Archivio per la categoria Saggistica

LA RISURREZIONE PER IL MATEMATICO JACOB BERNOULLI

Un nuovo libro svela che la maggior parte dei grandi matematici crede in Dio (il che è ovvio, visto che la matematica è il linguaggio usato da Dio nella natura)

Tutti abbiamo in mente qualche frattale, quegli oggetti matematici autosimili tanto studiati dal matematico Benoît Mandelbrot (1924-2010), per il quale è straordinario capire come “meraviglie inesauribili zampillano da regole semplici… ripetute all’infinito”.

Penso ad esempio al cavolfiore o broccolo romano, un semplice ortaggio, così affascinante, in verità, per la sua forma globale che si ripete allo stesso modo su scale diverse (infatti ogni piccola cima del broccolo romanesco ha la forma di un piccolo broccolo).

JAKOB BERNOULLI
Il primo a scoprire un frattale fu il matematico svizzero Jakob Bernoulli (1654-1705), iniziatore di una stirpe di matematici, i Bernoulli, che nel giro di tre generazioni ha dato ben otto matematici di fama mondiale.
Come è accaduto per molti dei grandi scienziati del passato, Jakob cominciò studiando filosofia e teologia, presso l’Università di Basilea. Si laureò così in filosofia nel 1671 e in teologia nel 1676, per poi dedicarsi alla matematica e contribuire “allo sviluppo della teoria delle probabilità, alla fondazione del calcolo e allo sviluppo delle sue applicazioni nella fisica e nella geometria” (Gustavo Ernesto Piñero, Bernoulli. Alla ricerca della legge dei grandi numeri, Milano, 2017).

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Memorie per la Storia del Giacobinismo di P. Barruel

Segnalazione di Raimondo Gatto

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LINK ESATTOhttp://associazione-legittimista-italica.blogspot.it/2012/04/memorie-per-la-storia-del-giacobinismo.html
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Progresso?

Risultati immagini per Progresso?di Lorenzo Parolin

Fonte: Lorenzo Parolin

Nel 1950, per riuscire a far vivere in modo decoroso 100 Italiani, occorreva che 70 lavorassero sodo. Gli altri 30 erano bambini in età scolare e vecchi malandati. A quel tempo, la sanità, l’istruzione, il comparto della difesa e della giustizia, il settore bancario e assicurativo, gli stipendiati comunali, provinciali, statali e gli apparati politico-sindacali contavano in tutto poco più di tre addetti per ogni cento abitanti.

Da notare che la pratica religiosa era molto sviluppata.

È poi arrivato il boom economico. Prosegui la lettura »

Il mondo a rovescio

di Marcello Veneziani

Il mondo a rovescio

Fonte: Marcello Veneziani

Il mondo capovolto, il diritto a rovescio, l’Italia a testa in giù. I figli non li vuole più nessuno eccetto i gay, le lesbiche e le donne anziane. E via con gli uteri in affitto, le maternità surrogate, l’eterologa, le adozioni di coppie dello stesso sesso. E se la politica tentenna, la magistratura accelera, non applica le leggi ma le crea.

A passo di carica, come non accade per la gran parte dei processi. Ma è sempre colpa della legge che non c’è, la legge come la vogliamo noi; e allora il giudice pietoso con sensibilità sartoriale, l’inventa su misura, per l’occorrenza. Prosegui la lettura »

CONTO SU UN ALTRO SACCO DI ROMA. E SO CHE NON MANCHERA’

di Maurizio Blondet

Un amico mio omonimo scrive:

“Gregory Baum, sacerdote che oggi ha 93 anni e si è spretato, in occasione del suo ultimo libro pochi mesi fa, ha rivelato di essere omosessuale da quando aveva quarant’anni, cioè dal 1964.

Dirai: che  importa che una decrepita checca faccia outing.

Ebbene, Baum fu l’estensore della prima parte del documento conciliare Nostra Aetate, da cui parte la Nuova Rivelazione quella per cui gli ebrei non sono tenuti a convertirsi, perché, tanto, i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili [nonostante tutti i passi dell’Antico Testamento che dicono a chiare lettere il contrario] ed Israele è il popolo di Dio [checché ne dica tutto il Nuovo Testamento ed in particolare S. Paolo sul fatto che la Chiesa è il Nuovo Israele, prefigurato anche dai Profeti del Vecchio Testamento]. Prosegui la lettura »

Politicanti e statisti

di Aldo Giannuli 

Fonte: Aldo Giannuli

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Uno dei miei articoli più recenti ha un po’ disorientato i lettori al punto che uno mi scrive: “Sono confuso… prima malediciamo i professionisti della politica…causa principe dell’allontanamento dalla politica dai cittadini … gente che è stata in politica per decenni, produttrice di disastri, servi dei poteri forti e allergici alla democrazia…ora me ne si esce con la necessità di avere dei professionisti della politica, gente che conosce i meccanismi istituzionali ecc… Dunque: I politici di professione. No!  Allora cittadini impreparati ma onesti, No! Allora mettiamo dei Tecnici superspecializzati, No! sarebbe un altro Monti. Mi permetta una battuta di colore: Ma chi minchia ci dobbiamo mettere al Governo? Vi ricordo che attualmente abbiamo Alfano …al ministero degli esteri …mi vorreste dire che un Di Battista o un Di Maio sarebbero peggio?? …. Mister Giannuli, questa volta mi ha proprio confuso le idee! Al che torniamo al punto di partenza…meglio un incompetente onesto alla Di Battista che un incompetente ma “professionista della politica” come quel simpaticone di Alfano!”

Insomma l’alternativa è fra politici di lungo corso, arraffoni ed incompetenti, oppure onesti sprovveduti o, al massimo, tecnocrati alla Monti. Messa così, stiamo a posto. Bene, allora è il caso di chiarirsi un po’ le idee. In primo luogo rassegniamoci all’idea che la politica è uno specialismo che, soprattutto ai livelli più alti, esige una preparazione di qualità corrispondente. Prosegui la lettura »

Gli americani che spiano tutti sono i nostri peggiori nemici

di Massimo Fini Gli americani che spiano tutti sono i nostri peggiori nemici

Fonte: Massimo Fini

Quando gli europei capiranno che il loro principale nemico sono gli americani? Che cosa dovrebbe ancora avvenire perché se ne rendano conto? Pensiamo, per un attimo, a una situazione invertita: che una centrale di spionaggio e di hackeraggio tedesca fosse piazzata se non proprio a Washington a Boston o in qualche altra grande città degli Stati Uniti. Si scatenerebbe immediatamente una bufera e verrebbero riesumati i fantasmi, sempre utili, di Hitler e dei nazisti. Gli americani non sono nazisti, anche se in alcune loro operazioni all’estero vi assomigliano parecchio, ma, come ammette anche Sergio Romano sul Corriere della Sera, sono militaristi e ovviamente imperialisti. Sono insieme all’ex Unione Sovietica i veri vincitori dell’ultima guerra mondiale. L’Europa è stata la sconfitta, colpevolmente sconfitta perché in un secolo è riuscita a farsi due guerre fratricide. Fra i vincitori c’è anche la Gran Bretagna, ma la Gran Bretagna avendo perso il suo impero coloniale ha avuto nel dopoguerra un’importanza decisamente minore e inoltre è europea solo a metà e una sorta di sentinella degli interessi politici e militari degli Usa nel Vecchio Continente (che sia europea a metà l’ha dimostrato la Brexit che invece che come una maledizione dovrebbe essere presa come una benedizione perché ci toglie di torno questo ambiguo coinquilino). In quanto alla Francia, che era stata fascista non meno dell’Italia, la si è fatta sedere al tavolo dei vincitori per salvare le apparenze ma, ad onta dei goffi esercizi muscolari del gollismo, ha contato poco più di nulla. Prosegui la lettura »

Nasce in Italia la rivolta organizzata contro le fake-news del mainstream (Giulietto Chiesa)

Giulietto Chiesa

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Il battesimo della WAC si è celebrato il 2 marzo in una delle aule del Senato italiano, con il patrocinio di un gruppo di senatori indipendenti. Cos’è la WAC?

L’acronimo significa Web Activists Community, cioè “Comunità degli attivisti della Rete”. L’occasione  è stata creata, si può dire, dall’apparizione di un disegno di legge, a firma Adele Gambaro che si propone, in sintesi, di colpire la libera espressione delle opinioni sul web.

Giulietto Chiesa e Paolo Maddalena, ex giudice costituzionale, alla fondazione di WAC

Una legge che, come ha illustrato autorevolmente, durante l’incontro,  il vice-presidente emerito della Corte Costituzionale, Paolo Maddalena, è  prima di tutto palesemente anti-costituzionale. In più sensi e in violazione di diversi articoli, a cominciare dall’articolo 21 della Costituzione, che suona inequivocabilmente in questi termini: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Ma la senatrice Gambaro (seguita da uno stuolo di senatori della Repubblica che hanno il suo stesso, sovrano disprezzo per la Costituzione cui hanno giurato fedeltà) ritiene che sul Web questa libertà di manifestazione non ha ragione di essere. E, stabilendo una serie di eccezioni cervellotiche, inventa e propone sanzioni gravi, anzi gravissime — fino alla reclusione —contro i cittadini che intendono esercitarla in Rete. Prosegui la lettura »

PSICOPATICI AL POTERE PLASMANO LA “SOCIETA’ DELLA MALEVOLENZA”

di Maurizio Blondet

A proposito di Steve Jobs:  il fondatore di Apple, idolo  del successo  e indicato a modello ai giovani intraprendenti.  Molti dei suoi sottoposti hanno ammesso che “lavorare con lui era un inferno”; Jobs  si faceva cogliere da rabbie incoercibili, insultava, “de-motivava”. Quando si era convocati  nel suo ufficio, “era come salire alla ghigliottina”.   Chi lo ha conosciuto   ha parlato  di lui come di “uno stronzo” (asshole), un  maleducato insopportabile (jerk). Uno dei suoi migliori amici, Jony Ive  che ha lavorato al suo fianco, ha raccontato a Business Insider: “Quando era frustrato, il suo modo di  arrivare alla catarsi era  di ferire qualcuno. Pensando di averne diritto.  Come se le norme sociali non si applicassero  a lui”.

http://www.businessinsider.com/steve-jobs-jerk-2011-10?IR=T

Quelli qui evocati sono tratti di  vera e propria psicopatia,  un “disturbo antisociale di personalità”,  o un “disturbo narcisista di personalità”.  Ferire, svalutare, spregiare i sottoposti, fa  parte  del tratti principale di questo tipo di disturbati:   la totale mancanza di empatia e  di compassione, ossia di mettersi nei panni degli altri e  l’incapacità avere rimorso  per il male che fanno al prossimo.

Volete davvero essere come lui?

Nelle forme più gravi e conclamate, questi tipi umani finiscono in manicomio o in prigione. Esiste infatti  “una naturale  affinità tra il narcisista patologico e il criminale “ (così il dottor Sam Vaknin, un esperto delle psicologie aziendali), uniti dalla stessa “mancanza di empatia e compassione, capacità sociali deficienti, sprezzo per le norme morali e legali”.  Ma nelle forme  attenuate, certe psicopatie rendono chi ne è affetto altamente “funzionante”, e lo portano – paradossalmente, al successo  in aziende multinazionali e a capo di Stati (o di chiese).

La maggior  parte degli studi psichiatrici riguardano infatti dei carcerati.  “I  detenuti sono facili, amano incontrare i ricercatori, ciò interrompe la monotonia delle loro giornate”,  racconta lo psichiatra  Robert Hare: “Sappiamo molto meno sulle psicopatie aziendali e le loro conseguenze: gli amministratori delegati, i politici, i ministri – questi squali –   mica si fanno esaminare”.  Robert Hare, con il collega Paul Babiak,  ha condotto uno dei rarissimi studi sul  tema: P. Babiak, C.S. Neumann, R.D. Hare, “Corporate psychopathy: Talking the walk,” Behavioural Sciences and the Law, at et al 2010.pdf.

Entrambi sono d’accordo: alla testa delle grandi aziende e delle finanziarie, gli psicopatici sono uno su venti, ossia 4 su cento: se vi sembra poco, pensate che è un’incidenza quattro volte superiore ai disturbati nella popolazione generale. Secondo loro, “Wall Street potrebbe contarne uno su 10, attirati dai vuoti normativi che consentono grossi profitti”. Prosegui la lettura »

Una festa idiota

di Marcello Veneziani

La festa della donna, quest’anno, è cominciata già da una settimana. Se ne parla da giorni, sembra quasi una celebrazione più importante di Natale e Pasqua. Quest’anno si carica di un significato polemico particolare perché in America e nei paesi come il nostro che ripetono da pappagalli, è diventata una festa contro Trump, il sessista con la cresta arancione.

Ma si tratta, lasciatemi dire, di una festa farlocca, tardo-femminista e velleitaria. A parte l’assurdo intrinseco di una festa di genere, astratta e generica, proviamo a vedere cosa ha prodotto quest’onda tardiva del femminismo.

La prima è l’abominio delle quote rosa. Se si dovesse applicare la stessa logica a tutte le categorie deboli o svantaggiate, avremmo una società divise in quote rosa, celesti, fucsia, arancione e così via, considerando i disabili, i rifugiati, gli immigrati per necessità, i giovani da proteggere e i vecchi da tutelare, i gay e i trans, i neri e i rom, e si potrebbe continuare. Sparirebbe anche l’ultima traccia di meritocrazia in un’assegnazione di posti solo per generi e minoranze.

La seconda idiozia è il reato di femminicidio. In una società giusta il diritto è universale, non si modella sui generi: uccidere un maschio, un vecchio o un bambino non è meno crimine che uccidere una donna.

È assurdo adottare queste disparità e creare reati appositi; se la legge funziona vale per tutti. Si possono nei singoli casi ravvisare aggravanti e attenuanti, generiche e specifiche, come prevede il codice penale, ma è assurdo che ci siano omicidi che per legge valgono un omicidio e mezzo e altri mezzo omicidio… Prosegui la lettura »