“Ebrei italiani”: contro Brexit-pericolo populismi e xenofobie veleno per Europa

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Segnalazione di Federico Prati

 

Roma – “L’Europa, cosi’ come la conoscevamo, quella nata dalle macerie del Secondo conflitto mondiale, l’Europa libera, aperta e inclusiva, sognata e realizzata dai nostri padri, e’ ora minacciata. Ci attendono mesi di grande difficolta’ in cui tutti i moderati d’Europa saranno chiamati a cooperare per evitare altre brutte sorprese che rischierebbero di mettere a rischio e piu’ importanti conquiste democratiche degli ultimi 70 anni”. Lo sottolinea il presidente dell’Unione delle Comunita’ Ebraiche Italiane Renzo Gattegna commentando la Brexit. “E’ ora che tutte le nazioni che fanno parte della grande famiglia europea – prosegue Gattegna – ritrovino un reale senso di unita’ e cooperazione e che insieme combattano affinche’ i veleni del populismo e gli inquietanti propositi dei tanti gruppi razzisti, xenofobi e reazionari che in queste ore esultano per l’esito del voto sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, siano sconfitti con la forza e il coraggio di idee, progetti e impegni di segno diametralmente opposto. “Ma e’ anche il momento, per tutti gli ebrei d’Europa, di riprendere in mano quei valori che sono i nostri e che abbiamo da sempre il compito di attualizzare e disseminare nei luoghi dove viviamo: democrazia, tolleranza, rispetto per le diverse opinioni e per le altrui scelte di vita, amore per la cultura e per la ricerca, strenua difesa della liberta’ d’espressione e della giustizia sociale, modestia, trasparenza, onesta’. Senza questi valori non sara’ solo una singola realta’ del Vecchio continente, ma l’Europa intera ad essere minacciata e ogni realta’ che si affaccia sul Mediterraneo, a cominciare da Israele, il solo, prezioso, insostituibile modello di democrazia del Medio Oriente, corre il rischio di restare piu’ sola. “Gli inquietanti segnali registrati in questi giorni servono anche a ricordarci che per gli ebrei non esiste pericolo peggiore della chiusura in se stessi, dell’astrazione dal contesto sociale nel quale vivono e nel quale hanno il diritto e il dovere di agire. Siamo una piccola minoranza, in Italia, in Europa e nel mondo, ma abbiamo il dovere di fare fino in fondo la nostra parte. Tutti insieme, mettendo da un canto le paure, i particolarismi e le gelosie, possiamo garantire alle generazioni che verranno un futuro degno delle speranze e degli ideali che il popolo ebraico si tramanda di generazione in generazione”. (AGI)

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Scuola cattolica condannata per descriminazione sessuale

scuola cattolica

L’Istituto paritario di Trento “Sacro Cuore” è stato condannato dal tribunale di Rovereto per discriminazione nei confronti di una insegnante cui l’allora dirigente dell’istituto chiese di smentire le voci circa una sua relazione “sentimentale” con un’altra donna. La docente, sdegnata per quella che considerava un’ingerenza nella sua vita privata, si rifiutò di rispondere alle domande del suo interlocutore, il quale le chiese comunque di cercare di “risolvere il problema”.

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Basta aborto: i casi di Virginia, Louisiana e North Dakota

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Segnalazione Corrispondenza Romana

Ha fatto giustamente rumore il divieto imposto dal Senato della Louisiana all’aborto in caso di anomalie genetiche, compresa la sindrome di Down, che qui in Europa è stata invece sfruttata come grimaldello per introdurre l’eugenetica. Quello Stato americano non ha così solo recepito quanto in North Dakota è già norma dal 2013, ma è andato oltre con la firma apposta lo scorso 14 giugno dal suo governatore pro-life, John Edwards Bel, contro l’aborto per smembramento, provvedimento che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo primo agosto.

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E la finanza sfiducia Renzi: “Cade presto per tre motivi”

Gli analisti del colosso Usa Citigroup: “Referendum su temi incomprensibili, rischia di fare la fine di Mario Segni”

«Matteo Renzi farà la fine di Mariotto Segni che ha cercato per due volte di cambiare la legge elettorale in Italia con un referendum per poi scomparire gradualmente dalla scena politica».

E’ questo il pronostico degli analisti americani di Citigroup che, in un report dedicato all’Italia e inviato ai clienti investitori, prevedono la caduta del premier parlano americano. Tre i motivi principali segnalati nel report di Citi: le turbolenze finanziarie che hanno colpito duramente le banche italiane; un picco stagionale in materia di immigrazione e – ultimo ma non meno importante – «la personalizzazione del referendum» intorno alla figura dello stesso presidente del Consiglio.

Ecco perchè, si legge sempre nello studio, la situazione attuale può ricordare quella di Segni. Facendo temere agli analisti americani una «RenziExit» che «non può essere completamente esclusa in questa fase». Per i broker ci sarebbero «implicazioni negative per l’Italia, per l’Europa e per i mercati finanziari». Gli investitori si chiedono perché Renzi sta facendo una tale scommessa e la risposta potrebbe essere squisitamente politica: «Con l’eccezione delle elezioni europee del 2014, il Pd non ha mai ottenuto più del 40% dei voti e gli ultimi sondaggi disponibili (nonché le elezioni locali) suggeriscono che la quota di voto potrebbe oscillare in circa il 30 per cento», scrive ancora Citi. In questo contesto, la mossa del premier che ha annunciato di dimettersi se il referendum non passa, «può rivelarsi una tentazione irresistibile per il 70% degli elettori non-Pd, così come per le correnti interne al partito», per rottamare il «rottamatore». Renzi avrebbe inoltre «perso la sua innocenza» agli occhi degli elettori con il salvataggio delle quattro banche locali verso la fine del 2015», sottolineano i broker riferendosi all’Etruria&c.

Già nel marzo scorso il colosso Usa aveva acceso i riflettori sull’Italia con un altro studio dal titolo «Eppur si muove (lentamente)» in cui gli analisti si dichiaravano «moderatamente costruttivi» sul mercato azionario del nostro Paese grazie a una relativa stabilitá politica, alle politiche fiscali e alle possibili mosse della Bce. Ad ogni modo, per Citigroup «a fronte di «venti favorevoli» che hanno fatto «emergere» il nostro Paese «da due decenni perduti, ora le vele si sono allentate, rendendo il percorso per le riforme piú complesso. L’Italia ha visto una tiepida crescita di cui hanno beneficiato veramente solo poche regioni e dopo due anni il presidente del Consiglio Renzi sta affrontando le resistenze degli interessi costituiti e sta fronteggiando crescenti critiche verso l’Europa tra gli elettori», faceva notare lo studio di marzo. Nel delineare rischi e opportunità, però, gli esperti avevano anche avvertito gli investitori che Renzi sarebbe potuto finire «sul filo del rasoio» fino al referendum d’autunno sottolineando i rischi di «chiedere agli italiani di votare in favore di riforme che a malapena capiscono». Ma da allora la situazione per Renzi sembra essersi ulteriormente deteriorata. E questa volta non sono i soliti grufi italiani a dirlo.

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Nobel per la fisica, Carlo Rubbia rivela la bufala del riscaldamento globale

Sembra ormai chiaro che la “storia” del riscaldamento globale che sta causando l’uomo è una vera e propria bufala creata ad arte per ottenere principalmente due scopi:

Arricchirsi con gli svariati parametri da rispettare e sanzioni che ne conseguono, creare un problema a livello globale per far credere alla popolazione che necessiti una soluzione e di conseguenza un unico governo globale.
Purtroppo per quelle persone che ancora ci credono (alcuni di loro in buona fede) la temperatura aumenta e diminuisce da milioni di anni e sicuramente non a causa delle “umane” immissioni di co2.

Qui di seguito condividiamo il video del fisico Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica del 1984,  nel discorso che fece al Senato del 2014.

 

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Il transgenderismo è un disturbo mentale: parola di psichiatra

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Il dott. Paul R. McHugh è uno dei più autorevoli psichiatri a livello mondiale, con quasi mezzo secolo di pratica professionale. Già Primario di psichiatria nel celebre Johns Hopkins Hospital, di Baltimora, oggi è Distinguished Service Professor of Psychiatry. Autore di sei libri, ha pubblicato più di 130 saggi in riviste specializzate.

Qualche settimana fa, il dott. McHugh ha sollevato un piccolo tsunami nel mondo accademico affermando che il transgenderismo è un “disturbo mentale” che va trattato, e che il cambio di sesso è “biologicamente impossibile”. La chirurgia per cambiare sesso, secondo lui, non è la soluzione per persone che soffrono di “disordine di assunzione”, vale a dire la percezione che la propria mascolinità o femminilità sia diversa da quella che la natura le ha assegnato biologicamente. Secondo McHugh, le persone che promuovono un tale intervento chirurgico stanno favorendo la diffusione di un disturbo mentale.

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Rassegna stampa del Centro Studi Federici

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Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza – Comunicato n. 58/16 del 29 giugno 2016, Santi Pietro e Paolo

Rassegna stampa del 29/6/2016 (i titoli sono redazionali)

Requiescat in pace

“Bud Spencer: ora più che mai ho bisogno della fede”. L’attore, 86enne, parla di religione e fa un bilancio della sua vita: «Ho commesso tanti errori, ora sono nelle mani del Signore».

http://it.aleteia.org/…/bud-spencer-ora-piu-che-mai-ho-bis…/

Lutero in affitto

(27/6(2016) “Gioia e fraternità sono i sentimenti con cui accogliamo le parole del Papa (Bergoglio, ndr), che confermano il valore del dialogo ecumenico tra la Chiesa Luterana e la Chiesa Cattolica Romana. Ci auguriamo che questo dialogo cresca sempre di più a livello mondiale e qui in Italia”, ha dichiarato Heiner Bludau, decano della Comunità Luterana Italiana. Il riferimento del decano è a quanto detto da Francesco durante la conferenza stampa durante il viaggio di ritorno dall’Armenia. Al giornalista che gli domandava se, alla vigilia del 500° anniversario della Riforma Protestante, non fosse ormai tempo di ritirare la scomunica a Lutero, il Pontefice aveva risposto: “Credo che le intenzioni di Lutero non fossero sbagliate, era un riformatore, forse alcuni metodi non erano giusti, ma in quel tempo […] la Chiesa non era proprio un modello da imitare: c’era corruzione, mondanità, attaccamento ai soldi e al potere”. (…) In conclusione il Decano ha auspicato che “questa relazione venga ulteriormente approfondita nel 2017 in vista del Giubileo della Riforma, da vivere insieme come una vera e propria festa di Cristo, nella convinzione che gli elementi in comune tra le nostre Chiese siano decisamente più importanti delle differenze pur esistenti”.

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Semafori LGBT? Noi diciamo ‘stop’!

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Segnalazione e commento di Federico Prati

 

L’ultima trovata per far passare per normale, ciò che normale non è. Ma se anche valesse la metafora del semaforo, per noi, l’unico colore sarebbe quello rosso: stop alla follia LGBT e alla sua subdola propaganda!

 

http://www.azionetradizionale.com/2016/06/24/semafori-lgbt-noi-diciamo-stop/

 

 

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MR BROWDER, IL NEMICO NUMERO UNO DI PUTIN

MR Browder

di I. S.

Chapeau, Mr. Browder! Tanto di cappello per questo uomo incredibile. Il mese scorso, è riuscito a bloccare la proiezione di un film al Parlamento europeo e ha fatto oscurare un paio di articoli da siti web americani. Questa settimana, ha scatenato un putiferio  per l’unica proiezione negli Stati Uniti di un film critico verso la sua versione dei fatti. Nessuna libertà di parola per i suoi nemici! I suoi avvocati svolazzano intorno a chiunque provi a rilasciare qualsiasi osservazione che scavi nei suoi sordidi affari.  I suoi hacker hanno riscritto la voce che lo riguarda su Wikipedia, cancellando qualsiasi accenno sul tema: ma nonostante le centinaia di modifiche, su Wikipedia è rimasta la versione ufficiale. Solo pochi potenti riescono a ripulire completamente la loro immagine, fino a quel punto.

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Altre notizie in merito al progetto di Gibson di realizzare il sequel de “La passione di Cristo”

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Segnalazione di Federico Prati

 

http://www.adnkronos.com/intrattenimento/spettacolo/2016/06/10/mel-gibson-

progetta-sequel-per-passione-cristo-sulla-resurrezione_TLjXaVSPAaZOLEnjYITkII.

html

 

http://www.ilsussidiario.net/News/Cinema-Televisione-e-Media/2016/6/10/MEL-

GIBSON-L-attore-americano-sta-lavorando-al-sequel-di-The-Passion-of-the-Christ-

/710288/

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