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lettera aperta a Ferrara

attualità politica

LETTERA APERTA A GIULIANO FERRARA INDIRIZZATA A TUTTI I MEDIA E AI MOVIMENTI DI AREA CATTOLICA


di Matteo Castagna



Il motivo principale, per cui la "battaglia" di Ferrara non può essere sostenuta da un un cattolico, viene espressa, direttamente dall'interessato, sul quitidiano L'Arena di Verona di domenica 16 Marzo 2008 (testo integrale riportato qui sotto). Alla domanda del giornalista "volete abrogare la 194?" Giuliano Ferrara risponde:
"Trent’anni fa votai contro l’abrogazione di quella legge e tutt’ora la difendo. Il nostro obiettivo però è applicare la parte preventiva e di tutela della maternità, di quella legge, potenziando la formazione del personale pubblico e valorizzando il volontariato pro-vita, in consultori e i Centri aiuto vita."

Noi cattolici, invece, pretendiamo l'abrogazione della legge 194, perchè essa legalizza la strage degli innocenti. L'aborto deve essere sempre illegale, in quanto immorale, in quanto viola il Comandamento di Dio "NON UCCIDERE". Valore questo, non negoziabile per nulla al mondo, tanto meno in cambio della tenuta di un governo democristiano, come fece quel Giulio Andreotti, che quella legge la firmò. Clandestino o non clandestino l'omicidio è e rimane, sempre, moralmente illecito e peccato grave, sia se praticato in clinica col consenso dello Stato (la legge 194!) sia che sia praticato in maniera abominevole in uno scantinato di periferia. Il principio di non contraddizione prevede che se l'aborto è l'omicidio del concepito, la 194 legalizza un omicidio. Per ovviare a questo, l'unico modo moralmente retto e accettabile è abrogare la legge 194. Perchè lei, Ferrara, non vuole l'abrogazione della legge? Per garantire i diritti delle donne? No, nessuno, uomo o donna, ha il diritto di sopprimere arbitrariamente un essere umano, soprattutto se innocente e indifeso. A nessuno va dato il diritto di commettere un crimine! E nessuno può arrogarselo. Questo, sarebbe veramente immorale.
Essere contrari alla pillola RU486 perchè sarebbe contraria alla legge 194, come sostiene Ferrara sempre nell'articolo de L'Arena, è un ulteriore artifizio dialettico, che per un cattolico è inaccettabile.
Un cattolico, infatti, è contrario alla pillola RU486 perchè è un veleno abortivo immorale, in quanto strumento di omicidio. Se, da un lato, riportare nel dibattito pubblico il grave problema dell'aborto è una cosa buona (che, peraltro, dall' ambiente cattolico fedele alla Tradizione è sempre stato trattato come un grande tema di attualità e non come una battaglia di retroguardia, come erroneamente sostiene una certa "destra" neo-pagana, atea e becera nei valori come nei contenuti) dare le soluzioni di Ferrara è sbagliato, è dare conclusioni parziali ad un problema reale.
Al grande pubblico, come dimostrano i sondaggi e come si dimostra stando con la gente nelle piazze e nei mercati, ove noi cattolici tradizionalisti conduciamo da anni e anche in questi giorni le battaglie a tutela della vita e contro la 194, nulla interessa di Ferrara e della sua lista mono-tematica, sebbene la stampa, soprattutto quella schierata a sinistra, gli faccia una gran pubblicità mediatica nella speranza di agevolare una sottrazione di voti all'"odiato" Berlusca ed ai suoi compagni di ventura.
Il piccolo pubblico parrocchiale, che è in gran parte il modello umano che gremisce le sale ove Ferrara va a presentare la sua lista, legato ad un certo movimentismo e forse anche al Card. Ruini, che, da abile politico, ha ben capito che, con questa legge elettorale sarebbe stato per lui controproducente sostenere il pupillo di sempre, il divorziato Pierferdinando Casini (perchè ha costruito un partito di centro che probabilmente non entrerà neppure in Parlamento) guarda con curiosità alla lista di Ferrara e crede all'equivoco di fondo: ma Ferrara è davvero contro l'aborto? Si può essere anti-abortisti e difendere la legge 194 chiedendone l'applicazione nella sua parte preventiva? No, Ferrara, la sua soluzione, non è la soluzione per i cattolici e non puoi strumentalizzarli ingannandoli con questo equivoco di fondo. Dal punto di vista politico, un risultato da prefisso telefonico per una lista che si richiama ad un solo punto di programma,l'aborto, produrrà l'effetto mediatico e pubblico di affossare la battaglia contro l'aborto perchè tutti diranno che l'argomento non interessa a nessuno. Questo potrebbe essere l'esito ancor più devastante di questa sua scelta di scendere in campo con la lista ad hoc. Il cattolico vero non può e non vuole rendersi complice di questo sfacelo che si vede all'orizzonte.
Se Giuliano Ferrara, però, volesse intraprendere un serio e autentico cammino di conversione al cattolicesimo, cosa per cui tutti noi preghiamo come preghiamo per la conversione di tutti coloro che sono fuori dalla luce di Cristo e della Sua Unica Santa Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana, il nostro Circolo è sempre pronto al confronto.


Matteo Castagna, Portavoce del Circolo Culturale Triveneto Christus Rex (www.agerecontra.it - Tel.347/4230340)



Da L'Arena di domenica 16 Marzo 2008



GIULIANO FERRARA
Maratona in radio e Tv per contare gli aborti
«In 30 anni sono stati un miliardo. Mi aspetto che Verona con la sua tradizione ci dia il suo sostegno»


Contro l’aborto cominciate a contare. Uno, due, tre...fino a un miliardo. Giuliano Ferrara lancia da Verona un’iniziativa per sostenere la sua lista «Per la moratoria. Aborto? No grazie», in corsa alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile, solo per la Camera dei deputati. «Scriverò una lettera-appello ai direttori di Radio Maria, Radio Vaticana, Sat 2000, di Rai Uno, Due e Tre», spiega il giornalista, direttore del Foglio e fondatore della lista, «chiedendo che ospitino ai loro microfoni, da dopo Pasqua a dopo le elezioni, cittadini e volontari, laici e cattolici, del Movimento per la vita e dei Centri aiuto vita, che si alternino in una catena umana. A fare cosa? A contare, uno due, fino a un miliardo. Tanti sono i bambini mai nati negli ultimi trent’anni, perché abortiti».
Ferrara era ieri in città per il via alla campagna elettorale. A Verona e nel Veneto 1 ha capolista per la Camera l’assessore provinciale Maria Luisa Tezza, secondo il presidente del Consiglio provinciale Massimo Galli Righi, entrambi di Forza Italia ora Pdl, e terzo Marco Perini. Prima di pranzare al ristorante Arche spiega obiettivi e programmi.
Ferrara, che cos’è la moratoria sull’aborto?
Abbiamo scritto al segretario generale dell’Onu, ricevendo adesioni di esponenti cattolici e laici in tutto il mondo — e su questo impegnano anche il governo italiano — per emendare all’articolo 3 la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
Come?
Dove è scritto “ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza” si propone di aggiungere una virgola e la frase “dal concepimento fino alla morte naturale”. E lo stesso per l’articolo 3 della Costituzione, aggiungendo la stessa frase dopo la dicitura “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”. Vuole essere una moratoria come quella votata da 104 Paesi contro la pena di morte.
Che battaglia è la sua?
Contro l’aborto e a favore della vita umana, per mobilitare le coscienze, per l’amore, per migliorare la vita collettiva, per salvare la salute della donna insieme alla sua maternità, per restituire un po’ di buonumore, come sta chiedendo papa Ratzinger. Oltre un miliardo di aborti negli ultimi 30 anni vuol dire che qualcosa non va, nella nostra civiltà. In Cina e in Asia ci sono centinaia di milioni di bambine che non nascono perché lo Stato ordina alle donne di abortire. Questo è fuori dal diritto internazionale.

Volete abrogare la legge 194?

Trent’anni fa votai contro l’abrogazione di quella legge e tutt’ora la difendo. Il nostro obiettivo però è applicare la parte preventiva e di tutela della maternità, di quella legge, potenziando la formazione del personale pubblico e valorizzando il volontariato pro-vita, in consultori e i Centri aiuto vita.

Corsa solitaria, la vostra?
Ho parlato con Veltroni e Berlusconi e mi affido alla riflessione in chi, nei loro partiti, ha la cultura della vita, ma serve una rappresentanza parlamentare che porti avanti questi temi: ci candidiamo per questo.

Siete contro la pillola abortiva Ru486?

Sì, quello è un veleno che di fatto ci riporta all’aborto solitario e clandestino, contro lo spirito e la lettera della 194 di tutela della maternità. Voglio vedere che cosa diranno il ministro della salute Turco e la Pollastrini, ministro delle “dispari opportunità”. La verità è che ci aspetta un futuro laicista.
E da Verona che cosa si aspetta?
Che in linea con la sua tradizione e il suo stile, e nell’intimità della coscienza, alla Camera dia il voto ad “Aborto? No, grazie”.

Lei, laico, ex Pci, si aspettava di diventare ratzingeriano?

Ci sono arrivato con grave ritardo.




Per informazioni | christusrex@libero.it

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