Un manifesto simile con il simbolo del Comune di Verona è stato affisso sull’Arena…Naturalmente non c’è un manifesto analogo per ricordare l’esecuzione di Teresa, inferma di mente, in USA… (n.d.r.)

La donna è stata condannata per complicità nella morte del marito, mentre sarebbe caduta l’accusa di adulterio. Per queste ragioni, ha spiegato il procuratore generale iraniano, Sakineh sarà impiccata e non più lapidata

Teheran – La mobilitazione mondiale non è servita. O meglio, ha evitato la lapidazione ma non basterà a salvarle la vita di Sakineh.  Il procuratore generale iraniano Gholam-Hossein Mohseni-Ejei, infatti, ha annunciato la condanna a morte di Sakineh Mohammadi Ashtani, la donna accusata complicità nell’omicidio del marito. Secondo quanto riportato dal Teheran Times Sakineh è stata condannata proprio per la morte del marito, mentre sarebbe caduta l’accusa di adulterio: proprio per questa ragione l’esecuzione non avverrà mediante lapidazione ma per impiccagione. La forma cambia, la sostanza no.

Notizie contraddittorie In base alle leggi vigenti in Iran la condanna a morte ha la precedenza sulla punizione per adulterio, ha spiegato il procuratore generale. Che poi ha chiarito come “la questione non dovrebbe essere politicizzata e gli organi giudiziari iraniani non saranno influenzati dalla campagna di propaganda lanciata dai paesi occidentali”. Da parte sua, invece, il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Ramin Mehman-Parast, ha detto che il processo non è ancora finito.

L’appello del figlio “Chiediamo alle autorità italiane di intervenire per aiutarci”. Lo ha detto Sajjad Ghadarzadeh, il figlio di Sakineh.