L’ACEFALIA «CATTOLICA» COLTIVATA DAL SOGGETTIVISMO CLERICALE

Risultati immagini per il clericaleL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Inutile ripeterlo, lo sanno tutti i popoli e da sempre che c’è la necessità sociale di un capo. E ciò nel corso della storia ha assunto forme sacrali, involte in simbolismi d’ogni genero. Di tale necessità sociale si può assicurare l’origine divina, quando si sa che oltre l’ordine umano, il Signore ha voluto per la Sua Chiesa, società perfetta, un uomo semplice, Simone, un pescatore dotato del dono di comando, per rappresentarLo nei Suoi poteri. Un uomo rivestito dal potere divino per la suprema missione nella santa Chiesa della salvezza umana; mistero della Fede da perpetuarsi con il potere infallibile di Dio in terra, concesso a uomini fallibili.

Intorno all’importanza senza paragoni di questa somma Carica, si è dall’inizio, creata una singolare aureola di rispetto e devozione, addirittura col termine simbolico di «adorazione» del Vicario di Cristo ovvero del Pontefice. E parimenti, contro questo potere, si sono scagliate tutte le più diaboliche astuzie dell’inferno, che nel nostro tempo di estrema decadenza, colpisce proprio a partire dall’alto con i simulacri per un «papato conciliare».

Nel frattempo è avanzata nel mondo la mentalità soggettiva, figlia di una serie di «filosofie idealiste», fortemente sofistiche. Il risultato è che pure la visione di quanto era oggettivamente  sacro, come l’Autorità divina in terra, subì la decadenza soggettivistica: i capi potevano deviare dal vero e dalla continuità tradizionale, che risale a Gesù Cristo, e continuare ad essere visti come Suoi rappresentanti. Sono guida che confondono, chierici compromessi con menzogne, ma lo stesso visti come pontefici della Verità. Come mai? Perché soggettivamente considerati legittimi. La decadenze è storicamente tale che la veste passa a significare la carica; non più la carica a giustificare la veste, ma l’assurdo del suo contrario, suffragato dalla visione generale! Prosegui la lettura »

La più grande truffa degli ultimi 300 anni

Risultati immagini per no al signoraggioSegnalazione di Ezio Castagna

Continua da oltre 300 anni la più grande truffa che l’intelletto umano sia mai riuscito a concepire. Sopravvive grazie all’ ignoranza delle masse mantenuta costante negli anni grazie al divieto assoluto della stampa ufficiale a parlarne in termini comprensibili. Il suo nome? SIGNORAGGIO. (In fondo all’articolo un interessante articolo del Prof. Giacinto Auriti: “la moneta, Dio o Mammona”)

SCHIAVI DEL SISTEMA 

Attenzione: quello di cui verrete a conoscenza, proseguendo nella lettura, cambierà completamente la vostra visione del mondo. La politica vi sembrerà tutta una farsa ed inizierete ad intuire chi possiede veramente il potere di far crescere o di annientare le economie di interi Stati. Quando avrete capito i meccanismi dell’ incredibile trappola nella quale siete invischiati, vostro malgrado, anche voi, NON POTRETE PIU’ TORNARE INDIETRO!. Se ritenete di essere pronti per sapere la verità proseguite pure. Se non volete aggiungere una preoccupazione (molto grossa) a quelle che già avete, fate dietro-front e RIMANETE TRANQUILLAMENTE NELL’IGNORANZA, è comunque un vostro diritto.

Partiamo con alcune domande fondamentali. Provate a dare una risposta a questi quesiti apparentemente banali, magari pescandola da quanto avete appreso a scuola, oppure leggendo i giornali o ascoltando la TV, la radio ecc… Probabilmente avrete qualche difficoltà a rispondere con sicurezza! Prosegui la lettura »

I mercenari della Blackwater si ritirano dallo Yemen

Segnalazione di Redazione Il Faro sul Mondo

di Redazione

La Blackwater ha deciso di ritirare i suoi mercenari dalla provincia di Taiz, nel sud-ovest dello Yemen, dopo aver subito pesanti perdite. Diverse decine di mercenari, tra cui alcuni comandanti, sono rimasti uccisi durante i combattimenti con la Resistenza yemenita.

Il New York Times del 25 novembre, aveva pubblicato la notizia secondo la quale gli Emirati Arabi avrebbero ingaggiato almeno un battaglione di combattenti latino americani, per lo più colombiani, inquadrato da ufficiali di varie nazionalità, per combattere in Yemen con uno stipendio di mille dollari la settimana e la promessa della cittadinanza emiratina.

Il ricorso ai mercenari della Blackwater, la famigerata agenzia di “contractors” vicina al Pentagono che in Iraq ed Afghanistan s’è macchiata di crimini atroci, è l’ennesima dimostrazione del disastroso andamento della guerra per i sauditi e i suoi alleati. Gli Emirati, non potendo intensificare il proprio sforzo militare in Yemen, sia per le gravi perdite già subite, sia per la modestia delle proprie forze armate già anche troppo provate, adesso sono costretti a ricorrere ai mercenari di un’agenzia privata. Prosegui la lettura »

Francobolli Onu pro Lgbt

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Segnalazione del Centro Studi Federici

“Liberi & Uguali – L’ONU per l’uguaglianza della comunità LGBT” 

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Alle “inviate” tg che piangono su Aleppo solo adesso

Alle “inviate” tg che piangono su Aleppo bombardata dai russi

di Fulvio Scaglione

(MB. Poiché i vergognosi telegiornali Rai hanno mandato “le inviate” a spargere lacrime sulle povere “vittime di Aleppo” che scappano “dai bombardamenti russi”, e “si affollano alla frontiera turca” , sarà il caso di ricordare che quelle povere vittime sono coloro che hanno scelto la guerra civile, l’ISIS, Al-Nusrah,   che ora fuggono con le loro famiglie. Hanno tenuto ed assediato Aleppo per oltre tre anni. “Le inviate” però, in tutto questo tempo, non sono andate a documentare le atrocità che hanno commesso. Magari perché sarebbero sapevano che quella “opposizione moderata” fatta di povere vittime, le avrebbe decapitate?)

ASSEDIO. SU ALEPPO LA FABBRICA DELLE BALLE

di Fulvio Scaglione

L’assedio di Aleppo. Forse non lo sapevate ma in questi ultimi giorni, e solo in questi ultimi giorni, il mondo delle persone perbene, di coloro che hanno a cuore la libertà, è angosciato dall’assedio di Aleppo. Il che è un po’ curioso,perché Aleppo è sotto assedio da tre anni e mezzo. Guardate la cartina qui pubblicata: raffigura la situazione di Aleppo dal 2012 fino a un mese fa. Com’è facile notare, il verde circonda su tre lati il rosso. E il verde erano le forze dei ribelli. Che quindi per tre anni e mezzo hanno stretto la città in una morsa aperto solo verso Sud. Un assedio quasi perfetto.

assedio  aleppo

Come hanno vissuto i siriani di Aleppo, quelli rimasti nei quartieri controllati dal Governo e dalle truppe di Assad? Le testimonianze non mancano. Bombe sulle scuole e sugli ospedali. Missili sui palazzi. Niente acqua. Niente elettricità. Pochissimo carburante, e a carissimo prezzo, per riscaldare le case d’inverno. Un sacco di morti civili, perché i missili cadevano dove cadevano. Insomma, le cose che succedono durante un assedio. Quando, nel 2014, lanciò l’appello “Salviamo Aleppo”, la Comunità di Sant’Egidio scrisse cose come questa: “La gente non può uscire dalla città accerchiata dall’opposizione, tra cui fondamentalisti intransigenti e sanguinari”. Oppure: “ C’è l’orribile ricatto dell’acqua che i gruppi jihadisti tolgono alla città. È una guerra terribile e la morte viene da ogni parte. Passando per tunnel sotterranei, si fanno esplodere  palazzi “nemici” “. E lo diceva Sant’Egidio, che non aveva mai lesinato le critiche anche verso Assad. Insomma, pochi dubbi: era un assedio.

Assedio o non assedio?

Riascoltiamo che cosa ha raccontato a Repubblica padre Rodrigo Miranda, cileno, missionario del Verbo Incarnato, parroco ad ALeppo dal 2011 al 2015: “”Era mezzogiorno, l’ora di punta, quando sono caduti i tre missili. L’università era piena e molte persone erano in strada. Quando è caduto il primo missile ho iniziato ad aiutare le persone che avevo davanti a me. Poi mentre stavo correndo verso l’università per aiutare gli altri, ho visto il secondo missile che arrivava. Ho cercato di rifugiarmi tra un muro e alcune auto. Ho sentito un rumore, uno strano silenzio, e poi il disastro. È stato un massacro”. Morirono centinaia di giovani, colpiti dai missili dei ribelli. Come spesso avviene quando si è sotto assedio. Prosegui la lettura »

Roma: dopo Rita Dalla Chiesa, Salvini propone Irene Pivetti

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Segnalazione Quelsi

Continua la ricerca del candidato sindaco a Roma per il centrodestra: dopo il no secco di Giorgia Meloni ad Alfio Marchini, lo scarso appoggio trovato da Bertolaso e il rifiuto di Rita Dalla Chiesa, Matteo Salvini propone un altro nome: è quello di Irene Pivetti, ex presidente della Camera, conduttrice tv e sorella di Veronica. Ne ha parlato Il Tempo.

Da quando gli è stato cassato Marchini da Giorgia Meloni ha iniziato a scalciare e adesso sembra aver preso “simpatia” per l’ex presidente della Camera Irene Pivetti. Matteo Salvini, sebbene sembra volere il centrodestra unito per le prossime amministrative di Roma manifesta mancanza di pazienza sul fatto di collaborare con Berlusconi e Meloni per trovare il candidato condiviso. Lo si è visto quando Meloni ha lanciato Rita Dalla Chiesa e lui si è chiuso a riccio disertando l’incontro da Berlusconi che non si capisce bene se sia stato rimandato di comune accordo o perché mancavo uno dei tre “commensali”. Salvini non rinuncia all’idea di Marchini ma al contempo dice di avere un altro candidato del quale non intende fare il nome. Durante la manifestazione del Sap a Montecitorio Salvini è tornato a parlare del caos amministrative. Basta con i “balletti”, ha detto. Il centrodestra scelga il candidato-sindaco a Roma con le primarie.

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Italia-Russia: superare le sanzioni e difendere i nostri valori

ITALIA RUSSIA

Segnalazione di Andrea Giovanazzi

Buongiorno,

mi permetto di inviarvi l’invito a questo interessante convegno che si terrà domenica prossima, 14 febbraio a Trento ad ore 18:00 presso la “Sala Rosa” del Palazzo della Regione di Trento (Via Gazzoletti, 2)

Ospiti d’eccezione tra cui Alexey Komov – Ambasciatore russo presso il Congresso mondiale delle famiglie dell’ONU, Fausto Biloslavo – Giornalista, inviato di guerra per “Il Giornale”, Attilio Piacentini – Generale, Barbara Fedrizzi – Presidente di Trentino Export, Carlo Fidanza – Già parlamentare europeo, Mauro Fiamozzi  (Coldiretti Trentino) e Toni Brandi (Ass. Provita).

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Ecco perché d’ora in poi porterò al collo un Crocifisso ben visibile

CROCE AL COLLO

Segnalazione Redazione Basta Bugie

Per ricordare i cristiani perseguitati, per denunciare la pericolosa deriva del laicismo totalitario, per meditare il significato del crocifisso, per non vergognarmi della mia fede

di Gianfranco Amato

Ho deciso che d’ora in poi porterò al collo un crocifisso ben visibile. Cinque le ragioni di questa scelta. 1) PER RICORDARE I 100 MILIONI DI CRISTIANI PERSEGUITATI NEL MONDO Porterò il crocifisso per ricordare a tutti, e in primis a me stesso, il vergognoso silenzio sui più di cento milioni di cristiani perseguitati nel mondo. Sono cifre da genocidio. Uso non a caso il termine vergogna. Lo scorso 26 dicembre 2015, infatti, nella solennità di Santo Stefano, primo martire della Chiesa, Papa Francesco ha invitato a pregare «per i cristiani che sono perseguitati, spesso con il silenzio vergognoso di tanti». Non è la prima volta che il Santo Padre interviene sul tema. Durante una sua omelia tenuta a Santa Marta il 7 settembre 2015, ad esempio, è tornato ha parlare delle persecuzioni che subiscono i cristiani, ancora oggi «forse più che nei primi tempi», ricordando che sono «perseguitati, uccisi, cacciati via, spogliati solo per essere cristiani». Queste le sue parole: «Cari fratelli e sorelle, non c’è cristianesimo senza persecuzione! Ricordatevi l’ultima delle Beatitudini: quando vi porteranno nelle sinagoghe, vi perseguiteranno, vi insulteranno, questo è il destino del cristiano. E oggi, davanti a questo fatto che accade nel mondo, col silenzio complice di tante potenze che potevano fermarlo, siamo davanti a questo destino cristiano. Andare sulla stessa strada di Gesù». Il primato tra i Paesi dove la croce è meno tollerata spetta Corea del nord, mentre si aggrava la situazione in Africa, in Indonesia, nel Medio Oriente e persino nella fascia del Maghreb, dopo il gelo portato dalle “primavere arabe”. Neppure nella civilissima Europa la situazione appare idilliaca. Tra l’altro, lo scorso 16 novembre 2015, L’Osce, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, ha pubblicato il nuovo Rapporto annuale sui crimini d’odio, ossia reati fondati su pregiudizio nei confronti di categorie o gruppi di persone. I dati ufficiali relativi al nostro Paese, con riferimento al 2014, certificano l’esistenza di ben 596 crimini d’odio: 413 casi di razzismo e xenofobia, 153 casi di pregiudizi contro cristiani e appartenenti ad altre confessioni religiose, 27 casi di pregiudizi contro persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender), 3 casi di pregiudizi contro persone con disabilità e altri gruppi. La religione è la seconda causa, dopo razzismo e xenofobia, di reati basati su pregiudizio in Italia. 2) PER ESPRIMERE LA MIA VICINANZA AI CRISTIANI CUI È IMPEDITA UNA SIMILE POSSIBILITÀ DALL’INTEGRALISMO ISLAMICO O DALL’INTOLLERANZA LAICISTA Porterò il crocifisso, perché così voglio anche esprimere la mia vicinanza e solidarietà a tutti quei cristiani cui è impedita una simile possibilità, come accade, ad esempio, nell’Arabia Saudita dell’integralismo islamico o nella Francia dell’intolleranza laicista. Sì, perché il crocifisso che ho deciso di portare, a causa delle sue dimensioni, in Francia, ai sensi dell’at.1 della Legge 228 del 15 marzo 2004, sarebbe considerata una «croix de dimension manifestement excessive», e quindi «interdit», vietata. Sì, porterò al collo un crocifisso che Oltralpe sarebbe vietato esibire pubblicamente nell’ambito della citata Legge 228/2004. Sia detto per inciso, la Francia è quella nazione che si vanta di rappresentare la punta più avanzata di laicità sbandierando come faro di civiltà la nota legge massonica del 9 dicembre 1905, concernant la séparation des Eglises et de l’Etat, che, tra le tante amenità, contempla, ad esempio, anche l’art.35, quello secondo cui «se un discorso pronunciato o uno scritto affisso o diffuso pubblicamente nei luoghi di culto, contengono un’istigazione diretta ad opporsi all’esecuzione di leggi o di provvedimenti dell’autorità pubblica (…), il ministro di culto colpevole di tale azione sarà punito con la pena detentiva da tre mesi a due anni (…)». Bocche dei preti rigorosamente cucite, quindi, su provvedimenti amministrativi e leggi riguardanti aborto, matrimoni e adozioni gay, utero in affitto e compravendita di ovociti umani, eutanasia, depenalizzazione dell’incesto, suicidio assistito, e via degenerando. Un’attenta lettura di tutte le disposizioni francesi emanate en application du principe de laïcité, sarebbe, peraltro, davvero utile a tutti quei cattolici – e purtroppo non sono pochi – che sono corsi per primi ad identificarsi come «Charlie» e «Bataclan», e che guardano proprio a quel Paese come un modello virtuoso e da imitare in tema di laicità e separazione tra Stato e Chiesa. 3) PER DENUNCIARE LA PERICOLOSA DERIVA DEL LAICISMO TOTALITARIO IN ITALIA Porterò il crocifisso perché intendo anche denunciare la pericolosa deriva del laicismo totalitario che imperversa nel nostro Paese e che pretende di escludere la religione e i suoi simboli dalla vita pubblica, relegandoli nell’ambito del privato e della coscienza individuale, quando non, addirittura, nell’ambito della sottocultura. Occorre avere il coraggio di opporsi a questa intollerante pretesa laicista di negare qualunque forma di rilevanza politica e culturale alla religione cristiana e ai suoi simboli. Aveva ragione l’indimenticabile Benedetto XVI, quando nel suo discorso ai vescovi americani tenuto il 19 gennaio 2012 affermò che «la testimonianza della Chiesa è per sua natura pubblica». Questo oggi il Potere pretende di negarlo. Non per nulla Papa Francesco continua a denunciare pubblicamente il clima pericolosamente totalitario che sta vivendo la nostra società, parlando espressamente di «dittatura del pensiero unico». Ebbene, quando anche noi saremo chiamati davanti al nuovo Sinedrio, quando anche a noi intimeranno di non parlare pubblicamente di Gesù Cristo, noi risponderemo come risposero Pietro e Giovanni: «Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi piuttosto che a Lui, giudicatelo voi stessi; noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato» (At 4, 19-20). Quando pretenderanno di relegare la nostra fede nella cantacomba della coscienza privata, quando ci vieteranno di usare i nostri simboli religiosi, quando ci negheranno di proclamare pubblicamente che Gesù Cristo è l’unica Verità, allora noi faremo sentire forte e vibrante il nostro «Non possumus!». Costi quel che costi.

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Il giornale dei “vescovi” francesi vuol ‘sdoganare’ la massoneria

 CATTOMASSONERIA

Segnalazione Corrispondenza Romana

I «principi della Massoneria sono stati sempre considerati inconciliabili con la Dottrina della Chiesa, perciò l’iscrizione ad essa rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche, sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione».

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Festival “arcobaleno”: uno spot pro ddl Cirinnà

CANTANTI

Segnalazione Corrispondenza Romana

di Alfredo De Matteo

Come era stato più volte annunciato, l’edizione 2016 del festival di Sanremo è iniziata all’insegna dell’ideologia omosessualista. Già dalla lista dei cantanti ospiti nella prima serata non era infatti difficile presagire che la nota kermesse canora si sarebbe trasformata in un potente spot pro unioni civili. Del resto, la coincidenza temporale con la discussione in parlamento del ddl Cirinnà non lasciava spazio ai dubbi: il palco dell’Ariston sarebbe stato teatro di un vero e proprio comizio a favore delle pseudo unioni gay.

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