Archivio per la categoria Attualità

Il “nomos” della tecnica, il tramonto della politica.

Il tema dell’avanzata inarrestabile della tecnica appassiona molti. Tra loro, filosofi di grande cultura, come Umberto Galimberti, con il suo denso Psiche e Techne. Da ultimo è sceso in campo il grande vecchio della filosofia italiana, Emanuele Severino. All’alba dei suoi 88 anni, il pensatore bresciano ha pubblicato “Il tramonto della politica”, dal pretenzioso sottotitolo (ma al grande esperto di Parmenide si può concedere) Considerazioni sul futuro del mondo.

Nessun dubbio sull’importanza decisiva di tematizzare il rapporto tra tecnica e politica; ciò che colpisce è la tesi centrale di Severino, ovvero che “la politica tramonta perché, quando non si rassegna alla propria dipendenza dal capitalismo, si illude di poter guidare il capitalismo, ossia ciò che è destinato al tramonto.”

Prosegui la lettura »

Charlie Hebdo: sarà tolto il “sécret-défense” su chi fornì le armi?

In attesa di sapere il mandante del  mega-attentato di Manchester: se ci diranno che è stato  Assad, o il terrorismo “iraniano”, sarà in continuità narrativa con la linea dettata da Trump  a Ryad. Intanto però – giusto per ricordare che i  mandanti degli attentati islamici non sono mai tanto chiari –    proprio in questi giorni in Francia rigurgita il “segreto militare” (sécret défense) che il ministro dell’Interno di  Hollande oppose per impedire indagini sulla fornitura delle armi ai fratelli Kouachi (ritenuti i massacratori che Charlie Hebdo) e di Coulibaly (il negretto che si asserraglio dentro l’Hyper-Casher  di Parigi).

Proprio in quel negozio ebraico, a cose fatte ed ammazzato in diretta eurovisione  il “terrorista Coulibaly”  il 9 gennaio 2015,  furono trovate  quattro pistole  Tokarev e un fucile d’assalto. Come se l’era procurate  il terrorista islamico improvvisamente radicalizzato? Da una ditta di Charleroy che fa questo strano mestiere: compra partite di armi “demilitarizzate” in Slovacchia o paesi simili, attraverso vari giri e intermediari.  La ditta appartiene alla compagna di un personaggio di nome Claude Hermant.  Prosegui la lettura »

I muri dell’infamia vi appartengono

I pappagalli mediatici e politici ripetono ogni giorno che bisogna abbattere i Muri, per aprire le porte agli immigrati, ai gay, ai trans, ai tossici, ai delinquenti da redimere e reinserire.

A volte marciano contro i muri, come è successo sabato a Milano, più spesso ci marciano, ma il muro è diventata la parola chiave per murare la destra, per discriminare i movimenti e le persone che si ispirano alla tradizione, alla sovranità nazionale, ai principi conservatori, o semplicemente alla civiltà, alla cultura e alla natura dei popoli e delle persone.

Mai razzismo più becero è sorto nel nome dell’antirazzismo. La controprova empirica è stata il previsto e confermato silenzio assoluto sulla marcia per la vita di Roma, in favore delle nascite e della famiglia, e invece l’enfasi assoluta per la marcia contro i muri di Milano, la grillata francescana di Assisi e perfino la nascita di un Partito Animalista Berlusconiano che abbatte un altro muro, quello che differenzia gli uomini dagli animali.

Prosegui la lettura »

Fare soldi. I segreti del Codice Appalti

di Antonio Amorosi su La Verità del 29/4/2017

Doveva essere una rivoluzione portata dal Pd, dal duo Graziano Delrio-Matteo Renzi. E lo è. Ecco il Nuovo Codice degli appalti, i quasi 220 articoli più commi, sovra e sottocommi che raccoglie contratti e appalti pubblici in Italia. Prima è arrivato lo schiaffo a Raffaele Cantone, ridimensionando i poteri dell’Anac, l’Anticorruzione, che doveva intervenire per macroscopiche irregolarità senza aspettare le lungaggini della giustizia e adesso non può più farlo, poi i ritardi nella firma del presidente Mattarella, e infine la versione corretta. Il Codice dopo 966 emendamenti parlamentari più quelli degli ordini professionali, degli enti giurisprudenziali e pubblici coinvolti, dovrebbe andare in Gazzetta ufficiale a ore, se non ci sono altre integrazioni del governo all’ultimo minuto. Ecco i nodi più spinosi.

Prosegui la lettura »

Il Russiagate è una bufala (ma Trump si sta fregando da solo)

Il Russiagate è una bufala (ma Trump si sta fregando da solo)

Ma davvero ci credete? Davvero pensate che ciò che sta avvenendo negli Usa dall’elezione di Donald Trump in avanti, sia una difesa della democrazia? Che si parli di impeachment per salvare la superpotenza da un complotto ordito da Vladimir Putin (e passi) e dal gruppo dei più scombiccherati congiurati che si possano immaginare? Pensavo che le riflessioni di Francesco Cancellato su Linkiesta degli scorsi giorni avrebbero detto qualcosa anche ai più accaniti anti-trumpiani. E mi sarei aspettato, con tutto quel pò pò di università e centri studi, che saltasse fuori qualcuno ad avvertire dei danni che questa lotta per bande può arrecare al sistema istituzionale americano e al ruolo che gli Usa rivestono nel mondo. Ma pare di no, visto che si continua a parlare di impeachment e di Russiagate. Il che spinge anche a chiedersi: ma che se ne fanno, gli americani, di tutte quelle università e quei centri studi?

Prosegui la lettura »

Vaccini: quello che nessuno vuole o può dire

Vaccini: quello che nessuno vuole o può dire

Alcuni lettori chiedono se sia opportuna una politica delle vaccinazioni. Io rispondo: dipende quali ed in qual modo si fanno. Con l’acqua ed i vaccini, abbiamo eradicato nel Terzo Mondo gran parte delle malattie infettive che hanno seminato morti infantili. Vero! Ma se le condizioni locali obbligano alle vaccinazioni di massa, in Italia questo problema non c’è. Piuttosto bisogna verificare se alcune vaccinazioni d’obbligo, quelle per il morbillo e la rosolia, non siano più portatrici di rischio rispetto le loro stesse malattie che noi tutti, della generazioni post-bellica, abbiamo superato perfettamente. Io ho contratto il morbillo a 7 anni, la parotite a 9 eppure ho avuto tre figli, ho dribblato le malattie infantili senza vaccini e sono qui che scrivo. Purtroppo, dirà qualcuno!

Prosegui la lettura »

Il corteo di Milano? Sinistra cieca e ipocrita

Il corteo di Milano? Sinistra cieca e ipocrita

A Milano è andato in scena sabato uno degli spettacoli più insensati mai visti non solo nella nostra città, ma nell’intero paese: un corteo per “l’abbattimento dei muri” e l’accoglienza dei migranti.

Fiero dell’iniziativa il sindaco Giuseppe Sala, un manager prestato alla politica, che ne è stato uno dei promotori, con la sua giunta di sinistra.

Inevitabile il commento di Salvini “La marcia di Milano della sinistra col portafoglio pieno dimostra che si chiedono più diritti e più accoglienza per i migranti senza conoscere davvero i problemi”.

Prosegui la lettura »

Milano: la marcia dei migranti

Visualizzazione di .facebook_1495400328942.jpg

Il programma di Attali, già in corso di realizzazione.

 (Gianantonio Valli, SESSANTOTTISMO.  Radici ebraiche di una devastazione“, edizioni Ritter 2014)

“Ogni uomo diventerà un essere senza padre né madre, senza antenati, radici né posterità, un nomade assoluto”.

Il punto non è che un Attali possa enunciare  un simile programma; è la sua “cultura”, perenne volontà del suo popolo di  ridurre gli altri  esseri umani a bestiame. Il punto è che non solo i francesi, ma in vaste maggioranze  invincibili gli  italiani, anzi gli europei, mostrino, votando e manifestando per “Il progresso” e  “L’Europa”,  plaudendo  alle leggi promosse dai radicali e attuate dal partito radicale di massa che è l’asse PD-M5S  (sempre hanno votato insieme su temi di disgregazione morale e legalizzazione dell’aberrante: dalla Cirinnà alla Fedeli,dal gender alle nozze trans,  e presto  l’eutanasia e la legalizzazione della cannabis),  accettando le politiche di “accoglienza senza limiti”, di volere proprio quello.

Prosegui la lettura »

Autocoscienza dei popoli

Autocoscienza dei popoli

Ora vi racconto alcune cose a cui ripensavo questa mattina, e visto che tante persone che leggono quello che scrivo vivono in Russia da tanto tempo o sono Russi mi smentiranno se esagero. Alla fine degli anni ’90andavo già avanti e indietro dalla Russia ed ho conosciuto alcuni Italiani che ci andavano più spesso di me per lavoro o addirittura ci vivevano. Lo spirito di queste persone, con rarissime eccezioni, era in niente diverso da quello del governatore britannico della Tanzania. L’opinione comune era che i Russi non valessero niente, non sapessero fare niente e non avessero nemmeno voglia di provarci e potessero quindi avere una remota utilità solo mettendoli in quindici a fare il lavoro che avrebbe fatto un Italiano per aiutarci a prendere roba dal loro paese (perché loro, ovviamente non erano neanche capaci di raccogliere le pepite nel loro cortile) e portarla da noi. Oggi può sembrare una cosa folle, ma non dimentichiamo che negli anni Novanta noi avevamo il boom delle PMI e dei distretti industriali e loro erano nella crisi più nera.

Prosegui la lettura »