Archivio per 31 luglio 2012

Oxford, cambia il dress code. Sì alla gonna per studenti trans

Segnalazione di Federico Colombera

Le donne potranno portare abito maschile e cravatta: mozione della Lesbian, Gay, Bisexual, Trans & Queer Society

MILANO – Oxford riscrive il suo severissimo dress code accademico per venire incontro agli studenti trans. Luce verde alla gonna e collant anche per i maschi durante gli esami o nelle occasioni formali. E alla gonna per gli uomini, farà da contraltare l’abito maschile e il cravattino per le donne.

MOZIONE – Il nuovo regolamento, che entrerà in vigore la prossima settimana, è una risposta a una mozione della Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Queer Society approvata dal sindacato studentesco. Prosegui la lettura »

Il partito dei “cattolici” perde pezzi: così tramonta il progetto di Todi

Segnalazione di Raimondo Gatto

È durato meno di un anno il laboratorio politico sponsorizzato dalla Cei. Bagnasco aprì la kermesse ma quest’anno la diserta. Si riparte da Pdl e Udc

Una scossa alla politica, il timbro di una certezza e di uno storico ancoraggio nella confusione della politica e nel montare dell’antipolitica, una nuova mobilitazione del mondo postdemocristiano disperso nei mille rivoli della diaspora post-Tangentopoli.Era partito con queste aspirazioni il progetto «Todi 1», il convegno-laboratorio che si svolse lo scorso anno – su ispirazione del cardinal Angelo Bagnasco e di monsignor Mariano Crociata – e che riunì soggetti e associazioni storicamente poco conciliabili come Acli, Cisl, Coldiretti, Compagnia delle Opere, Confartigianato, Confcooperative e Mcl. Prosegui la lettura »

Italia sotto tutela bancaria

Monti, Draghi e la Fornero sempre più arroganti, mentre va a fondo lo Stato sociale

di Federico Dal Cortivo 

Una recentissima indagine commissionata da Unioncamere e Ministero del Lavoro sul terzo trimestre 2012 ci dice che nel periodo luglio-settembre i contratti a tempo indeterminato in Italia saranno solo il 19,8% su quasi 159 mila. L’Istat invece ai primi di giugno di quest’anno forniva i dati inquietanti sulla disoccupazione, che nel primo trimestre si sarebbe attestata al 10,9% con un aumento su base annua del 2,3 %, con unadisoccupazione  giovanile che è oramai oltre il 35 %, mentre i posti dilavoro persi tra marzo e aprile sono ben trentotto mila.

Ebbene di fronte a dati di questo genere qualsiasi governo con un minimodi decenza si sarebbe dimesso e il Parlamento, luogo oramai deputato in Italia solo a fornire agi e privilegi a degli incompetenti nulla facenti, sarebbe sciolto da un Capo dello Stato serio e credibile. Prosegui la lettura »

Incompetenti o in mala fede? Il fallimento del governo Monti

idraulicomonti

di Massimo Ragnedda

Non prendiamoci in giro e parliamoci chiaro: il governo Monti è un disastro totale. E lo dico sulla base dei dati, come si dovrebbe cercare di fare. Solo La 7 di Mentana lo difende a spada tratta, come Fede faceva con Berlusconi, con buona pace dell’obiettività giornalistica. Ci sono dati che non si possono nascondere e di questo parlerò. Il resto è mera propaganda e faziosità giornalistica, quel male incurabile che ha tenuto in piedi B. per quasi 20 anni.

Per valutare il governo Monti, dopo quasi 9 mesi di mandato, mi si consenta una metafora: se chiamo un tecnico per ripararmi un tubo che perde acqua e dopo il suo costosissimo intervento il tubo non solo continua a perdere, ma il buco si è trasformato in una voragine, devo prendere atto che il tecnico è un incompetente. ovvero incapace, a causa dell’impreparazione o dell’inesperienza, a svolgere bene la propria attività. A meno che, mi si consenta il dubbio malizioso, la voragine non sia stata volutamente creata per spillarmi un altro po’ di quattrini ed allora in questo caso il tecnico è in malafede: valutate voi. Fuor di metafora: a Novembre 2011, il governo tecnico di Mario Monti è stato “chiamato” con un mandato preciso: ridurre lo spread, ridurre il debito pubblico e generare crescita. Ora possiamo tirare le somme. Prosegui la lettura »

Anche l’opinione pubblica sottovaluta questa crisi. Perché?

di Aldo Giannuli 

Dell’incapacità di governanti e finanzieri di comprendere la natura reale di questa crisi abbiamo già detto e non vi torneremo, ma questa incomprensione non riguarda solo loro. Anche le classi subalterne (o, se preferite, i cittadini, l’opinione pubblica, il popolo o come vi pare)  hanno le loro responsabilità. E non leggere. Mi riferisco, ovviamente ai paesi occidentali (degli altri ne so troppo poco per dire) nei quali c’è la diffusa sensazione che la crisi è destinata a passare come le tante altre di questi decenni trascorsi. Forse questa è più grave e lunga delle altre, anche di quella del 1973-74 che fu particolarmente rognosa ed ebbe effetti durevoli. Ma alla fine torneremo, più o meno, al livello di vita di prima ed i danni saranno contenuti. Da dove viene questa certezza infondata  che impedisce la percezione reale di quel che accade ed impedisce un giudizio lucido sull’operato delle classi dominanti?

Certo: c’è il bombardamento dei mass media che censurano molte notizie sgradite, ingigantiscono le speranze, sostengono le azioni di governi e banche legittimandoli e, soprattutto, che diffondono analisi tendenzialmente sempre troppo ottimistiche. Prosegui la lettura »

Il gioco a scacchi geopolitico di Putin con Washington in Siria e in Eurasia

di F. William Engdahl

Dalla riassunzione della carica di Presidente della Russia, Vladimir Putin non ha perso un minuto nell’affrontare le minacce geopolitiche più urgenti per la Russia, a livello internazionale. Non sorprende che, al centro della sua agenda vi sia la situazione esplosiva in Medio Oriente, soprattutto la Siria. Qui Putin si sta impegnando con ogni mezzo immaginabile per impedire un ulteriore deterioramento della situazione, in quello che potrebbe facilmente diventare un’altra “guerra mondiale per errore di calcolo.” La sua attività nelle ultime settimane riguarda un’attiva diplomazia personale verso il governo della Siria, così come la cosiddetta opposizione del “Consiglio Nazionale siriano”. Compresi intensi sforzi diplomatici con il regime di Erdogan in Turchia; della diplomazia a porte chiuse con Obama; della diplomazia diretta con l’Israele di Benjamin Netanyahu. Prosegui la lettura »

Chi combatte in Siria?

di Thierry Meyssan 

Mentre la stampa occidentale presenta l’esercito libero siriano comeun’organizzazione armata rivoluzionaria, Thierry Meyssan afferma da più di un anno che si tratta invece di una formazione controrivoluzionaria. Secondo lui, sarebbe passata a poco a poco dalle mani delle monarchie reazionarie del Golfo a quelle della Turchia, che agisce per conto della NATO. Una tale affermazionecontrocorrente richiede una dimostrazione argomentata…

Da 18 mesi, la Siria è preda di torbidi, che sono aumentati costantemente fino a diventare un ampio conflitto armato che ha già ucciso circa 20.000 persone. Se c’è consenso su questa osservazione, le narrazioni e le interpretazioni suesso variano.
Per gli stati occidentali e la loro stampa, i siriani aspirerebbero a vivereall’occidentale in democrazie di mercato. Seguendo il modello tunisino,egiziano e libico della “primavera araba”, si sarebbero sollevati per rovesciareil loro dittatore Bashar al-Assad. Questi avrebbe represso nel sangue leproteste. Mentre gli occidentali avrebbero voluto intervenire per fermare ilmassacro, i russi e cinesi, per interesse o per disprezzo della vita umana, si sarebbero opposte.
Invece, tutti gli Stati che non sono vassalli degli Stati Uniti e per la loro stampa, gli Stati Uniti hanno lanciato un’operazione contro la Siria che hanno progettato da lungo tempo. In primo luogo, attraverso i loro alleati regionali,e poi direttamente, hanno infiltrato le bande armate che hanno destabilizzatoil paese, sul modello dei Contras in Nicaragua. Tuttavia avrebbero trovato un supporto molto scarso all’interno e sono state sconfitte mentre Russia e Cina avrebbero impedito alla NATO di distruggere l’esercito siriano e di rovesciarel’equilibrio  regionale. Prosegui la lettura »

Siria, tra realtà e propaganda

di Michele Paris

Dopo l’assassinio della settimana scorsa di quattro stretti collaboratori del presidente Assad e svariati giorni di scontri tra le opposizioni armate e le forze disicurezza del regime a Damasco, i “ribelli” sembrano avere spostato ora la loro attenzione verso la più grande città della Siria, Aleppo, anch’essa come la capitale fino a poco tempo fa in gran parte risparmiata dalle violenze registrate altrove nel paese.

Nonostante la propagandata maggiore intraprendenza dimostrata in questi ultimi giorni dai gruppi di opposizione nello sfidare un regime sempre più allo sbando, dai rari resoconti indipendenti sul campo in Siria sembra emergere una realtà almeno in parte diversa. Le operazioni messe in atto recentemente dagli oppositori di Assad, cioè, appaiono più che altro come gesti dimostrativi per provocare la reazione del regime, così da esporlo alla censura dell’opinione pubblica internazionale. Prosegui la lettura »

Italia? Invidiabile la Spagna al confronto

di Maurizio Blondet

Di ritorno dalle Canarie: se devo valutare da quest’angolo dellaSpagna che ho visto, penso che quel Paese sia meglio attrezzato dell’Italia di fronte alla crisi, e che si solleverà prima di noi. Anche là vige il disprezzo per i politici e la politica; cresce, persino più che da noi, la consapevolezza dei privilegi e del parassitismo delle burocrazie pubbliche, il che è un buon segno divitalità politica della popolazione, che mette sotta accusa i salari sicuri degli statali mentre nel settore privato la disoccupazione è alle stelle. Ma visto come stiamo messi noi, vorrei fare il cambio. Ecco alcuni motivi:

Nella foto: Espacio de Las Artes, Santa Cruz (Lanzarote)

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Mario Monti. La comica continua: “bisogna investire sull’economia reale”…

di Miro Renzaglia

A questo punto, anche le ultime riserve che, per obiettività di pensiero, avevo nei confronti della levatura di onestà eintelligenza di Mario Monti, crollano. Leggete qui: «La situazione è difficile eper uscirne bisogna puntare sull’ economia reale».

Avete letto bene? Parla uno che ha costruito la propria carriera, fino a condurlo al governo dello Stato italiano, sull’economia virtuale e, soprattutto, su quella finanziaria e che, all’improvviso se ne esce, cacchio cacchio tomo tomo, con la scoperta dell’acqua calda.

Peccato che tutta la sua opera di governo fin qui dimostrata vada nella direzione opposta: facilitare il compito dell’alta finanza a comprarsi il nostro debito pubblico, per ingigantirlo ancora di più. Esattamente come sta avvenendo. Prosegui la lettura »

Pura arroganza USA

di Valerio Lo Monaco

Il fatto che sia stato il solo Hollande, certamente non un personaggio di alto profilo malgrado la recentissima elezione all’Eliseo, a replicare alle ultime dichiarazioni di Obama in merito allo stato pietoso dell’economia europea, la dice lunga sulla totale nullità, dal punto di vista politico, della Ue.

I fatti sono noti: Obama si dice fortemente preoccupato del fatto che in Europa non si riesce a superare la crisi, tanto da minare persino la ripresa Usa (di quale ripresa non è dato sapere, visti i dati reali della situazione statunitense). Non solo, l’inquilino della Casa Bianca – ovvero di fatto il portavoce governativo di Wall Street, o per dirla alla Ezra Pound, il “maggiordomo dei banchieri” – ha addirittura proposto di poter intervenire personalmente, ai piani alti delle capitali europee, per indicare ai vari paesi in crisi comeuscirne. Un’ipotesi, dal punto di vista diplomatico, di una violenza e rozzezza inaudite. Sarebbe come se Barroso si dichiarasse seriamente preoccupato per le sorti di tutto il mondo, visto che gli Stati Uniti continuano imperterriti a piazzare iloro titoli di Stato che sono carta straccia. Se così avvenisse, oltreoceano non sarebbero stizziti. Sarebbero furibondi. Invece qui passa tutto pressoché sotto silenzio. Prosegui la lettura »

Roma, 16/07/2012: Nella chiesa di San Bernardino si esibisce il “circo”

Segnalazione di Raimondo Gatto

Essi hanno le chiese, noi grazie a Dio, abbiamo la Fede. Immagini della chiesa di San Bernardino a Roma:

TAIWAN YUN-SHUI DANCE GROUP

Roma 16 luglio 2012

Chiesa di San Bernardino

Esibizioni modello circo:

 

Altre foto:

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Le “delizie” della società multireligiosa: Il pugnale sacro che fa litigare Italia e sikh

“E’ un’arma, impossibile riconoscere la loro religione”

di Flavia Amabile

E’ un pericolo andare in giro con un coltellino da boyscout o con una delle piccole lame multiuso svizzere? Per il ministero dell’Interno in caso di questioni di culto si tratta di armi improprie e per questo ha negato ai sikh in Italia il riconoscimento della loro religione.

La vicenda va avanti dal 2005, l’ultimo rifiuto è arrivato a maggio ed è stata una delusione cocente. Harwant Singh, il loro presidente in Italia lo ammette. «Siamo tristi. Per carità, rispettiamo sempre l’Italia e le sue leggi, ma ci aspettavamo qualcosa dopo tutti questi anni di onesto lavoro svolto in questo Paese». Il deputato del Pd Andrea Sarubbi che segue la vicenda si dice «stupito»: «Mi sorprende che si neghi la personalità giuridica ad una comunità che è un simbolo di integrazione. Sono le colonne della produzione di parmigiano reggiano, tanto per fare un esempio». Prosegui la lettura »