Dalla parte del torto. La polizia del pensiero e le forbici sulla libertà.

di Roberto PECCHIOLI

Ci siamo seduti dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati. La frase è attribuita a Bertolt Brecht, il drammaturgo tedesco campione della Germania Est, comunista ma assai attento al portafogli, reso celebre in Italia dal Piccolo Teatro di Giorgio Strehler. Prendiamolo in parola, l’autore dell’Opera da tre soldi, rilevando che la sua osservazione sembra la storia di chi, in Italia ed in Occidente, non condivide idee, luoghi comuni, superstizioni dell’ampia galassia progressista sostenuta dalle oligarchie di potere.

La cronaca è sempre più ricca di esempi sconcertanti: il tentativo di impedire la partecipazione di Marcello Veneziani ad un convegno da parte di un’associazione di psichiatri o psicologi), la denuncia dinanzi all’ordine professionale della stessa categoria di un medico accusato, udite, udite, di aver affermato che i bambini hanno bisogno di un padre e di una madre. Potremmo continuare con il pubblico ludibrio di chi non è convinto dell’utilità di alcune vaccinazioni obbligatorie, con tanto di sanzioni pesantissime ai genitori “renitenti”, minacciati della privazione della potestà genitoriale, e radiazione dall’Ordine professionale per i medici refrattari.  E poiché sia più evidente la manifesta inutilità degli ordini, retaggio postumo, parodia neo borghese delle corporazioni, ci viene adesso la notizia dei sei mesi di sospensione dall’Ordine dei Giornalisti comminata a Padre Livio Fanzaga, il dominus di Radio Maria, la più ascoltata emittente cattolica.

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INCENDIO DI DIMENSIONI MOSTRUOSE IN PORTOGALLO NELL’ANNO CENTENARIO DI FATIMA

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

L‘incendio nella zoimagena di Pedrógão Grande sarà ricordato come uno dei più letali mai registrato in Portogallo.
In Pedrógão Grande, quartiere della città di Leiria, infuriò nella sera di Sabato 17 giugno un incendio di enormi dimensioni.
L’incendio ha avuto origine in un terreno boschivo causato da una serie di fulmini a secco, un fenomeno raro e poco prevedibile.
Così è stato appurato dalle autorità e reso pubblico dallo stesso primo ministro Antonio Costa. Costui ha classificato la tragedia umana come una delle più terribili della storia portoghese.
È bene ricordare che il Portogallo odierno è retto da un governo socialista minoritario aperto ad ogni sperimento immorale perché a sostenerlo sono i comunisti e il blocco di sinistra, nemici di ogni idea di austeritá per sanare l’enorme debito pubblico. Questo è detto perché la politica in atto è quella degli imbonitori di fronte a qualsiasi male evidente. Dal presidente della Repubblica, il social democratico Marcelo Rebelo de Souza ad ogni ministro, la consegna è l’ottimismo ad oltranza, per mettere i mali sotto il tappetto, ma qui c’è poco da mentire, il Paese è il più esposto agli icendi dell’Europa, con 50 % del totale, una enormità, che fa considerarlo un vero barile di polvere pronto ad esplodere.

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Ius Soli e il rischio Sudafrica

ad20ea763f7f0b518e4e38eb6646f9f3_400x400Segnalazione di Federico Prati

DI MASSIMO BORDIN
micidial.it

Non è facile. Per un ex giocatore di Rugby che ha tifato Sudafrica ai mondiali del 1995 e che si è commosso alla morte di Mandela nel 2013. Per uno che ritiene che ogni uomo abbia una sua naturale dignità solo perché “uomo”, non è mica facile. Però nella vita non ci sono solo i principi astratti e l’empatia per gli oppressi: ci sono anche lo studio, l’analisi, l’approfondimento, e se questi studi, analisi e approfondimenti ti dicono che in Sudafrica si viveva meglio PRIMA di Mandela occorre tirare un respiro lungo, prenderne atto e cercare di capire perché. Tutto ciò servirà un giorno anche per capire cosa significa davvero la questione dei migranti, così attuale per noi.

Nelson Mandela è stato un leader politico che prima di rovesciare il regime di segregazione razziale si è fatto 27 anni di galera. Il regime di segregazione prevede una differenziazione sulla base dell’etnia di appartenenza, come sanno anche i bambini, i neri in Sudafrica per motivi legati alla plurisecolare forza colonizzatrice dei bianchi non godevano di tutti i diritti di cui godevano i bianchi. Se pensate, però, che allora i bianchi sudafricani siano state delle merde vi dico attenzione, i paesi che hanno promosso la fine dell’apartheid in Sudafrica, come gli Stati Uniti, hanno avuto la segregazione per anni e prima ancora la schiavitù, trasferiscono le società manifatturiere dove c’è sfruttamento minorile ancora oggi ecc. Ma questo sarebbe fuorviante. Ciò che conta nella nostra analisi è che in Sudafrica fino al 1993 vi era la segregazione razziale e che nonostante i neri fossero maggioranza essi non erano adeguatamente rappresentati e non governavano il paese. La cosa, sinceramente, mi ha sempre fatto schifo, finchè, ancora ragazzino e ben prima che finisse l’apartheid non mi sono confrontato con un conoscente che era da poco rientrato come lavoratore italiano emigrato da Johannesburg. Costui sosteneva, a dispetto di tutti i media italiani, che i neri in Sudafrica avevano un’indole poco incline all’amministrazione e all’ordine e che – parole sue – al lavoro si comportavano piuttosto male. Essendo abituati – diceva – a vivere alla giornata, al lavoro arraffavano il più possibile se non visti e dovevano essere continuamente controllati e trattati con estrema fermezza per poter anche solo minimamente far rispettare un orario di consegna. Prosegui la lettura »

Virginia Si! Virginio No! Il sindaco di Bologna commette un reato penale ma procura e giornali zitti

Segnalazione di Antonio Amorosi

di Antonio Amorosi a pag. 7 de La Verità del 22 giugno 2017

Trova le differenze. Per Virginia Raggi si, per Virginio Merola no.

 

Bergoglio abbraccia il mondo lgbt: ”accogliete gay e trans, e’ quello che farebbe Gesù…”

Gian Guido Vecchi per il “Corriere della Sera”

Bisogna «accogliere e accompagnare» omosessuali e trans, «questo è quello che farebbe Gesù oggi», dice Francesco. Il Papa ha condannato la teoria gender, ma le persone sono un’ altra cosa. Spiega di avere accompagnato, da Papa, persone «con tendenze e anche pratiche omosessuali». Poi racconta la storia di una ragazza divenuta uomo e lo fa sempre al maschile, dice: «Lui che era lei ma è lui».

Sorride: «Adesso però non dite che santificherò i trans, eh? Già mi vedo le prime pagine…». Si vola sul Mar Caspio verso Roma. Bergoglio raggiunge i giornalisti ed esordisce tranquillo: «Sono a vostra disposizione, domandate quello che volete». Risponde per 51 minuti.

BERGOGLIO CON SCIARPA GAYBERGOGLIO CON SCIARPA GAY

Santità, in Georgia ha detto che la teoria gender «è un grande nemico del matrimonio», parlato di «guerra mondiale». Cosa direbbe a chi sente che il suo aspetto non corrisponde alla propria identità sessuale?

«Nella mia vita di sacerdote, di vescovo e anche di Papa io ho accompagnato persone con tendenze e anche pratiche omosessuali, li ho avvicinati al Signore e mai li ho abbandonati. Le persone si devono accompagnare come fa Gesù. Quando una persona che ha questa condizione arriva davanti a Gesù, Lui sicuramente non dirà: vattene via perché sei omosessuale. Prosegui la lettura »

Report: investimenti in diamanti, perquisizioni in cinque banche

 Investimenti in diamanti, perquisizioni in cinque bancheLa guardia di finanza ha acquisito alcuni documenti dagli uffici di Intesa Sanpaolo, UniCredit, Monte dei Paschi di Siena, Banco Bpm e Popolare di Bari nell’ambito delle indagini della Procura di Milano su una presunta truffa attorno vendita di diamanti ai clienti degli istituti: un giro di affari stimato in almeno 300 milioni di euro annui. Il caso era stato sollevato dall’inchiesta “Occhio al portafoglio” (qui sopra una clip) realizzata da Emanuele Bellano e trasmessa da Report lo scorso ottobre, attirando già dalle settimane successive l’attenzione della Consob.

Nel corso della puntata veniva evidenziato come i principali promoter di diamanti utilizzassero valutazioni gonfiate per vendere i preziosi a prezzi fuori mercato ai clienti delle banche che si affidavano a loro, considerandolo investimento sicuro. Poi però vendere il diamante si rivelava praticamente impossibile e l’unica strada risultava ricorrere nuovamente allo stesso promoter, pagando però una salata commissione.

Fonte: http://www.report.rai.it/dl/Report/extra/ContentItem-31349b18-d491-4b34-9fb2-002def1ca443.html

Verso una svolta storica sul testamento biologico

La rivista dei Gesuiti, “Aggiornamenti sociali”, in un lungo articolo tocca il tema della legge sul “fine vita” (Dat, disposizioni anticipate di trattamento). Nutrizione e idratazione artificiali possono essere, in taluni casi, rifiutabili

Non ci sono più dogmi, quindi, su questo tema. Non è la posizione ufficiale della Chiesa, ovviamente, ma questo parere potrebbe avere un certo peso nel dibattito teologico. Con inevitabili conseguenze anche sotto il profilo politico: perché i parlamentari più sensibili ai temi cari alla Chiesa potrebbero ora si sentiarnno “rassicurati” in merito a certe posizioni.

L’attacco silenzioso di Israele a Gaza

Israele e Gaza non si stanno affrontando in un’altra guerra né si stanno dirigendo verso un’altra “operazione” o un altro “round”. Questa terminologia è ingannevole e vuole addormentare quel che resta delle coscienze.

Oggi si rischia un nuovo massacro nella Striscia di Gaza. Controllato, misurato, non di massa, ma comunque un massacro. Quando politici, funzionari e opinionisti israeliani parlano del “prossimo round”, stanno parlando del prossimo massacro.Nella Striscia non ci sarà una guerra, perché non c’è nessuno a Gaza che possa opporsi a uno degli eserciti meglio armati del mondo, anche se l’opinionista Alon Ben David, esperto di questioni militari, sostiene che Hamas può schierare quattro divisioni. E non ci sarà alcun atto di coraggio (israeliano) a Gaza, perché non c’è nulla di coraggioso nell’attaccare una popolazione indifesa. E, naturalmente, non ci sarà niente di morale né di giusto nell’attaccare una gabbia chiusa piena di prigionieri che non saprebbero neanche dove scappare, qualora potessero. E quindi chiamiamo le cose con il loro nome, perché di massacro si tratta. È di questo che si discute in questi giorni in Israele.

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Senza Putin, la Siria avrebbe cessato di esistere

Senza Putin, la Siria avrebbe cessato di esistere

Fonte: oraprosiria

Secondo il padre fiammingo Daniel Maes, che vive in Siria dal 2010, la copertura della guerra in Siria si basa su menzogne. Il Presidente Bashar al-Assad non è il problema, ma lo sono invece i nostri politici, che sostengono l’ISIS e Al Nusra, solo per rovesciare il governo siriano. “I veri capi terroristi si trovano nell’Occidente e nell’ Arabia Saudita”.
Padre Daniel Maes,79 anni, è tornato nel suo paese natale, il Belgio, per trascorrere un periodo nell’Abbazia Norbertine al villaggio fiammingo Postel. Nel 2010 ha lasciato il Belgio per la Siria, quando il Paese non era ancora in guerra. A Qara ha vissuto momenti critici, soprattutto quando il villaggio di 25.000 persone è stato invaso da un esercito ribelle di circa 60.000 uomini.
Adesso Padre Daniel Maes è in Belgio per recuperare le forze dopo essersi ammalato in Siria (‘ ho pensato: è la fine ‘) e non tollerava più la cucina locale. Ma è venuto in Belgio anche per raccontare alla gente in Occidente la “vera storia” della Siria, poiché i media mainstream non scrivono la verità.Verso metà giugno ritornerà con le valigie pieno di aiuti umanitari per la popolazione siriana bisognosa.
 
Intervista di Eric van de Beek 

 

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La polizia tedesca ordina: non dite la verità sul terrorismo islamico

La polizia tedesca ordina: non dite la verità sul terrorismo islamico

Il Corriere del Ticino, principale testata del gruppo che dirigo, ha pubblicato questa mattina un documento riservato del Bundeskriminalamt (BKA) la Polizia criminale tedesca. Si intitola «Come agire in presenza di attacchi terroristici” e contiene le linee guida sulle informazioni da trasmettere alla stampa in queste circostanze. L’intenzione è lodevole: evitare il diffondere di allarmismi, ma le conseguenze pratiche sono sorprendenti. E inquietanti.

La premessa dà già il tono:

“Nell’anno elettorale 2017 non ci sarà alcun attentato, almeno se si sarà in grado di evitarlo. Ciò significa che, non importa quanto siano sicuri dei fatti i funzionari in campo, davanti alla stampa e all’opinione pubblica, per cominciare, si deve negare sempre tuttoLo staff di consulenza del Governo ha bisogno di tempo per illustrare l’accaduto e per mettere insieme un racconto credibile agli occhi dell’opinione pubblica».

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