La tragedia di Dragonara di Potenza.

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

FIGURANTE

 

Un S. Rosario in suffragio dei defunti sarà recitato Giovedì 4 Settembre alle ore 21.00 a Verona, su iniziativa del Comitato celebrativo delle Pasque Veronesi

http://www.si24.it/2015/08/30/potenza-fucile-esplode-in-rappresentazione-sul-brigantaggio-morti-agostino-carollo-donato-gianfredi-contrada-dragonara/112540/

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/basilicata/esplode-fucile-durante-spettacolo-sui-briganti-morti-2-figuranti-a-potenza_2130736-201502a.shtml

http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/media/Basilicata-la-tragedia-di-Dragonara-4ac8102a-5713-4b19-8e7e-486da6d59b54.html

http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/media/Basilicata-tragedia-alla-rappresentazione-storica-215059bb-caf1-468a-b90e-5508efb299f5.html

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Israele: quando l’accoglienza strumentale diventa “piaga nazionale”

Il governo di Benjamin Netanyahu ha annunciato un piano di spesa di 160 milioni di dollari per fermare la “piaga” dei migranti provenienti dall’Africa e diretti nel paese, alla ricerca di asilo politico e lavoro. Un’accoglienza strumentale che si ritorce contro Israele, costretta a sigillare i propri confini per mantenere intatta l’ebraicità dello Stato.

di Cecilia Dalla Negra

Costruire muri e sigillare i confini, per Israele, sembra non bastare. Con un nemico sempre in agguato – che può assumere le sembianze del palestinese, del terrorista egiziano o del rifugiato del Darfour, a seconda delle circostanze -, è necessario correre ai ripari.

Non sono bastati gli oltre 270 milioni di dollari investiti da Israele nel 2010 per chiudere il confine con l’Egitto e impedire l’ingresso nel paese di “terroristi e stranieri”, per “fermare la piaga di Stato” dell’immigrazione clandestina. Una “marea” proveniente dall’Africa che, secondo le dichiarazioni del primo ministro Benjamin Netanyahu, “rischia di spazzarci via”; e contro la quale è necessario pensare nuove strategie di contenimento.

La minaccia questa volta arriva dai migranti africani che, in fuga da Eritrea, Darfour o Sudan, affrontano viaggi della speranza attraverso il Ciad e fino in Egitto, per tentare poi di entrare in Israele e ottenere asilo politico e permessi di lavoro. E contro la quale il governo ha annunciato domenica scorsa lo stanziamento di altri 160 milioni di dollari per costruire più velocemente il suo muro numero 3.

Negli ultimi sei anni, secondo i dati del governo, sono stati oltre 50 mila i migranti africani entrati nel paese, provenienti per la maggior parte da Sudan ed Eritrea, e che “rischiano di raddoppiare” se non si farà niente per fermarli. Secondo il governo non si tratterebbe di rifugiati, che “rappresentano solo una minima parte di questa marea umana”, ma di “intere popolazioni che si stanno muovendo” per migliorare le proprie condizioni economiche in contrapposizione con gli strati più indigenti della società israeliana. “Se non li fermeremo – ha detto Netanyahu – verremo inondati”.

Soldi, quelli stanziati, che serviranno anche ad aumentare la sorveglianza delle imprese che assumono lavoratori irregolari, e per costruire centri di detenzione forzata nel deserto del Negev.

Quella che però oggi il governo israeliano definisce una “piaga” fa parte di un piano di accoglienza strumentale avviato già alla fine degli anni Ottanta, con lo scoppio della prima Intifada. Quando assumere manovalanza palestinese a basso costo, stante il conflitto, non sembrava più consono, ma quella forza-lavoro andava pur sostituita.

Con altri, disposti a scendere a condizioni economiche non dignitose, a coprire quegli impieghi che gli israeliani non avevano intenzione di svolgere. Thailandia, Filippine, Africa: nuovi lavoratori per i cantieri delle colonie illegali, per le infrastrutture israeliane necessarie a modernizzare il paese, spesso sulla pelle (e sulla terra) dei vicini palestinesi.

Con lo scoppio della seconda Intifada il confine con la West Bank viene sigillato, la circolazione di manovalanza araba del tutto interrotta. Nel 2005, dopo alcuni episodi di violenza in Egitto ad opera della polizia contro i rifugiati africani, si apre il canale di accesso con Israele.

Le contromisure non tardano ad arrivare: al muro di superficie che attraversa la Cisgiordania sottraendo terra ai palestinesi, e a quello sotterraneo che a nord dell’Egitto divide la Striscia di Gaza da Rafah, si aggiunge quello a sud del confine egiziano: 50 chilometri di “barriera difensiva” che corrono dal Golfo di Aqaba alla città di Eilat, per impedire l’accesso nel paese di “terroristi e stranieri”.

Non è bastato: come non è bastata l’Unità speciale della polizia israeliana, la “Oz”, incaricata di dare letteralmente la caccia ai migranti irregolari con l’obiettivo di espellerli dal paese, tutti, entro il 2013.

E non ha funzionato neanche la controversa legge “Gedera-Hadera”, voluta dal precedente governo di Ehud Olmert, che concedeva sì il permesso di lavorare ai migranti africani, ma soltanto al nord e al sud del paese, lasciando “libera” l’area centrale, più ricca e densa di popolazione. Legge cancellata, nel 2009, sull’onda delle proteste delle Ong israeliane che si occupano di rifugiati.

Fra le misure discusse dal governo domenica scorsa, con cui spera di ottenere risultati entro i prossimi 12 mesi, anche la messa a punto di “programmi per il rientro consenziente” dei migranti nei loro paesi di origine e un viaggio del premier Netanyahu in Africa: per toccare con mano la situazione e non comprenderla: escogitare, piuttosto, ogni altro sistema utile a preservare il carattere ebraico dello stato di Israele.

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Un’abortista-omosessista a capo della Scuola francese

omosessista

E’ divenuta ministro francese dell’Educazione nazionale, dell’Insegnamento superiore e della Ricerca nel nuovo governo Valls lo scorso 26 agosto. Ma chi è Najat Vallaud-Belkacem? 36enne, di origine marocchina, è giunta in Francia con la famiglia all’età di 5 anni. Ma questi sono soltanto dati biografici. Dal punto di vista politico, chi è realmente? Una carriera politica alle spalle nelle fila del socialismo rampante, vicina a Vincent Peillon e ad Arnaud Montebourg, da molto tempo s’aggira nei corridoi di Palazzo. Nel Partito è stata responsabile del settore “Diritti Lgbt”, si è battuta con forza a favore delle “nozze gay” e della lotta all’”omofobia”: fu lei a inventare il dispositivo «ABCD de l’égalité», che decretò il trionfo dell’omosessismo nelle aule scolastiche d’Oltralpe.Scrive Jeanne Smits sull’agenzia Riposte Catholique: «E’ una delle maggiori interpreti del pensiero unico dominante, di cui è una convinta pasionaria: lo diffonde, lo promuove, l’impone. Ha fatto dell’”eguaglianza” un assoluto», tutto piegando, tutto calpestando, tutto annientando.

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Uhm… Quindi ora Bisognerà Portare i “Valori dell’Occidente” in Egitto e in Italia?

Mah, qui mi sa che gli Americani tanto per incominciare dovranno portare un pochino di sani “valori dell’Occidente” (oppure dell’Isis che è la stessa cosa) in Egitto.

E poi nel caso ENI recalcitrasse anche in Italia.

Perchè vedete, a fine 2016 il primo liquefattore di Sabine Pass sarà ultimato, questa robina qui (da un post di RC d’annata):

Quindi se tutto va bene la prima bomboletta di GAS USA arriverà in Europa NON prima della fine del 2015 (ad essere ottimisti), probabilmente nel 2016-2017, attraverso quello che ad oggi mi consta essere l’UNICO progetto operativo ovvero vi presento:

Sabine Pass Liquefaction Project (link)

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A regime il Liquefattore riuscirà a processare 4 miliardi di piedi (BCF) di Gas al Girno:

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Contro la deriva della disperazione

PORPORI

del Prof. Antonio Diano

Dopo aver letto l’articolo sottostante de “Il Timone”, ho trovato in facebook un commento ove, scandalizzandosi giustamente per la prospettiva che viene aperta da questa “comica” (così viene definito l’evento: il clero che “chiede” al “papa” di difendere la dottrina, prerogativa del papa, che però non lo fa quindi non è Papa), l’autore (d’ora in poi GL) viene commentato da un secondo intervenuto (d’ora in poi AT) che esprime comprensibile disagio ma giunge per questo a impugnare la legittimità stessa del pontificato cattolico con la buona scusa che esso “non ha fatto niente da Roncalli in poi”. Il commento vorrebbe posizionarsi in senso anti-sedevacantista.

A me è sembrato un mélange confuso di errori, eresie antiche, giuste aspirazioni e pessime idee per combattere la drammatica situazione odierna. E ho voluto dire la mia.

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Sulla parabola evangelica degli operai nella vigna (Mt. 20, 1-16) e sua allegoria. Dai Discorsi di San Roberto Bellarmino.

Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero

… interessante, oltre che per i suoi significati reconditi, anche per i molti risvolti concernenti la nostra stessa vita…

San Roberto Bellarmino

I Discorsi

I CLASSICI CRISTIANI

Edizioni Cantagalli – Siena – 1949 – Volume II

 

Discorso n. XVII, pp. 121-140

[Sulla parabola degli operai presi dal padrone a giornata

per andare a lavorare nella vigna, Mt. 20, 1-16]

          […] Che fece dunque quel gran Padre di famiglia? «Uscì di buon mattino a prendere ad affitto operai per la sua vigna». Che è ciò, uditori? Dio uscì? Donde uscì? Dove mai andò? Non ha detto egli stesso: «Empio [riempio] il cielo e la terra» (Ier. 23. 24.), e «il cielo è il mio seggio, e la terra sgabello ai miei piedi» (Isa. 66. 1.) e ancora «io sono il Signore, e sono immutabile»? (Malac. 3. 6), Non dice di lui stesso l’Apostolo San Giacomo: «In cui non è mu­tamento, né alternativa di adombramento?» (Iac. 1. 17.). Dov’è andato dunque chi non si muove mai, ed è sempre in ogni dove? Fate attenzione, uditori, alla metafora usuale nella Sacra Scrittura. Dicesi nei sacri libri, che Dio esce, quando si manifesta con operare qualche cosa fuori di sé. Quando Dio Pa­dre genera il Figlio con l’intelligenza della mente, e cosi pure quando lo Spirito Paraclito, che non è né genitore né generato, ma soavità del genitore e del generato, e procede dal Padre e dal Figlio, co­me da un solo principio e per un’unica ispirazione: Dio opera sì certo, ma opera da tutta l’eternità dentro di sé, senza alcun testimonio, senza che altri vi partecipi. Perciò non si dice, che alloca esca, ma che rimane e sta nascosto in sé stesso. Ma, quando fa il mondo, l’amministra, lo governa, lo muta, per­ché opera fuori dì sé e si manifesta; allora non sen­za ragione si può dire, che esca. Uscì, quando fab­bricò il cielo e la terra: usci, quando diede a Noè il comando di fabbricare l’arca; usci, quando trasse Abramo da Ur dei Caldei; uscì, quando liberò il suo popolo dalla schiavitù di Faraone; uscì, finalmente, quando fatto uomo, apparve sulla terra.

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Documenti su Bergoglio, gender, comunismo.

… e urla dall’Inferno …

http://radiospada.org/2013/07/la-chiesa-e-la-condanna-inesorabile-della-sodomia/ – 21 luglio 2013

La Chiesa e la condanna

inesorabile della sodomia

a cura di Alessandro Pini

 «Le passioni sono tutte disonorevoli, perché l’anima viene più danneggiata e degradata dai peccati di quanto il corpo lo venga dalle malattie; ma la peggiore fra tutte le passioni è la bramosia fra maschi. (…) I peccati contro natura sono più difficili e meno remunerativi, tanto che non si può nemmeno affermare che essi procurino piacere, perché il vero piacere è solo quello che si accorda con la natura». SAN GIOVANNI CRISOSTOMO Homilia IV in Epistula Pauli ad Romanos.

«Questo vizio non va affatto considerato come un vizio ordinario, perché supera per gravità tutti gli altri vizi. Esso infatti uccide il corpo, rovina l’anima, contamina la carne, estingue la luce dell’intelletto, scaccia lo Spirito Santo dal tempio dell’anima, vi introduce il demonio istigatore della lussuria, induce nell’errore, svelle in radice la verità dalla mente ingannata, prepara insidie al viatore, lo getta in un abisso (..)» San Pier Damiani O.S.B., Liber Gomorrhanus, in Patrologia Latina

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Semiretromarcia di Brugnaro sugl’invertiti

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

La lobby si fa sentire e il sindaco di Venezia batte in ritirata…

DIVERSAMENTE DIVERSO

 

Venezia, la marcia indietro di Brugnaro: disponibile al primo gay pride sull’acqua

di | 28 agosto 2015

 

Il primo cittadino lagunare dopo le polemiche ha invitato il cantante Elton John a cantare nella sua città, magari in occasione di una manifestazione dedicata all’orgoglio omosessuale lungo il Canal Grande

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PDF di Chiesa viva n. 485 settembre 2015: “Difendiamo la famiglia dalla corruzione massonica”

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Segnalazione dell’ Ing. Franco Adessa

Riceviamo e pubblichiamo il PDF dell’Edizione Speciale di “Chiesa viva” n. 485 settembre 2015 intitolato: “Difendiamo la famiglia dalla corruzione massonica”.

Chiesa viva 485

Il File PDF si può scaricare anche dal sito: www.chiesaviva.com

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Tre domande a Roberto Fiore – Forza Nuova: l’omosessualismo, il gender, lo stile di vita omosessuale…

ROBERTO FIORE

Roma 29 agosto – D- Fiore, Forza Nuova è sempre in prima fila nel contrasto all’avanzata dell’ideologia gender: il numero verde nazionale per le segnalazioni dei genitori a tutela dei minori nelle scuole, la vostra presenza in piazza San Giovanni, le denunce in Sicilia, sempre a tutela dei minori, relative ai concorsi di miss trans che annunciavano di voler sfilare coi bambini, le numerose conferenze, due nel catanese anche in questo fine settimana, la pubblicazione di articoli che ne analizzano le basi concettuali, i siti come Gay burg che attaccano i nostri esponenti …R- Abbiamo da sempre contrastato la diffusione dell’omosessualismo, anche quando ancora nessuno parlava dei pericoli oggi evidenti agli occhi di tutti; il nostro primo corteo anti gay pride a Roma risale a circa 15 anni fa, fummo i primi, inoltre, a Catania, a bloccare per ore una di queste oscene sfilate … Siamo convinti che, insieme all’invasione immigratoria, che punta a cancellare la nostra identità, e alla miseria economica, finalizzata a fiaccare ogni capacità di resistenza, l’involuzione culturale che le stesse potenti lobby portano avanti con l’aggressione gender rientri nel quadro di una mutazione antropologica radicale che, nei progetti dei poteri più oscuri, voglia condurre l’intera umanità, così come la abbiamo sempre conosciuta, alla sua scomparsa. D- Come intendere, ai fini di spiegare meglio le nostre posizioni, l’annunciato invio della tessera ai noti stilisti gay Dolce e Gabbana, coppia di omosessuali dichiarati e conviventi. Forza Nuova potrebbe tesserare omosessuali dichiarati? R- Assolutamente no. Si trattò di un’evidente provocazione, lo stile di vita omosessuale resta comunque riprovevole, non ci appartiene ed è lontano milioni di anni luce dal nostro. Il senso di quell’annuncio, nessuna tessera fu ovviamente inviata, era rivolto ad evidenziare una spaccatura importante su cosiddette nozze e adozioni all’interno dell’ambiente omosessuale, e come una contraddizione imbarazzante fu recepita dagli stessi attivisti gay e dalla stampa. D- Parliamo delle prospettive future, sembra che Forza Nuova stia guadagnando importanti spazi sul fronte del contrasto all’aggressione gender…R- E’ così infatti. Anche al nord, la sensibilità su questo tema sta aumentando e la nostra intransigenza ha fatto sì che singoli attivisti e comitati ci vedano sempre più come interlocutori di riferimento e avanguardie di una battaglia fondamentale che si annuncia lunga e difficile. E’ nostra intenzione continuare a lavorare in tutta Italia con associazioni, famiglie e singoli in reciproca collaborazione. E’ un fronte che non consente il benché minimo arretramento.

Redazione RadioFN

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