attualità politica 4
Rassegna stampa a cura del Centro Studi Federici-per una nuova insorgenza (i titoli delle notizie segnalate sono prevalentemente redazionali)
Guareschi e il film (scomodo) che non si trova.
«Se vogliono riscoprire qualcosa, ci aiutino a trovare l'ultimo film della serie Peppone&Don Camillo. L'avevano quasi finito...». Ecco, se Brescello e Roncole possono finalmente smettere di avere «rapporti neutri», come dice il vicesindaco Dall'Aglio, è proprio sul giallo del sesto film incompiuto. «Da quello che sappiamo da testimonianze di attori e comparse era stato girato al 70% -dice Dall'Aglio -. C'era anche il giovane Giancarlo Giannini nella parte del figlio di Peppone. Era il 1970. Poi Fernandel si è ammalato e l'anno dopo è morto. L'abbiamo cercato alla Cineteca Nazionale, ma hanno risposto che sarà andato perso in piccoli laboratori». Per Alberto Guareschi no: «Ce l'avrà qualche maniaco collezionista». Il sesto film, titolo «Don Camillo e i giovani d'oggi». Lo trovassero, quello sì che sarebbe il modo per celebrare le avventure di Guareschi nel cinema. (...) Però Guareschi è altro che un set. È ancora lo scrittore italiano più venduto nel mondo, come dice con orgoglio il figlio Alberto: «L'anno scorso 50 mila copie vendute in Corea del Sud...».
(Da La Stampa del 6.09.2008, segnalato da Ass. La Torre, associazione_torre@yahoo.it <mailto:associazione_torre@yahoo.it> )
Iraq: martiri di Mosul
Mosul (AsiaNews) – La madre di due sorelle uccise a Mosul la scorsa settimana, è morta anche lei per le ferite riportate nell’attacco contro la sua famiglia. I funerali sono stati celebrati ieri. Il 12 novembre scorso, una banda armata di giovani ha fatto irruzione nell’abitazione della famiglia siro-cattolica ad Alqahira, un quartiere della città, uccidendo le sorelle Lamia e Walàa Sobhy Salloha, e accoltellando la madre. Il marito e l’altro figlio, fuggiti al momento dell’assalto, si sono salvati. All’inizio sembrava che le ferite riportate dalla donna, Selma Giargis non fossero gravi. Ma la sua situazione all’ospedale di Mosul si è aggravata anche a causa di mancanza di medicine appropriate. La situazione dei cristiani a Mosul continua ad essere tragica. Nel mese di ottobre sono stati uccisi 16 fedeli e 2 mila famiglie avevano lasciato la città alla ricerca di un rifugio più sicuro. Negli ultimi giorni circa 700 famiglie erano tornate, rassicurate dalle promesse del governo sulla sicurezza. Imad Hanna, 52 anni, intervistato da Ankawa, era fuggito in ottobre a Karakosh, nel Kurdistan, a 50-60 km da Mosul. “Quello che mi ha fatto tornare – ha detto – non è la maggiore sicurezza, ma il bisogno materiale”. Imad racconta che la gente a Mosul “ha tanta paura”, proprio dopo la morte delle due sorelle, e ora della madre. La loro uccisione ha fatto molta impressione perché la banda degli assalitori è penetrata in casa, rendendo insicuro ogni luogo.
(AsiaNews del 20.11.2008)
Terra Santa: gli squadristi di Hebron
“Le famiglie di Hebron subiscono violenze nei loro campi e nelle loro case, lungo le strade che conducono ai loro villaggi, agli ospedali, alle scuole; nemmeno i bambini possono andare tranquillamente a scuola e per il rischio di attacchi devono essere scortati da militari israeliani; nonostante questa tutela, durante l’ultimo anno scolastico questi bambini sono stati attaccati da coloni in 14 occasioni”: lo ha detto alla MISNA Piergiorgio Rosetti dell'associazione di Ravenna ‘Humanity together’, in una telefonata successiva agli scontri accaduti a Hebron tra palestinesi, soldati e agenti di polizia da una parte e dall'altra decine di coloni e di militanti israeliani di estrema destra. (…) “La nostra missione è far sapere la verità al popolo israeliano e a tutto il mondo” dice Huraini in un video sulla situazione di Hebron di cui Rosetti ha parlato alla MISNA. Nel suo giro italiano, Huraini parlerà di questo e dei 650 coloni ebrei che vivono a Hebron, enclave fortificata nel cuore di una città palestinese di 180 mila abitanti. A un anno dal 'Vertice di Annapolis', organizzato negli Stati Uniti, non sono nemmeno all’orizzonte le condizioni che avrebbero dovuto portare alla creazione di uno stato palestinese e quindi alla pace. (…)
(Agenzia Misna del 21 novembre 2008)
L’ateo Odifreddi si prende per un padreterno
“Ultimamente su La Stampa compaiono lunghi articoli di Piergiorgio Odifreddi. In quello di giovedì 13 novembre l’autore ci ragguaglia sul suo viaggio a Compostela, viaggio che è argomento del suo prossimo libro tra poco in libreria. Odifreddi si lamenta del fatto che, trovandosi lui in chiesa durante la messa ed essendosi il suo telefonino messo a squillare durante la consacrazione, alcuni dei presenti si siano permessi di guardarlo con riprovazione; un delitto di lesa maestà! … Invece di rammaricarsi per aver causato disturbo agli altri, Odifreddi rivolta la frittata accusandoli perché non sono sufficientemente concentrati nella preghiera. Vedete? Se fate squillare un telefono a un concerto o a teatro, non dovete preoccuparvi: un violinista concentrato nella sua arte o un attore che si immedesima nel personaggio non lo sentono nemmeno … “.
(Da La Stampa del 22.11.2008, rubrica Specchio dei tempi)
La Fede nello spazio
“…Ultima frontiera”, recitava la voce narrante all’inizio di Star Trek, una serie-cult di fantascienza di cui non ho perso una puntata (anni Sessanta, intendo, di quelle con Spock, Kirk e Sulu). Ebbene, una sola volta, una sola, vi si accennò al cristianesimo: su un pianeta dominato da simil-romani, gli schiavi, adoratori del sole, si ribellavano con l’aiuto dell’Enterprise. Solo alla fine Uhura spiegava al capitano e all’ufficiale scientifico che quelli adoravano non tanto il sole in sé quanto il Figlio di Dio; seguiva l’imbarazzato silenzio di Kirk e Spock (che, tra l’altro, era un alieno pagano). Già: la fantascienza “classica” trattava la religione, al massimo, come un oggetto di studio «scientifico». Ma, grazie al cielo, la realtà supera sempre la fantasia. Ecco, infatti, cosa ci comunica l’agenzia Zenit.org il 20 novembre 2008: “Le Carmelitane Scalze di New Caney (Stati Uniti) hanno consegnato all’astronauta Ron Garan una reliquia di Santa Teresina perché lo accompagnasse nel suo viaggio spaziale. Nella primavera scorsa, il comandante Garan aveva contattato la comunità per chiedere preghiere in vista del suo viaggio nello spazio, offrendosi di portare con sé qualsiasi oggetto sacro le religiose avessero voluto affidargli (…). Garan è stato membro dell’equipaggio dell’ultimo viaggio della navicella spaziale Discovery, durato dal 31 maggio al 14 giugno”. Un papista nello spazio, con una reliquia di una santa monaca per giunta. Isaac Asimov si sarà rivoltato nella tomba.
(fonte: http://www.rinocammilleri.com/ rubrica Antidoti del 22.11.2008) Antidoti
Terra Santa – Frontiere israeliane: chiuse per la Chiesa Cattolica…
GERUSALEMME - I cristiani di Gaza non possono assistere alla Messa domenicale. Questa domenica mattina, infatti, le autorità israeliane hanno impedito al Nunzio Apostolico in Israele, l'Arcivescovo Antonio Franco, di entrare a Gaza per celebrarvi la Messa, nonostante il precedente coordinamento con funzionari del Ministero degli Esteri israeliano e dell'Esercito, avviato da martedì scorso. Lo rende noto il Patriarcato latino di Gerusalemme, sottolineando che il Nunzio è arrivato al varco di Erez verso le 8.15 di domenica, accompagnato dai sacerdoti del Patriarcato latino padre Shawqi Baterian e padre Humam Khzouz e dal segretario della Nunziatura, ma si è visto proibito l'ingresso a Gaza. La delegazione è rimasta più di tre ore al varco, ma le autorità israeliane hanno insistito nel non concedere il permesso di entrare a Gaza, lasciando entrare invece varie squadre della Croce Rossa e delle Nazioni Unite. L'Arcivescovo Franco, che è anche Delegato Apostolico a Gerusalemme e in Palestina, voleva celebrare la Messa nella chiesa della Sacra Famiglia di Gaza con i fedeli locali nell'ultima domenica prima dell'inizio dell'Avvento per sottolineare che la Santa Sede è vicina al popolo di Gaza e alle comunità cristiane del luogo in questo difficile periodo. La parrocchia di Gaza è vacante, visto che il parroco, monsignor Manuel Mussallam, la scorsa settimana ha ricevuto il permesso di andare a far visita alla sua famiglia a Bir Zeit (nella West Bank) dopo otto anni a Gaza. Aver lasciato i fedeli senza Messa, sottolinea il Patriarcato latino, “è ritenuto non sono una violazione delle relazioni diplomatiche tra gli Stati, ma anche una violazione del diritto dei fedeli di poter praticare il culto senza ostacoli, almeno la domenica e nelle feste”.
(Agenzia Zenit del 24.11.2008)
… aperte per Mammona (dei trinariciuti)
Bologna - Da oggi al 28 novembre 2008, in occasione della visita di Stato del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in Israele, la Regione Emilia-Romagna parteciperà con una propria delegazione istituzionale e imprenditoriale alla missione promossa da ICE, ABI e Confindustria e co-organizzata dalla Regione stessa e Confindustria Emilia-Romagna. La missione si pone il duplice obiettivo di rafforzare la presenza del sistema industriale italiano e regionale nel Paese, e di presentare alle nostre imprese il mercato israeliano e le sue eccellenze, al fine di incrementare le nostre vendite su quel mercato e promuovere collaborazioni che combinino la forte capacità industriale italiana con le sofisticate tecnologie sviluppate dalle imprese israeliane. Israele costituisce una delle realtà più avanzate a livello mondiale nel campo della R&S e dell'industrializzazione dei risultati, grazie ad una spesa pubblica in questo settore che sfiora il 5% del PIL e ad efficaci strumenti finanziari privati e pubblici che supportano centri di ricerca di eccellenza mondiale, primi tra tutti l'Istituto Weizman di Rehovot e il Technion di Haifa. Queste importanti esperienze, e l'eccellenza del settore hi-tech, fanno di Israele un modello di estremo interesse per l'Emilia-Romagna. L'interscambio commerciale ha registrato nel 2007 un aumento delle importazioni rispetto al 2006 pari al 5% per un valore di oltre 83 milioni di euro e ad un aumento dell' export pari al 12% per un valore di oltre 181 milioni di euro. Macchine ed apparecchi meccanici rappresentano la principale categoria merceologica esportata. Le importazioni ed esportazioni Regione/Israele rappresentano rispettivamente l'8% e il 16% rispetto al dato nazionale.
(ASCA del 25.11.2008)