Anche l’Onu ammette che Israele aiuta terroristi in Siria

GIUDEI

Netanyahu in visita all’ospedale da campo sul Golan rassicura i feriti dei terroristi siriani

ONU Rivela Stretti Legami Tra Israele e le Organizzazioni Terroristiche in Siria

DI TG24SIRIA 14 SETTEMBRE 2014 COLLABORAZIONE JABHAT AL NUSRA OCCUPAZIONE ISRAELIANA ONU ORGANIZZAZIONI TERRORISTICHE SIRIA UNDOF

New York, SANA – Le Nazioni Unite ha sottolineato che ci sono forti legami e contatti tra le organizzazioni terroristiche in Siria e l’entità sionista.

Netanyahu in visita all’ospedale da campo sul Golan rassicura i feriti dei terroristi siriani

Le osservazioni delle Nazioni Unite sono avvenute nella relazione del suo Segretario generale sulle Forze di Disimpegno degli Osservatori delle Nazioni Unite (UNDOF) nel periodo dal 29 maggio al 3 Settembre 2014.

Il rapporto ha detto che i membri della cosiddetta “opposizione armata” hanno trasportato 47 dei suoi membri feriti attraverso “la linea di cessate il fuoco” al “esercito israeliano”, che a sua volta ha consegnato 43 dei feriti che erano stati trattati presso gli ospedali israeliani alle organizzazioni terroristiche dell’opposizione armata.

La relazione ha parlato dell’attacco delle organizzazioni terroristiche, tra cui Jabhat al-Nusra, contro le posizioni del personale UNDOF, su come hanno sequestrato un certo numero di loro veicoli e attrezzature e su come hanno usato l’uniforme delle Nazioni Unite.

La relazione ha aggiunto che il Comandante UNDOF era in costante e regolare contatto con l’esercito arabo siriano nella zona il quale ha fornito loro tutte le tipologie di sostegno per garantire l’evacuazione del personale UNDOF.

Il rapporto afferma ciò che la Siria ha sempre accennato circa gli stretti rapporti tra le organizzazioni terroristiche e le autorità dell’occupazione israeliane che mostra quanto l’occupazione israeliana coinvolta nella congiura ordita contro la Siria.

La collaborazione tra l’organizzazione terroristica di Jabhat al-Nusra, elencata dalle Nazioni Unite sulla lista delle organizzazioni terroristiche, e le autorità di occupazione israeliane dimostra che Israele sostiene un’organizzazione terroristica che richiede una risposta decisiva da parte della comunità internazionale.

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La Russia costruì la più potente bomba mai costruita: la Bomba ZAR

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Segnalazione di Federico Prati

 

di Nicola Facciolini

 

La più potente bomba mai costruita, 3.800 volte più distruttiva della nucleare di Hiroshima, fu’ sganciata il 30 ottobre 1961. L’onda d’urto fece il giro della Terra tre volte, lo shock termico colpì a 270 km dall’epicentro e lo shock sismico risultò misurabile al terzo giro.

 

«La deterrenza è l’arte di creare nell’animo dell’eventuale nemico il terrore di attaccare. Ed è proprio a causa dei congegni che determinano la decisione automatica irreversibile, escludendo ogni indebita interferenza umana, che l’ordigno “Fine del Mondo” è terrorizzante, eh, eh, eh, e di facile comprensione. E assolutamente credibile e convincente.» ( Dottor Stranamore )

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Gli stregoni della notizia

FOA

di Marcello Foa 

Fonte: Marcello Foa

Era il 1914 e il magnate John D. Rockefeller per porre fine a un lungo sciopero in una delle sue società, la Colorado Fuel & Iron Company, assoldò alcuni agenti della Guardia del Colorado, che assaltarono gli stabilimenti uccidendo venti persone, tra cui due donne e undici bambini bruciati vivi nelle tende a cui i miliziani avevano dato fuoco.
Costretta a difendersi dalle accuse dei media, la compagnia petrolifera ingaggiò Ivy Lee, un pubblicista, considerato, assieme a Edward Bernays, uno dei padri delle teorie “spin”.
Lee avviò una capillare opera di controinformazione. L’incendio? Fu appiccato inavvertitamente dalle donne e dai bambini, che nel trambusto rovesciarono una stufa a gasolio durante il tentativo di fuga. Grazie a Lee, Rockefeller riuscì a difendere per molte settimane la propria reputazione di fronte all’opinione pubblica. Un’operazione esemplare, ma tutt’altro che trasparente e certo non fondata su informazioni accurate: quella versione dei fatti risultò poi falsa.
Di queste e altre tecniche utilizzate dagli spin doctor ho parlato nel mio saggio ‘Gli stregoni della notizia’ , che resta un saggio molto attuale nonostante siano passati alcuni anni dalla prima edizione.

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Il Pentagono detta a Roma la nuova “lista della spesa”

 SERVI DI OBAMA

Segnalazione Arianna Editrice

di Salvo Ardizzone  Fonte: Il Faro sul Mondo

L’1 dicembre scorso il Segretario alla Difesa Usa, Ashton Carter, ha inviato una lettera riservata al Ministro della Difesa Roberta Pinotti; un appello pressante con una lunga serie di richieste per un maggior impegno dell’Italia al seguito delle iniziative di Washington.

Istruttori, consiglieri militari, Forze Speciali, raid aerei, attività di ricognizione e intelligence, armi, supporto logistico: è la lista della spesa intimata dal capo del Pentagono a Roma. Il motivo è che l’Amministrazione Usa vede i suoi progetti franare in Siria ed Iraq, ma non è disposta ad impegnarsi a fondo preferendo quello che Obama un impegno “leggero”, e chiede agli alleati/sudditi di farsene carico.

Il fatto che Roma abbia in sostanza risposto picche già in occasione della venuta di Carter a ottobre (quando visitò Sigonella, divenuta la più importante base Usa del Mediterraneo e non solo), e lo abbia fatto ancora a dicembre e fino ad ora, non si deve ad un’improvvisa voglia di riscatto dalla sudditanza verso Washington, quanto dal fatto che semplicemente non può.

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Nazionalizzare il denaro, l’unica rivoluzione per noi schiavi

NEURO SCHIAVI

Segnalazione Arianna Editrice

di Marco Della Luna 

Fonte: Marco Della Luna

Noi uomini siamo portati a pensare che sia possibile risolvere un problema, una crisi, un’ingiustizia, attraverso un’azione collettiva delle persone interessate e consapevoli. Se scopriamo quello che ci sembra essere la causa di un grave male che affligge la società (questa causa potrebbe essere il signoraggio o un certo uso delle onde elettromagnetiche o i vaccini o le registrazioni anagrafiche, tanto per fare qualche esempio), siamo portati a pensare che, diffondendo la consapevolezza di questa nostra scoperta fondamentale, susciteremo una reazione collettiva e coordinata dei nostri simili che potrà risolvere il problema dal basso, con un’azione di massa, magari rivoluzionaria. Solo che tale reazione collettiva e coordinata, nel mondo reale, non vuole partire: il grosso della popolazione non si interessa, se si interessa non capisce, se capisce presto dimentica, se non dimentica comunque non si coordina e non agisce. Questa è l’umanità reale, con i suoi reali comportamenti. Mi obietterete che però, di fatto, l’umanità è capace di fare rivoluzioni. Lo ha dimostrato. Avete ragione.

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Parigi. Atei, femministe e lesbiche: «L’utero in affitto è vendita di carne umana»

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Segnalazione Arianna Editrice

di Leone Grotti  Fonte: Tempi

Febbraio 3, 2016 Leone Grotti

Grande assise a Parigi per chiedere l’abolizione universale della maternità surrogata. «I bambini sono esseri umani, non possono essere venduti né regalati»

«Questa non è una battaglia di sinistra, è una battaglia universale». Il convegno per l’abolizione universale dell’utero in affitto si è appena concluso a Parigi e l’attivista Marie-Josephine Bonnet, in prima linea, commenta a caldo la buona riuscita dell’evento. Il riferimento alla sinistra non è casuale, visto che l’assise è stata organizzata non da cattolici ma da una filosofa femminista e socialista, Sylviane Agacinski, e ha visto la partecipazione di guru internazionali della sinistra atea, del mondo femminista e dell’associazionismo lesbico.

LA CARTA DA FIRMARE. Ieri sera sono intervenuti in una sala strapiena dell’Assemblea nazionale intellettuali e attivisti per affermare con forza che «non esiste un diritto al figlio» e che i bambini non si vendono né si regalano. Al termine del convegno è stata firmata dai partecipanti una Carta che, rifiutando «la mercificazione del corpo delle donne e dei bambini», si oppone «a tutte le forme di legalizzazione della maternità surrogata sul piano nazionale e internazionale» e ne chiede l’abolizione universale a partire dall’Europa. La Carta può essere firmata online da tutti.

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La storia dimenticata: il riscatto dei cristiani schiavi dell¹Islam

Segnalazione del Centro Studi Federici

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Le Compagnie del riscatto

Una pagina dimenticata del rapporto tra Europa e mondo musulmano

Tutta l’area mediterranea, dal primo Cinquecento sino agli albori del XIX secolo, fu segnata in maniera più o meno marcata dalle imprese predatorie dei corsari barbareschi che ebbero le loro principali basi operative nelle reggenze di Tripoli, Tunisi e Algeri, entità semistatuali formalmente dipendenti dall’Impero Ottomano.

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Monti, Letta, Draghi: maneggioni attaccano il “fumista”

DRAGHI LETTA

di Maurizio Blondet 

Qualche giorno fa il Senato, Commissione Esteri, non ha voluto privarsi della sapienza di Mario Monti: benché sia senatore (a vita per merito massonico Napolitano) gli ha chiesto di ascoltarlo in una audizione ufficiale: ostentatamente dunque. L’altissimo pensatore s’è chinato sui destini d’Europa, dicendo che è vicina alla guerra. “I paesi europei sono “storicamente e sanguinariamente litigiosi, dunque esiste il rischio che una eventuale disintegrazione in Ue li riporti “a farsi la guerra”. Ha accusato la “ventata di nazionalismi, che sembrano avere come target comune una ripresa di potere nei confronti dell’Ue, una volta che avessero conseguito questo loro obiettivo, probabilmente si scaglierebbero gli uni contro gli altri”.

Sono le idee di Monnet di 70 anni fa’, ripetute pari pari: il pensatore Monti non ha mai avuto bisogno di pensare per salire in carriera (anzi in quell’ambiente è altamente malvisto). Ha criticato a fondo Renzi per il suo “braccio di ferro” con la UE: “Fra qualche mese si saprà se il governo italiano avrà vinto o perso questa epica battaglia” sulla flessibilità, che “secondo me è un falso obiettivo”. Sono esattamente i pensieri ricevuti da: Schauble, Weber (il presidente dei deputati europei PPE), Merkel. E Draghi.

Monti parla ancora?

Ho un amico estremista che s’è stupito che il Senato abbia rispettosamente chiesto il parere di una personalità che, secondo lui, per come aveva ridotto l’economia del Paese in obbedienza alla UE, andava invece appesa a piazzale Loreto, a testa in giù. Sono idee da cui mi dissocio. E non mi stupisco: non so se avete notato, in questi giorni (mentre il parlamento si occupa di adozioni gay) sono stati mobilitati tutti quelli su cui Bruxelles può contare in Italia: a dire e ripetere che Renzi nel “braccio di ferro con la UE” perderà, che esagera, che non è il momento di chiedere flessibilità. I Paolo Mieli, gli Stefano Folli, altri giornalisti col grembiule nell’armadio, gli Enrico Letta sono lì a scrivere articoli. Anzi, il Corriere assevera nella UE c’è “un fronte anti-Italia”, che Renzi deve cedere perché è debole.

Ora, io capisco che Renzi suscita urti di vomito in molti. Pensate solo a quelli con cui “L’Europa” lo vuol rimpiazzare: Mario Monti, Enrico Letta, servi di lunga data e di verificato pedigree (l’asse Napolitano-Amendola- Amato –Andreatta) e assolutamente fidati, autori di tutti i disastri monetari di cui soffriamo in esecuzione ad ordini sovrannazionali.

Giusto per non dimenticare, son quelli che dopo il colpo di Stato euro-Draghi, sostenuto da Napolitano-Bersani, circondati da fama di competenti tecnocrati super partes espertissimi economisti (mica come Tremonti), avevano identificato la vera palla al piede dell’economia italiana nei: a) pompisti di benzina e b) taxisti: gli uni e gli altri si stavano sottraendo al “mercato” e godevano di scandalosi privilegi.

Ai competentissimi economisti super partes erano sfuggiti le migliaia di appartamenti che il Comune di Roma, con “disavanzo strutturale” (ossia ineliminabile) di 1,2 miliardi regolarmente coperto dallo Stato (capirai, è Roma Capitale!) affitta a dieci euro al mese, ed anche meno – perdendoci a rotta di collo. Non gli era sembrata interessante una “riforma” di quella associazione a delinquere chiamata Amministrazione di Roma, ove succede che io e voi, come contribuenti, paghiamo, ripianando il disavanzo strutturale della sullodata associazione a delinquere, l’affitto di ricchi amici degli amici nella capitale, di cui non abbiamo nemmeno il diritto di sapere i nomi. Ancor meno li aveva colti il sospetto che la palla al piede dell’economia fosse – vedi mai – la casta di parassiti pubblici con stipendi da 240 mila euro e più.

Sapete (o forse no, i media sono pieni del diritto dei finocchi alle adozioni) che un recente rapporto della Guardia di Finanza alla Corte dei Conti, “negli ultimi sei mesi del 2015 il danno provocato alle casse dello Stato dai funzionari pubblici infedeli è stato di 3 miliardi e 57 milioni di euro, contro i 2 miliardi 672 milioni di tutto il 2014”.

Ecco il vero problema italiano

Ora, si tratta di soli sei mesi, e di soli 7 mila dipendenti pubblici la cui infedeltà è saltata all’occhio, tanto da suscitare i sospetti delle Fiamme Gialle. Solo 7 mila dipendenti hanno provocato danni allo Stato per quasi 4 miliardi. In sei mesi. Moltiplicate per i milioni di dipendenti pubblici incontrollati, e persino voi che non siete competentissimi tecnocrati che lì è il settore (il truogolo, il porcaio) da cui si possono “recuperare” diciamo 50, diciamo 100 miliardi annui allo Stato,   cifre enorme con cui davvero cominciare a rientrare dal debito pubblico (“Ce lo chiede l’Europa”) senza aumentare la torchia fiscale; con l’effetto collaterale per sé auspicabile di cacciare qualche mezzo milione di dipendenti pubblici con condanne penali, e la liquidazione sequestrata per compensare i danni che hanno inflitto. Quelli poi, Letta, Monti, non sono stati eletti, quindi non dovevano temere l’impopolarità eventuale di “riforme disciplinanti” di questo problema, il parassitismo pubblico che rende inefficiente il sistema.

Non l’hanno fatto. Non lo sta facendo nemmeno Renzi, ma almeno non si fa’ passare per esperto economista, ma per venditore di fumo incaricato di ravvivare un po’ di entusiasmo in un popolo schiacciato, mantenendolo nell’euro.

E’ solo per dire questo: non sono economisti da ascoltare in audizioni al Senato. Né gli è dovuto il rispetto che gli tributano i media, come a venerati maestri.

Il rispettatissimo Enrico Letta, palese “riserva della repubblica” (i grembiuli gli hanno trovato un parcheggio dorato alla Sorbona) è quello che nel dicembre 2013, capo del governo, twittava esultante: “Finita ora sessione Consiglio Europeo.Approvata Banking Union. Per tutelare risparmiatori ed evitare nuove crisi. Buon passo verso Ue più unita”.

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Ma non vi vergognate?

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Segnalazione Arianna Editrice

di Marcello Veneziani

“Ma non vi vergognate, papesse bianche e nere, intellettuali e intellettualesse femministe e progressiste, rodati garanti del diritto di avere diritti, sinistre dolci e piccanti, del traffico indecente di donne povere, sfruttate e usate nei loro corpi per figliare conto terzi? La chiamano maternità surrogata, ma è la tratta delle schiave e insieme la fabbrica dei toy-children, i bambini-giocattolo; però non suscita i cori indignati. Non è pure quella violenza alle donne, sfruttamento come la prostituzione, mercificazione dei corpi e dei loro organi? Non è un abuso sui minori strappare un bambino a sua madre e privarlo di un genitore?  Da noi la pratica non è ancora autorizzata ma lo sarà presto, si sente già il tam tam della tribù degli abortigeni; intanto vanno a fare shopping all’estero. I vip come Elton John sono d’esempio coi loro figli per corrispondenza. Tempo fa Livia Turco ebbe il coraggio di definirlo «un postalmarket abominevole», ora invece la sinistra plaude perché i committenti non sono coppie etero ma soprattutto arcobaleno. E se usassimo la parola vergogna più a proposito?

Fonte: Marcello Veneziani

Perché l’economia aspira a dissolvere la famiglia

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Segnalazione di Arianna Editrice

di Diego Fusaro 

È difficile che il messaggio passi. La coscienza è capillarmente controllata dall’industria dei consensi, il cui unico scopo è rinsaldare l’ordine dominante. E, non di meno, occorre insistere. L’insistenza, diceva Adorno, dovrebbe essere la cifra della filosofia.

E allora “insistiamo”: insistiamo nel dire che l’oggi in atto processo di disgregazione della famiglia nulla ha di “emancipativo”, a meno che questo aggettivo non sia riferito all’economia di mercato capitalistica; la quale aspira a liberarsi dalla famiglia per poter dominare ancora più massicciamente le nostre vite.

Se la famiglia comporta, per sua natura, la stabilità affettiva e sentimentale, biologica e lavorativa, essendo hegelianamente fondamento dell’“eticità”, la sua distruzione risulta pienamente coerente con il processo oggi in atto di precarizzazione delle esistenze condotto spietatamente dall’ordine neoliberistico. Non è difficile da capire.

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