Archivio per la categoria Arai Daniele

UN SANTO 2012 NEI VERI «SEGNI DEI TEMPI»

L’EDITORIALE DI FINE ANNO

di Arai Daniele

«Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv. 8, 31). La libertà ha per oggetto il bene conforme alla ragione.

Il 2012 si apre come un anno di sorprese, forse dolorose. Lo sovrasta il dilemma lavorato sul «Segno dei Maya o degli indiani Hopi»!
Per risolvere un enigma storico si deve arrivare a delle vere risposte in un mondo moderno infettato dalla libertà di errare e di mentire, ai più alti livelli civili e clericali.
Come mai il mondo è arrivato a tale pestilenza spirituale?
La questione non è limitata soltanto a persone irretite nell’enorme tela d’insidie e inganni odierni, ma è legata alla promozione di menzogne senza fine con inaudite conseguenze per l’intera sorte della vita umana in terra. E se l’enigma di un «papa buono» pare spuntare quale segno isolato tra le nubi come un piccolo vertice, è in realtà come la punta di un iceberg; sì, di una colossale piramide di poteri terreni nel mare sinistro di piani segreti e atroci delitti per «liberare la coscienza» di novatori per l’erezione del
«nuovo ordine mondiale»: processo terminale per svincolare le anime dall’Ordine cristiano. Prosegui la lettura »

Natale di gioia e di dolore

di don Floriano Abrahamowicz

‘Voi dunque sapete distinguere l’aspetto del cielo (… tempo buono giacché il sole rosseggia) e non riuscite a distinguere i segni dei tempi! ‘ (Mt.16, 3) L’occhio sano vede nella luce della Fede gli avvenimenti della vita, piccoli e grandi, passati e presenti. Scruta con prudenza le profezie del Signore. ‘Beato l’uomo che mi ascolta, che veglia ogni giorno alle mie porte, che vigila alla soglia della mia casa!(Prov. 8,34) Dotto o incolto che sia il cristiano che vigila non cade nei lacci di mammona e dei suoi servitori: le pseudo gerarchie civili ed ecclesiastiche. Non possiamo adorare Gesù nel presepe e al contempo dialogare sul Concilio Vaticano II, con le democrazie liberal-massoniche, nemici del regno di Cristo. O Cristo o Erode.

Auguro ai lettori del sito Christus Rex, fedeli, amici e simpatizzanti la grazia natalizia di amare il Gesù bambino di quell’amore forte che di pari passo detesta l’eresia e l’impostura conciliare e mondialista. Auguro alla Fraternità San Pio X che il più gran numero possibile di vescovi, sacerdoti, fratelli, suore e fedeli, uscendo dall’attuale mortifera situazione di dialogo e rinunciando al desiderio di essere riconosciuti da parte della contro chiesa, possa dare fiera battaglia alla bestia di cui trattano le righe seguenti.

EDITORIALE di Arai Daniele

Mirabile Natale del Redentore nella crescente crisi dei peccatori

La festa di Natale è gioiosa alla stregua della frase con cui sant’Agostino si riferisce alla crisi della colpa: «O felix culpa, quae talem ac tantum meruit habere Redemptorem», ossia: «Beata colpa, che meritò tale e così grande Redentore». Prosegui la lettura »

Mons. Williamson “sedevacantista” ma non troppo…

di Arai Daniele

«L’inganno finale e i mons. Williamson e Tissier de Mallerais»

Il Signore ci ha fatto sapere che la persecuzione finale sarà quella di un inganno senza precedenti. Sarà l’inganno di una perfidia in tal modo subdola che, se non fosse abbreviata, sedurrebbe e perderebbe perfino gli eletti.

E tali tempi di estrema prova pare saranno abbreviati solo in extremis.

Ora, la perfidia riguarda la Fede, che concerne la Verità universale, cioè cattolica.

Si tratta, quindi, di un «inganno cattolico», ma senza pari in tutto il processo storico della Religione e perciò della Chiesa attaccata dalla Rivoluzione contro Dio.

Percorriamo, allora, un po’ la Storia degli ultimi secoli, in speciale del periodo della grande persecuzione contro il Regno di Cristo con il grave inganno della «Riforma». Prosegui la lettura »

Scontro di civiltà o ermeneutica per l’inciviltà?

di Arai Daniele

Una grande Nazione con un grande squilibrio significa un grave problema mondiale.

Ma cosa è alla radice d’ogni guaio umano se non il modo di pensare e ancor più, di credere?

Veniamo, quindi, al rapporto ideale che deve sussistere tra civiltà e visione spirituale.

Vera civiltà è quell’ordine teso alla perfezione del bene comune, soprattutto spirituale, morale e intellettuale, da custodire osservando le leggi della natura e delle norme positive ispirate alla giustizia. Tutto con lo scopo precipuo di far crescere le coscienze dei popoli nella conoscenza del vero, nella ricerca del bene e nell’amore del bello.
Si può anche definire civiltà uno stato di vita per cui la società è capace non solo di assicurare ai suoi membri l’insieme di beni occorrenti al perfezionamento temporale, ma di offrirli in dovizia secondo una giusta gerarchia, in cui i beni onesti (intellettuali, morali e religiosi) hanno la preminenza (Regis Jolivet, «Vocabolario di Filosofia»).
Ecco il processo civilizzatore operato dall’ordine cristiano nel tempo che, pure di fronte alla povertà materiale, genera il bene sociale voluto da Dio; civiltà consolidata sull’amore per la verità riguardante l’uomo eterno, qual è quella cattolica, del pensiero secondo l’Ordine. Prosegui la lettura »

Resa nella crisi: ricorso alla DC della resa conciliare?

di Arai Daniele


Si può spiegare come mai per fronteggiare una pericolosa crisi in Italia si ricorra proprio a personaggi legati all’ideologia democristiana della resa che, per evitare ogni vera lotta politica predicava il «compromesso storico», andando verso il suicidio?
Resa e suicidio previsti da chi? Da chi «pensa» la politica in termini reali, sia dal punto di vista cristiano – e si tratta di San Pio X -, sia comunista, e si tratta di Antonio Gramsci.
Quindi, la prima spiegazione del ricorso nell’ora della grande crisi al concorso dell’ideologia democristiana della resa proviene da quanti, per ragioni opposte s’illudono.
Da una parte quelli che pensano così di ridare una parvenza di soluzione cristiana a quest’Europa, ma ignorando che essa vuol essere anticristiana!
Dall’altra parte, degli anticattolici interessati a una «resa finale» con un nuovo fallimento «cristiano».
Ignorano che il demo-cristianesimo non è Cattolicesimo. Questo non sarà mais sconfitto; l’altro è l’ideologia della velata resa sistematica.

I nuovi rivoluzionari della rivoluzione conciliare Prosegui la lettura »

La sola risposta che salva: ANATEMA SIA!

di Arai Daniele

La Chiesa del Vaticano 2 si è chiaramente distaccata dal Magistero che conferma la Parola divina. Non lo vedono i preti della Tradizione?

Da mezzo secolo, molti cattolici rivolgono suppliche a quanti occupano la S. Sede per avere parole magisteriali in continuità con quelle dell’infallibile Chiesa dei 260 Papi e dei 20 Concili ecumenici.

Tutto inutile. Anzi, si son sentite delle parole e visti degli atti sempre più contrari al Magistero e aggravati dalla malizia di voler imporre tale inganno come sua continuità, quando si tratta di vera rottura.

Purtroppo, però, l’inganno è rinforzato dalle false apparenze, buone solo a giustificare l’apostasia in Vaticano che porta una moltitudine di anime allo sbaraglio con il concorso del più assordante plauso del mondo avverso alla Chiesa, ma compiacente con il «buon» Roncalli e successivi compagni!

Così, in questo mezzo secolo, alle sommesse suppliche di tanti cattolici, la sola risposta è stata quella dell’irreversibilità del Vaticano 2, al quale i fedeli devono adeguarsi e con il quale i resistenti devono riconciliarsi!

Lo sdoppiamento del paradosso in cui è la FSSPX Prosegui la lettura »

Assisi e la grande conversione

di Arai Daniele

PUÒ L’ASSISI DI BAAL SUSCITARE UNA GRAN CONVERSIONE?

All’orizzonte di Assisi può sorgere la luce della grande conversione nella vita dell’umanità?

La questione riguarda quanto è al centro di tutta la Storia e interessa ogni uomo, poiché si tratta della ripresa dell’essere umano dalla sua originale, atavica decadenza; centrale nella Tradizione della Bibbia.

La Rivelazione fa sapere che vi è un popolo che rappresenta esplicitamente il corso dei disegni divini nella vita umana; nel bene e nel male.

Per redimere questa stirpe è venuto il Messia sacrificatore e sacrificato.

È la «stirpe teologica», dagli albori alla nostra crisi finale della Storia.

Torniamo ad Assisi di ora, per capire tal evento alla luce della Bibbia.

La sfida sul Carmelo si ripete ad Assisi? Prosegui la lettura »

Il sacrilego Vaticano II censura il Vangelo ed esalta l’ONU

di Arai Daniele

Nell’immensa foresta di carta elaborata dal Vaticano 2 non c’è traccia della parte finale del Vangelo di San Marco che avrebbe reso impossibile le trovata ecumenistiche elucubrate in tale infausta riunione clericale.

Rivediamo le parole del Signore (Mc 16, 9-16), che rende il piano conciliare gravemente incompatibile con la sua divina Dottrina.

Gesù risorto, apparve dapprima a Maria Maddalena, «Ella andò ad annunciarlo ai Suoi seguaci, che erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non le credettero. Dopo di ciò, apparve sotto altra forma a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anche questi tornarono indietro per annunciarlo agli altri; ma non neppure a essi vollero credere. Finalmente apparve agli Undici stessi mentre erano a tavola e li rimproverò della loro incredulità e durezza di cuore, poiché non avevano creduto a coloro che lo avevano visto risuscitato. Poi disse loro: “Andate per tutto il mondo e predicate il vangelo a ogni creatura. Chi crederà e si farà battezzare sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. Questi poi sono i segni che accompagneranno i credenti: nel mio Nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualcosa di mortifero, non nuocerà loro, imporranno le mani agli infermi e questi saranno risanati”. Il Signore Gesù, dopo aver loro parlato, fu assunto in cielo e si assise alla destra di Dio. D’allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava con loro e confermava la parola con i segni che li accompagnavano. » Prosegui la lettura »

L’eco e i bagliori di Ratzinger e Socci

  di Arai Daniele 

Si può prendere sul serio l’eco della stampa di questo mondo balordo quando parla dei personaggi che abitano nel fortino vaticano? Dai devoti ai miscredenti, passando per i miscredenti-devoti, chi è stato capace di capire la raffinatissima sofistica dei sommi profeti dell’intellighenzia conciliare?

Per tale categoria serve solo la schietta descrizione cattolica: «degli anticristi in Vaticano», come ha scritto Mgr Marcel Lefebvre, o «antipapi conciliari», come ha ripetuto più volte il preclaro Vescovo Antonio de Castro Mayer; entrambi senza paura del pompaggio giornalistico del ridicolo virtuale.

Vediamo un po’ di storia recente sul collasso del Cattolicesimo per capire quanto sono grottesche, e nel senso più deleterio, le descrizioni che la «grande stampa» ha fatto e fa dei «papi conciliari». Prosegui la lettura »

“Vescovi” tedeschi non baciano l’anello a Benedetto XVI

di Arai Daniele

Filmino dei «vescovi» tedeschi che non salutano Benedetto 16 nel suo viaggio in Germania. Un semplice malinteso o sarebbe il segno visibile dello scisma nello scisma del grande apparato ecumenista?
Nel primo caso, resta che chi ha stretto la mano di Benedetto 16, non per questo ha baciato l’anello di Pietro.
Se siamo al segno, sarebbe visibilmente un sotto-prodotto luterano dall’alto in basso!

Sembra che il Vaticano parli di un malinteso; la mano estesa sarebbe per presentare i prelati a quel presidente. Ma il fatto è che alcuni hanno stretto la mano di Benedetto XVI, ma nessuno ha baciato l’anello. Come mai? 

Video: bispos não cumprimentam papa (chi non visionasse il filmato può richiederlo a christusrex@libero.it )

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Commenti Cattolici sul “sedevacantismo apocalittico” del teologo dott. Antonio Coroniti

di Arai Daniele 

Man mano che i «papi conciliari», come l’attuale Benedetto 16, perdono ogni ritegno riguardo alla continuità nella Fede e alla preservazione del suo Magistero, pare crescere il numero di cattolici interessati all’esposizione della Legge della Chiesa sulla materia e in speciale della Bolla “Cum ex apostolatus officio” del grande Papa Paolo IV, per riconoscere l’abominio dell’eresia nelle persone investite d’autorità.

L’operazione dell’eresia conciliare promuove l’apostasia e la perdizione di moltitudini.

Per arrestarla c’è solo la Chiesa, Cittadella della Fede integra e pura.

La sua presenza non può essere dubitata, ma come va creduta in vista dei mutamenti demolitori che accadono proprio per opera di un potere papale installato dal 1958?

Ora, il potere papale proviene immediatamente, non dalla Chiesa o dai cardinali, ma da Dio, che legge nei cuori; è potere vicario, non d’origine umana, ma dato proprio per chiarire e confermare la Verità divina a cui vincolare tutti gli uomini.

Per questo fatto il potere pontificale delle Chiavi si definisce come ostacolo alle libertà religiose e di coscienza, contrarie alla Verità rivelata da Gesù Cristo. Prosegui la lettura »

L’acefalia romana prevista da Gesù a Fatima

di Arai Daniele

La causa della crisi della Chiesa del Vaticano II chiaramente non può essere che nel suo distacco dal potere del Magistero che conferma la Parola divina.

Ora, da mezzo secolo fedeli alla Tradizione hanno rivolto delle suppliche alla Santa Sede per riavere proclamazioni magisteriali in linea di continuità con quelle dell’infallibile Chiesa dei 260 Papi e dei 20 Concili ecumenici.

Tali suppliche, in questo lungo tempo, sono rimaste senza risposta altra che quella dell’irreversibilità del corso dello spirito del Vaticano 2.

Si pone allora la questione: siamo davanti all’erezione di una chiesa che vuol avere tutti i segni divini della Chiesa di Cristo, ma non sussistere più come unica? Ma se non è «la unica» come può avere tutti i suoi segni e i pontificali poteri infallibili nella verità per salvare?

Ecco che già in quest’ambiguità si svela una crisi d’identità che porta la Chiesa che segue l’ambiguo spirito del Vaticano 2 alla rottura definitiva con l’infallibile Chiesa di Gesù Cristo, quindi a un’”auto-decapitazione” tacita cui può solo seguire la sua fatale perdizione. Prosegui la lettura »

La grande alienazione di Ottobre: l’anti Lepanto nel mese del Rosario

di Arai Daniele

La nostra generazione ha vissuto un rosario d’inversioni civili e religiose, che ora sembrano arrivare al loro inevitabile esito demolitore.

Tutto dimostra che ciò avviene in chiave crudelmente anticristiana, ma in pratica potrà essere una frustata per il gran ritorno secondo i disegni divini.

Infatti, quelli che si erano convinti d’aver conquistato posizioni e poteri indiscutibili si vedono arrivare l’amara fattura dei loro soprusi bellici. Lo si vede nel piano politico dell’America sempre più asservita alla Lobby e di un’Europa di principi imbastarditi, che fanno sfumare la sua influenza.

E ci fermiamo qui perché la vera matrice di tanta incongruenza è piuttosto nei fumi dell’apostasia alienante che esala dalla Roma conciliare.

Sull’anti Lepanto nel mese del Rosario Prosegui la lettura »

La stirpe di Caino si avvia alla conversione?

di Arai Daniele

«Il pensiero cattolico anticipa tanti fatti perché segue il senso cristiano della Storia. Nella distruzione dell’11 di settembre e nella spaventosa crisi all’orizzonte vede un senso biblico che è bene riconoscere, oltre lo «zero» obiettivo di autori come Giulietto Chiesa e Blondet. Si tratta del nuovo disordine mondiale che abbatte l’ordine cristiano, come Caino ad Abele. Sì, ma non può abbattere il Disegno di conversione che, se fu impossibile nel benessere, potrà avverarsi nella disgrazia. Caino si è convertito al bene? Possiamo dubitarlo, come quella degli anticristi che “non son venuti per elevare, ma per demolire e abbassare ogni cosa”. Questi potranno abbattere ogni torre e occupare la Chiesa, ma potranno convincere la loro discendenza che con ciò non hanno distrutto il loro stesso convivio in terra? »

Vi è oggi all’orizzonte qualche grande conversione nella vita dell’umanità?

La risposta a questa domanda è al centro di tutta la Storia e interessa ogni essere umano, poiché si tratta della progenie di Caino, che è da sempre sparsa in tutto il mondo, ovunque e in ogni razza, anche se nella Bibbia è, dalle origini, parte della storia di un popolo molto speciale.

Infatti, la Rivelazione fa capire che vi è un popolo che rappresenterà il corso dei disegni divini nella vita umana in terra più esplicitamente; nel bene e nel male; sarà sempre un «popolo teologico», dagli albori alla crisi finale della Storia. Viviamo questa crisi? Prosegui la lettura »

Una gerarchia per un nuovo “cammino” conciliare

di Arai Daniele

A complemento del reportage sull’incontro neocatecumenale della gioventù a Madrid, è bene conoscere i nomi dei cardinali presenti.

Non sono di certo tutti gli alleati del «Cammino». Kiko cita i contatti e l’approvazione di Bertone col rispettivo Cardinale capo della Congregazione per la Dottrina della Fede.
Ad ogni modo, com’è stato detto, si tratta di cardinali – elettori ed eleggibili, pronti a continuare con tutti i crismi d’aspetto «cattolico» una «successione apostolica» d’apparenza canonicissima, ma per implementare più dottrine, ossia più religioni, in una sola Chiesa – quella conciliar-ecumenista. Prosegui la lettura »