Il Circolo Culturale Triveneto Christus Rex è un gruppo di Cattolici Apostolici Romani integrali che fa militanza cattolica. E’ indipendente da qualunque partito politico. Il riferimento ecclesiale è la domus Marcel Lefebvre di don Floriano Abrahamowicz (www.domusmarcellefebvre.it ). Per contatti o richiedere l’iscrizione alla Newsletter scrivere a christusrex@libero.it
Il Circolo aderisce al Sodalitium Pianum:
1. Noi siamo Cattolici-Romani integrali. Come l’indica questa parola, il Cattolico-Romano integrale accetta integralmente la dottrina, la disciplina, le direzioni della Santa Sede e tutte le loro legittime conseguenze per l’individuo e per la società. Esso è «papalino», «clericale», antimodernista, antiliberale, antisettario. Egli è dunque integralmente contro-rivoluzionario, perché è avversario non solamente della Rivoluzione giacobina e del Radicalismo settario, ma ugualmente del liberalismo religioso e sociale. Resta assolutamente inteso che dicendo «Cattolico Romano integrale», non s’intende affatto modificare in qualsiasi modo l’autentico e glorioso titolo di Cattolico-Romano. La parola «integrale» significa soltanto «integralmente Cattolico-Romano», cioè pienamente e semplicemente Cattolico-Romano senza le aggiunte o restrizioni corrispondenti (anche al di fuori dell’intenzione di chi ne usa) tanto alle espressioni di «cattolico liberale», «cattolico sociale», e qualunque altra, quanto al fatto di chi tende a restringere in teoria od in pratica l’applicazione dei diritti della Chiesa e dei doveri del cattolico nella vita religiosa e sociale.
2. Noi lottiamo per il principio e per il fatto dell’Autorità, della Tradizione, dell’Ordine religioso e sociale nel senso cattolico della parola e nelle sue deduzioni logiche.
3. Noi consideriamo come piaghe nel corpo umano della Chiesa lo spirito e il fatto del liberalismo e del democratismo cosiddetti cattolici, come del Modernismo intellettuale e pratico, radicale o moderato, con le loro conseguenze.
4. Nel caso pratico della disciplina cattolica, noi veneriamo e seguiamo i Vescovi, posti dallo Spirito Santo a reggere la Chiesa di Dio, sotto la direzione ed il controllo del Vicario di Cristo, col quale noi vogliamo essere sempre, avanti e malgrado tutto.
5. La natura della Chiesa cattolica c’insegna, e la sua storia ci conferma, che la S. Sede è il centro vitale del cattolicismo: per ciò stesso, da un certo punto di vista e specialmente in alcune circostanze, il contegno momentaneo della S. Sede è altresì la risultante della situazione religiosa e sociale. Così noi comprendiamo pienamente come Roma possa talvolta tacere ed attendere, in vista della situazione stessa, quale nel momento si presenta. In tali casi noi ci guarderemo bene dal prenderne pretesto per restare inattivi davanti ai danni ed ai pericoli della situazione. Dacché abbiamo compresa e sicuramente controllata, in ogni caso, la realtà delle cose, noi agiamo nel miglior modo possibile contro quei danni e pericoli, sempre e dovunque secondo la volontà e il desiderio del Papa.
6. Nella nostra osservazione ed azione noi ci mettiamo soprattutto dal punto di vista «cattolico», cioè universale, sia nel tempo, attraverso i differenti momenti storici – sia nello spazio, attraverso tutti i paesi. Noi sappiamo che nelle contingenze momentanee e locali, c’è sempre, almeno nel fondo, la lotta secolare e cosmopolita fra le due grandi forze organiche: da un lato, l’unica Chiesa di Dio, Cattolica-Romana, dall’altro i suoi nemici interni ed esterni. Gli esterni (le sètte giudeo-massoniche ed i loro alleati diretti) sono nelle mani del Potere centrale della Sètta; gl’interni (modernisti, demoliberali, ecc.) gli servono d’istrumento cosciente o incosciente per l’infiltrazione e la decomposizione tra i cattolici.
7. Noi combattiamo la Sètta interna ed esterna, sempre e dovunque, sotto tutte le forme e con tutti i mezzi onesti ed opportuni. Nelle persone dei settari interni ed esterni e dei loro complici noi combattiamo soltanto la realizzazione concreta della Sètta, della sua vita, della sua azione, dei suoi piani. Questo, intendiamo farlo senza alcun rancore verso i nostri fratelli traviati, come altresì senza alcuna debolezza e senza alcun equivoco, come un buon soldato tratta sul campo di battaglia quanti militano sotto lo stendardo nemico, i loro ausiliari ed i loro complici.
8. Noi siamo pienamente contro ogni tentativo di diminuire, di rendere secondarie, di dissimulare sistematicamente le rivendicazioni papali per la Questione Romana, di ostacolare l’influenza sociale del Papato, di far dominare il laicismo; per la rivendicazione instancabile della Questione Romana secondo i diritti e le direzioni della S. Sede, e per uno sforzo continuo affine di ricondurre, il più possibile, la vita sociale sotto l’influenza legittima e benefica del Papato ed, in genere, della Chiesa cattolica.
9. contro l’interconfessionalismo, il neutralismo e il minimismo religioso nell’organizzazione ed azione sociale, nell’insegnamento, come in ogni attività dell’individuo e della collettività, la quale dipende dalla vera morale, dunque dalla vera religione, dunque dalla Chiesa; per la confessionalità in tutti i casi previsti dal comma precedente; e se, in casi eccezionali e transitori, la S. Sede tollera delle unioni interconfessionali, per l’applicazione coscienziosa e controllata ditale tolleranza eccezionale e per la sua durata ed estensione le più possibilmente ristrette, secondo le intenzioni della S. Sede.
10. contro il sindacalismo apertamente o implicitamente «areligioso», neutro, amorale, che fatalmente conduce alla lotta anticristiana delle classi secondo la legge brutale del più forte; contro il democratismo, anche quando si chiama economico-sociale, che spinge col suo individualismo alla disgregazione sociale; per l’armonia cristiana delle classi fra loro, come fra l’individuo, la classe e la società intiera; per l’organizzazione corporativa della società cristiana secondo i principi e le tradizioni di giustizia e di carità sociale, insegnati e vissuti dalla Chiesa e dal mondo cattolico per molti secoli, e che perciò sono perfettamente adattabili ad ogni epoca e società veramente civili;
11. contro il nazionalismo pagano che fa riscontro al sindacalismo areligioso (quello considerando le nazioni, come questo le classi, quali collettività di cui ciascuna può e deve fare amoralmente i propri interessi al di fuori e contro quelli degli altri, secondo la legge brutale di cui abbiamo parlato); e, nello stesso tempo, contro l’antimilitarismo ed il pacifismo utopista, sfruttati dalle Sètte allo scopo d’indebolire e addormentare la società sotto l’incubo giudeo-massonico; per il patriottismo sano e morale, patriottismo cristiano di cui la storia della Chiesa cattolica ci ha dato sempre splendidi esempi.
12. contro il femminismo che esagera e snatura i diritti e i doveri della donna, mettendoli fuori della legge cristiana; contro la coeducazione dei sessi; contro l’iniziazione sessuale della fanciullezza; per il miglioramento delle condizioni materiali e morali della donna, della gioventù, della famiglia secondo la dottrina e la tradizione cattolica.
13. contro la dottrina ed il fatto profondamente anticristiani della Separazione fra la Chiesa e lo Stato, come fra la religione e la civiltà, la scienza, la letteratura, l’arte; per l’unione leale e cordiale tanto della civiltà, della scienza, della letteratura, dell’arte quanto dello Stato, con la religione e perciò con la Chiesa.
14. contro l’insegnamento filosofico, dommatico e biblico «modernizzato», il quale, anche quando non è prettamente modernista, si rende per lo meno uguale ad un insegnamento archeologico od anatomico, come se non si trattasse di una dottrina immortale e vivificatrice che tutto il clero, senza eccezione, deve imparare soprattutto per il suo ministero sacerdotale; per l’insegnamento ecclesiastico ispirato e guidato dalla gloriosa tradizione della Scolastica e dei Santi Dottori della Chiesa e dei migliori teologi del tempo della Controriforma, con tutti i seri sussidii del metodo e della documentazione scientifica.
15. contro il falso misticismo a tendenze individualistiche ed illuministe; per la vita spirituale, intensa e profonda, secondo l’insegnamento dottrinale e pratico dei Santi e degli autori mistici lodati dalla Chiesa.
16. in genere, contro lo sfruttamento del clero e dell’azione cattolica da parte di qualsiasi partito politico o sociale, ed, in ispecie, contro l’esagerazione «sociale» che si vuole inoculare al clero ed all’azione cattolica sotto pretesto di «uscire dalla sagrestia» per non rientrarvi che troppo raramente, o di nascosto, od almeno con lo spirito assorbito dal resto; per il mantenimento dell’azione ecclesiastica e rispettivamente della azione cattolica nel suo insieme sul terreno apertamente religioso, avanti tutto, e senza esagerazioni «sociali» o simili per il resto.
17. contro la mania o la debolezza di tanti cattolici, di voler apparire «coscienti ed evoluti, veramente del loro tempo», e bonarii di fronte al nemico brutale od ipocrita, ma sempre implacabile, pronti ad ostentare il loro tollerantismo, e ad arrossire, se non a dir male, degli atti di giusto rigore compiuti dalla Chiesa o per essa, pronti ad un ottimismo sistematico verso gli inganni degli avversari, e riservando le loro diffidenze e durezze pei Cattolici-Romani integrali; per un contegno giusto e conveniente, ma sempre franco, energico ed instancabile di fronte al nemico, alle sue violenze alle sue astuzie.
18. contro tutto quanto è opposto alla dottrina, alla tradizione, alla disciplina, al sentimento del cattolicismo integralmente romano; per tutto quanto gli è conforme.

#1 da silvia il 21 dicembre 2012 - 09:23
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La chiesa siamo noie, quando soffre, soffrono tutte le membra. A me il modernismo piace, ma trovo interessante dialogare con voi, se no che incontro sarebbe?
Buon natale in Colui che ci fortifica, abbattendo barriere e differenze.
#2 da Roberto il 20 dicembre 2012 - 16:01
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Mi presento dopo aver già scritto diverse volte: sono un tecnico informatico che lavora per la finmeccanica da 15 anni. Vivo in provincia di Latina e sono sposato con 2 bambini. Ho frequentato saltuariamente il Pio X di Albano. Ritengo che la Chiesa di Cristo non abbia più niente a che vedere col Vaticano. Non mi ritrovo nelle posizioni di Fellay ne in quelle di Williamson, il suo ultimo articolo sull’autorità di Caifa mi ha fatto veramente cadere le braccia; inoltre mi sarei aspettato da lui una posizione più decisa riguardo la necessità di rifiutare l’olodogma.
Questo è il mio sito:
https://sites.google.com/site/000contronozioni000/
e questo il mio canale:
http://www.youtube.com/user/robertoalessia2005
Un saluto a tutti
Roberto
#3 da Ezio il 17 novembre 2012 - 21:38
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Sono un pensionato che ha scoperto per caso il vostro sito informativo e ne sono rimasto piacevolmente colpito. Abito in vicinanza di Montalenghe Can. in cui c’è una chiesa gestita dalla FSSPioX e che ho visitato con molto piacere assistendo alla classica Messa in latino, ricordo dei miei anni migliori in cui la Fede era veramente quella indicata da Nostro Signore e non una semplice etichetta privata di tutta la sostanza della tradizione. Seguo anche le pubblicazioni mensili di Chiesa Viva in cui lo stupendo don Villa spiega tutte le malefatte seguite al concilio Vaticano II e che la gente comune ignora o non comprende. Stiamo vivendo un periodo storico tremendo ma la Chiesa ufficiale tace su tutto, non un solo intervento del Papa di condanna verso il male che si diffonde a macchia d’olio, credo che le previsioni della Madonna di Fatima si stiano avverando e che presto il castigo divino cadrà su di noi. Complimenti sinceri per quello che fate e che il Signore vi aiuti.
#4 da Janko 59 il 30 giugno 2012 - 19:42
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Lode a DIO,PADRE e FIGLIO e SPIRITO SANTO!
Vi mando a “conoscenza” la mail che ho scritto a quei “pederasti sodomiti” che a Verona,mi pare vi hanno attaccato! Voi CONTINUATE pure e che DIO vi protegga! Ce ne fossero di gente come voi. Comunque vi lascio la mia e-mail e NON è detto che non vi possa risentire,grazie per l’attenzione e saluti calorosi, adesso leggete quello che ho scritto ad uno di quei “circolo pink”!
L’unica cosa che NON va di quel presidio è che NON hanno dei mitra(AK 47) e dei lanciafiamme! I “…..” hanno già rotto i ……… tanto non sono e non saranno MAI normali, anche l’animale più repellente si accoppia normalmente. E se ai ….. sono permesse tutte queste libertà è perchè il diavolo, loro padre e primo ….. della storia glielo permette. Ma un giorno questo schifo di mondo DOVRA’ cambiare e questo vomitevole tentacolo maligno subirà un netto ridimensionamento. Orgoglio-gay? E’ un vomito per chi è normale! Attenzione io NON ce l’ho con chi soffre di questa malattia dell’anima e cerca,nel segreto,di combatterla e uscirne,anzi a loro TUTTO il mio appoggio. A me mi fanno schifo chi se ne vanta! Chi è VERAMENTE Cristiano “condanna” con tutto se stesso questo schifo di peccato,perchè davanti a DIO è peccato mortale!
NON disturbatevi a rispondermi(…..).Risponderò solo a Cristiani. Un’ultima cosa, ma cosa aspetta il Vaticano ad emettere una bella “Bolla di scomunica” per ……?
Janko
#5 da ROCCO SERGI il 6 aprile 2012 - 06:22
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Molto difficile in un contesto bellico, sempre di origine economico-politica, dividere lo spirito patriottico dalla passione nazionalista (da stadio). Le guerre partono da lontano e dall’alto e poi esplodono, come l’influenza, il tifo, il colera, ecc. Dall’attacco virale o meno ci si deve difendere e bene, così in una guerra;offrendo il proprio sacrificio a Cristo non alla terra (Hareetz o Reich che sia). Non a caso di nessuna guerra si può accusare chi la dichiara, essendo l’origine nella strategia parallela e diplomatica (oggi economica-finanziaria!) che ne prepara le cause scatenanti. Il mistero del male esercita in mille forme i suoi diritti. I cattolici siano sempre uomini concreti di fronte a Cristo. Non temano la spada, tantomeno la crocefissione. Dio non ama i pavidi.
#6 da felice il 15 marzo 2012 - 13:47
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Grazie, cercherò le encicliche citate e pregherò, non dubito che troverò lumi.
Per quanto riguarda la dottrina della guerra giusta definita da S. Tommaso d’acquino e S. Agostino che trovo degnissima anche solo perchè parte del Canone, credo che le conseguenze del modernismo e della terribile corsa alle tecnologie abbiano reso la guerra una cosa potenzialmente molto più atroce sul piano della sofferenza umana di quanto i nostri grandi scolastici potessero concepire. Parlando di milioni di morti civili tra indicibile sofferenze invece che di poche migliaia come succedeva ai tempi di S. Agostino e soprattutto non separando più chi combatte da chi lavora o prega il Santo Patriarca di Alessandria sarebbe ispirato ancora da certi concetti, ora che la Chiesa non è minacciata dai Vandali.
Ho paura di diventare arrogante, prega per me
#7 da Matteo Castagna il 16 marzo 2012 - 07:30
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Sarà fatto. Lei ha una penna piacevole, non è arrogante. Condivido le Sue osservazioni.
#8 da felice il 14 marzo 2012 - 21:47
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Un saluto e spero di non riuscire pedante per il fatto che mi permetto un commento forse polemico ma, pur essendo d’accordo con molto di quello che scritto nei diciotto punti sovrascritti non posso fare a meno di notare come, a mio modesto avviso, il punto 11 vada stridere col punto 16 laddove il sentimento nazionalistico non pare dissimile da un sentitimento di partito, in fondo cosa sono le nazioni?
e se, come in passato, diversi “nazionalismi cristiani” dovessero collidere sarebbe giusto impugnare le armi contro dei fratelli per seguire una logica nazionalistica che altro non è che sfruttamento della fede prostituita all’omicidio.
Non riesco a quadrare il cerchio.
#9 da Matteo Castagna il 15 marzo 2012 - 06:51
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Un saluto a Lei e grazie per lo spunto. Posso risponderLe, con l’ausilio del Catechismo Maggiore di San Pio X che il sano Patriottismo è l’Amor di Patria, ossia l’amore dovuto e sincero per la propria terra, per le sue tradizioni, per la sua identità, la sua cultura, le sue usanze. Ovvio che da questo amore non può essere scisso l’amore primario per Dio Creatore. L’amore per la propria Patria è una conseguenza dell’amore per il Creato, in quanto creatura di Dio. Amore per la propria Patria nella tranquillità dell’ordine (cristiano) come insegna S. Agostino, implica la realizzazione della Regalità Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo perché solo Lui è Via, Verità e Vita, quindi solo attraverso Lui è possibile la vera pace, che quindi non è da confondersi con la non belligeranza tout-court. Potremmo poi dilungarci con la dottrina sulla guerra giusta, ma immagino la conosca (cfr. S. Tommaso d’Aquino e anche S. Agostino). Il nazionalismo è, invece, l’idolatria dello Stato ( o statolatria ) che viene condannata mirabilmente ad esempio da S.S. Pio XII nell’enciclica contro il Nazismo “Mit brennender Sorge” ma anche da S.S. Pio XI nell’enciclica “Non abbiamo bisogno”. Definirei, quindi, scorretto perché contraddizione in termini parlare di “nazionalismi cristiani”. Chi segue logiche meramente nazionalistiche (quindi differenti dall’amore e servizio della Patria per amor di Dio) esce dal seminato. Rientrerebbe nella dottrina della guerra giusta difendersi da chi persegue mere logiche nazionalistiche, anche per evitare gli orrori del XX secolo.