Archivio per la categoria Saggistica

Civiltà Cattolica e Civiltà Gandhiana

di Pietro Ferrari

Il Centro Studi Giuseppe Federici di Rimini ha di recente riproposto un’analisi della figura di Gandhi fatta dalla famosa rivista dei Gesuiti ‘Civiltà Cattolica’ – (Quaderno n. 1960, anno 1932):
“L’induismo tende ad assorbire in sé tutte le religioni… sembra accogliere molto volentieri il Cristianesimo, ma subito lo induizza… Gandhi è interamente e perfettamente indù nell’assimilarsi alcuni elementi cristiani, trasformandoli nelle sue idee politico-religiose. Per esempio, nella sua ultima venuta in Europa gli fu chiesto da qualcuno: Gesù Cristo ha detto: io sono l’unica porta. Che ne pensate? E Gandhi rispose: «Ciò è perfettamente vero, se per Cristo intendete, come intendo io, l’incarnazione dell’amore di Dio nell’umanità, non però se intendete un uomo storico»… egli trova il Cristianesimo inferiore al Buddismo: «Guardate la pietà di Gautama! Essa non è limitata agli uomini, ma è estesa a tutti gli esseri viventi. Un simile amore per tutti indistintamente gli esseri viventi non si trova nella vita di Gesù». Quanto al modo di cercare la verità e attuare in particolare l’ideale di giustizia, egli adopera il metodo induista, più che di sincretismo, di assorbimento personale e soggettivo, nel quale l’Ahimsa, o non violenza giainista, e gli elementi cristiani del Sermone del Monte diventano il Satyagraha, ch’è un miscuglio di mitezza verbale con la violenza reale… Il Satyagraha è solo nominalmente forza dell’anima o della verità, realmente è demagogismo. Per vederlo basta fare la comparazione tra il Satyagraha e la forza della verità del Sermone del Monte e della fratellanza cristiana promulgata da Cristo. Questa, dall’interno mutando gli animi, riesce ad abolire la schiavitù senza rivoluzioni né disordini; invece il Satyagraha, organizzato in boicottaggio, disobbedienza civile, ed altri siffatti mezzi propri del demagogismo, porta al disordine ed alla distruzione… Pertanto Gandhi è realmente e principalmente un demagogo, ma demagogo more indico, tipo induista, cioè tipo santone e fachiro religioso. Il suo ascetismo non ha niente di comune con l’ascetismo cristiano; è troppo calcolato ed esteriore; è bene spesso una parata diretta a fare impressione sulle masse… non vogliamo dire che nel Mahâtma tutto sia superbia ed egoismo; diciamo anzi: vi e del vero e del buono, effetto del lume della ragione e riflesso del Cristianesimo, ma vi è molto di erroneo, e perciò grave di cattive conseguenze. Bonum ex integra causa, malum ex quocumque defectu. Basta un solo errore, per condurre a gravi mali. Prosegui la lettura »

Italia: tra sei mesi sarà ancora in piedi, oltre non si sa

   
   

di Valerio Lo Monaco

L’asta di ieri è andata bene. Anzi benissimo. Rendimenti dimezzati, praticamente, rispetto a quelli di un mese addietro, quando ancora Monti non si era insediato. E i grandi media hanno riportato la notizia con enfasi, assieme però a quella che ha visto il nostro spread risalire sino a quota 500.

Notizie riportate (quasi) correttamente, però con una inaccettabile omissione: il motivo di una situazione non troppo semplice da capire a prima vista.

Difficile insomma comprendere il perché della grande richiesta dei titoli di Stato di ieri e allo stesso tempo perché il nostro spread non sia sceso di pari passo.

Sarebbe bastato spiegare, invece, la tipologia dei titoli venduti ieri, o meglio il suo significato, e quali sono stati gli eventi accaduti nei recenti giorni passati per portare alla situazione che si è verificata ieri.

Dunque, in primo luogo i titoli di Stato venduti ieri sono stati quelli a sei mesi. In secondo luogo, in larga parte sono stati acquistati dalle Banche.

Cosa significa? Prosegui la lettura »

Hannah l’antisemita. Nel frattempo è venuto a mancare Giorgio Bocca…

di Pietro Ferrari

E’ stato presentato dal sottoscritto (09/12/11) a Giulianova presso i locali de ‘Il nome della rosa’, l’ultimo libro di Matteo Simonetti “Hannah l’antisemita”.
Svariate le sensibilità presenti al convegno e notevole prova di libertà, quella degli organizzatori, che hanno scelto un tema difficile quanto scomodo soprattutto quando non viene discusso entro i rigidi parametri di quella pigra retorica, impostaci da una propaganda che non di rado minaccia nuove leggi speciali.
Oggi è ritenuto antisemita chi nutre dei pregiudizi verso gli ebrei, ma sono davvero pregiudizi?
Questo libro prende in esame i cosiddetti pregiudizi “antisemiti”, per porli al vaglio della riflessione storica e filosofica: “Gli ebrei sono attaccati al denaro? Fanno lobby?
Governano l’economia globale?
Dettano la politica estera degli Stati che li ospitano?
Condizionano l’opinione pubblica? Sono gli artefici delle più sanguinarie rivoluzioni della storia?
Si considerano superiori agli altri?”.
Matteo Simonetti mette in cortocircuito il paradigma della retorica “anti-antisemita” evidenziandone l’insignificanza, alla luce di quanto forse inconsapevolmente dichiarano i maggiori esponenti dell’intellettualità ebraica stessa: Hannah Arendt, Sigmund Freud, Theodor Adorno, Gershom Scholem, Ernst Bloch.
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E se ascoltassimo S. Agostino per risolvere la crisi e superare l’idiozia di massa?

 

di Matteo Castagna

Costanzo Preve ci racconta che “nell’editoriale della rivista Italicum, dicembre 2011, Luigi Tedeschi fa un primo completo bilancio dei provvedimenti della giunta Monti, e ne rintraccia anche correttamente la genesi economica, storica e politica. Alla fine di queste analisi Tedeschi osserva che tutti i partiti, di destra e di sinistra, “volevano che Monti attuasse quelle manovre impopolari che essi non erano in grado di condurre in porto per motivi elettorali”. Mi sembra evidente. E ancora: “Potrebbero un domani tentare di svincolarsi dalle loro responsabilità addossando a Monti la colpa per misure impopolari approvate, contando sulla demenza generalizzata del popolo italiano, che darebbe loro nuovo consenso, non essendoci alternative”.

A livello di filosofia politica ci si potrebbe chiedere se il popolo in quanto tale è demente (spiegazione della teoria delle élites) oppure se lo è soltanto quando è ridotto a corpo elettorale (spiegazione che risale ai teorici della democrazia diretta).

Continua Preve: “Come tutti gli studiosi di storia e di filosofia, sono attirato dai due estremi complementari della coscienza sociale, la genialità e l’idiozia. E tuttavia l’idiozia è sempre più interessante, anche perché è più divertente. I mezzi di comunicazione di massa ci offrono ogni giorno quantità industriali di idiozia, e con l’arrivo della televisione e dei giornali non c’è neppure bisogno di mescolarsi agli idioti, perché l’idiozia ci viene portata a domicilio in modo semigratuito”. Noi cattolici fedeli alla Tradizione denunciamo pubblicamente questa deriva da tanti anni e non possiamo che rallegrarci che ora si sostengano le stesse cose anche a sinistra, anche se in maniera speculare all’anti-berlusconismo mediatico. Prosegui la lettura »

Mistero Napolitano: ritratto irriverente dell’uomo dell’anno

http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTzJd5mFI7enkoUnBVmBkuafeGlyZqFoM5Mr1oBjFUKPoVG9-V7agdi Redazione

Pietro Sansonetti è un navigato giornalista di sinistra. E’ un comunista, ma è, sotto alcuni aspetti, anche un “uomo controcorrente”. Vanta nobili origini: è infatti nipote del Barone e Letterato salentino Girolamo Comi. Per oltre 20 anni a L’Unità è divenuto direttore del quotidiano di Rifondazione Comunista Liberazione nel 2004. Nel 2009 fondò un  quotidiano di sinistra, che divenne poi settimanale per ragioni di bilancio: Gli Altri. Perché e in che ambito lo abbiamo definito “uomo controcorrente”? Perché quasi nessuno a sinistra vuole bene a Sansonetti. Egli ha denunciato la profonda fragilità del sistema dell’informazione in Italia. La televisione, secondo il giornalista, è lottizzata dai principali partiti politici, PD e PDL, mentre la carta stampata è in mano a tre grandi gruppi di riferimento: Il Giornale di proprietà della famiglia di Silvio Berlusconi, Il Corriere della Sera controllato da RCS e il gruppo L’Espresso di Carlo De Benedetti.

Alcune posizioni filogovernative e aspramente critiche nei confronti della magistratura e del PD, nonché la partecipazione a varie puntate di “Porta a Porta” , hanno provocato un acceso dibattito nelle testate giornalistiche di centro-sinistra del panorama editoriale italiano, in cui è stato accusato di “collaborazionismo” e “funzionalità” alla causa berlusconiana. Si sa che a sinistra la critica pubblica di altri uomini o logiche di potere di sinistra è fortemente anatemizzata. Ora, noi non vogliamo entrare nel merito di questo dibattito, ma la denuncia fatta da Sansonetti, al di là dei fini, è o non è reale? Esiste una informazione davvero non condizionata dai partiti, in Italia? Sansonetti e noi da un altro punto di vista e con altri presupposti, rispondiamo di no. Con tali premesse pubblichiamo questo suo articolo comparso sul suo giornale di ieri e che svela dei retroscena che solo un buon conoscitore del PCI e delle sue dinamiche, evoluzioni o involuzioni interne può far venire alla luce, attualizzandone i contenuti. Un’analisi politica, questa che leggerete, dalla quale si può certamente dissentire, ma che noi riteniamo interessante e da tenere in considerazione. Certe cose dette da un uomo profondamente di sinistra fanno, inoltre, di certo, un effetto profondamente differente. Come a dire: “se lo dicono pure loro…”

di Pietro Sansonetti

In principio era il “Verbo” e il “Verbo” era vicino a Dio e il “Verbo” era Dio. Comincia così il Vangelo di Giovanni. Trasponiamolo: in Principio era Amendola, e Amendola era figlio di Dio ed Amendola era Dio. Dagli anni Cinquanta, fino alla sua morte, è stato lui il “Dio” , il “Verbo” dei miglioristi, cioè di quella potentissima ala del Pci che ebbe una influenza enorme sullo svolgimento di tutta la politica italiana del dopoguerra, e che ancora oggi condiziona, orienta – spesso comanda – grazie all’ascesa di un suo esponente di punta, Giorgio Napolitano, alla Presidenza della Repubblica. Prosegui la lettura »

Signoraggio primario e secondario: l’illiceità del sistema fiscale

dell’Avv. Alfonso Luigi Marra

Indisturbate, sotto gli occhi della magistratura, le banche centrali, fra cui la Banca d’Italia (BdI) e la Banca Centrale Europea (BCE), incredibilmente private, praticano il crimine del signoraggio primario, mentre le banche commerciali praticano l’ancor più grave signoraggio secondario, realizzando peraltro un’evasione fiscale maggiore sia delle tasse pagate che delle tasse evase dal resto della società.

Dopo averlo infatti segretato già dalla nascita della Repubblica fin negli atti del Parlamento (con gli omissis), si è ’scoperto’ che la BdI è di privati (85% banche, 10% assicurazioni, 5% ignoti), come gran parte delle altre banche centrali; fra cui la BCE, che è al14,57% della BdI, e quindi dei suoi proprietari.

Una privatezza di cui, da quando, pochi anni fa, la si è scoperta, si cerca di sminuire la rilevanza, ma che è la causa del malessere economico e finanziaro del mondo.

Signoraggio primario della BdI/BCE e delle altre banche centrali che consiste in quel che segue. Prosegui la lettura »

Natale non è più Natale perché adesso è Natale tutto l’anno

 

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di Massimo Fini


Un tempo era bello credere a Gesù bambino che portava i regali. Era divertente giocare con la fantasia.Ora non serve. Consumiamo tutto l’anno e genitori e figli sono senza desideri.Nonostante manchi quasi un mese al 25 dicembre sono già cominciate le feste di Natale. Le città sono tutte piene di luminarie e i negozi pavesati a festa, in qualche paese è già stato allestito il presepe dove i pastori o i Magi hanno le sembianze di Battisti, di Clinton e di altri personaggi dell’attualità. Diciamo la verità: anche il Natale è diventato una festa insopportabile (per quello che è diventato per la massa…n.d.r.). Un tempo era la più bella e la più attesa, anche perché era l’unica. Noi bambini l’aspettavamo spasmodicamente tutto l’anno. E quando finalmente arrivava, e si consumava rapidamente in quella magica notte del 24, eravamo come colti di sorpresa. Prosegui la lettura »

“Le XXIV tesi del Tomismo” contengono l’essenza della filosofia tomistica e mettono in guardia dai pericoli della falsa Metafisica

di don Curzio Nitoglia

“Ecclesia edixit doctrinam Thomae esse suam” (Benedetto XV, Enciclica Fausto appetente die, 1921).

Prologo

●Il Magistero della Chiesa, con la Lettera al Generale dei Francescani del 13 dicembre del 1885 di Leone XIII, il quale in essa applica i princìpi dell’enciclica sulla rinascita del tomismo Aeterni Patris (1879) al caso concreto dell’insegnamento della dottrina tomistica anche presso tutti gli altri ordini religiosi (con particolare riferimento ai figli di S. Francesco) e al clero secolare, recita: «L’allontanarsi dalla dottrina del Dottore Angelico è cosa contraria alla Nostra volontà, e, assieme, è cosa piena di pericoli. […]. Coloro i quali desiderano di essere veramente filosofi, e i religiosi sopra tutti ne hanno il dovere, debbono collocare le basi e i fondamenti della loro dottrina in S. Tommaso d’Aquino»[1].

●Con la promulgazione del motu proprio “Doctoris Angelici” del 29 giugno del 1914 San Pio X imponeva come testo scolastico la Summa Theologiae di San Tommaso alle facoltà teologiche, sotto pena d’invalidarne i gradi accademici. Papa Sarto richiamava l’obbligo di insegnare i princìpi fondamentali e le tesi più salienti del tomismo (“principia et pronuntiata majora”)[2]. Prosegui la lettura »

L’immanentismo radicale di Benedetto Croce

di don Curzio Nitolgia

«Satana non è una creatura estranea a Dio, e neppure il ministro di Dio, ma Dio stesso. Se Dio non avesse Satana in sé, sarebbe come un cibo senza sale» (B. Croce, La logica come scienza del concetto puro, Bari, Laterza, 1905, parte I, sezione 1).

Premessa

●In questo breve articolo non intendo spiegare e confutare l’intero sistema crociano. Il mio intento è soltanto di porgere al lettore quella che mi sembra essere la sua essenza, dimostrare come essa sia intrinsecamente immanentistica e tendenzialmente nichilistica; ben oltre, quindi, l’hegelismo, del quale Croce non è solo un continuatore, ma un estremo radicalizzatore in peggio. L’odio contro il Dio trascendente e personale, contro la religione cattolica-romana da Lui fondata e la morale oggettiva (naturale e rivelata), purtroppo traspare chiaramente nelle pagine del primo e dell’ultimo Croce.

●Benedetto Croce scrive: «“Storicismo”, nell’uso scientifico della parola, è l’affermazione che la vita e la realtà è storia e nient’altro che storia. Correlativa a quest’affermazione è la negazione della teoria che considera la realtà divisa in soprastoria e storia»[1]. Ciò dimostra che nello storicismo crociano non c’è posto per il Cristianesimo, ma nemmeno per l’ “Atto puro” quale lo riconosceva persino il “pagano” Aristotele. Prosegui la lettura »

L’incantatore di serpenti. Pensieri sparsi sul decreto salva Ita(g)lia!

di Roberto Della Rocca

Mario Monti domenica sera ha presentato la manovra “incantando” gli italiani con stile e charme.

CASERTA – Alleluja, Alleluja. San Mario Monti dalla Bocconi ha fatto il miracolo. Lo spread scende, la Borsa sale, i politici si piegano, il Paese subisce! Ma a noi, cittadini non soffocati dai fumi dell’incenso che ha salutato la sua venuta, caro Presidente, non ci inganna! Viste le decisioni adottate dal Consiglio dei Ministri, il cosiddetto decreto “Salva Ita(g)lia” o pacchetto Monti non può che lasciarci insoddisfatti. Di questo si occuperà diffusamente il nostro Fausto di Lorenzo. Io ho una serie di pensieri sparsi che vorrei in questa sede raccogliere e sottoporre ai nostri lettori. 

1) Il pareggio di bilancio, una priorità del precedente Governo, è entrato prepotentemente anche all’ordine del giorno del nuovo esecutivo. Non sono un economista ma mi pare che si ha un pareggio quando le entrate e le uscite dello Stato sono alla pari. Questo avviene dappertutto ma in Italia no. Ci si dimentica del pesantissimo debito pubblico (il quarto del mondo) che ammonta ormai all’astronomica cifra di 1901 miliardi di euro certificati dalla Banca d’Italia (giugno 2011). Praticamente un debito del 122% sul Pil. Ora, il pacchetto Monti, ammonta a 30 miliardi di euro. Come si fa a raggiungere il pareggio di bilancio con 1901 miliardi di debiti? Misteri che solo il nostro Presidente del Consiglio/Incantatore di serpenti, potrebbe dipanare.  Prosegui la lettura »

Mons. Benigni e la Banca

Segnalazione del Centro Studi Federici

Mons. Benigni e la Banca

Dall’opera monumentale di Mons. Umberto Benigni, Storia Sociale della Chiesa (Casa Editrice Vallardi Milano, 1922, pubblichiamo il capitolo tratto dal terzo volume, La crisi della società antica. Dalla caduta alla rinascita dell’Impero Romano, dedicato a Israele, dove l’autore parla della questione della Banca. Ogni riferimento a fatti e personaggi dell’attualità è puramente casuale.

Israele
La guerra implacabile mossa dalla Sinagoga contro la Chiesa fin dal tempo degli Apostoli, a base di denunzie al governo pagano e di assassinii tumultuarii, deve cambiare di tattica dopo il trionfo politico e sociale degli aborriti Nazareni.
I popoli non ebbero ad attendere di farsi cristiani per apprezzare la Sinagoga come pericolo etico ed economico per la società delle «genti». Gli attacchi antisemiti che si trovano negli autori pagani bastano a provarlo. Ma quando la romanità divenne la cristianità, l’odio della Sinagoga raddoppiò contro di essa per il motivo religioso, giacché quello spirito, che oggi si chiama talmudico, odia più il cristianesimo che non il paganesimo. Questo rappresenta per la Sinagoga un gregge da domare, da spogliare, da trarne schiavi; quello è l’insieme dei seguaci di Gesù ai quali va l’eredità dell’odio specialissimo del Sinedrio contro il Crocifisso.
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La premozione come fondamento della predestinazione: distinzione reale tra potenza/atto, essenza/essere

di don Curzio Nitoglia

La Volontà di Dio

● La volontà efficace o assoluta (conseguente) di Dio si compie sempre infallibilmente. Infatti niente di reale e di buono può avvenire al di fuori della causalità efficiente di Dio. Le cause seconde agiscono solo col “concorso naturale” di Dio e sussistono solamente se conservate nell’essere da Dio (S. Th., I, q. 19, a. 6).

Il “concorso divino”, metafisicamente, è l’influsso della Causa prima sull’attività delle creature. L’ente finito dipende da Dio sia quanto all’essere (creazione e conservazione nell’essere), sia quanto all’agire (“agere sequitur esse”). Inoltre la sana teologia ammette comunemente la necessità di un’azione positiva di Dio sulla creatura per spiegarne l’attività (“concorso immediato”). Tale dottrina la si trova nella Rivelazione. Isaia (XXVI, 12): “Signore, Tu hai operato in noi tutte le nostre azioni” e San Paolo (Atti degli Apostoli, XVII, 28): “in Lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo”. Prosegui la lettura »

Saremo capaci di essere poveri?


di Andrea Pomella

Anni fa, quando lavoravo nella redazione di un giornale di annunci immobiliari, conobbi un uomo che all’apparenza conduceva una vita normale. Faceva il venditore di spazi pubblicitari, veniva ogni mattina in ufficio perfettamente rasato, con l’abito, la camicia e la cravatta, l’orologio da polso e la borsa di pelle piena di contratti in bianco. Faceva i suoi giri presso i clienti, rientrava in ufficio a pomeriggio inoltrato e si fermava fino a sera per lavorare al computer.

Tempo dopo seppi che quest’uomo aveva un segreto. A causa di un divorzio oneroso era finito con le spalle al muro e non poteva più permettersi di pagare l’affitto di una casa. Aveva venduto la macchina e si era tenuto un box nel quale tornava la notte per dormire. Per l’igiene personale usava i gabinetti di una stazione. I sabati, le domeniche e i giorni di festa li passava a spasso per la città. Prosegui la lettura »

No ai sacrifici imposti dalla tecnocrazia del governo Monti

di Costanzo Preve

Note sulla crisi dell’anti-berlusconismo:

    Ho messo recentemente in rete due brevi saggi, Berlusconeide e Il tempo della vaselina. L’oggetto era lo stesso, e cioè la riflessione sulla nuova situazione politica italiana caratterizzata dalla fine , o forse soltanto del declino, del berlusconismo. A proposito del secondo saggio, mi è stato fatto notare che davo troppo credito al nuovo gruppo tecnocratico di Monti, ritenuto capace non di lacrime e sangue e di macelleria sociale, ma solo di “vaselina”. E’ un equivoco. Il mio giudizio su questo gruppo tecnocratico è terribile, ma per arrivarci bisogna prima chiarire alcuni punti preliminari.

    1. La ragione del No ai sacrifici di Monti deve essere ben chiarita, e non basta dire che i sacrifici li faranno sempre e soltanto i “soliti noti”: è possibile, ma non sicuro. L’ICI, la possibile patrimoniale, il peggioramento del welfare, eccetera, non la pagheranno soltanto i “soliti noti”. La pagheranno strati ben più ampi. Per questo considero insufficiente la solita retorica pauperistica e miserabilistica. Bisogna andare molto più a fondo nella questione. Prosegui la lettura »

Il vero cattolico come deve rapportarsi alle “cose del mondo”?

Segnalazione di Carlo Di Pietro

“Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà“, dice il Signore, esortando tutti noi a non cedere alle tentazioni ed alle lusinghe del mondo; molto spesso un applauso ricevuto oggi, casomai per essere stati politicamente corretti o per aver omesso delle verità, potrebbe corrispondere ad una severa punizione nell’Aldilà. Punto di partenza e punto di arrivo della vita di un vero cattolico è la voglia di uniformarsi a Cristo, seguendone l’esempio e cercando, con tutte le forze, di allontanare il vizio e di esercitare le virtù, che ben conosciamo e che sono elencate nel Catechismo. La vita del buon cattolico non deve, quindi, essere uno spregiudicato compromesso fra la materia e l’anima, bensì deve tendere all’affido alla Divina Provvidenza; tutto ciò deve avvenire in ogni contesto, in ogni luogo, in ogni momento. Sorgono automatiche le domande, le perplessità, le polemiche: come faccio a vivere degnamente da cattolico in un mondo in preda alla deriva ed all’apostasia?

A questo proposito sono illuminanti i consigli di Nostro Signore che, già avvertendoci di tutto ciò che sarebbe accaduto, ci lascia in eredità le Sue opere e le Sue parole e, come tutti sappiamo, non lo fa in quanto Dio, bensì come uomo.

La moderna teologia, sovente protestante, minimizza la prospettiva escatologica della fine dei tempi, dunque del Giudizio a cui, pur non volendo, tutti noi saremo sottoposti e, in quel Contesto, non ci sarà un avvocato difensore, ma a pesare sulla bilancia saranno semplicemente le nostre azioni.

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