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I due rivali diversissimi

attualità politica 2

I due rivali diversissimi: quello in carica Joseph Sitruk, anziano
e carismatico; lo sfidante Gilles Bernheim, freddo ed erudito
Colpi bassi e divisioni, oggi si vota
la Francia sceglie il gran rabbino


dal nostro inviato ANAIS GINORI

PARIGI - Una campagna elettorale così violenta e dispendiosa non si era mai vista. "Sembra di essere alle primarie americane" ironizza un esponente della comunità ebraica. Quanto a colpi bassi e divisioni interne, ci siamo. In questo caso, però, la posta in gioco è un'altra: si tratta della nomina del nuovo gran rabbino di Francia. Oggi infatti la comunità ebraica del paese, che con 550mila membri è una delle più importanti d'Europa, sceglierà la sua guida spirituale. Il gran rabbino in realtà non dirige le varie sinagoghe, organizzate dai concistori, ma orienta la comunità ed è il portavoce dell'ebraismo nelle questioni sociali o etiche.
I due rivali non potrebbero essere più diversi. L'attuale gran rabbino Joseph Sitruk, 63 anni, è un anziano con la barba, molto carismatico, capace di mobilitare e commuovere le folle. Domenica scorsa, ha tenuto un meeting elettorale con 3mila persone, mamme e bambine in visibilio a sentire la sua lettura della Torà, il libro sacro dell'ebraismo. L'altro, Gilles Bernheim, 53 anni, è rabbino alla sinagoga della Victoire a Parigi. Filosofo, freddo ed erudito, è sempre un ultra-ortodosso sul piano religioso ma ha una posizione politicamente più liberale e sarebbe apprezzato anche da Nicolas Sarkozy.
"Vent'anni bastano", ha detto Rafi Marciano il direttore di campagna di Bernheim, ricordando che è dal 1987 che Sitruk guida la comunità religiosa.
Poco elegantemente, Marciano ha anche fatto allusione alle cattive condizioni di salute di Sitruk, emiplegico dal 2001, dopo un attacco cerebrale.

Non è l'unica caduta di stile di questa battaglia. Ogni candidato ha mobilitato amici-finanziatori per pubblicare manifesti nei quartieri, comunicati sulle riviste della comunità e su Internet.
Il web è stato per esempio usato per diffondere un video in cui Bernheim parla male dell'attuale gran rabbino. "E' una manovra" ha ribattuto lui minacciando azioni legali. Altro colpo, più grave, quello inferto dal rabbino di Sarcelles, fedele di Sitruk. In una lettera aperta ha accusato Bernheim di essere troppo filo- cattolico, citando passaggi del suo libro-dialogo con il vescovo di Lione, Philippe Barbarin: "Il cardinale e il rabbino" pubblicato qualche mese fa dall'editore Stock. Nel suo dileggio dello sfidante, il rabbino di Sarcelles ha anche riproposto una teoria sulla crucifissione di Cristo giustificata da una frase del Talmud, la raccolta di insegnamenti ebraici. Il pamphlet si è propagato su Internet, attizzando polemiche tra le associazioni cattoliche.
L'esito del voto di oggi sembra più che mai incerto, tra i 315 grandi elettori: essenzialmente i rabbini e i rappresentanti delle varie comunità. Bernheim si era già presentato una volta nel 1994 senza fortuna. Allora, era stato giudicato "troppo inesperto". Ma questa volta molti pensano che le sue probabilità di vittoria sono più alte e che sia venuto il momento di un ricambio.

(22 giugno 2008)

http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/esteri/rabbino-parigi/rabbino-parigi/rabbino-parigi.html


Per informazioni | christusrex@libero.it

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