(a lato foto di gruppo dei partecipanti alla conf. stampa)
Ieri, venerdì 9 dicembre 2011, dalle 11,45 alle 12.45 presso il Municipio di Verona, il Direttivo (Andrea Dal Canton, Presidente – Prof. Franco Damiani, Addetto stampa – Matteo Castagna, Portavoce) e una delegazione di militanti cattolici del Circolo Christus Rex, sostenuti dal loro riferimento ecclesiale don Floriano Abrahamowicz (fondatore nel 2009 della domus Marcel Lefebvre a Paese (TV)) hanno tenuto una conferenza stampa che ha destato notevole interesse, perché la nostra è una realtà viva, in costante crescita e capace di fare proposte concrete, in positivo, con coerenza dottrinale.
Presenti i giornalisti di tutte le testate locali (Tele Nuovo, Tele Arena, L’Arena, il Corriere di Verona, l’addetta dell’ufficio stampa del Comune), il Prof. Franco Damiani ha presentato il gruppo, nato nel 2007, che ha seguito don Floriano dopo la vergognosa espulsione dalla Fraternità San Pio X. Espulsione dovuta al pubblico rifiuto di qualsivoglia suicida “ralliement” con la “chiesa conciliare”. Il movimento assiste regolarmente alle S. Messe more antiquo celebrate dal Reverendo presso la domus Marcel Lefebvre di Paese (TV) e a Verona presso una chiesa di proprietà privata in Valpolicella, rigettando il Motu (im)Proprio che parifica la Fede Cattolica con la falsa fede modernista conciliare e, basandosi sul Magistero Perenne della Chiesa, non possono riconoscere in Joseph Ratzinger il Vicario di Cristo chiamato a confermare i cattolici nella Fede. Don Floriano dispone di Centri Messe anche a Trieste e Bolzano.
La conferenza stampa è stata occasione per presentare la querela per diffamazione a mezzo stampa nei confronti di Arcigay Pianeta Unrano di Verona, che in un articolo aveva definito “gentaglia” i cattolici del Christus Rex, ma soprattutto avevano messo al posto del nome di Cristo quello di un animale preistorico, recando grave offesa al Salvatore del mondo, Creatore del cielo e della terra, unica Via, Verità e Vita. Sul tema della pratica omosessuale il prof. Damiani ha ribadito la dottrina di sempre di Santa Madre Chiesa: San Pio V definiva il peccato impuro contro natura come un “crimine nefando”, mentre S. Pio X nel Catechismo che ne porta il nome lo pone per gravità subito dopo l’omicidio volontario, dicendo che “grida vendetta al cospetto di Dio”. Ne consegue che tale pratica non può essere meritevole di alcuna tutela sociale. Al Governo Berlusconi va riconosciuto almeno il merito di aver contrastato ogni tentativo di assimilazione della famiglia con altri modelli che nulla hanno a che fare con essa.
Nell’occasione il Circolo ha espresso la sua netta opposizione al governo Monti, chiedendone direttamente le dimissioni, ma più in generale ha condannato l’assetto politico-economico mondiale dominato dalla finanza apolide e usurocratica, che provoca il debito pubblico mediante la creazione di denaro dal nulla, facendolo poi pagare ai popoli. Ritiene gravissima la sostanziale connivenza con questo sistema, che asservisce l’uomo, dal Vaticano modernista, che anziché denunciare questo scandalo e opporsi, farnetica di fantomatiche autorità mondiali cui delegare il potere, chiedendo persino una Finanza unicaa globale. Il Circolo auspica nell’immediato il ritorno della sovranità monetaria (e di conseguenza politica) agli Stati nazionali, l’uscita dell’Italia dall’Eurozona, l’istituzione di una apposita Commissione formata da esperti super partes (non quindi gli amici di Goldman Sachs…) anche nella società civile, che vada a ridiscutere il debito del Paese. Castagna ha posto l’esempio di altri Stati, come l’Islanda e l’Ecuador, che hanno istituito queste apposite Commissioni, che hanno rilevato gravi irregolarità. Rafael Correa, presidente dell’Ecuador ha dichiarato che oltre l’80% del debito corrisponde a re-finanziamento e solo il 20% è destinato a progetti di sviluppo. Questa è una vera violazione della dignità delle persone e della sovranità. Questo percorso di 30 anni di indebitamento non è servito agli interessi dell’Ecuador, come non è servito agli interessi del nostro Paese. E’ servito agli interessi dei paesi creditori. Poiché ci sono notevoli indizi di una attività fraudolenta che ha portato il debito ad essere un mostro insanabile l’Ecuador ha scorporato il debito, così come l’Islanda che ha pure fatto arrestare i banchieri responsabili del disastro. Un debito illegittimo non si paga! Noi dobbiamo sapere esattamente da dove derivino 1901 miliardi di debito pubblico italiano. Si deve fare il contrario di quello che dice Monti, che chiede agli italiani (sempre maggiormente a determinate categorie sociali, quelle più deboli!) lacrime e sangue, quindi sacrifici! No, Prof. Monti, gli italiani non devono fare sacrifici per saldare debiti che non sono loro, ma delle banche! Questa ingiustizia va fermata. Andiamo a spulciare chiaramente come si sia realizzato tale debito. Siamo certi che, se con onestà intellettuale si facesse questo, ne uscirebbero delle belle…e le responsabilità non risulterebbero sicuramente degli onesti lavoratori o dei pensionati, o di coloro che hanno lavorato una vita ed oggi si vedono sottrarre i loro risparmi a causa di soggetti terzi, come ha evidenziato Andrea Dal Canton.
Per rimanere più vicini – ha ricordato Castagna – parliamo anche dei debiti a livello locale. Le Regioni, le Province, i Comuni che hanno debiti enormi istituiscano delle commissioni di esperti per verificare tutti i conti, individuare eventuali attività illegittime o fraudolente, con chiara attenzione agli interessi ed anche a eventuali interessi sugli interessi, che andrebbero certamente scorporati. La Provincia di Pisa, per esempio, ha riscontrato che il debito contratto con alcune banche ha tutte le caratteristiche dell’ illegalità e ha annullato unilateralmente tutte le operazioni in derivati. Il Consiglio di Stato gli ha dato ragione! Perché non fare il tentativo dappertutto?
Se a questa indagine, accanto ad eventuali operazioni illegittime si rilevasse anche la problematica relativa al signoraggio, si dovrebbe togliere alle banche private (dalla BCE in giù) l’ “appalto” che dispone sulla proprietà della moneta, per ridarla ai legittimi proprietari, ossia gli Stati nazionali. Questo ci si attenderebbe da politici seri, che vogliano il Bene Comune e che non siano i “camerieri dei banchieri”.
In prospettiva, ha spegato Franco Damiani, vi è la restaurazione della società organica, in cui economia, politica e religione siano armonosamente ordinate a costruire il Regno Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo, come da Santa Madre Chiesa costantemente insegnato. “Instaurare omnia in Christo” – secondo il motto di S. Pio X, il grande Papa veneto, ha chiosato don Floriano Abrahamowicz, aggiungendo che la ricetta del Vangelo è semplice e l’adesione della volontà alle leggi di Dio porta all’ordine anche nella società temporale. Si tratta della vera Pace, la Pace di Cristo che non si concilia né con Mammona né con l’ecumenismo relativista né con l’apostatico spirito di Assisi, né con le follie vaticano secondiste mirate a costruire la globalizzazione ed il mondialismo, benedette e promosse dall’uomo vestito di bianco che occupa la Sede di S. Pietro.
Don Floriano ha chiesto direttamente a chi dice di voler fare opposizione al governo Monti di fare come ha fatto il leader venezuelano Chavez, che, pur non condividendone certo l’ideologia, ha detto una cosa sensata quanto censurata dai media: tornare allo scambio tra materie prime e esperti in tecnologia per isolare i soliti noti del monopolio. Immaginiamo cosa succederebbe se l’Italia fornisse a Chavez ingegneri ed esperti in cambio di petrolio a prezzo inferiore rispetto a quello che oggi viene messo dagli USA….
Rassegna Stampa:
Telegiornale di Telenuovo del 9/12, notizia nei titoli iniziali e approfondimento al minuto n.13 (servizio e intervista a cura di Simonetta Chesini):
http://www.telenuovo.it/pages/134/286571/tg_veneto.html
Telegiornale di Tele Arena del 9/12, Tg della sera: http://www.larena.it/videos/646_tg_sera/18580/?pag=1
L’Arena di Verona, 10/12 Cronaca pag. 15, articolo a cura di Enrico Santi:
LA DENUNCIA. Christus Rex contro l’Arcigay
GLI ULTRACATTOLICI DENUNCIANO IL “PIANETA URANO”
Castagna: “Sul loro sito diffamati come gentaglia e dinosauri”
Erano stati apostrofati come “dinosauri cattolici”, “gentaglia” che “tiene ancorato al medioevo” il nostro Paese [magari fosse così - ha esclamato Castagna in conferenza stampa - se fossimo ancora nel glorioso medioevo, esempio dello splendore della civiltà cattolica, non ci sarebbe stato bisogno di questa querela né si sarebbero verificati i fatti che l'hanno preceduta, n.d.r.] e il nome del loro Circolo Christus Rex, formato da cattolici ultratradizionalisti, era stato storpiato in “Tyrannosaurus Rex”. Ieri, a Palazzo Barbieri, “ospiti” del consigliere di AN Rocco Insacco, i vertici del circolo accompagnati dal cappellano don Floriano Abrahamowicz, fondatore della “domus Marcel Lefebvre” di Paese in provincia di Treviso, hanno annunciato querela per diffamazione contro l’Arcigay Pianeta Urano di Verona. “Abbiamo deciso di rivolgerci all’avv. Roberto Bussinello”, spieganno il Presidente del Circolo, il bellunese Andrea Dal Canton e il Portavoce Matteo Castagna, veronese, “dopo essere venuti a conoscenza che sul sito www.stopomofobiaverona.blogspot.com era stato pubblicato un articolo diffamatorio contro la nostra associazione, colpevole di aver esultato per la bocciatura della legge Concia che voleva l’inserimento dell’aggravante della discriminazione in base all’orientamento di sesso, ma ancor meno accettabile è che venga indirettamente coinvolto il nome di Gesù Cristo, associato a quello di un animale preistorico. Mentre le nostre posizioni, rimarca Castagna, “sono fedeli alla Perenne Dottrina della Chiesa che individua nel peccato impuro contro natura un “crimine nefando” non meritevole di alcuna tutela sociale”. In Municipio i responsabili del Circolo che si definiscono “sedevacantisti” in quanto non riconoscono nei Papi conciliari il “Vicario di Cristo” ,[ in realtà, noi ci limitiamo a constatare che non possono essere legittimi successori di Pietro coloro che insegnano una dottrina in contraddizione con quella Cattolica di sempre, ossia quella del conciliabolo vaticano II. E' il Magistero Cattolico, il diritto canonico del 1917 che dichiarano decadute dalla Fede le autorità che professano dottrine differenti, n,d,r,] hanno attaccato il governo Monti in quanto “espressione della finanza apolide e usurocratica”. “Siamo di fronte”, afferma don Abrahamowicz, “a una vera dittatura mondiale del denaro che rappresenta l’Anticristo, peggiore di quella di Stalin e Hitler, e il Vaticano ne è complice”. Il sacerdote è noto per le sue dichiarazioni sulle camere a gas nei lager nazisti “che sono esistite almento per disinfettare, ma non so dire se abbiano fatto morti oppure no”. Ma rifiuta l’etichetta di “negazionista” e invita a fare “un convegno a Palazzo Barbieri sulle camerre a gas con studiosi e storici [anche, n,d,r,] atei, ma onesti”.
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Il Corriere di Verona, inserto del Corriere della Sera, pag. 3 In Primo Piano, articolo a cura di Angiola Petronio:
TRADIZIONALISTI Ieri a Verona il prete lefebvriano tacciato di negazionismo
DON ABRAHAMOWICZ IN COMUNE
CONTRO I GAY E MONTI, MA CON CHAVEZ
In fotografia, l’arrivo di don Floriano in sala stampa a Palazzo Barbieri accolto da Matteo Castagna mentre gli bacia la mano consacrata, segno del cattolico militante, assieme a Andrea Dal Canton e Franco Damiani
L’incipit? Una querela per diffamazione a mezzo stampa contro l’Arcigay Pianeta Urano di Verona, “reo” – a loro dire- di avere bestemmiato. Di avere sacramentato storpiando il nome del loro Circolo, incappando in una vera e propria blasfemia. Quel Christus Rex che gli attivisti omosessuali hanno declinato in “Tyrannosaurus Rex”. Erano usciti dal portone principale del Comune dopo che Tosi (e parte della Lega Nord) li aveva sfangati per le esternazioni di don Floriano Abrahamowicz sui campi di concentramento, i tradizionalisti che si rifanno alla dottrina lefebvriana [che non esiste, noi ci rifacciamo alla dottrina Cattolica di sempre, non adulterata dal Conciliabolo Vaticano II, come faceva lo stesso Mons. Lefebvre, di venerata e compianta memoria, n.d.r] e ieri sono rientrati dalla finestra della sala stampa. Quella che ha prenotato loro – come previsto e concesso dal regolamento – un consigliere comunale. Ma mica di quella Lega con cui fino a qualche anno fa erano pane e focaccia. No. Di quell’Elio Rocco Insacco, fuoriuscito dal Pdl e abbarbicato su quell’Alleanza Nazionale che non esiste più. “Ateo che da uomo libero vuol garantire la libertà di espressione a tutti”. Ieri l’ha garantita al Christus Rex che si è presentato in alta uniforme. Don Floriano Abrahamowicz, il Presidente Andrea Dal Canton, il Portavoce Matteo Castagna e l’addetto stampa Franco Damiani, con alcuni simpatizzanti. Si è partiti dalla querela contro l’Arcigay che li ha definiti “gentaglia”, “noi – hanno detto – che ci siamo limitati ad esprimere un’opinione”. Quella contro la “legge Concia”, poi bocciata dalla Camera – che voleva l’inserimento dell’aggravante della discriminazione sessuale per le aggressioni personali. La loro “opinione” l’hanno ribadita anche ieri. “l’omosessualità è un crimine nefando come detto da S. Pio V, che grida vendetta al cospetto di Dio, come detto da S. Pio X, non meritevole quindi di alcuna tutela sociale”. Mica usano tanti giri di parole, i tradizionalisti che “supportano l’apostolato” del prete espulso dalla Fraternità San Pio X. Quel don Floriano che, nel veronese, viene una volta al mese a celebrare Messa in una chiesa privata della Valpolicella e che ha pastette non scende con nessuno. Da Benedetto XVI a quei tradizionalisti – e il riferimento è al commissariamento di Una Voce – colpevoli di essersi avvicinati troppo a quella chiesa romana [conciliare, n.d.r.] che loro non riconoscono. “La resistenza si fa a distanza, non stando dentro a certe strutture”. E’ tornato su quel “le camere a gas nei campi di concentramento servivano solo per disinfettare” don Abrahamowicz. “Storpiatura giornalistica, mai espresso un concetto simile. Nell’intervista non c’è, era il titolo che era in assoluta contraddizione con il contenuto”, per poi spiegare che “sulla Shoa sarebbe meglio parlarne. Definirmi un negazionista è offendere la scienza, gli studiosi. Del resto erano i rabbini che definendo divino il DNA ebraico chiedevano la macellazione della popolazione di Gaza. ritengo un dovere protestare contro il razzismom biologico di Israele”. Vorrebbero che “Gesù Cristo venga instaurato in tutto”, i tradizionalisti di don Abrahamowicz. Anche nell’economia e nella politica. “Monti? Deve dimettersi. E’ stato messo lì dalle banche e dalla massoneria internazionale…questa Europa non ci piace. Non è l’Europa di Cristo Re. La connessione tra il peccato innominabile (l’omosessualità, n.d.r.) e la situaizone economica attuale è chiara, è dovuta al dissolvimento morale. L’asse del male non è l’Islam, è l’ Europa stessa, la Chiesa di Roma che per noi è senza guida da 50 anni….”. Ma qualche politico che piace a don Abrahamowicz c’è. Facile sfogliare la margherita nera. E invece no. Chi ti va a citare il don “negazionista” che non t’aspetti? Ugo Chavez. Il suo petrolio, più che la sua ideologia. Ma tant’è. Le strade del Cielo (o le vie del Signore, a seconda di come la si pensi) sono proprio infinite…




#1 da Mimmo il 10 dicembre 2011 - 14:56
Cita
Don Floriano Papa……
#2 da LUCIANO il 10 dicembre 2011 - 15:30
Cita
Se lo viene a sapere Chavez, ci manda il petrolio gratis!