GIL, nasce per i lavoratori l'OND. Questo organismo ha il compito di portare cultura e svago tra la classe operaia, che nel passato era stata costretta ad una vita esclusivamente di lavoro, di sacrifici e d'ignoranza>.
Le strutture dell'Opera raggiunsero, in poco meno di un decennio, un livello unico al mondo. Alcune cifre significative: 1227 teatri, 771 cinema, 40 cine-mobili, 6427 biblioteche, 994 scuole di ballo e canto, uno stabilimento idrotermale, 11.159 sezioni sportive a livello dilettantistico con 1.400.000 iscritti, 2700 filodrammatiche con 32.000 iscritti, 3787 bande musicali e 2130 orchestre con 130 mila musicisti, 10 mila associazioni culturali. Con l'avvento delle "40 ore lavorative settimanali" i lavoratori e le loro famiglie possono viaggiare sui cosiddetti "treni popolari", il costo del biglietto è ridotto del 70%. A guerra finita le strutture dell'OND confluiranno nella "Case del popolo" di matrice comunista e il PCI farà propri i principi ispiratori dell'OND facendoli passare (furbescamente) come proprie iniziative.
" Reale Accademia d'Italia", RDL n° 87 del 7.1.1926.
Osserva Mezzano: <Nel quadro del progetto di risollevazione della Nazione da quello spirito di rassegnata sudditanza e di provincialismo culturali che avevano contraddistinto secoli di storia prima e dopo l'unità, fu fondata l'"Accademia d'Italia" allo scopo di dare lustro e dignità all'ingegno e all'arte italiane>. L'Accademia venne poi soppressa, con Decreto Luogotenenziale del 28.9.1944, solo perché era una creazione del Fascismo. Continua Mezzano: <Dopo la sconfitta e con l'avvento della Repubblica resistenziale, rifiorirono il servilismo e il provincialismo: l'Italia borghese, clericale e anticomunista volle essere colonia culturale, politica ed economica degli USA, mentre la sinistra comunista avrebbe voluto un'Italia satellite dell'URSS>.
In merito all'Enciclopedia Treccani il giornalista Franco Monaco ha scritto: <In Inghilterra esisteva da duecento anni una Enciclopedia Britannica, ma in Italia nessuno aveva mai pensato che si potesse farne una italiana. Proprio Gentile la suggerì all'industriale Giovanni Treccani>.
Treccani si mise immediatamente al lavoro. Sotto la direzione di Gentile lavorarono oltre 500 redattori e collaboratori selezionati nei vari rami della cultura italiana. Per espresso ordine di Mussolini fu adottato lo stesso principio che vigeva per l'Accademia d'Italia: la selezione doveva avvenire in base alla validità professionale e culturale del candidato, accantonando ogni preclusione di indole ideologica. Così all'Enciclopedia collaborarono anche noti "oppositori" e perfino alcuni firmatari del "Manifesto" di Croce. Il lavoro si svolse con velocità, capacità e puntualità miracolose. Il frutto di tutto ciò fu che l'Enciclopedia Italiana sopravanzò, come mole e valore culturale, sia la "Britannica" che la "Francese". Nel 1937 l'Enciclopedia Italiana presentò il risultato del proprio lavoro: l'Enciclopedia era costituita di ben 35 volumi; i collaboratori erano stati in tutto 3000, <ossia tremila cervelli che Giovanni Gentile aveva amalgamato e ridotto all'osservanza di quei concetti generali di obiettività, precisione, chiarezza e concisione che l'Enciclopedia si era imposti> (Franco Monaco).
"Bonifiche dell'Agro Pontino, dell'Emilia, della Bassa Padana, di Coltano, della Maremma Toscana, del Sele, della Sardegna ed eliminazione del latifondo siciliano". RDL 3256 del 20.12.1923.
Mezzano: <Nel 1923, solo un anno dopo la Rivoluzione fascista, Benito Mussolini amplia i poteri dell'ONC (Opera Nazionale Combattenti) e le affida il compito tecnico amministrativo di realizzare la bonifica dell'Agro Pontino, che non sarà un mero risanamento idraulico dei terreni, ma una vera e propria ricostruzione ambientale, secondo il piano di Arrigo Serpieri, Sottosegretario alla bonifica (.). Oltre alle dimensioni dell'opera di bonifica, che non ha avuto eguali in Italia in tutta la sua storia, è da sottolineare il rivoluzionario concetto che la ispira e che va sotto il nome di "Bonifica integrale", sottolineato e riportato nell'intestazione delle leggi che vi si riferiscono>.
Il progetto prevedeva una serie di interventi che andavano dalla sistemazione e dal rimboschimento dei bacini ai lavori di sistemazione degli alvei dei corsi d'acqua, alla trasformazione colturale e alle utilizzazioni industriali, sempre secondo una coordinata e armonica pianificazione del territorio. Dal suolo bonificato sorgono irrigazioni, si costruiscono strade, acquedotti, reti elettriche, opere edilizie, borghi rurali e ogni genere di infrastrutture. Dalle Paludi Pontine sorsero "in tempi fascisti" vere e proprie città: Littoria, inaugurata l'8 dicembre 1932; Sabaudia (indicata da tecnici stranieri come uno dei più raffinati esempi di urbanistica razionale), il 15 aprile 1934; Pontinia, il 18 dicembre 1935; Aprilia, il 29 ottobre 1938; Pomezia, il 29 ottobre 1939. Nell'Agro Pontino furono costruite ben 3040 case coloniche, 499 chilometri di strade, 205 chilometri di canali, 15.000 chilometri di scoline. La "Bonifica integrale" continuò nell'alto Lazio, in Campania, in Sardegna, in Sicilia e così via in tutta Italia, ma non solo in Italia: non si possono dimenticare le grandi opere realizzate in Somalia, in Eritrea, in Libia, in Etiopia. Tutto questo, come si è detto, "in tempi fascisti" e senza alcuna ombra di "democratiche tangenti o mazzette". La risposta a queste opere colossali proveniente dagli uomini dei "diritti e della libertà" è stata (e non sto scherzando) che le bonifiche integrali furono "un danno ecologico". Oppure, come ha scritto Piero Palumbo ("L'Economia italiana fra le due guerre", pag. 84: <Duole (!) ricordarlo: i primi ecologisti indossavano l'orbace>. Un'osservazione che è un pugno nello stomaco al "Verde" Onorevole Pecoraro Scanio.
"Opera Nazionale Maternità e Infanzia", RD n° 718 del 15.4.1926.
<Nella nuova società la cura e l'importanza delle donne e dei fanciulli, implicita nella dottrina fascista, assume l'importanza di istituzione mediante la fondazione dell'"Opera Nazionale Maternità e Infanzia". L'ONMI vuole dare e darà un concreto supporto a quella fondamentale cellula umana e sociale che è la famiglia, intesa non quale generatrice di forza di lavoro e di consumo, come è nella concezione materialistica del capitalismo e del marxismo, ma quale culla e nucleo vitale delle tradizioni, della storia e del futuro della Nazione e dello Stato. Centro vitale della famiglia è, per il Regime fascista, la madre (.)>.
Con questa legge lo Stato si fece carico dell'assistenza e dell'aiuto alle madri, volgendo particolare attenzione alle cure per le madri-lavoratrici. Questa legge, anticipatrice dei tempi è, quindi, una delle innovazioni più prestigiose del regime fascista. Furono istituite in ogni provincia le "Case della madre e del bambino", gli asili nido, i dispensari del latte: tutte organizzazioni che giunsero ad accogliere circa 2 milioni di assistiti. Tutto questo era integrato da una assistenza medica e da una propaganda igienica. L'"Ente Opera Assistenza" curava la gestione delle Colonie estive e invernali, istituite per assistere soprattutto i bambini di famiglie meno abbienti. Gestiva, inoltre, speciali scuole e Colonie per la terapia dei colpiti dalla tbc", i convalescenziari e centri per la cura dell'anemia mediterranea. Oggi tutti possono vedere in che stato si trovano gli ospedali per la cura della talassemia e quelli pediatrici che furono costruiti sul litorale da Rimini a Riccione. Luciano Violante "Assistenza agli illegittimi, abbandonati o esposti", legge dell'8.5.1927, RDL n° 798.
Mezzano: <Con questa legge lo Stato si assume la responsabilità di provvedere a quei bambini non desiderati che erano prima senza tutela ed alla mercé della carità privata e quindi considerati persone di seconda categoria>.
Oggi, in "regime democratico", molti fanciulli vengono abbandonati ai pedofili e alla droga. Le donne reclamano la libertà sessuale e il "diritto all'aborto", sanzionato e garantito addirittura dallo Stato. E quando lo Stato non interviene il povero lattante viene abbandonato come immondizia, in un cassonetto. D'altra parte, come disse Luciano Violante, "Questo è lo Stato dei diritti e della libertà".
"La Carta del Lavoro", Pubblicazione sulla "Gazzetta Ufficiale" n° 100 del 30.4.1927.
<Puntualizza il rapporto fondamentale tra Fascismo e mondo del lavoro. Dichiara, istituzionandoli, i principi basilari a tutela dei lavoratori, nonché la preminenza, nello Stato Fascista, dell'interesse prioritario che lega gli obiettivi dello Stato a quelli del lavoro e dei lavoratori>. La "Carta del Lavoro" intendeva portare a confronto, su uno stato di parità, secondo un progetto di collaborazione e solidarietà che superasse la rovinosa filosofia materialistica della lotta di classe, due tradizionali antagonisti sociali: il capitalismo e il lavoro. Sarebbe troppo lungo elencare tutti i vantaggi per i lavoratori previsti in questa legge rivoluzionaria. Ne elenco solo alcuni: obbligatorietà della stipula di Contratti collettivi di categoria; istituzione della Magistratura del Lavoro; diritto alle ferie annuali; istituzione della indennità di fine rapporto; istituzione degli uffici di collocamento statali; assicurazione sugli infortuni sul lavoro; assicurazione per la maternità; assicurazione contro le malattie professionali; assicurazione contro la disoccupazione; Casse mutue per le malattie eccetera.
L'antifascista Gaetano Salvemini scrisse: <L'Italia è diventata la Mecca degli studiosi della scienza politica, di economisti, di sociologi, i quali vi si affollano per vedere con i loro occhi com'è organizzato e come funziona lo Stato corporativo fascista (.)>. Oggi, invece, quotati giornali stranieri si affollano per denunciare la mafia politica e la pletora di deputati e senatori che siedono in Parlamento, pur essendo stati condannati dalla giustizia per reati vari. Non c'è che dire, anche oggi, siamo "studiati".
"Esenzioni tributarie per le famiglie numerose" RDL n° 1312 del 14.1.1928 e
"Assegni familiari" RDL n° 1048 del 17.6.1937.
Mezzano scrive: <In coerenza con la dichiarata importanza che il Fascismo attribuiva alla famiglia come cellula fondamentale della società, era importantissimo sgravare dalle spese fiscali quelle famiglie che già avevano impegni finanziari onerosi a causa dell'elevato numero dei componenti>.
Grazie a queste leggi lo Stato riconosceva agli operai che si sposavano entro il venticinquesimo anno un assegno nuziale di 700 lire. Inoltre, se i coniugi guadagnavano meno di 1.000 lire lorde al mese, veniva loro concesso un prestito senza interessi compreso tra le 1.000 e le 3.000 lire. Alla nascita del primo figlio, il prestito si riduceva automaticamente del 10%; così, gradualmente, sino alla nascita del quarto figlio, il prestito veniva condonato. Il capofamiglia con prole numerosa (sette figli) godeva di privilegi particolari: Mussolini inviava, o consegnava personalmente, 5.000 lire, oltre una polizza di assicurazione. Una tessera gratuita valida per tutti i mezzi pubblici cittadini giungeva al capofamiglia tramite la locale sezione della Federazione fascista. Altri privilegi per queste famiglie numerose erano: la possibilità di contrarre prestiti a tasso bassissimo, sconti nell'affitto degli appartamenti, assegni familiari ragguardevoli. E ancora: per gli operai con un figlio, lire 3,60 la settimana; lire 4,80 per quelli con due o tre figli; 6 lire per quelli con quattro figli e oltre.
"Legge sull'assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali e legge istitutiva dell'INAIL", RD. n° 928 del 13.5.1929 e RD. n°264 del 23.3.1933, "Legge istitutiva dell'INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale)", RDL n° 1827 del 4.10 1935.
<Nel quadro della ristrutturazione del mondo del lavoro e nei rapporti tra i lavoratori e lo Stato, queste due leggi risolvono l'annoso problema delle conseguenze negative che situazioni accidentali potevano procurare a chi lavorava in particolari settori>.
Il Regime fascista nel suo "programma politico e sociale per l'ammodernamento e l'industrializzazione del Paese", come osservato anche da James Gregor, non poteva eludere una globale politica previdenziale. La competenza dell'INPS andava dall'invalidità e vecchiaia alla disoccupazione, dalla maternità alle malattie. Altre assicurazioni coprivano, praticamente, la totalità dei prestatori d'opera, garantendo così all'Italia un altro primato mondiale. Sulla scia dell'INPS sorsero, sempre negli anni '30, l'INAM, l'EMPAS, l'INADEL, l'ENPDEP, tutti enti che permetteranno poi, anche se fra scandali, ruberie e arroccamenti di potere politico, all'Italia post-fascista di tutelare i lavoratori.
"Istituzione del Libretto di Lavoro".
Mezzano osserva: <Proseguendo nel perfezionamento delle norme a tutela dei lavoratori, per contrastare fenomeni come il lavoro nero, lo sfruttamento illecito di categorie deboli come donne e fanciulli, gli abusi sull'orario di lavoro e l'evasione dei contributi lavorativi e previdenziali e per far sì che, in generale, fossero rispettate tutte le leggi emanate a difesa del mondo del lavoro, viene istituito il Libretto di Lavoro>.
Per avere solo una idea del maltrattamento subito dalla verità dopo la caduta del Fascismo, ecco come lo "storico" Max Gallo riporta la notizia in "Vita di Mussolini", pag. 118: <Si crea un libretto di lavoro obbligatorio per meglio sorvegliare gli operai>.
"Riduzione dell'orario di lavoro a quaranta ore settimanali" RD. n°1768 del 29.5.1937.
Mezzano: <Non appena le condizioni generali dell'economia e dell'industria italiane lo permettono, il Fascismo continua la marcia intrapresa sin dal 1923 in direzione della riforma globale del mondo del lavoro, investendo parte del vantaggio economico nella ulteriore diminuzione dell'orario di lavoro e sottolineando il principio che il lavoro e il profitto debbono essere strumenti e non fini della società>.
Questa legge (poi meglio conosciuta come "sabato fascista) era già prevista nel programma fascista del 1919 e si inserisce con naturalezza nell'obiettivo di forgiare lo "Stato del Lavoro" nel quale la figura del lavoratore si trasforma sempre più da salariato in protagonista e compartecipe dell'impresa.
"Legge istitutiva dell'ECA (Ente Comunale di Assistenza). RDL n° 847 del 19.6.1937.
Sempre Mezzano: <Viene istituito, in ogni comune del Regno, l'"Ente Comunale di Assistenza", allo scopo di assistere individui e famiglie in stato di necessità e di controllare e coordinare tutte le altre associazioni esistenti che abbiano analogo fine>.
E' superfluo commentare questa legge, tanto è palese la sua finalità. I più bisognosi non vengono più assistiti da opere misericordiose, ma tramite una legge specifica dello Stato.
Mi fermo qui perché, come ho scritto all'inizio, potevo presentare, per ovvi motivi di spazio, solo un elenco "frammentario ed incompleto" di alcune leggi sociali concepite dal Regime fascista. Tante altre tutte di spiccato valore sociale, uniche o prime nel mondo, arricchiranno la Storia del Fascismo. Una fra queste, <la più rivoluzionaria, la più geniale, la più popolare delle riforme del Fascismo, fortemente voluta da Benito Mussolini fu realizzata nella Repubblica Sociale Italiana>. Mezzano si riferisce alla "Socializzazione delle Aziende": una riforma che avrebbe portato alla completa "Socializzazione dello Stato": una riforma che fu vanificata solo perché la plutocrazia mondiale volle mettere fine al Regime Fascista che, come disse Mussolini, <aveva spaventato il mondo>. Intendeva, ovviamente, "il mondo dell'usura e dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo".
Mussolini e i suoi seguaci realizzarono uno Stato sociale, nonostante le difficoltà create lungo il loro cammino, decisamente all'avanguardia coi tempi, e questo senza aver avuto la possibilità di alcun esempio precedente. La validità di "quel sistema" è convalidata dal fatto che "quelle innovazioni", come ha scritto Vittorio Feltri: <durano fino ad oggi, e sarebbero durate ancor più se l'inefficienza, l'incapacità e la disonestà dei Governi dei giorni nostri non le avessero distrutte>.
Potrei continuare a lungo, ma mi pare che possa bastare per valutare indirettamente l'onestà intellettuale della Sua mirabile "sintesi", dalla quale i lettori della "Gazzetta" dovrebbero essere informati su "che cosa fu il fascismo" e se fu "buono o cattivo". Per inciso noto che preferivo di gran lunga il Suo giornale quando si occupava solo di sport.
Le suggerisco per concludereun altro "approfondimento": che cosa fu l'antifascismo e fu buono o cattivo? Potrà così parlare di un'Italia "liberata" a suon di bombe e diventata colonia americana, governata da sessant'anni da una manica di "quisling", priva di dignità e di prestigio internazionale, ridotta a mandare i suoi solfdati a combattere le guerre di Usa/Israele; in cui la gente (a proposito di "povertà") stenta ad arrivare alla terza settimana del mese; corrotta, con intere regioni governate dalla criminalità (Mussolini aveva debellato la mafia), con un debito pubblico pazzesco, con famiglie sfasciate, i giovani preda della droga e dell'alcool, la pornografia dilagante anche dagli schermi TV, la scuola diventata una fabbrica di servi sciocchi e con il crimine dell'aborto legalizzato (a proposito, se il '38 è "data vergognosa e da dimenticare", che sarà mai il '78, in cui una legge omicida divenne legge dello Stato?).
Buon lavoro
Franco Damiani
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