Molto più a destra di Mons. Lefebvre, contro il “Male Assoluto” e per la Cattolicità

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di Arai Daniele e Matteo Castagna
Episodio poco ricordato de 1969, ma che rappresenta un momento speciale nella vita della Chiesa, fu la presa in atto dei preti, in maggioranza francesi e preparati. Arrivati a quell’anno capivano che la situazione ecclesiale sotto Paolo 6 si svolgeva al mostruoso; cioè dell’eresia che dilaga contro la liturgia e la dottrina, per mano di una presunta autorità.
Si riunirono presso l’abbé Georges de Nantes. Erano il Gesuita Saenz y Arriaga, l’abbé Coacche. Le Père Guérard des Lauriers, P. Barbara e pochi altri che volevano fare un fronte comune per denunciare la situazione al mondo. Si pensi a quanti altri studi andavano più o meno in questo senso con più coraggio o prudenza, come l’ipotesi del papa eretico, legata a Mgr. de Castro Mayer.
Ma il caporione de Nantes cella CRC aveva la sue idee di come «elaborare» la questione. Di modo che in piena notte li ha messi quasi tutti alla porta perché «scismatici»! È stata la doccia fredda su un iniziativa buona che poteva aprire gli occhi a molti. Invece, iniziò il periodo delle tesi personali con le trovate per giustificare la presunta legittimità dell’occupante.
Il PRIMO “ LIBER ACCUSATIONIS ” CONTRO PAOLO VI
Il 10 Aprile 1973 l’abbé de Nantes andò a Roma con 10 fratelli della sua Comunità e sessanta delegati della Lega della C.R.C., a consegnare al Papa Paolo Sesto un “ Liber Accusationis ”, accusandolo davanti ai suoi propri Tribunali Ecclesiastici di eteroprassi (con la proclamazione della Libertà religiosa, come diritto fondamentale dell’uomo, al quale nessuno può impedire di propagare la sua religione o irreligione) e di eterodossia (con la pratica del culto dell’uomo).
L’accusa era di eresia in atto, articolandosi in tre fasi complementari : l’Umanità messa al posto della Chiesa, la Carta dei diritti dell’uomo messa al posto del Vangelo, la costruzione della democrazia universale al posto del Regno di Dio. Il corollario di tutto questo è che la Religione è ridotta ad essere l’Animazione Spirituale della Democrazia Universale ed il clero ad essere al servizio di quest’utopia mortale per le nazioni.

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Orizzonte dell’Impero ideale

di Alexander Dugin

Orizzonte dell'Impero ideale

Fonte: geopolitica

I filosofi voleranno e guideranno delfini, che saranno filosofi anch’essi.

A volte si può sentire da parte della critica il rimprovero che la Quarta Teoria Politica non dia un’immagine positiva del futuro, operando al contrario con ciò che ai più sembrano “astrazioni”. Vorrei rispondere a questa critica e precisare come vedo il futuro.

Quanto segue è, naturalmente, non più di una metafora scientifica. Ecco come dovrebbe diventare la società e il mondo, dopo la vittoria o anche nel corso della lotta per la Quarta Teoria Politica.

La società dovrebbe essere strutturata in una forma gerarchica basata su un principio eidetico-esistenziale, vale a dire il grado di intensità a cui si vive l’eidetico dovrebbe essere al centro del criterio gerarchico. Ciò concerne i diversi piani o gradi dell’esistenza degli Angeli. Bisogna accettare come un dogma che non sono gli uomini a vivere, bensì è un Angelo a vivere attraverso di noi, e più è luminoso e più intensamente egli vive attraverso di noi, maggiore è il livello gerarchico di colui attraverso il quale egli vive, e, di conseguenza, minore è l’elemento individuale di colui attraverso il quale egli vive. L’Angelo e l’ego sono presenti nell’uomo in modo inversamente proporzionale: più grande è l’Angelo, minore è l’ego. Più un uomo è modesto e ascetico, minore è il suo elemento individuale, più alto è il rango che occupa nella vera gerarchia. Nel più elevato degli uomini non vi dovrebbe esser niente di individuale, egoistico e materiale. La sua ricchezza deve essere ridotta al minimo, minimizzata. Il monachesimo è un esempio antropologico. L’autorità, il livello gerarchico e il potere aumentano proporzionalmente all’abolizione dell’elemento individuale e dagli sforzi ascetici deriva il bagliore. Un buon governatore è colui che non vuole niente per sé. Al contrario, egli ha tutto, ma ciò è assunto in aggregazione ed eideticamente, arricchendo massimamente l’aspetto interiore dell’esistenza. Qualcosa di simile è stata incarnata nel Medioevo nella teoria del “secondo corpo del re” [1].

Le persone che hanno conosciuto Stalin da vicino, hanno testimoniato la sua estrema semplicità nella vita quotidiana; ad esempio, raccontano di come lui, al culmine del potere, preferisse dormire su una branda. Un altro governante comunista su scala imperiale, Mao Zedong, cercava di non toccare mai il denaro, che odiava fisicamente. Il solo pensiero del denaro o del toccarlo gli provocava un dolore fisico. Questi sono segni della vicinanza di una presenza angelica. Questi sono anche i segni di un buon governante. Qualsiasi contatto con il materiale causerebbe naturalmente dolore e disgusto nelle figure più alte di Platonopoli (Città dei Filosofi) costruita sui principi esistenziali. Per questo motivo, ai sacerdoti e ai governanti di molte religioni è stato vietato di impegnarsi nel lavoro fisico e talvolta persino di entrare in contatto con gli oggetti materiali nella loro forma naturale, cioè prima che venissero lavorati nei modi sacri. Il divieto del lavoro fisico è persistito fino ad oggi nell’Ortodossia nei confronti dei sacerdoti.

Così, alla testa vi è il re filosofo, che rappresenta un essere in cui non vi è individualità. Il re filosofo, uno Zar filosofico, non differisce sostanzialmente dall’incarnazione di quest’Angelo personale. È visto come tale. E, infatti, se consideriamo l’idea monarchica e imperiale, vediamo echi di questa particolare teoria, dove il re era polo metonimico di tutta la società, di tutta la cultura e dell’intero popolo. Il re è l’Angelo, l’intero popolo. Egli è una persona vera, superiore sia all’individuo, sia al collettivo o alla società. Di qui la santificazione dei re, fino alla loro divinizzazione (nell’antico Egitto, in Babilonia, nell’antico Iran, ecc.).

Il fatto che ognuno è un potenziale re, nell’ortodossia ricorda il rito delle nozze, quando la sposa e lo sposo detengono la corona reale. Per sua natura l’uomo è homo regius; nella misura in cui egli è un uomo, esattamente nella stessa misura egli è il re e l’Angelo.

Lo Stato dovrebbe essere governato da un re filosofo, che è assolutamente trasparente, privo di proprietà individuali. Il suo elemento individuale dovrebbe essere così minuscolo che sarebbe auspicabile nascondere tutto ciò che lo ricorda, compreso il suo corpo, la sua immagine, ecc. Sarebbe meglio se nessuno vedesse il re filosofo come qualcosa di esterno. Tutti dovrebbero riconoscerlo come un governante interiore, come un “ospite interno”.

Il re filosofo dovrà essere nascosto. Inoltre, la sua esistenza dovrà essere così intensa da trascenderne i limiti. Egli agirà senza agire (il perfetto sovrano, nell’ideale taoista, è colui che svolge una non-azione, Wu-Wei). Data la sua diretta e profonda connessione con l’apofatico, egli non esisterà nell’esistente o, viceversa, esisterà nel non esistente. Il re filosofo è come se non fosse, e non è come se fosse. Egli dovrà essere calmo, trasparente, sempre aperto all’abisso che egli rappresenta nella Platonopoli della Quarta Teoria Politica. Probabilmente comunicherà con la gente da dietro un velo, dalle profondità di una grotta, o addirittura per mezzo di un oracolo. Egli non dovrà né parlare né tacere, ma solo inviare segni, parafrasando quanto disse Eraclito nel frammento 93 della Pizia di Delfi: ὁ ἄναξ οὗ τὸ μαντεῖόν ἐστι τὸ ἐν Δελφοῖς, οὔτε λέγει οὔτε κρύπτει ἂλλὰ σημαίνει. Per Eraclito è importante che: Οὔτε λέγει οὔτε κρύπτει ἂλλὰ σημαίνει – «non dice e non nasconde, ma trasmette significati / segni». Il significato si situa tra la parola e il silenzio. Il re filosofo opera con segni-significati, in semi silenzio, nel leggero sussurro regale da cui il significato viene trasmesso direttamente, come lo spirito aleggia.

Il re filosofo siede al centro di Platonopoli; egli è Platonopoli. In essa – come in un luogo sacro – si verifica l’epifania dell’uomo.

Inoltre, il re filosofo sarà circondato da altri filosofi, da sacerdoti sacri che vivono un’esistenza angelica. Questi possono essere monaci, asceti, contemplatori, sognatori, matematici, o persone immerse nella contemplazione dell’assoluto inutile, di cui nessuno ha bisogno. Aristotele diceva che v’è una conoscenza utile (φρόνησις) che si moltiplica nel corso degli anni e raggiunge il valore massimo nella vecchiaia, e una conoscenza inutile (σοφία), immediatamente accessibile indipendentemente dall’età, e che non è incrementale o declinante, che non serve qualcos’altro, ma è autonoma e autosufficiente. Per Aristotele, la conoscenza inutile, la saggezza (σοφία), era la più alta e aristocratica. I governanti di Platonopoli devono essere personalità sofiste.

I filosofi voleranno e guideranno delfini, che saranno filosofi anch’essi.

Su tutto si leverà il Grande Corvo.

Al livello inferiore vi sono i “berserkers” [feroci guerrieri scandinavi che avevano fatto giuramento al dio Odino, da loro adorato, NdT], i baroni guerrieri. Sono le guardie, i “Guardiani dell’Essere” (Heidegger). I guerrieri saranno estremamente spaventosi, terrificanti, di modo che nessuno vorrà affrontarli. Sotto l’esercito serviranno aggressivi Draghi da combattimento.

Chi c’è più in basso? Gli artigiani? Propongo di non riconoscere tale casta. La terza casta sarà quella dei poeti e degli agricoltori.

La produzione è poesia. Artocrazia (principio di Wagner). Gli uomini dovranno nutrirsi di opere d’arte.

L’arte è il guscio più grezzo di un’idea, la sua materializzazione, la sua sagoma. Nella nostra politica, qualsiasi oggetto dovrebbe essere innanzitutto bello. Gli oggetti non belli saranno soggetti a distruzione.

L’economia sarà abolita e gli economisti saranno licenziati.

Anche la proprietà privata sarà abolita. Il sole brillerà. La terra e il tempo apparterranno all’Eidos. Non ci saranno né banche né grandi possedimenti. Rilke e Heidegger parlano di questo come “il trasferimento dei pesi dalle mani del mercante alle mani dell’angelo”.

Ci saranno automobili, ma solo molto, molto belle.

Una delle arti più importanti sarà l’arte della danza. La danza diventerà un dovere politico. Tutti balleranno in cerchio; saranno inoltre promossi il tango, twist, bossa nova, che diventeranno obbligatori. Tutti dovrebbero poter ballare e i funzionari, come in Cina, dovranno inoltre disegnare e comporre poesie.

Verso i contadini ci sarà un atteggiamento votato alla sacralità. Tutta la vita sarà modellata per adattarsi ai contadini. Tutto per i contadini. La popolazione sarà pastorale e coltivatrice. L’agricoltura, il grano, l’uva, la cottura, i pani, così come i tori, le mucche, le pecore e le capre saranno elevati allo stato dell’ideologia statale. Alla vista di una spiga di grano o di un asino, per non parlare di un agricoltore o di un pastore, tutti i cittadini di Platonopoli dovranno accoglierli con il canto. A guidare l’umanità saranno il Pane e il Vino. Tori parlanti con la luna tra le corna serviranno Pane e Vino ai viaggiatori stanchi.

Tutto intorno ci saranno giardini e foreste, così come animali selvatici insieme agli animali domestici. I lupi padroneggeranno i lavori manuali e aiuteranno i contadini a riparare i carri e cantare canzoni.

I contadini avranno barbe enormi che si intrecceranno con orecchie mature. Gli orsi, i più intelligenti dei fratelli della foresta, lavoreranno anche i campi. I maiali si nutriranno da se o eleggeranno un comandante maiale.

Le donne saranno fornite di vasi di terracotta con latte fresco e avranno enormi cappelli straordinariamente belli.

Questa è la visione verticale della società.

Passiamo ora alla visione orizzontale.

Sarà un impero enorme.  La ricchezza del paesaggio e la varietà delle politiche saranno intrinseche allo Stato.  Il principio dell’Impero dovrà essere riabilitato. Oltre al sistema trifunzionale (filosofi, guerrieri e contadini), l’Impero potrà includere enclavi delle più diverse creature – amazzoni, esseri a due teste, senza testa, uccelli con zampe, gitani, Evenchi [popolo nomade della Siberia, NdT], ecc. Forse anche la repubblica delle sirene, consigli forestali o Veche [le Veche è assemblee popolari nei villaggi medievali slavi, NdT] gestiti dall’assemblea di Domoviye [Il domovoj (in russo “quello della casa”) è nella mitologia slava uno spirito tutelare, creatura maschile di piccola taglia e coperta di peli che alligna tra le mura domestiche e protegge l’unità familiare, NdT] e di Leshy [“quello dalla foresta”, divinità tutelare della foresta nella mitologia slava, NdT]. Possiamo immaginare anche un congresso degli Angeli o del Kurultai Tataro [il kurultai è un consiglio politico e militare di antichi capi turchi e khans (da “kurul”, riunione/assemblaggio nelle lingue turche), NdT].

La pluralità di tipologie di creatività politica e antropologica dovrebbe essere incoraggiata.

La TV e la stampa saranno cancellate, in quanto sputano in continuazione sciocchezze senza senso.

L’abbigliamento avrà un proprio significato. Il corpo è l’involucro degli eidos, e l’abbigliamento è l’involucro del corpo. Tutti avranno vestiti diversi, ma tutti colorati e sorprendentemente belli, in modo che la gente presti gli attenzione. La gente noterà i vestiti e giudicherà sulla base dei vestiti. Ci sarà un culto assoluto dell’abbigliamento. La gente spenderà la maggior parte del tempo per prendere e cambiare vestiti.

Il cibo sarà il più ecologicamente puro, e sarà distribuito gratuitamente, come un dono. Ci saranno molte salsicce, formaggi, e anche nocciole nell’Impero.

Per quanto riguarda il genere, le donne saranno onorate nell’Impero, perché sono più interessanti degli uomini (e più belle). Gli uomini non saranno sconvolti da questo, perché l’invidia sarà abolita per decreto (il primo decreto sarà l’abolizione dell’invidia, della gelosia e della proprietà; l’invidia e la gelosia saranno punite con tre colpi di edera per uno sguardo invidioso e sei per una parola di gelosia).

Le donne ameranno l’Impero e lo apprezzeranno ogni mattina, incontrando il sole.

La morale cambierà: la parola “male” sarà esclusa dal lessico insieme a tutte le espressioni cattive: al loro posto verrà introdotto il concetto graduale di “meno buono”. Un uomo meno buono rubava il pane al mercato. Egli merita meno amore e meno considerazione rispetto a chi ha chiesto il pane e gli è subito stato dato. Con un sorriso gentile.

Al funerale, ognuno sorriderà e riderà, perché se questo mondo è così bello, figurarsi il prossimo … E poi la morte sarà interpretata come un ritorno all’Eidos (επιστροφή).

Non ci saranno leggi. Chi è intelligente, coraggioso e bello, è dalla parte della ragione.

L’educazione combinerà alta metafisica, teologia, angelologia, ed Heideggerianismo per la più piccola scuola di Kyoto. Questo sarà insegnato a tutti.

I guerrieri saranno inoltre addestrati in ginnastica e pattinaggio artistico.

I poeti impareranno lingue diverse, da 10 a 15 ciascuno.

I contadini non avranno nulla da farsi insegnare oltre al bossa nova e al tango. Essi sono già saggi con il loro lavoro sacro.

Questa è approssimativamente la società che ci proponiamo di creare come obiettivo della Quarta Teoria Politica.
[1] Ernst Kantorowicz, “The King’s Two Bodies A Study in Medieval Political Theology.” Moscow: Izdatelstvo Instituta Gaidara, 2013.

Traduttore: Donato Mancuso

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Dovremmo forse prendere sul serio la politica USA contro l’Iran?

di Thierry Meyssan

Dovremmo forse prendere sul serio la politica USA contro l’Iran?

Fonte: Megachip

Il Dipartimento di Stato e il presidente Trump hanno proferito imprecazioni contro Hezbollah e l’Iran, tali da far presagire una rottura dell’accordo 5+1. Ma per Thierry Meyssan, sebbene il peggio sia possibile, è assai più probabile che ancora una volta Washington metta in scena un falso litigio per meglio manipolare i suoi alleati israeliani e sauditi.

Il discorso del presidente statunitense sull’Iran è stato preceduto da una breve conferenza stampa al Dipartimento di Stato in cui Hezbollah è stato accusato di esportare il terrorismo in tutto il mondo per conto di Teheran [1]. Unendo l’atto alla parola, è stata offerta una taglia per l’arresto di due dei suoi comandanti. Ma – sorpresa! – nemmeno una frase è stata pronunciata né sulle sue vittorie contro i jihadisti, né sugli 800 milioni di dollari che la Guida Ali Khamenei ha appena offerto alla Resistenza libanese [2].

Poi, nel prendere la parola, il Presidente Trump non ha mancato di insultare quanto più possibile il lascito dell’Imam Rouhollah Khomeini, i Guardiani della Rivoluzione e la Guida [3].
Ha rinfocolato ogni sorta di vecchie accuse di cui sono stati fatti oggetto già da molto tempo e ha gettato le basi per accusarli di animare la ripresa di Al-Qa’ida. Prosegui la lettura »

Dismisura, la marcia infernale del progresso

Evidentemente, si può o si deve non essere d’accordo con l’autore. Ma una persona adulta e consapevole lo può leggere.

di Franco G. Freda

Dismisura, la marcia infernale del progresso

Fonte: Edizioni di Ar

Pubblicato dalle Editions Stock nel 2014 con il titolo di Una question de taille, il libro di Olivier Rey è apparso in lingua italiana nel 2016, lodevolmente curato per i tipi di Controcorrente da Giuseppe Giaccio, adottando il nome (vero compendio del ‘titolo dell’oro’ contenuto nel suo testo): Dismisura.La marcia infernale del progresso. Ho scoperto questo libro diverso tempo dopo che era stato esposto sugli scaffali dell’Adel Libreria Ar. Ne avevo notato il volume, ma ci giravo intorno, dubbioso e indeciso se prenderlo in mano, distratto da altri volumi o da altre copertine di cartanera. Alla fine ho troncato l’esitazione accidiosa e ho cominciato ad affrontarlo. Prima odorandolo, dall’usma immediata sono poi passato a toccarne le pagine, poi ancora a scrutare i caratteri di stampa  ‒per concludere l’ispezione in quella che vorrei chiamare una mira, contemplativa, del ‘carattere’ del libro. Un carattere che, ai miei occhi, si mostra sincero, serio, sereno nell’esaminare i disturbi della modernità a noi contemporanea (armata di speroni, si duole l’Autore, ma disarmata di redini). Questo non è libro da negotium  ‒quindi la mia raccomandazione non risente delle caratteristiche dei “consigli per gli acquisti”. E’ una esortazione, invece, a leggerlo, in quanto libro da otium, benefico perché ‘inutile’; proprio per questo motivo, invito quei lettori che ne abbiano già letto a dare notizia della vita di tale scrittura a quanti siano meritevoli della sua lettura  ‒e a donarne un esemplare a quelli che lo meritino ‘in regalo’ (lo farò anch’io, per la prossima festa dei Morti). La mia è pure, per simmetria, una esortazione a non-leggerlo: rivolta a chi non venga attratto dall’esercizio del pensiero, ovvero dalla disciplina di capire, e cercar di comprendere, le risposte date da Olivier Rey ai quesiti che egli pone a se stesso (e a numerosi altri autori: in particolare a Ivan Illich e poi a Leopold Kohr, a Simmel, a Nietzsche, a Galilei, a Comte, per citarne solo alcuni)   ‒e agli stessi interrogativi che a Olivier Rey avanzerà invece il lettore in cerca di cure per purgarsi di certa mestizia fastidiosamente umana. Infatti è per quest’ultimo  ‒per chi, nonostante l’aggressione di innumerevoli artifici che puntano a piegarlo, sia rimasto ‘semplice e misurato’‒   che questo testo traboccante di preziose considerazioni ‘naturali’ è stato scritto in francese e ben trascritto in italiano.

Vale la pena di citarne alcune righe, per dare una impressione della natura dei pensieri di Olivier Rey. Dopo aver notato, assai opportunamente, che il senso suscitato dalla modernità “non è lo sviluppo, o la maturazione, ma il gonfiore”; che nella modernità per giunta è scomparsa la stessa “invidia degli dèi” (“Gli uomini di una volta dovevano stare attenti a non offendere gli dèi per troppo orgoglio, e a calmarne i moti di gelosia con sacrifici. Se oggi non facciamo più sacrifici, forse è perché non c’è più alcun rischio che gli dèi, guardandoci, provino la minima smania di gelosia.”); dopo aver rilevato questo, l’Autore spiega con una metafora la sua previsione: “L’idea di una fine della storia |.| non manca di pertinenza per caratterizzare la nostra epoca |…| nella misura in cui quello che ci succede non ha più la forma della storia, bensì quello di un gigantesco processo, come un titanico scivolamento di terreno di cui occorre attendere la fine affinché i superstiti possano ritrovare stabilità.”

Poiché sta per irrompere in quest’autunno il ricordo centenario di una insurrezione euroasiatica, la rivoluzione sovietica, invitiamo infine il futuro lettore del  libro ad applicare la propria cerca disincantata alle righe di pagina 185: dove si parla male della madre euroccidentale del bolscevismo russo  ‒quella che i suoi ostinati drudi odierni (ormai francesi solo di lingua) continuano, con ‘franca’ (e non-sregolata, non-delirante) albagìa, a chiamare “la Révolution”.

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Follia in legge di Bilancio: si taglia sulla formazione

Segnalazione Linkiesta

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Follia in legge di Bilancio: si taglia sulla formazione

Il credito di imposta sulla formazione sarà rivisto al ribasso rispetto alle prime ipotesi. Ma il rischio è che vengano azzerate o quasi anche le risorse per i competence center e il raddoppio degli Its. Il tutto mentre ad Alitalia sono arrivati altri 300 milioni di prestito ponte. (di Fabrizio Patti, LEGGI)

 

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Verona: la settimana dei libri non conformi si conclude con la solenne bocciatura della proposta di legge Fiano da parte del Consiglio comunale

di Redazione

La settimana della Cultura politicamente scorretta, quella dei libri non conformi, cosiddetti identitari e cattolici integristi, perfettamente in linea con lo spirito che portò alla nascita ed alla diffusione di “Traditio” a Verona nel 2015, si è conclusa con la votazione del Consiglio Comunale scaligero della mozione che rigetta la proposta di legge Fiano, che de facto ha istituzionalizzato quello spirito e quelle intenzioni. La nostra città ha nuovamente marcato da che parte sia storicamente schierata.

Segnalazione di A.B.

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Ieri sera a Palazzo Barbieri si è discusso di fascismo e antifascismo. Ciro Maschio (Fratelli d’Italia), con una mozione, si è scagliato contro la proposta di legge Fiano. La mozione spiega che la nuova legge contro la propaganda fascista e nazifascista sarebbe una ingiustificata limitazione dei diritti della libertà di pensiero e quindi c’è stata la richiesta esplicita al Parlamento di bloccare tutto.Durante la discussione il primo ad intervenire è stato Andrea Bacciga (Battiti), secondo il q… CONTINUA SU:

http://m.tgverona.it/pages/630098/politica/fascismo_e_antifascismo_si_a_mozione_anti_fiano.html Prosegui la lettura »

Avvenire fa lo spot allo “Ius Soli e “dimentica” l’aborto

CHIESA CONCILIARE

Segnalazione di Corrispondenza Romana

Già da diversi anni i dati Istat certificano il drammatico calo delle nascite nel nostro paese, tanto che il numero dei morti ha ormai superato quello dei nati. Eppure, Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, sembra focalizzare l’attenzione sul problema demografico proprio ora, guarda caso nel bel mezzo del dibattito politico circa l’approvazione dello “Ius soli”.

In un articolo dell’otto ottobre dal titolo “Senza i figli degli immigrati inverno demografico più rigido”, Francesco Riccardi descrive con dovizia di particolari statistici il trend negativo delle nascite in Italia, per concludere che l’apporto demografico degli stranieri, seppur non sia risolutivo, rappresenta una delle poche ancore di salvezza cui aggrapparsi. Prosegui la lettura »

Austria: continua l’avanzata della destra in Europa

Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Lupo Glori

Il vento della “destra” continua a soffiare forte sull’Europa. Dopo la Germania, anche l’Austria vira infatti bruscamente su posizioni “anti establishment” con la netta vittoria dell’ex ministro degli Esteri Sebastian Kurz, che con i suoi soli 31 anni e  il 31,4% dei voti, si appresta a divenire il più giovane cancelliere della storia d’Austria e d’Europa.

Accanto al pronosticato exploit dell’enfant prodige austriaco, vi è l’altrettanto eclatante affermazione del partito anti UE e anti immigrati dell’ “Fpoe” di Heinz Christian Strache che ha raggiunto un risultato storico, con oltre il 27% dei voti. Malgrado il primo posto ottenuto, il partito popolare dell’Österreichische Volkspartei(Oevp) di Kurz non ha, tuttavia, raggiunto la maggioranza e, per questo, per governare avrà bisogno di un alleato, la cui identità sarà più chiara soltanto giovedì quando, una volta completato lo spoglio dei voti per corrispondenza, sarà comunicato il risultato definitivo. Prosegui la lettura »

Un nuovo rito in chiesa per celebrare le nozze gay. L’ultima idea del “vescovo” di Anversa

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I TITOLI ECCLESIASTICI VANNO INTESI COME RIFERITI ALLA CHIESA CONCILIARE, NON A QUELLA CATTOLICA (N.D.R.)

Un nuovo rito in chiesa per celebrare le nozze gay. L’ultima idea del vescovo di Anversa

Il vescovo di Anversa, mons. Johan Bonny, ha proposto di creare “un rito alternativo” che consenta la benedizione delle coppie omosessuali, dei divorziati risposati e dei conviventi. Lo scrive nel suo ultimo libro, Puis-je? Merci. Désolé (Posso? Grazie. Mi spiace), pubblica…

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http://www.ilfoglio.it/chiesa/2016/10/12/news/un-nuovo-rito-in-chiesa-per-celebrare-le-nozze-gay-lultima-idea-del-vescovo-di-anversa-105245/ Prosegui la lettura »

Se i francescani di Boston vanno al Gay Pride e un “vescovo” australiano si fa paladino degli LGBT

Segnalazione di F.A.

http://www.iltimone.org/images/news_483x309/boston.jpg/400x256.jpg

La foto dei frati francescani di Boston che partecipano sorridenti al cittadino festival gay con un loro stand davanti a cui campeggia in colori arcobaleno la scritta «Chi sono io per giudicare?», vale più di mille articoli e trattati. Dice soprattutto a quale tremendo equivoco abbiano dato origine le parole che papa Francesco ha pronunciato il 29 luglio 2013 parlando con i giornalisti sull’aereo di ritorno dal viaggio in Brasile.

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http://www.iltimone.org/31930,News.html Prosegui la lettura »