Archivio per la categoria Saggistica

Gli scheletri nell’armadio degli oppositori di Maduro

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Nel caos venezuelano, la coalizione di forze che si oppone al governo delPartido Socialista Unido de Venezuela (PSUV) di Nicolas Maduro è fortemente eterogenea al suo interno: la Mesa de la Unidad Democratica (MUD), attorno a uno zoccolo duro di formazioni dichiaratamente socialdemocratiche e liberali, raccoglie al suo interno partiti di orientamento centrista, movimenti di ispirazione socialisteggiante e …

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Bulletin Our Lady of Victory: Eighth Sunday after Pentecost

Dear Catholic Faithful,

See attached the bulletin of Our Lady of Victory Chapel for the eighth Sunday after Pentecost.

May God bless you all!

Fr. Moylan

Bulletin Volume IV, Issue 28, July 30, 2017

Bulletin of our Lady of Victory Chapel

Dear Catholic Faithful,

I wish you a blessed Seventh Sunday after Pentecost.

See attached the bulletin for this Sunday.

With my prayers

+Markus Ramolla

 

Bulletin Volume IV, Issue 27, July 23, 2017

 

Il fascismo è l’ossessione di chi non sa vivere senza nemici e rancore

di Marcello Veneziani

Il fascismo è l'ossessione di chi non sa vivere senza nemici e rancore

Fonte: Marcello Veneziani

Sul grottesco parapiglia in cui si è arenata la discussione parlamentare sul reato di apologia di fascismo abbiamo chiesto un parere a Marcello Veneziani, un intellettuale abituato a pensare oltre i meri spot ornamentali, elettorali.

La proposta di legge di Fiano e del suo partito di mandare al carcere chi vende gadget fascisti o divulga in rete immagini del Duce nasconde una insana nostalgia verso le ideologie. Nelle pagine di Storia non ci sono innocenti e non si possono eleggere «giusti» per legge. Lei come la pensa?

«C’è innanzitutto qualcosa di sproporzionato, di mostruoso, nel demonizzare per 72 anni (e non è finita) un’esperienza che è durata poco più di venti. C’è poi una ricerca ossessiva di rassicurazioni identitarie per rianimare la sinistra dispersa: l’antifascismo funziona in questo senso da sala rianimazione, restituisce un nemico assoluto a un’area che non sa vivere senza un rancore verso qualcuno (Berlusconi, la destra, il populismo) e appena ne declina uno, bisogna rimettere in piedi l’Eterno Fascismo (Ur-fascismo diceva Eco). E non si distingue più tra il neofascismo politico di una volta e il folclore, il vintage, la civetteria di esibire cimeli fascisti che non hanno alcuna ricaduta politica, ma solo sentimentale e commerciale. Cominciai a seguire la politica nei primi anni Settanta. Da allora ciclicamente ma ininterrottamente, sento parlare di un imminente pericolo fascista che serpeggia nella società. Una leggenda metropolitana che serve per rianimare la mobilitazione antifascista».

Perché fa così paura il Ventennio? Perché non studiamo a dovere cosa è stato il fascismo? A proposito, cosa è stato?

«Il fascismo non si può ridurre solo a qualcosa di criminale. Non lo farei neanche per il comunismo che per estensione, durata, vicinanza temporale, numero di vittime (in tempo di pace, si badi bene) ha prodotto crimini inarrivabili. C’è poi da chiedersi perché ancora tanta gente ha un giudizio positivo del fascismo. Non si può ricordare del fascismo la violenza, la guerra, la persecuzione razziale (che riguarda il nazismo e solo di riflesso, in modo infame e caricaturale l’ultima fase del fascismo) dimenticando le opere realizzate, la tutela sociale, l’integrazione nazionale, i passi da gigante compiuti dall’Italia nel segno della modernizzazione, la forte passione ideale e civile, il consenso… Durante il fascismo gli italiani ebbero in assoluto il maggior attaccamento allo Stato e maggior fiducia nelle istituzioni, e potrei continuare. Il fascismo fu una rivoluzione conservatrice che modernizzò il paese nel nome di valori e primati tradizionali, cercando di accordare l’avvenire del socialismo con l’eredità della nazione».

Perché, poi, simili posizioni non si esprimono nei riguardi dell’apologia del comunismo o dell’islamismo, a questo punto?

«Il paradosso è che questa ennesima ondata contro il fascismo sorge nell’anno in cui ricorrono i cent’anni dalla Rivoluzione bolscevica. Sul piano storico, è il comunismo il tema di quest’anno, la sua parabola, i suoi orrori, la stretta linea di continuità tra Lenin e Stalin, il fallimento di ogni comunismo in ogni paese e in ogni tempo, i residui tossici che sono rimasti, il passaggio dal Pc al Pd, nel senso del politically correct, il comunismo dei nostri anni. Invece il comunismo è totalmente rimosso, confinato in una dimenticata antichità, salvo qualche reperto mitico, come il Che o da noi come Gramsci e Berlinguer. Gli unici miti spendibili perché sono due comunisti che (per fortuna) non andarono al potere. Come diceva Gomez Davila, gli unici comunisti da rispettare sono quelli che non sono andati al potere».

Le manganellate contro l’apologia di fascismo ricordano simili punizioni inflitte a personaggi ritenuti scomodi. La cultura è ancora strumentalizzata per puri fini di partito ed elettorali?

«La cultura strumentalizzata rientrava ancora in una fase eroica in cui si riteneva che annettersi un autore o condannarne un altro avesse un’incidenza effettiva, e un significato. Oggi la cultura è considerata una zavorra molesta e obsoleta, irrilevante. E nei confronti degli intellettuali non riconducibili alla dominazione corrente non si pratica più la denuncia e la demonizzazione ma, peggio, il silenzio, la finzione d’inesistenza, la non considerazione come autori e scrittori. Non potendo più eliminare fisicamente il dissidente o il nemico, come accadeva ai tempi di Florenskij e di Gentile, lo si elimina moralmente, si certifica con il silenzio la sua morte civile…».

La Boldrini ha dichiarato che i monumenti fascisti urtano la sensibilità dei partigiani. Non ci resta che distruggere i monumenti e l’arte fascista, giusto?

«Se dovessimo realizzare il proposito della Boldrini dovremmo dichiarare inagibili quasi tutte le città italiane. Ovunque c’è l’impronta del fascismo e persino nelle zone rase al suolo dal sisma hanno resistito solo gli edifici fascisti. Se non c’è riuscito un terremoto ad abbatterli, figuriamoci se ci riesce un coccodè, sia pure isterico».

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Meglio sovranisti che dissolti nell’Ue

Meglio sovranisti che dissolti nell’Ue

Alain De Benoist è da tempo un critico feroce della globalizzazione e della migrazione di massa. Considera l’immigrazione un fattore significativo nell’aumento della presenze dell’Islam radicale in Francia. Ritiene che si sia una via di mezzo tra quella che lo storico e il sociologo Jean-Louis Harouel ha definito la “religione dei diritti umani”, secondo cui non esiste alcun problema per l’immigrazione e la posizione opposta di xenofobi e razzisti.

“Penso che l’immigrazione sia normale entro certi limiti. C’è un momento in cui però è troppa, troppo veloce, troppo diversa”, ha detto De Benoist. Ha aggiunto che l’immigrazione di massa ha trasformato luoghi come i sobborghi di Parigi in “aree in cui la polizia non può andare” e ha osservato che “la maggior parte delle persone in carcere sono di provenienza straniera”.  Prosegui la lettura »

Identità e sovranità? Sono nozioni inseparabili

di Alain de Benoist

Identità e sovranità? Sono nozioni inseparabili

Fonte: Barbadillo

Signor Alain de Benoist, in alcuni ambienti, si tende a opporre due nozioni di cui tutti parlano oggi: l’identità e la sovranità. Nel Front National, Marion Maréchal-Le Pen avrebbe rappresentato la prima, in opposizione a Florian Philippot, che difende soprattutto la seconda. Una tale opposizione le sembra legittima?

“Intervistata qualche settimana fa dalla rivista Causer, Marine Le Pen ha dichiarato: ”Il mio progetto è intrinsecamente patriota perché difende nello stesso movimento la sovranità e l’identità della Francia. Quando si dimentica una delle due, si bara”. Quindi, non bariamo. Perché si dovrebbero vedere nell’identità e nella sovranità delle idee opposte, quando sono complementari? La sovranità senza identità non è che un guscio vuoto, l’identità senza sovranità ha tutte le possibilità di trasformarsi in ectoplasma. Quindi non bisogna separarli. L’uno e l’altro, inoltre, fanno parte della libertà. Essere sovrano è essere libero di decidere da sé la propria politica. Conservare la propria identità implica, per un popolo, di poter decidere liberamente le condizioni della propria riproduzione sociale”. Prosegui la lettura »

Santorale del mese dì Giugno

Ecco il libretto dei santi per il Mese di Giugno, un pò in anticipo perchè vivo sulle strade e non ho sempre una connessione internet. Ma meno si ha, più si apprezza ciò che si ha; basta ringraziare sempre e per tutto, bene o meno bene. E’ il segreto per ricevere molte grazie e far felice il Buon Dio. E’ così bello di non correre e di sapere contemplare la delicata bellezza che ha messo in ogni creatura. E le anime hanno talmente bisogno di un tale sguardo. Grazie di esserci.

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Gli acchiappafantasmi dell’antifascismo

di Marcello Veneziani

Gli acchiappafantasmi dell’antifascismo

Fonte: Marcello Veneziani

Raddoppiano ogni anno i flussi migratori clandestini, scoppiano i centri di accoglienza, sono finte e ridicole molte espulsioni virtuali, restano impuniti l’ottanta per cento dei reati commessi in Italia, troppi delinquenti vengono rimessi in libertà e replicano i loro crimini, fioriscono i trafficanti di migranti e di droga, con protezioni e coperture inaspettate…

Potrei continuare il rosario quotidiano della delinquenza. Ma per Laura Boldrini l’emergenza del nostro paese sono le tremila pagine facebook in odore di fascismo. Giorni fa ha chiesto in una lettera a Zuckenberg di chiuderle, e non sappiamo che risposta abbia ricevuto. Prosegui la lettura »

LA RISURREZIONE PER IL MATEMATICO JACOB BERNOULLI

Un nuovo libro svela che la maggior parte dei grandi matematici crede in Dio (il che è ovvio, visto che la matematica è il linguaggio usato da Dio nella natura)

Tutti abbiamo in mente qualche frattale, quegli oggetti matematici autosimili tanto studiati dal matematico Benoît Mandelbrot (1924-2010), per il quale è straordinario capire come “meraviglie inesauribili zampillano da regole semplici… ripetute all’infinito”.

Penso ad esempio al cavolfiore o broccolo romano, un semplice ortaggio, così affascinante, in verità, per la sua forma globale che si ripete allo stesso modo su scale diverse (infatti ogni piccola cima del broccolo romanesco ha la forma di un piccolo broccolo).

JAKOB BERNOULLI
Il primo a scoprire un frattale fu il matematico svizzero Jakob Bernoulli (1654-1705), iniziatore di una stirpe di matematici, i Bernoulli, che nel giro di tre generazioni ha dato ben otto matematici di fama mondiale.
Come è accaduto per molti dei grandi scienziati del passato, Jakob cominciò studiando filosofia e teologia, presso l’Università di Basilea. Si laureò così in filosofia nel 1671 e in teologia nel 1676, per poi dedicarsi alla matematica e contribuire “allo sviluppo della teoria delle probabilità, alla fondazione del calcolo e allo sviluppo delle sue applicazioni nella fisica e nella geometria” (Gustavo Ernesto Piñero, Bernoulli. Alla ricerca della legge dei grandi numeri, Milano, 2017).

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Memorie per la Storia del Giacobinismo di P. Barruel

Segnalazione di Raimondo Gatto

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LINK ESATTOhttp://associazione-legittimista-italica.blogspot.it/2012/04/memorie-per-la-storia-del-giacobinismo.html
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