Archivio per la categoria BERGOGLIADI

Bergoglio approva il preservativo? Il settimo ‘dubia’

chebergoglio_di Maurizio Blondet

Sempre  più frequenti gli atti che dimostrano come Bergoglio stenti a capire la differenza tra un Sommo Pontefice e un dittatore sudamericano:  pretende potere assoluto,  rozzamente,    in  spregio a qualunque regola, norma, legge e  in  spregio alle persone che umilia. Dittatore sul tipo di  Calles e di Allende (entrambi massoni  comunistoidi) più  che di Peròn, che al suo confronto era un gentiluomo rispettoso delle leggi e degli uomini.

Schiaccia  l’Ordine di Malta

Dal suo giornale ufficioso, Repubblica:

Alta tensione in Vaticano,  richiamo all’Ordine  di Malta: “Obbedisca al Papa” – “

Come avevo illustrato in un precedente articolo, la  scandalosa vicenda ha come movente l’odio del Caudillo per il cardinal Burke, che lui ha creduto di umiliare   destituendolo dallo status di ministro vaticano a  cappellano dell’Ordine di Malta. Dopo che Burke aveva reso pubblici i “dubia” suoi e di altri cardinali sulla pseudo-enciclica Amoris Laetitia riguardante (a farla  breve) l’Eurcarestia ai divorziati   conviventi,  El Papa non aspettava che un’occasione per vendicarsi. Prosegui la lettura »

Iniziati i prodigi del Falso Profeta?

otelmaSegnalazione di Federico Prati

7 gennaio 2017
Sembra che le sorprese su questo Papa (cfr. all’etichetta “Bergoglio”) siano destinate a protrarsi, visto che ad ogni piè sospinto fa sobbalzare chiunque abbia una benché minima conoscenza cristica e dottrinale.

Disse infatti Gesù: “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete” (Mt. 7, 15-16).

Ed anche: “Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti” (Mt. 24, 24).

E Giovanni nell’Apocalisse: “Poi vidi un’altra bestia, che saliva dalla terra, e aveva due corna simili a quelle di un agnello, ma parlava come un dragone…” “Ed operava grandi prodigi sino a far scendere fuoco dal cielo sulla terra in presenza degli uomini.” (Ap. 13, 11-13).

Così, come risulta dalle Scritture, una delle prerogative più accattivanti del Falso Profeta è quella di compiere prodigi con l’aiuto di Satana. Prosegui la lettura »

Muller gela Burke: “Nessuna correzione a Bergoglio”

STANZE VATICANE (OCCUPATE)

Anche se Burke accenna ad una timida replica, rimarcando i suoi dubia, viene gelato dal Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Caro Burke, o stai col Concilio e stai con la Chiesa. Tertium non datur! (N.d.r.)


“Una correzione fraterna al Papa mi sembra molto lontana, in questo momento non è possibile perché non c’è alcun pericolo per la fede”.

Lo ha detto alla trasmissione “Stanze Vaticane” di Tgcom24il Card. Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione della Dottrina della fede, in merito ai “dubia” sollevati da 4 cardinali (Burke, Meisner, Brandmüller e Caffarra) su alcuni paragrafi dell’esortazione apostolica “Amoris Laetitia” sull’accesso ai sacramenti per i divorziati risposati e sulla possibilità di fare una “correzione” a Papa Francesco.

“Ognuno”, ha detto il porporato tedesco, “soprattutto i cardinali della Chiesa Romana, hanno il diritto di scrivere una lettera al Papa. Mi sono stupito perché questa però è diventata pubblica, costringendo quasi il Papa a dire sì o no. Questo non mi piace. Anche una possibile correzione fraterna del Papa”, ha continuato, “mi sembra molto lontana, non è possibile in questo momento perché non si tratta di un pericolo per la fede come San Tommaso ha detto”.

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La “rivoluzione” di Bergoglio: Ignoranza Dispotica – e anche contagiosa

callesdi Maurizio Blondet

La storiaccia  è  ridicola e allarmante insieme.   Ma devo ricapitolare le puntate precedenti per i non addetti ai lavori. Appena diventa papa, Bergoglio  epura  parecchi cardinali, come se avesse una lista preparata dei “nemici”  da eliminare. Fra  questi spicca  Raymond Burke,   che oltretutto non è dalla sua parte nel sinodo sulla famiglie che apre alla Comunione ai divorziati: lo toglie dalla Segnatura Apostolica, di cui era prefetto,   a fare il “patrono” dell’Ordine di Malta. Insomma da ministro vaticano (“posto di potere”, secondo lui) ,  lo rimuove ad un compito  di cappellano,  (che lui crede) più basso, ornamentale, togliendogli (lui pensa) la sola cosa che Bergoglio capisce: il potere. In più offendendolo platealmente, perché non è mai accaduto in Vaticano che qualcuno sia “rimosso” senza essere “promosso”, ossia chiamato ad una carica più alta, almeno sulla carta.

Ma l’autorevolezza non va confusa col “potere”. Accade che Burke firmi, insieme ad altri tre cardinali a riposo (o esonerati)   la lettera in cui chiede a “Francesco” di “fare chiarezza” su alcuni punti della sua semi- o pseudo-enciclica Amoris Laetitia;  esprime dei dubbi (dubia), a cui Bergoglio non vuole e non sa rispondere; dopo alcuni mesi  senza risposta, i quattro cardinali   rendono  pubblica la loro lettera. El Papa contava di mantenere la cosa occulta.    Immediatamente il dissenso si allarga, nasce una disputa, e infine uno scandalo:  gli yes men di El Papa proclamano che ai  cardinali insofferenti va totale  la berretta cardinalizia. Burke, in un’intervista, ventila la possibilità di una “correzione formale”  di El Papa  e delle sue asserzioni errate.

Rovente di rabbia, “Francesco” cerca un pretesto per sbatter fuori Burke anche dall’incarico di cappellano dei Cavalieri.   Coglie al volo l’occasione di una  grave lacerazione interna all’Ordine: il Gran Maestro Matthew Festing aveva chiesto di dimettersi  al  Gran Cancelliere dell’Ordine di Malta Albrecht Freiherr von Boeselager, sembra dopo la scoperta che, quest’ultimo  aveva fatto distribuire in Africa preservativi e anticoncezionali; questi si rifiuta, vantando la sua posizione di cattolico “aperto”,  come Francesco.  Al Gran Maestro non resta che destituirlo.   La destituzione avviene alla presenza di Burke, ovviamente. Prosegui la lettura »

Bergoglio “riabilita” anche Giuda

Risultati immagini per Giudadi Federico Prati

Di Giuda Iscariota, il Salvatore stesso disse:

Filius quidem hominis vadit, sicut scriptum est de illo; vae autem homini illi, per quem Filius hominis traditur: bonum erat ei si natus non fuisset homo ille. (Mt XXVI, 24)

Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato! 

Il Vangelo ci indica Giuda anche come ladro:
Dixit autem hoc non quia de egenis pertinebat ad eum, sed quia fur erat et, loculos habens, ea quae mittebantur portabat. (Gv, XII, 6)

Questo egli disse non perché gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.

E Nostro Signore dice: Prosegui la lettura »

Vaticano, il convegno anti-proibizionista con l’ok di Bergoglio

Droga in Vaticano, l'ultimo scandalo: ecco cosa c'entra Papa Francesco
ORA SI COMPRENDONO MEGLIO LA GRANDE AMICIZIA CON PANNELLA E LE PAROLE DI ELOGIO PER EMMA BONINO (N.D.R.)

Il Vaticano di Papa Francesco si avvia verso una svolta antiproibizionista. Durante un convegno promosso dalla Pontificia Accademia delle Scienze, sul tema Narcotici: problemi e soluzioni di questa piaga mondiale per la prima volta si è parlato dei tossicodipendenti intesi come “vittime” e non come peccatori e di “legalizzazione delle droghe leggere”. 

Il Papa, riporta il Tempo, ha detto “ciò che i governi dovrebbero fare è individuare come controllare i circuiti e le forme di corruzione e riciclaggio di denaro”. Nello stesso documento ufficiale che introduce il convegno si parla letteralmente di “trovare un consenso per le strategie più efficaci per governare l’uso delle sostanze e le dipendenze”. Si è parlato ufficialmente di “legalizzazione delle droghe leggere” e la protagonista è stata l’autorità giudiziaria del Portogallo che ne ha messo in luce i risultati assai positivi.

Insomma, considerate le ultime uscite di Bergoglio su aborto, gay, divorzio e tenuto conto del fatto che in Sud America sono in molti, anche tra i gesuiti, a premere verso la legalizzazione (non solo della cannabis ma anche della cocaina), il Papa potrebbe presto annunciare la svolta antiproibizionista sull’uso delle droghe.

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/12031316/papa-francesco-e-la-droga–svolta-antiproibizionista-.html#.WD2rWqun4Bg.facebook

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L’amico protestante di Bergoglio nella cabina di regia de “L’Osservatore Romano”

di Sandro Magister

Figueroa

Da qualche tempo c’è una firma che compare con sempre più evidenza su “L’Osservatore Romano”, anche in prima pagina e anche nelle colonne degli editoriali.

È quella di Marcelo Figueroa, che da settembre dirige la nuova edizione settimanale de “L’Osservatore Romano” creata espressamente per i lettori dell’Argentina.

Figueroa è lui stesso argentino. E non è cattolico ma protestante, pastore della Chiesa presbiteriana e direttore per venticinque anni della Società biblica argentina.

Soprattutto, però, è amico di lunga data di Jorge Mario Bergoglio, che l’ha voluto vicino a sé anche nel recente suo viaggio a Lund, per la celebrazione dei cinquecento anni della Riforma luterana.

Ed è proprio questa sua stretta amicizia col papa che spiega l’inaudito ingresso di un protestante nella cabina di regia del giornale ufficiale della Santa Sede.

In Argentina, fu Figueroa a far sedere allo stesso tavolo, con lui in mezzo, l’allora arcivescovo di Buenos Aires e il rabbino ebreo Abraham Skorka, per una serie di colloqui trasmessi da Canal 21, la TV dell’arcidiocesi, e poi trascritti in un libro edito in italiano dalla Libreria Editrice Vaticana col titolo: “Conversazioni sulla Bibbia“.

Quel ciclo d’incontri fu interrotto alla trentaduesima puntata dall’elezione di Bergoglio a papa. La trentatreesima, rimasta inattuata, avrebbe avuto per argomento la parola “amicizia”, come ha raccontato poi Figueroa su “L’Osservatore Romano”. Prosegui la lettura »

La voce shock su Bergoglio: “Si dimette tra un mese, quando compirà 80 anni”

LA PAROLA AI SEDEPLENISTI CHE ATTACCANO IL “PAPA”

„Antonio Socci dalle pagine di Libero attacca in maniera pesante il pontificato di Papa Francesco e poi rivela: “C’è chi ipotizza dimissioni allo scoccare degli 80 anni (fra un mese)”“

Antonio Socci dalle pagine di Libero attacca in maniera decisa, circostanziata e pesante il pontificato di Papa Francesco.

“Negli ambienti cattolici c’è ormai la sensazione che questo pontificato sia finito in un vicolo cieco, venuto meno oltretutto il contesto politico in cui è nato (la presidenza Obama/Clinton)” scrive Socci.

Il Giubileo non è stato un successo, aggiunge:  “Il «Giubileo di Francesco» è stato un flop e non solo per gli albergatori romani. Il popolo cristiano lo ha disertato o non lo ha vissuto con convinzione”.

Le critiche continuano: “Il fallimento più grosso di papa Bergoglio è quello politico, visto che proprio tre temi politici ultraprogressisti caratterizzano il suo pontificato: spalancare le porte a emigrazioni di massa, l’ ecocatastrofismo e le aperture acritiche all’ Islam”.

Soprattutto la vittoria di Donald Trump nelle presidenziali americane che rappresenta per lui una disfatta. Anzitutto perché Trump ha una linea opposta alla sua (e a quella di Obama) su emigrazione, ecocatastrofismo e Islam. In secondo luogo perché Bergoglio, durante il suo viaggio in America, aveva esplicitamente attaccato Trump con un duro anatema «ad personam» del tutto irrituale e invasivo.

Poi Socci “sgancia la bomba”:

Altri ipotizzano dimissioni allo scoccare degli 80 anni (fra un mese).

Potrebbe interessarti: http://www.today.it/rassegna/papa-francesco-dimissioni-80-anni.html

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Col “perdono all’aborto”, El Papa autorizza la persecuzione dei medici obiettori

di Maurizio Blondet

“Aborto, il perdono del Papa”, titola il Corriere. Ma che dico? Tutte le prime pagine dei giornali, tutte le aperture dei radio-giornali e delle tv sono per lui ed esultano con lui a grandi strilli: El Papa che ha depenalizzato l’aborto.  Perché così l’hanno voluta intendere i media. “Il via libera all’aborto facile: tanto poi basta una bella confessione e tutto è a posto”.   Lo ha tolto dai “valori non negoziabili”.  Adesso,  è negoziabile.

Ora, vi dico subito quale sarà l’effetto di questo ennesimo atto di infinita miserikordia, malvagia e furbissima, di El Bergoglio: la persecuzione dei medici obiettori.   Corre  già da mesi sui media una campagna strisciante  contro  di loro. Una  campagna che si è valsa di falsità  mediatiche evidenti, come quando a ottobre i giornali e tv strillarono che una donna era morta a Catania perché il medico si era rifiutato  di estrarle il feto  perché obiettore: “Finchè è vivo non faccio niente”, avrebbe detto ….Solo che l’indagine ha mostrato la completa infondatezza di questa  circostanza. Pura invenzione di un gruppuscolo abortista e radicale locale.

Pura  propaganda di regime. Del regime di totalitarismo della dissoluzione in cui viviamo, e  che ha fretta di disconoscere il diritto delle coscienze che si rifiutano di uccidere: come? L’aborto è legale, e loro disobbediscono a una “legge  dello Stato” rifiutandosi di praticarlo.  Già insinuano apertamente: non  obiettano per motivi morali, ma “per fare carriera”, per qualche motivo abietto, che “lo Stato” dovrà pur scoprire e smascherare – frugando in quelle coscienze,  per vedere cosa nascondono. La coscienza non è più inviolabile e insindacabile.

Da oggi, il totalitarismo avrà un’arma decisiva contro questi medici: Ma come osate? In nome di  quale “morale” volete sottrarvi al dovere verso lo Stato? Il Papa ha sdoganato l’aborto, lo ha “spostato nello scaffale più basso”, e voi invece  vi intestardite? Lui ha miserikordia e voi no! Non sarete mica tradizionalisti, conservatori! Trumpiani, magari!  Lasciatevi frugare nella coscienza. Obbedite alla legge dello Stato, altrimenti – licenziati dal servizio sanitario nazionale.  Niente più stipendio.

Naturalmente, è umano, molti cederanno. Non ci sarà che un piccolo  gruppo che non potrà più “né vendere né comprare”   perché non ha il marchio della Bestia. Non facciano conto sulla miserikordia di El Papa: non l’ha usata per gli ottocento Francescani dell’Immacolata, non l’ha usata per padre Manelli – a proposito: persino la giustizia civile lo ha assolto dalle calunnie che gli hanno sparato addosso gli ecclesiastici avversari, come mai non viene reintegrato nei suoi diritti divini e sacerdotali? – non ha alcuna misericordia coi preti che i suoi vescovi progressisti disincardinano e lasciano privi di ogni sussistenza. Questa è la misericordia  di El Papa.

Padre Mnelli. I media l'hanno trattato così. Invece lodano El Papa.
Padre Manelli assolto. I media l’hanno trattato così. Invece lodano El Papa.

Peraltro, a spese di queste anime mediche,  Bergoglio ha attuato una mossa astuta, da quel consumato demagogo  sovversivo che è, volto a rafforzare il suo potere rivoluzionario: i media sono tutti con lui   contro i “conservatori”, contro “i legalisti che pongono condizioni alla misericordia” – in chiaro, nella guerra che scatena contro i quattro cardinali che gli hanno chiesto di chiarire i passi dubbi della  sua pseudo-enciclica Amoris Laetitia, con un sì o un no, e non avendo avuto risposta, hanno reso pubblico il loro dissenso.  Con un certo coraggio, dal momento che El Papa è vendicativo, ed usa i poteri che ha dentro al Chiesa gerarchica come un dittatore staliniano: “senza alcun limite legale”.  Come quei dittatori , pensa che siccome il diritto  “mette limiti alla misericordia”, ha abolito il diritto nella Chiesa: chi è perseguitato non ha più una istanza cui appellarsi per avere giustizia, per provare la sua innocenza.

Per la Scaraffia,  con questo degradazione dell’aborto  da gravissimo peccato ad infrazione, “la chiesa smette di essere una agenzia   dispensatrice di norme e diventa una madre che accoglie i peccatori reduci da tante sofferenze”.

Come se la Chiesa dei duemila anni precedenti non avesse mai accolto i peccatori. La Chiesa dispensatrice di norme ha convertito miliardi di esseri umani al Cristo, ha generato decine di milioni di anime sante. La Chiesa “tutta misericordia” di Bergoglio  toglie diritti, si allea al totalitarismo per perseguitare i medici  che hanno una coscienza.  Confermando la sua riduzione a strumento dello stato totalitario globale in fieri.

Fonte: http://www.maurizioblondet.it/col-perdono-allaborto-el-papa-autorizza-la-persecuzione-dei-medici-obiettori/ Prosegui la lettura »

Bergoglio e i “preti” sposati

ponte_di_nonaSegnalazione del Centro Studi Federici

La misericordia della Chiesa si manifesta soprattutto quando un cristiano è in punto di morte: allora – ad esempio – tutti gli impedimenti che il diritto ecclesiastico pone alla validità di un matrimonio possono essere dispensati dal vescovo, dal parroco, persino da un semplice sacerdote (cf canoni 1043-1044 del codice voluto da san Pio X e promulgato da Benedetto XV). Solo due impedimenti non possono essere dispensati, neppure in quel momento, neppure per dar pace alla coscienza del moribondo, anche per quella legge il cui valore supremo è la salvezza delle anime; ed uno di questi due è l’impedimento che viene dall’aver ricevuto il sacerdozio. Gli ordini sacri ricevuti rendono nullo e invalido il matrimonio (can. 1072) e neppure l’arrivar della morte, del giudizio e dell’eternità può spezzare quel giuramento che il sacerdote a fatto a Cristo (cf can. 1043-1044).
Così è, e così era per tanti cristiani fino al Vaticano II. Quando Giovanni Battista Montini aprì le porte a una mortale misericordia, tantissimi sacerdoti abbandonarono abito ed altare ricevendo con tanta indulgenza in un certo senso l’autorizzazione e quindi – inevitabilmente – l’incoraggiamento ad abbandonare lo Sposo per una sposa, con scandalo del semplice fedele al quale la Chiesa – non più lo stato – vietava il divorzio e l’abbandono del coniuge.
Adesso la ‘misericordia’ di Jorge Mario Bergoglio ha tolto ‘ingiuste’ diversità tra consacrati e laici: la ‘comunione’ eucaristica potrà essere data ai preti infedeli alla loro vocazione come ai coniugi infedeli al vincolo matrimoniale. Per chiudere l’ “Anno Santo” della Misericordia, J.M. Bergoglio, con un gesto simbolico, ha voluto rendere visita a Roma, a Ponte di Nona, l’11 novembre, a sette coppie composte da sacerdoti ‘spretati’ (come dice il popolo) e dalle loro famiglie.

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