Su Trump d’Arabia, letture contrastanti. Forse troppo.

La cosa strana (interessante) e’ che Trump sta facendo un viaggio di “grande successo” ma il deep state (se cosi’ vogliamo chiamarlo) non allenta gli attacchi, anzi”, mi fa notare l’amico americano.

E’ infatti uno dei misteri ingloriosi di queste settimane. Donald ha indicato come nemico assoluto l’Iran, con gran soddisfazione della nota lobby; ha spacciato centinaia di miliardi di armamenti ala monarchia wahabita,  con sicura gioia dell’apparato militare-industriale; ha giurato e rigiurato eterna amicizia a Sion, con frasi da far arrossire un neocon: ““La mia amministrazione starà sempre con Israele. Questa è la mia promessa a voi. I leader dell’Iran chiedono la distruzione di Israele ma non succederà con Donald Trump, l’Iran non avrà armi nucleari. Hamas ed Hezbollah lanciano missili contro obiettivi civili in Israele”.

Eppure lo attaccano.

L’editoriale non firmato del New York Times giunge a rimproverargli – inaudito – di essere stato insensibile “al fatto che il wahabismo,  il fondamentalismo sunnita da cui la famiglia reale saudita trae la sua legittimità, ha ispirato l’ISIS e gli altri gruppi terroristi”.

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Un attentato emotivo, mediatico e politico. Che spiana la strada a una nuova pax mediorientale

Risultati immagini per attentato manchesterAzzardo ipotesi a caldo riguardo l’attentato di Manchester, dove -nel momento in cui sto scrivendo – hanno perso la vita 22 persone, mentre altre 59 sono rimaste ferite. Si parla di un kamikaze, come a Parigi nel 2015 ma un qualcuno che, se fosse confermata l’ipotesi, ha atteso il momento del deflusso dall’arena a fine concerto per farsi esplodere, in un’area esterna vicino alla biglietteria, quindi per ottenere il massimo effetto, senza correre il rischio di dover eludere i controlli di sicurezza per poter entrare nella struttura. Insomma, morti per la deflagrazione più effetto calca della gente che scappa. Allo Stade de France, come dissero gli inquirenti, di fatto i kamikaze si suicidarono, facendosi esplodere all’esterno della struttura ma quando la partita era in corso: uno, addirittura, andò a farsi brillare in un vialetto senza uscita.

Restano due cose strane: il fatto che sia circolata in tempi brevissimi la notizia che fosse stato identificato l’attentatore (se fosse stato davvero un kamikaze, ci sarebbe voluto più tempo e una gran fortuna), smentita solo in parte poco fa dal capo della polizia di Manchester, Ian Hopkins, (il quale ha detto che non poteva confermare né se l’identità fosse stata scoperta, né se si trattasse di un cittadino britannico) e quello che a parlare per primi di attentatore suicida siano stati funzionari USA, come riportato da SkyNews britannica. Come mai questa certezza dall’altra parte dell’Oceano?

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America: un ‘faro di civiltà’. Spento

E’ la prima volta nella storia, ormai nemmeno più così breve, degli Stati Uniti che un Presidente regolarmente eletto non viene accettato a priori da tutti gli americani. Trump lo ha detto: “Nessun politico nella storia, e lo affermo con grande sicurezza, è stato trattato peggio di me”. Nei casi precedenti di impeachment o di possibile impeachment ciò era avvenuto, dopo anni, per azioni ritenute scorrette da parte del Presidente. Richard Nixon, che peraltro diede le dimissioni prima che fosse nemmeno iniziata una procedura di impeachment, e che, a mio avviso, lo dico di passata, è stato il miglior presidente del dopoguerra (aprì alla Cina con decenni di anticipo, mise fine all’ipocrisia del Gold Enchanted Standard, non aveva, a differenza del celebratissimo Kennedy, rapporti con la mafia né c’erano ombre sul suo passato) fu impallinato da un’inchiesta giornalistica, il famoso ‘caso Watergate’ che rivelò che aveva spiato illegalmente gli avversari del partito democratico. Nixon diede le dimissioni, senza nemmeno provare a difendersi, con la motivazione che gli interessi dell’America dovevano prevalere, senza se e senza ma, sui suoi.

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Contro le bombe, i coniglietti (transgender ovviamente!)

pray-for-manchester-attentato-terrorismoSegnalazione di Federico Prati
Trump va in Arabia Saudita a rinsaldare l’alleanza con chi manovra il terrorismo pseudo-islamico.
Gli U$A bombardano la Siria, avamposto contro il nemico Daesh.
Nessun paese del mondo sa come debellare la piaga del terrorismo.
E l’Occidente risponde con le orecchiette da coniglio.

http://www.azionetradizionale.com/2017/05/23/le-bombe-coniglietti/

Strage di teenager a Manchester, stavolta ha vinto il terrore

Una bomba di chiodi che uccide 19 ragazzini a un concerto alza il livello dello scontro: perché è dura resistere all’odio, quando ci va di mezzo l’innocenza di ragazzini e ragazzine. Perché è dura evitare che la paura del diverso s’impossessi di loro. Forse hanno trovato il nostro punto debole

Il “nomos” della tecnica, il tramonto della politica.

Il tema dell’avanzata inarrestabile della tecnica appassiona molti. Tra loro, filosofi di grande cultura, come Umberto Galimberti, con il suo denso Psiche e Techne. Da ultimo è sceso in campo il grande vecchio della filosofia italiana, Emanuele Severino. All’alba dei suoi 88 anni, il pensatore bresciano ha pubblicato “Il tramonto della politica”, dal pretenzioso sottotitolo (ma al grande esperto di Parmenide si può concedere) Considerazioni sul futuro del mondo.

Nessun dubbio sull’importanza decisiva di tematizzare il rapporto tra tecnica e politica; ciò che colpisce è la tesi centrale di Severino, ovvero che “la politica tramonta perché, quando non si rassegna alla propria dipendenza dal capitalismo, si illude di poter guidare il capitalismo, ossia ciò che è destinato al tramonto.”

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Charlie Hebdo: sarà tolto il “sécret-défense” su chi fornì le armi?

In attesa di sapere il mandante del  mega-attentato di Manchester: se ci diranno che è stato  Assad, o il terrorismo “iraniano”, sarà in continuità narrativa con la linea dettata da Trump  a Ryad. Intanto però – giusto per ricordare che i  mandanti degli attentati islamici non sono mai tanto chiari –    proprio in questi giorni in Francia rigurgita il “segreto militare” (sécret défense) che il ministro dell’Interno di  Hollande oppose per impedire indagini sulla fornitura delle armi ai fratelli Kouachi (ritenuti i massacratori che Charlie Hebdo) e di Coulibaly (il negretto che si asserraglio dentro l’Hyper-Casher  di Parigi).

Proprio in quel negozio ebraico, a cose fatte ed ammazzato in diretta eurovisione  il “terrorista Coulibaly”  il 9 gennaio 2015,  furono trovate  quattro pistole  Tokarev e un fucile d’assalto. Come se l’era procurate  il terrorista islamico improvvisamente radicalizzato? Da una ditta di Charleroy che fa questo strano mestiere: compra partite di armi “demilitarizzate” in Slovacchia o paesi simili, attraverso vari giri e intermediari.  La ditta appartiene alla compagna di un personaggio di nome Claude Hermant.  Prosegui la lettura »

I muri dell’infamia vi appartengono

I pappagalli mediatici e politici ripetono ogni giorno che bisogna abbattere i Muri, per aprire le porte agli immigrati, ai gay, ai trans, ai tossici, ai delinquenti da redimere e reinserire.

A volte marciano contro i muri, come è successo sabato a Milano, più spesso ci marciano, ma il muro è diventata la parola chiave per murare la destra, per discriminare i movimenti e le persone che si ispirano alla tradizione, alla sovranità nazionale, ai principi conservatori, o semplicemente alla civiltà, alla cultura e alla natura dei popoli e delle persone.

Mai razzismo più becero è sorto nel nome dell’antirazzismo. La controprova empirica è stata il previsto e confermato silenzio assoluto sulla marcia per la vita di Roma, in favore delle nascite e della famiglia, e invece l’enfasi assoluta per la marcia contro i muri di Milano, la grillata francescana di Assisi e perfino la nascita di un Partito Animalista Berlusconiano che abbatte un altro muro, quello che differenzia gli uomini dagli animali.

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Fare soldi. I segreti del Codice Appalti

di Antonio Amorosi su La Verità del 29/4/2017

Doveva essere una rivoluzione portata dal Pd, dal duo Graziano Delrio-Matteo Renzi. E lo è. Ecco il Nuovo Codice degli appalti, i quasi 220 articoli più commi, sovra e sottocommi che raccoglie contratti e appalti pubblici in Italia. Prima è arrivato lo schiaffo a Raffaele Cantone, ridimensionando i poteri dell’Anac, l’Anticorruzione, che doveva intervenire per macroscopiche irregolarità senza aspettare le lungaggini della giustizia e adesso non può più farlo, poi i ritardi nella firma del presidente Mattarella, e infine la versione corretta. Il Codice dopo 966 emendamenti parlamentari più quelli degli ordini professionali, degli enti giurisprudenziali e pubblici coinvolti, dovrebbe andare in Gazzetta ufficiale a ore, se non ci sono altre integrazioni del governo all’ultimo minuto. Ecco i nodi più spinosi.

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Il Russiagate è una bufala (ma Trump si sta fregando da solo)

Il Russiagate è una bufala (ma Trump si sta fregando da solo)

Ma davvero ci credete? Davvero pensate che ciò che sta avvenendo negli Usa dall’elezione di Donald Trump in avanti, sia una difesa della democrazia? Che si parli di impeachment per salvare la superpotenza da un complotto ordito da Vladimir Putin (e passi) e dal gruppo dei più scombiccherati congiurati che si possano immaginare? Pensavo che le riflessioni di Francesco Cancellato su Linkiesta degli scorsi giorni avrebbero detto qualcosa anche ai più accaniti anti-trumpiani. E mi sarei aspettato, con tutto quel pò pò di università e centri studi, che saltasse fuori qualcuno ad avvertire dei danni che questa lotta per bande può arrecare al sistema istituzionale americano e al ruolo che gli Usa rivestono nel mondo. Ma pare di no, visto che si continua a parlare di impeachment e di Russiagate. Il che spinge anche a chiedersi: ma che se ne fanno, gli americani, di tutte quelle università e quei centri studi?

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