Per la prima volta, parla un ex membro importante della comunità. Ne descrive gli aspetti meno conosciuti. E chiede al tribunale diocesano di Roma di giudicare. Il processo si è concluso il 13 dicembre 2007 dopo due gradi di giudizio, con una sentenza definitiva che ha stabilito la nullità di quel matrimonio. Il motivo: “costrizione”. Tra gli incarichi di governo oggi attribuiti al ministro Riccardi c’è anche quello per la famiglia.
di Sandro Magister
ROMA – Il suo ultimo riconoscimento internazionale la comunità di Sant’Egidio l’ha ricevuto da “Time”. Nel numero del 28 aprile scorso il prestigioso newsmagazine americano ha incluso il fondatore della comunità, Andrea Riccardi, fra i 36 “Eroi Europei” dell’anno.
La pace, i poveri, il Vangelo: questi i tre elementi che caratterizzano la comunità, nel profilo pubblicato da “Time”. Profilo che traspare anche dal suo sito web in venti lingue: > Comunità di Sant’Egidio
Ma questa è solo l’immagine pubblica, universalmente nota, della comunità di Sant’Egidio.
Perché della comunità c’è anche una faccia meno conosciuta. Quando nel 1998 un’inchiesta dell’”Espresso” ne svelò alcuni tratti, scoppiò un terremoto. Dal Vaticano esigettero dai capi di Sant’Egidio delle giustificazioni. E imposero dei correttivi, che riguardavano in particolare i tre sacramenti dell’eucaristia, della penitenza e del matrimonio. Prosegui la lettura »

La segreteria di Stato autorizza “La Civiltà Cattolica” a pubblicare un articolo elogiativo della Comunità. Ma con numerosi tagli al testo originale, sui punti di disaccordo. Eccoli a uno a uno. Quanto al fondatore Riccardi…
Segnalzione di Franco Damiani


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