Archivio per la categoria Scienza e Bioetica

Non solo “nozze” gay . La deriva nichilista dei “diritti umani”

Mov-No-genderdi Roberto Pecchioli

Barack Obama, il beniamino di tutti i progressismi del pianeta, ha affermato di essere orgoglioso di avere allargato i “diritti” delle cosiddette comunità LGBT ( lesbiche, gay, bisessuali e transessuali ). In occasione della promulgazione della legge sul matrimonio per tutti – così lo chiamano, con una pericolosa torsione semantica – affermò che aveva “vinto l’amore”. In Italia, Renzi si è detto orgoglioso che il suo governo abbia realizzato le unioni civili, ossia il matrimonio omosessuale sotto mentite spoglie, dotato di una sorta di nome d’arte per chiamare “formazioni sociali” i soggetti uniti civilmente e bypassare l’art. 29 della costituzione con la sua antiquata definizione di famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. La signorina Maria Etruria Boschi e la senatrice Cirinnà, madre surrogata della legge, parlano di “avanzamento di civiltà”. Strano davvero che durante millenni di culture umane la più diverse non ci avesse pensato nessuno, nemmeno Semiramide, e neppure a Sodoma, dove anzi un Dio arcigno e reazionario distrusse la città “omofila” ( oh, i bei neologismi della neomorale aperta e postmoderna!).

La verità è, ovviamente, diversa e ben più prosaica: la civiltà in viviamo, una delle tante che l’umanità ha costruito nella storia, si fonda sulla sacralizzazione della ( grande) proprietà privata e sull’assolutizzazione dell’individuo definito libero. La società di oggi si fonda sulla forma-merce, sul monoteismo del mercato e sull’individualismo proprietario ed utilitaristico. Si è quindi data una sua nuova religione, frutto della secolarizzazione e della manipolazione delle religioni trascendenti: si tratta della religione dei Diritti Umani e della Democrazia Rappresentativa. In assenza e proibizione di principi condivisi, regnano il soggettivismo erto a unica verità indiscutibile ed il più ampio relativismo morale, che vira rapidamente in nichilismo. Una somma aritmetica di individui non è una comunità, che per natura possiede un’etica condivisa e prescrive comportamenti sulla base di un’idea di bene e di male, ma a rigore non è neppure una società, che ha bisogno comunque di regole minime introiettate, almeno una deontologia, e di un sistema di norme codificate che definiscano il perimetro dei patti tra i soggetti partecipanti, atomi desideranti interessati esclusivamente all’utile individuale. E’ la società liberale, disinteressata a qualunque criterio veritativo diverso dalla Proprietà, dal Mercato e dal Consumo. Prosegui la lettura »

Inventare parole per nascondere la verità e legalizzare pedofilia e incesto

Segnalazione di Nicola Pasqualato

Abusare legalmente dei bambini in 10 mosse.

Ecco l’operazione strategica messa in piedi fin dalla fine degli anni ’60.
L’abuso legalizzato sui bambini da parte delle persone affette dal disturbo omo-erotico tramite la strategia della Finestra di Overton e l’arma atomica del Linguaggio Performativo di Austin.
Il Linguaggio Performativo inventato da J.L. Austin (modifico le parole par modificare la realtà – l’enunciato performativo è un enunciato che sembra descrivere qualcosa, ma in realtà non la descrive bensì serve ad eseguire un’azione) è lo strumento principe utilizzato per perseguire l’obiettivo per fasi successive.

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Dossobuono (VR): i genitori contestano il convegno gender di Alberto Pellai e il patrocinio comunale

pellaiSegnalazione di Gianni Toffali (genitore di un alunno di Dossobuono)

Oggi le mamme della scuola primaria di Dossobuono hanno ricevuto su whatsapp un invito a partecipare ad un convegno filo gender (vedi allegato).

Incavolato nero, ho mandato email di rimostranza al vicesindaco di villafranca con delega alle politiche sociali e famiglia Nicola Terrilli.

In ordine, mia email, sua risposta e successiva mia controreplica…
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Il giorno 18 gen 2017, alle ore 18:13, giovanni toffali <gianni.toffali@gianni.toffali.name> ha scritto:

Caro Nicola, sono sempre stato un tuo simpatizzante. quando c’era da darti un voto, non mi sono mai tirato indietro.

oggi però, mi ha profondamente deluso!!

Come hai potuto patrocinare il sedicente psicologo  Alberto Pellai?

ma lo sai di cosa è capace questo inqualificabile? leggi qua sotto!!!

spero che sarai presente come lo sarai io…io verrò con l’intento di contestarlo dall’inizio alla fine!

gianni
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http://genderfluidbook.blogspot.it/2017/01/dilaga-lideologia-del-bambino-gia.html?m=1

martedì 10 gennaio 2017: Dilaga l’ideologia del bambino (già) competente e l’apertura agli estranei dell’intimo dei bambini.

L’educatore dott. Alberto Pellai col suo progetto “porco spini” svolge esperimenti affettivi sui bambini. Qui si mira a creare un legame intimo dei bambini con persone estranee ai genitori.
Linguaggio esplicito, esplorazione collettiva di parti intime, diario segreto. Per minorenni??!! Ma siamo ammattiti?
Questo signore propone un progetto tutto personale, sperimentale (cioè mai realizzato da nessun’altro prima) nelle scuole.
Questo teorico avrebbe perfino l’autorizzazione della CEI ad operare nelle scuole cattoliche.
L’importante è che i genitori siano completamente informati, io ovviamente terrei a casa i bambini.
“I bambini vengono invitati a esplorare il proprio corpo, anche a vicenda, nessuna parte esclusa. Sarà il bambino stesso a decidere da solo che tipo di carezze vorrà, da quale compagno e dove.”
Ma davvero pensiamo che questa sia una modalità sana, corretta e rispettosa del bambino? Ma un invito esplicito ad esplorarsi, che avvenga o meno in classe, non minerà il senso di pudore? Davvero pensiamo che un bambino in questa maniera sarà in grado di identificare un abuso? E se chi vuole abusare risultasse simpatico al bambino? Inoltre, perché poi non dovrebbero farlo con la stessa semplicità altrove? A questo punto basta solo che qualcuno li filmi. Qual è la distinzione con la pornografia? E’ proprio questo lo stile educativo da impartire agli educatori magari della scuola dell’infanzia? Come può un estraneo insegnare il senso dell’estraneità ad un bambino? Perché spingere estranei, e non già solo i genitori, ad entrare nell’intimo di un bambino? Se non fosse chiaro che lo scopo è quello di scardinare l’impianto e la differenza stessa fra il “se” e “l’altro” fin dal suo formarsi si sarebbe tentati di pensare che l’obiettivo di questi progetti sia esattamente quello di annientare le auto difese dei bambini all’aggressione al proprio intimo. E’ forse questa la teoria moderna che dovremo accettare come genitori?
Linguaggio esplicito.
Si auspica, nella scheda di presentazione, che si possa parlare di rapporti sessuali apertamente, e con un linguaggio non necessariamente tecnico, anzi piuttosto esplicito (tanto che in alcune segnalazioni raccontano che i bambini hanno imparato parole come “scopare”).
Ci siamo, quindi, documentati: nonostante il progetto persegua un obiettivo encomiabile, siamo costretti a ripetere che, soprattutto quando si tratta di bambini, il fine non giustifica i mezzi. E’ lecito e doveroso porsi, come del resto hanno già fatto diversi genitori, alcune domande, in particolare su alcuni moduli e strategie del PorcoSpini, nella speranza di poter ricevere risposte e delucidazioni dal                       Prof. Pellai e da coloro che sponsorizzano e sostengono, anche economicamente, tale progetto.
II gioco del semaforo. 
Attraverso questo modulo si intenderebbe insegnare ai bambini che esistono “carezze positive” e “carezze negative”. Come? Attraverso l’esplorazione e l’autodeterminazione. I bambini cioè decidono se il semaforo è giallo, verde o rosso a seconda di chi agisce la carezza. In questo modulo, i bambini vengono invitati a esplorare il proprio corpo, anche a vicenda, nessuna parte esclusa. Sarà il bambino stesso a decidere da solo che tipo di carezze vorrà, da quale compagno e dove. Ma davvero pensiamo che questa sia una modalità sana, corretta e rispettosa del bambino?Ma un invito esplicito ad esplorarsi, che avvenga o meno in classe, non minerà il senso di pudore? Davvero pensiamo che un bambino in questa maniera sarà in grado di identificare un abuso? E se chi vuole abusare risultasse simpatico al bambino?
Linguaggio esplicito.
Si auspica, nella scheda di presentazione, che si possa parlare di rapporti sessuali apertamente, e con un linguaggio non necessariamente tecnico, anzi piuttosto esplicito (tanto che in alcune segnalazioni raccontano che i bambini hanno imparato parole come “scopare”). “Esploreremo qualsiasi argomento esca fuori con i bambini; è accaduto che si sia parlato di pornografia!” racconta chi presenta il progetto ai genitori. Ma davvero i bambini sono equipaggiati per poter padroneggiare questi argomenti senza esserne schiacciati e senza che questo ricada un domani sulle future relazioni sessuali? Così come ci appare fuori luogo la richiesta “Scrivi cose belle e brutte del sesso”. Alle elementari? Ed è davvero necessario usare un linguaggio volgare? Se pur ammettessimo, e la scienza ad oggi non lo ammette ancora, che sia necessario e fruttuoso parlarne, se non li educhiamo al rispetto della propria e altrui dignità, come possiamo pensare di aiutarli a difendersi da eventuali abusi?
 
Il diario segreto. 
“Caro diario…” è un quaderno a quadretti su cui i bambini vengono invitati ad esprimere ciò che sentono durante il percorso. Durante una riunione di presentazione è stato detto ai genitori che sarebbe stato proposto ai bambini questo diario segreto, dove scrivere impressioni durante il percorso, con queste parole: “Ai bambini diremo di non farvelo vedere, di lasciarlo a scuola. Naturalmente noi, se lo richiedete, ve lo daremo”. Come si concilia questa modalità operativa con il 5°modulo in cui si invitano i bambini a parlare apertamente senza vergogna con le figure di riferimento? Quali sono queste figure? Tra la teoria e la prassi i bambini sono sempre più portati a seguire la prassi. Se ad un bambino chiediamo di fare qualcosa (aprirsi con le figure di riferimento) ma nella pratica gli insegniamo a fare altro (avere un diario segreto), cosa farà? Non è contraddittorio che il bambino pensi di avere un diario segreto mentre, su richiesta, i genitori lo possono vedere? In questo modo, ad assumere un ruolo centrale nell’educazione dei figli risultano essere non tanto i genitori quanto gli educatori, che possono dire alcune cose ai bambini e farne altre con i genitori, che si ritrovano a dover chiedere il permesso per sapere delle cose sui figli.
Gli estranei.
Viene raccontato, durante lo svolgimento dei moduli che i bambini dovranno stare attenti anche agli estranei, quando questi ultimi parlano loro di sesso. Forse che gli stessi esperti che andranno a tenere questo corso, parlando esplicitamente di sesso, come abbiamo visto, non sono anch’essi degli estranei? Come farà il bambino a decidere chi è estraneo e chi non? Non si rischia che la prassi appresa, parlare cioè, di sesso con estranei per imparare a non parlar di sesso con estranei, metta in confusione il bambino e la sua capacita di discernere?
Questo progetto, come abbiamo anticipato, è ispirato da un libro dello psicoterapeuta Alberto Pellai, intitolato “Le parole non dette. Come insegnanti e genitori possono aiutare i bambini a prevenire l’abuso sessuale”, Ed. Franco Angeli (2000), nel quale lo stesso autore a pagina 91,92,93 afferma in ordine:
“In realtà sono sempre più numerosi gli studi di valutazione che dimostrano come l’educazione orientata alla prevenzione dell’abuso sessuale deve essere effettuata anche dagli stessi genitori.”
“[..] Reppucci e Haugard (che) hanno affermato che esiste il pericolo che gli effetti negativi che derivano da tali interventi possono abbondantemente sopravanzare quelli positivi [..].”
“In effetti molti ricercatori hanno messo in evidenza un incremento nelle paure dei bambini che hanno preso parte a programmi di prevenzione [..].”
Di fronte ad una letteratura spaccata e divisa sugli esisti positivi e negativi, agganciandoci ad una letteratura ampia e documentata che sostiene una notevole carenza di teoria circa la sessualità infantile[i] (la letteratura scientifica in merito presenta ancora pochi dati e non ancora collegati sufficientemente a delle teorie che permettano di comprenderli e integrarli) cosa insegniamo ai bambini? Come si fa a formulare adeguate strategie pedagogiche se non si ha alle spalle una valida e comprovata teoria scientifica? E dal momento che un’ampia letteratura scientifica[ii] afferma quanto la sessualizzazione precoce possa ripercuotersi negativamente sulla vita sessuale dell’adolescente e dell’adulto, auspichiamo di adottare un più realistico principio di prudenza, rispettando la responsabilità delle famiglie, ma soprattutto considerando il grado di maturità del bambino, nell’interesse superiore proprio di quel minore di cui si vuole tutelare l’integrità fisica e psicologica, in ottemperanza a quanto previsto nell’Art. 3 de “La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.
Come ci ha chiesto un genitore “Come si può pensare di insegnare il sesso a chi crede ancora a Babbo Natale?“.
 

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PETIZIONE: allarme gender nelle scuole! No “Fa’afafine”!

ALLARME GENDER NELLE SCUOLE!

Il Ministero dell’Istruzione blocchi immediatamente l’adesione delle scuole italiane allo spettacolo sul bambino transgender “Fa’afafine”, in scena in queste settimane in tutta Italia e rivolto agli alunni dagli 8 ai 16 anni. Ne va del sano sviluppo psicoaffettivo dei nostri figli e nipoti!

FIRMA SUBITO!

Gentili lettori,

Alex ha sempre le idee chiare su ciò che vuole essere: i giorni pari è maschio e i giorni dispari è femmina.

Sai chi è Alex? Il protagonista dello spettacolo teatrale “Fa’afafine“, rivolto in queste settimane agli alunni delle scuole italiane dagli 8 ai 16 anni. Migliaia di bambini e ragazzi saranno condotti dalle loro scuole a teatro per assistere alla storia di un bambino transgender che si sente sia maschio che femmina, ma aspira ad avere un terzo sesso indistinto. Non ci credi? Ecco la trama ufficiale dello spettacolo:

http://www.citizengo.org/it/ed/40268-stop-gender-scuola-no-allo-spettacolo-faafaine

Ti sembra normale sottoporre bambini di 8 anni ad uno spettacolo del genere? Ti sembra normale proporgli una visione del tutto distorta e ascientifica sull’identità sessuale e sulla relazione tra i sessi? Ma soprattutto, ti sembra normale che sia proprio la scuola a farlo, spesso senza nemmeno informare preventivamente i genitori degli alunni? Ecco tutte le tappe e le date del tour dello spettacolo:

http://www.citizengo.org/it/ed/40268-stop-gender-scuola-no-allo-spettacolo-faafaine

Firma e condividi questa petizione con tutti i tuoi contatti tramite WhatsApp, Facebook, Twitter e via e-mail, per far sapere a tutti che cosa sta accadendo nelle scuole italiane e per chiedere al Ministero dell’Istruzione di intervenire immediatamente con una circolare urgente che impedisca alle scuole di partecipare a un simile lavaggio del cervello di massa.

Dobbiamo agire ora.

Grazie infinite della tua collaborazione.

Ricorda sempre che solo tutti insieme possiamo fare la differenza.

A presto!

Filippo Savarese

e tutta la squadra di CitizenGO

http://www.citizengo.org/it/ed/40268-stop-gender-scuola-no-allo-spettacolo-faafaine

Firma e condividi subito la petizione per chiedere al Ministero dell’Istruzione di impedire alle scuole italiane di portare i nostri figli e nipoti allo spettacolo teatrale “Fa’afafine” sulla storia di un bambino transgender. Grazie!

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Silvana De Mari al contrattacco della fatwa sodomita

di Davide Vairani

Silvana De Mari contrattacca. “Non aspettavo altro, ci sono cascati in pieno e adesso vediamo come va a finire” – ci dice al telefono. Di cosa stiamo parlando? Della fatwa che le lobby Lgtb hanno lanciato contro di lei nei giorni scorsi. L’accusa? Omofobia. “Gay Lex” – una rete di legali e attivisti per la tutela dei diritti delle persone lesbiche, gay, bisex e trans – ha infatti chiesto la sua testa al presidente dell’Ordine dei medici. Una rete – guarda un po’ che strano – capitanata dal ‘compagno’ di Sergio Lo Giudice, parlamentare del Pd. Sì, Lo Giudice, colui che si è comprato un bambino con la pratica dell’utero in affitto, colui che sta dietro a tutte le manovre in Parlamento per demolire la famiglia ed arrivare equiparare le unioni civili al matrimonio.

Silvana De Mari, medico, classe 1953, ha preso la sua prima specializzazione in Chirurgia Generale ed Endoscopia con 110 e lode e successivamente si è anche specializzata in psicoterapia. Ha scoperto Il Signore degli Anelli quando si è laureata e lo portava con sé durante le guardie in ospedale per darsi forza. È stato allora che si è resa conto della funzione del poema epico e quindi del Fantasy: dare coraggio. Così ha deciso, venti anni dopo, di far parte di questo mondo. E è così diventata l’autrice Fantasy più conosciuta, al punto da essere l’autore italiano più venduto nel mondo dopo Camilleri. Ma torniamo alla fatwa lgtb.

“Pubblicamente asserisce che l’omosessualità è un disturbo possibile da curare, a partire dalla castità. E aggiunge che nelle endoscopie anali effettuate sugli omosessuali ha visto condizioni ‘spaventose’ malattie ‘devastanti’. Rammentiamo alla dottoressa De Mari che il giuramento di ‘Ippocrate’ che lei ha pronunciato diventando medico recita testualmente: ‘… di curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, prescindendo da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica e promuovendo l’eliminazione di ogni forma di discriminazione in campo sanitario’. Ci pare evidente che la dott.ssa abbia bisogno di un periodo di ‘riposo’. Immediato, forzato, a tempo indeterminato. Dopo le vostre segnalazioni, ‘Gay Lex scriverà all’Ordine dei Medici per chiedere l’IMMEDIATA SOSPENSIONE del titolo che la De Mari esercita contro quel giuramento e contro i diritti dei pazienti omosessuali. Vi avevamo promesso battaglia e niente più sconti agli omofobi, e stiamo mantenendo la parola”. Ispe dixit.

Perché ce l’hanno con lei?, le domandiamo.

“Semplicemente perché mi limito a dire la verità. Non ho fatto altro che dare delle spiegazioni medico-cliniche al fenomeno dell’omosessualità – anche se si dovrebbe parlare di omoerotismo. E loro lo sanno bene. Ma ora li sfido e voglio vedere se davanti ad un tribunale medico saranno capaci di sostenere le loro tesi contro-natura, mostrando evidenze scientifiche e non chiacchiere puramente ideologiche”.

Dalla loro parte ci sono numerosi studi scientifici che dicono il contrario…

“Non diciamo fesserie, per cortesia – risponde-. Non esiste alcun studio scientifico serio che dimostri che in natura si nasca uomo, donna e qualcos’altro. Queste sono le barzellette che ci vogliono propinare, ma non hanno alcun fondamento”.

In che senso?

“Vede, la cosa è molto semplice La sessualità è un modo studiato dalla biologia per creare la generazione successiva con l’incontro di maschile e femminile. Dove non c’è incontro, non c’è sessualità. L’omosessualità non esiste. Esiste invece un odio – sì odio, lo scriva – da parte delle lobby lgt nei confronti di chi sostiene la verità. Le loro cosiddette fondamenta scientifiche si basano sulla psichiatria. La psichiatria non si sa bene che cosa sia, forse a malapena può conoscere la psiche. Ma si basa su affermazioni non verificabili sul piano scientifico. Pretende di stabilire cosa è normale e cosa non lo sia in base a congetture. Con questo non sto dicendo che non esistano psichiatri intelligenti e capaci di fare il loro mestiere. Dico un’altra cosa: è dagli anni ’70 che assistiamo a livello globale ad un potere assoluto della psichiatria. Potere che non si basa su alcun fondamento, se non su convenzioni che rispondono ad altre logiche: la distruzione di tutto ciò che ha a che fare con l’umano. L’APA, l’Associazione Psichiatri Americani, regna sul mondo mediante un manuale diagnostico statistico senza il quale non è possibile fare una diagnosi ufficiale o una perizia. Il DSM (Diagnostic Statistico Manuale) costa una valangata di soldi ed ha lo stesso valore etico e scientifico che avevano i vari manifesti sulla razza”.

Affermazioni pesanti le sue …

“No, è la verità – risponde decisa-. Ci pensi un attimo. Che cosa puoi dire di reale sulla natura dell’umano se non hai mai fatto una rettoscopia? Voglio dire che il pensiero unico di una minoranza di persone ci ha messo in testa che tutto è lecito e tutto si può fare se uno lo desidera. Questo può avere un significato sul piano delle convinzioni personali, ma è tutto tranne che fondato sulla evidenza della natura. Vogliamo parlare delle malattie infettive? Lo ha scritto anche ‘Repubblica’ qualche giorno fa: ‘Aids, allarme Oms: malattia dilaga tra omosessuali, serve prevenzione’. Le nuove linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità consigliano agli omosessuali di sesso maschile di prendere farmaci antiretrovirali in via preventiva. Tra gli uomini gay il rischio di contagio è 19 volte più alto rispetto al resto della popolazione. Nel mondo 35,3 milioni di sieropositivi. E tutto questo vi sembra naturale? A me no. Per nulla”.

L’accusa che le muovono è di essere discriminatoria…

“Guardi – sorride – . Io amo profondamente gli esseri umani, tutti, e so che è mio dovere agire e parlare perché ogni essere umano viva con pienezza la sua vita. Perché questo succeda, è necessario salvare la libertà e il coraggio. La libertà e il coraggio sono oggi sotto attacco, un attacco globale, mai avvenuto prima. Questo attacco è il politicamente corretto: qualcuno stabilisce prima cosa è giusto e cosa sbagliato, cosa è buono dire e cosa cattivo. Che sia vero o che sia falso è irrilevante. Quindi è necessario che voci rimangano libere.

Il mio scopo, il nemico da abbattere e che abbatterò (o morirò nel tentativo) è la pedofilia”.

Che c’entra adesso la pedofilia?

“La pedofilia si è espansa come non mai, mentre si sta abbassando l’età delle vittime. Ed è una pedofilia sessuale, che si accompagna cioè a un qualche orgasmo del carnefice, che si accompagna con il piacere delle torture. Ne sa qualcosa Don Fortunato Di Noto che da trent’anni si batte contro la pedofilia con l’Associazione ‘Mater’ nel silenzio assordante dei benpensanti. Il sadismo è stato sdoganato ad un’attitudine come un altra, la pedofilia è stata sdoganata. Da chi? L’umanità è passata dal dogma dell’infallibilità del Papa al dogma dell’infallibilità dell’APA. Se si stabilisce che l’omosessualità non è un disordine di natura, allora anche la pedofilia lo può essere altrettanto. La si maschera come ‘attrazione per il bello dei bambini’. Piccole aperture sempre più ufficiali del movimento lgbt statunitense alla pedofilia. I pedofili si chiamano ‘map’, persone attratte da minori. Il circolo lgbt di Roma è intitolato a Mario Mieli, cantore di pedofilia, necrofilia e coprofagia. Posso assumere che tutti gli iscritti provino simpatia per queste pratiche? O che almeno non ne provino nausea? Posso? E così tutto diventa lecito in quanto non è patologico, non è una malattia. Capite che cosa sta accadendo oggi nell’indifferenza quasi generale?”.

Ma le lobby lgtb prendono di difendere i diritti delle persone omosessuali…

“Anche questa è una affermazione totalmente errata e falsa. Sa che cosa lo dimostra? L’indifferenza del movimento lgbt per le persecuzioni subite da omosessuali sotto l’Islam. Se ci fa caso non troverà mai una dichiarazione, un attacco pesante contro l’Islam. Perché? Il benessere degli omosessuali non è la loro battaglia. Quale è la loro battaglia? Una sola, ed è il motivo per cui i poteri forti li appoggiano. Distruggere il Cristianesimo, questa è la loro ossessione – sì, scriva ossessione -. Mosè, Cristo e San Paolo condannano la sodomia. Quando Cristo afferma che coloro che non credono saranno puniti ancora più duramente degli abitanti di Sodoma, sta condannando la Sodomia. Se è vero che l’omosessualità è buona e giusta, allora è giusto condannare il Cristianesimo come falso. Podesta – il vice della Clinton ha ufficialmente dichiarato che avrebbero chiuso le Chiese, ree di rifiutare i matrimoni gay. Sacerdoti sono già stati inquisiti per avere letto San Paolo. Hanno ragione loro: se accettiamo l’affermazione (falsa) fatta dall’APA che la cosiddetta omosessualità sia una forma alternativa di normalità , allora Mosè, Cristo e San Paolo avevano torto, ed è giusto che le chiese siano chiuse. Perché sono scesa in campo? Il movimento lgbt vuol distruggere il Cristianesimo. Il movimento lgbt è il grimaldello con cui alcuni poteri forti stanno finalmente vietando il Cristianesimo, lo stanno spazzando via, così da lasciare lo spazio all’Islam”.

Ne è convinta?

“Assolutamente sì. I due fenomeni sono collegati. Che nell’islam gli omosessuali siano atrocemente perseguitati è indifferente a queste persone. Il 20% della campagna della omofila Clinton è stata finanziata dall’Arabia Saudita, dove le persone ritenute omosessuali vengono uccise, tanto per farle un esempio”.

E allora, se le cose stanno come dice lei, che fare?

“Chiedo a coloro che si ritengono omosessuali di aiutarmi, di aiutarmi contro il movimento lgbt che non li rappresenta e che non li protegge. E di aiutarmi a difendere la libertà. Avevo deciso di essere tollerante, tutto sommato, in effetti, perché attaccare c’è il rischio di destabilizzare qualcuno già fragile. Non ho mai creduta vera l’affermazione sulla normalità dell’omosessualità, ma ho creduta vera l’affermazione sulla inevitabilità per alcuni di questi comportamenti, e mi sembrava corretto lasciare che ognuno vivesse come vuole senza critiche. Perché ho cambiato idea? La persecuzione religiosa del movimento lgbt contro il Cristianesimo. La persecuzione del movimento lgbt contro la libertà di parola. Le scuole cattoliche inglesi costrette a parlare a favore dei matrimoni omosessuali. La parola matrimonio nasce da madre, il matrimonio serve perché un uomo protegga la donna che porta la maternità dei suoi figli così che lei possa diventare madre. Il matrimonio omosessuale non ha questa funzione, quindi è senza funzione, ed apre al matrimonio islamico poligamo. Se va bene tra due uomini, perché non tra tre uomini? E perché non tra un uomo e quattro donne? Love is love. Le mute di centinaia di migliaia di dollari ai pasticcieri che rifiutano di fare ridicole torte con sopra due ometti o due donnine, i sindaci francesi condannati per essersi rifiutati di celebrare cerimonie che trovano insensate. Le mostruose trasmissioni fatte da Rai 3. La legge Cirinnà, la pensione di reversibilità garantita a omosessuali e a chi finge di esserlo, in una nazione dove non c’è più denaro per nulla, una nazione alla fame. L’indottrinamento fatto nelle scuole da attivisti lgbt pagati con denaro pubblico che parlano di omosessualità senza nominare le parole aids e sifilide e se le nominano affermano che sono stereotipi. L’orrendo spettacolo ‘Io sono Alex e sono un dinosauro’, dove un processo di psicosi a personalità multiple viene presentato ai ragazzi come positivo. Non si costruisce sulla menzogna”.

“Nell’ora dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario”, scriveva George Orwell nel romanzo “1984”. E ogni atto rivoluzionario esige di mettere a rischio anche la propria vita, il proprio lavoro, le proprie amicizie.

Non credo di esagerare. Affatto. Il “caso De Mari” non è il primo e non sarà l’ultimo. Le lobby lgtb non si fermano. Attaccano chiunque osi sfidare il pensiero unico, diffamandolo fino a renderlo un pubblico nemico. Non si fanno prigionieri. Solo bersagli. Lo sa bene Benedetta Frigerio, giornalista di “Tempi” e collaboratrice di “La Nuova Bussola Quotidiano”. È notizia di ieri, infatti, la giornalista Frigerio sia oggetto di una petizione su chiane.org per chiedere nientemeno all’ordine dei giornalisti di radiare la giornalista. Lo segnala proprio “La Nuova Bussola Quotidiano” (“Vietato parlare dei drammi trans: cronista alla gogna” di Andrea Zambiano). “L’articolo firmato dalla nostra Benedetta Frigerio “Il dramma dietro i lustrini: ecco come vive un trans” – si legge – non era altro che una riflessione su dati pubblicati ‘National center for transgender equality’ sul tenore di vita dei transessuali. L’indagine parlava di molestie, tentativi di suicidio, Aids, disagio psicologico con percentuali altissime. Questi i fatti. Ma a qualcuno evidentemente non sta bene che si parli di certe ‘controindicazioni’ per non infrangere il falso mito che gay è bello e che la colpa è della società che non accettandoli li costringe a questa vita. Così si è pensato di organizzare una petizione per dare una lezione a quell’impertinente della Frigerio, la quale non ha fatto altro che il suo lavoro. La petizione parte così: ‘Le persone transgender sono sempre più al centro di un continuo tiro al bersaglio da parte di alcuni media. Scorrettezza lessicale, forma stereotipate, narrazioni pruderistiche sono segno di un’inadeguatezza di taluni giornalisti a trattare vicende e istanze di donne e uomini, di cui si stenta a riconoscere (o non si vuole riconoscere) l’identità di genere’. Circa l’articolo della Nuova BQ si parla addirittura di violenza verbale e si accusa la cronista di ‘contravvenire alle norme più elementari di rispetto verso la persona nonché di corretta informazione e incita al disprezzo verso donne e uomini transgender’. Quindi ‘si chiede che siano avviate le normali procedure perché Benedetta Frigerio sia radiata dall’Ordine dei Giornalisti’”.

Due donne, due professioniste e – guarda caso – due cattoliche. La verità divide, perché ci vuole coraggio ad affermarla. Ecco perché i cattolici – oggi più che mai – hanno un compito e una responsabilità in più: rendere ragione della verità fino in fondo. Con la ragione, i dati, le evidenze. Solo chi ha la coscienza di riconoscere l’evidenza che non ci siamo fatti da soli – uomini e donne – può difendere senza armi e senza paura la verità. Se tutto è riducibile a ciò che provo, desidero e voglio, il rischio sempre più evidente è che l’umanità sia destinata all’auto-distruggimento. Salta il patto sociale su cui si fonda il vivere comune. Salta l’idea stessa di futuro. Futuro di un popolo, di una comunità e di un Paese. La gente – quella comune – è stanca e stufa di essere presa in giro. E sono convinto che qualcosa stia cambiando. La gente pare accorgersi piano piano e finalmente svegliare le proprie coscienze. La famiglia è – e lo è sempre stato – il vero antidoto contro le ideologie perverse che vogliono smontare a pezzi l’umano. Contro l’evidenza. E di fronte ad attacchi concentrici di gittata sempre più pericolosa, è ora di reagire.

“Madre natura è un’arcigna megera (che noi uomini siamo tanto cattivi, mentre gli animali sono angelici è una delle ennesime fesserie di questa epoca)- scrive Silvana De Mari su https://ontologismi.wordpress.com di Alessandro Benigni – e per spiegare che la violenza fa parte della vita. Ci vogliono i leoni maschi per proteggere i cuccioli, e questo vale anche per noi. Io ho sempre saputo che se qualcuno mi avesse toccato, mio padre lo avrebbe fatto a pezzi, anche a costo di morire nell’impresa, e questo era il suo compito. Ora immaginiamo che Marisa sia un’ottima cacciatrice, e dica ‘Io sono mia’ io non ho bisogno di nessuno, io sono stufa, io il territorio me lo difendo da sola, e manda via Marco: i suoi figli non hanno più difesa. Quando non c’è più un uomo, quando il padre è morto, o se ne è andato, o è stato mandato via, in una di queste disastrose evenienze aumenta il livello di ansia dei figli, a volte cominciano gli attacchi di panico. Noi femmine il territorio non lo sappiamo difendere, non lo sappiamo difendere perché non è compito nostro, e quando il padre non c’è più i figli stanno svegli di notte, perché gli orchi esistono, non è vero che non esistono, non è vero che si fermano a parole. I popoli dove il maschile ha travolto il femminile e lo ha azzittito, il mito della guerra di conquista domina ogni pensiero. I popoli dove il femminile prevale sul maschile non hanno più la capacità di difendere il territorio e credono che la libertà e la vita siano possibili senza combattere. Perché se un uomo ha tutta la sua potenza, se la sua donna non gliela ha tolta col disprezzo, ma anzi l’ha aumentata, stando dalla sua parte sempre facendo il tifo per lui, un uomo è in grado di difendere il figlio. Un uomo è in grado di dare un pugno sul tavolo e dire no, al figlio che vuole farsi di spinelli che vuole andare al rave party. Dove non c’è un uomo, un padre è più facile a un sedicenne con gli attacchi di idiozia che a 16 anni sono la norma dire la fesseria del secolo che è ‘smetto di andare a scuola, che sono stufo’, ‘smetto di lavarmi’, ‘smetto di uscire dalla mia stanza’. Per favore non mi scrivete che a casa vostra è zia Carmela che la mette giù dura e Zio Ugo è un mollaccione. Stiamo parlando di statistica: il 90% delle donne è più accogliente del 90% degli uomini. Il 90% degli uomini ha più coraggio e senso dell’autorità del 90% delle donne. Voi siete un’eccezione? Fate parte del 10%. Una minoranza. Dove c’è un uomo e tutta la sua potenza il compagno della madre dell’amichetta non entra nella casa dove c’è la bambina di sei anni e lei non volerà dalla finestra. I pedofili hanno la capacità incredibile di localizzare il bambino che non ha un padre che lo difenda con tutta la sua ferocia. In effetti i grandi paladini della pedofilia hanno avuto come primo scopo l’abbattimento dell’autorità paterna, prima bisogna levare di torno Marco”.

“Non è vero che la violenza è sempre sbagliata – prosegue-. C’è un tempo per la pace e un tempo per la guerra. La violenza del padre per proteggere il figlio è un punto essenziale della sua sicurezza e della sua educazione. Io ho sempre saputo se qualcuno mi avesse fatto del mare, i carabinieri sarebbero stati l’ultimo dei suoi problemi: mio padre lo avrebbe massacrato. Se qualcuno avesse fatto del male a mio figlio, se si fosse fatto “toccare” da lui, mio marito lo avrebbe massacrato. Comunque la pedofilia ha segnato due anni fa un punto importante. L’associazione psichiatri americani, APA, che da 60 anni regna sul mondo controllando e dirigendo tutti gli ordini di psicologi , ha dichiarato che la pedofilia non è una perversione sessuale, ma un normale orientamento sessuale. Il primo gradino, quindi, per affermare la pedofilia è stato l’uccisione del maschio occidentale. Sempre più filosofi e pensatori, Pasqal Bukner, Claudio Risè, i primi si sono accorti che è stato assassinato il padre. Quindi cominciamo a darci da fare per riportarlo in vita, perché ci serve”.

Non ci lasceremo abbattere. Un affettuoso abbraccio di solidarietà a Silvana De Mari e Benedetta Frigerio.

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Il chirurgo Silvana De Mari: “Curo gli omossessuali da 40 anni. La loro condizione non è normale”

Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2017/01/14/il-chirurgo-silvana-de-mari-curo-gli-omossessuali-da-40-anni-la-loro-c/1351450/

di Rachele Nenzi

Silvana De Mari, noto chirurgo, endoscopista, psicoterapeuta è intervenuta a La Zanzara per dire la sua sui gay e l’omosessualità e i danni che creerebbe all’organismo

L’omosessualità non è una condizione normale. Sono 40 anni che curo le persone omosessuali, e le amo. Moltissimo.”, parole di Silvana De Mari (chirurgo, endoscopista, psicoterapeuta) a La Zanzara su Radio 24.

 Il sesso anale e i danni all’organismo

La dottoressa inoltre spiega come “in realtà l’omosessualità non esiste. La sessualità è il modo della biologia per creare le generazioni successive attraverso l’incontro tra gameti femminili e maschili. A Madre Natura non interessa nulla del piacere personale, a Madre Natura interessano solo i piccoli, le generazioni successive“. E ancora: “Dove non c’è incontro di gameti non c’è sessualità. Se io mi masturbo è autoerotismo non sesso. Dunque queste persone, i gay, sono asessuate e omoerotiche. La sessualità è solo tra maschi e femmine, mettere il pene in una donna è sesso“. Prosegui la lettura »

Dall’omofobia alla “robophobia”? le ultime frontiere della Rivoluzione

Segnalazione di Corrispondenza Romana

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di Lupo Glori

Dal matrimonio gay e lesbico al “matrimonio robot”, passando per l’“auto-matrimonio”. Questi sono i folli ma logici passaggi dell’attuale processo di dissoluzione dell’istituto familiare naturale in nome dell’illimitato principio di auto-determinazione individuale. Se a guidare le nostre azioni e le nostre scelte sono, infatti, i meri istinti e sentimenti d’amore, senza alcun ponderato filtro di ragione e buon senso, si approda a risultati inverosimili e surreali, per i quali, ognuno pretende di avere il diritto di sposare chi “sente di amare”, anche fosse, sé stesso o uno spersonalizzato ed inquietante robot. Prosegui la lettura »

La loggia di Sodoma e Gomorra

sodoma_gomorraSegnalazione del Centro Studi Federici

Nel periodo in cui la Chiesa festeggia la Sacra Famiglia, modello della famiglia fondata sul sacramento del matrimonio, ripubblichiamo un articolo della rivista “Sodalitium”, a firma di don Francesco Ricossa, sull’inaudita gravità della cosiddetta legge sulle unioni civili, conseguenza dell’azione delle sette contro la civiltà cristiana.
 
L’apostasia delle nazioni: le ‘unioni civili’
 
L’11 maggio 2016 la Camera ha approvato (con 372 sì, 51 no e 99 astenuti) il ddl Cirinnà sulle convivenze e le ‘unioni civili’; l’approvazione della Camera dei deputati era data per scontata dopo che il Senato aveva dato il via libera lo scorso 25 febbraio. La nuova normativa delibera sulle cosiddette “unioni civili” tra persone dello stesso sesso, nonché sulle convivenze di fatto, tra persone dello stesso sesso o di sesso diverso. Nel primo caso, l’unione “civile” è di fatto equiparata al matrimonio (acquisizione del cognome, diritti successori, assistenza morale e materiale, possibile comunione dei beni, alimenti in caso di scioglimento dell’unione, pensione di reversibilità e, per via giurisprudenziale, anche l’adozione dei figli del convivente); anche le coppie di fatto acquisiscono molti dei diritti spettanti alle coppie regolarmente sposate (tranne il cognome e il diritto successorio).
 
Abituati come siamo ormai a ogni genere di aberrazione, rischiamo di non cogliere appieno la particolare gravità di quanto è accaduto in parlamento, e che il capo del governo, il “cattolico” Matteo Renzi, ha chiamato “un giorno di festa per tutti”.
 
Già introdotta in quasi tutti i paesi d’Europa, la nuova disciplina che distrugge il diritto naturale e divino a riguardo del matrimonio e della famiglia, si è imposta infatti anche in Italia, in quell’Italia che la Divina Provvidenza ha posto come sede della Cattedra di Pietro, e come capitale di tutta la Cristianità. Tale “legge” quindi è una tappa importante e gravissima della pubblica apostasia della nazione, nel quadro del processo di scristianizzazione iniziato alla fine del XVIII secolo, proseguito con il cosiddetto Risorgimento e la fine degli Stati della Chiesa, e ripreso dopo l’ultima guerra con la promulgazione di una Costituzione atea (il capo del Governo si è vantato di aver giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo), con la revisione del diritto di famiglia e l’introduzione del divorzio, con la legalizzazione dell’aborto volontario, la revisione del Concordato che sancì la fine del Cattolicesimo come Religione di Stato, fino alla recente “legge” sul “divorzio breve”. Non ci illudiamo: Emma Bonino ha ricordato le nuove tappe della rivoluzione, tra cui quella in favore dell’eutanasia; non mancheranno anche le ‘leggi’ discriminatorie e persecutorie verso chiunque voglia restar fedele al diritto naturale e divino, alla fede e alla ragione. In confronto alle tappe di cui sopra, quella dell’11 maggio riveste tuttavia una particolare gravità: divorzio, aborto, un domani l’eutanasia… Si tratta beninteso di aberrazioni che violano la legge naturale e pervertono il retto uso della ragione. Tuttavia, si tratta piuttosto di un ritorno all’antico paganesimo (e per il divorzio a prima della venuta di Cristo Nostro Signore, in quanto era conosciuto anche dalla Legge mosaica col libello di ripudio). Uno pseudo-matrimonio tra persone dello stesso sesso, invece, è cosa talmente contro natura (giacché per natura il matrimonio ha come fine principale la procreazione dei figli e la conservazione del genere umano) e quindi contro la retta ragione, da essere cosa inaudita a seculo: nessuna civiltà, nessuna comunità umana, nessuna legislazione e nessuna religione, mai, neppure nelle società pagane dove la dissolutezza ed il vizio contro natura era ammesso e coltivato (cf. Romani, 1, 27) mai, dicevamo, fu neppure immaginato il matrimonio tra persone dello stesso sesso (tranne, esclusivamente per sé, in un momento di vertigine, da Nerone).
 
Di fronte ad un simile avvenimento, inaudito per la sua gravità, possiamo fare le seguenti considerazioni.
 
Non si può parlare, a proposito della ‘Cirinnà’, di legge. Una legge è ordinatio rationis, un ordinamento della ragione, mentre quello che il parlamento ha votato è evidentemente e palesemente un delirio della ragione. Ogni legge degna di questo nome dev’essere una determinazione della legge naturale e divina, la quale poggia sulla Legge Eterna, la Sapienza stessa di Dio, supremo Legislatore e ordinatore. La ‘Cirinnà’ non è una legge, ma una perversione della legge.
 
Ci si può seriamente chiedere se un governo e una autorità statale che giunge ad imporre simili aberrazioni possa essere considerata legittima, giacché non procura il bene comune della società, ma della società stessa è principale nemica.
Jorge Mario Bergoglio ha dichiarato in un’intervista al quotidiano ‘cattolico’ La Croix, rilasciata il 9 maggio 2016 e pubblicata il 16 maggio: “Uno Stato deve essere laico. Gli Stati confessionali finiscono male, sono contro la storia”. Al contrario, è lo stato laico (ovverosia ateo) che “finisce male”, come lo dimostra la “legge” Cirinnà. Lo Stato laico ha rifiutato la Fede ed il Regno sociale di Cristo, e la conseguenza è la perdita totale della ragione e l’instaurazione del “regno sociale di Satana”, mentitore e omicida fin dal principio.
 
La “legge” Cirinnà ha potuto essere approvata dal parlamento grazie alla complicità di uomini politici che si dicono cattolici e che provengono tutti dall’esperienza politica del cattolicesimo liberale e del cattolicesimo democratico, di uomini politici cioè che hanno fatto propria la dottrina del modernismo sociale, del laicismo liberale e massonico, e infine del Vaticano II sulla libertà religiosa e la laicità dello Stato. Come nel 1948, a proposito dell’indissolubilità del matrimonio, nel 1971 e 1974 a proposito del divorzio, nel 1978 a proposito dell’aborto, così nel 2016 sono dei politici “cattolici” di formazione democristiana che hanno permesso (col vile tradimento, con il non presentarsi in aula, e oggi persino col volere e votare la “legge”) l’apostasia e l’aberrazione. Sono loro, in tutte queste occasioni, che nella veste di ministri, Capi del Governo e Capi dello Stato, che hanno votato e promulgato queste “leggi” anticristiane, inclusi i deputati provenienti dal movimento “Comunione e Liberazione”. Eletti con i voti dei cattolici ingenui, hanno costantemente tradito la Chiesa cattolica e il Signore.
 
Infine, e soprattutto, la ‘Cirinnà’ ha potuto essere approvata grazie alla complicità non solo del laicato ma del clero cattolico, o meglio, di quegli eretici modernisti che hanno occupato ed usurpato, dal 1965 almeno, e sempre di più da allora, le sedi episcopali e finanche la Sede Apostolica. Senza il clima favorevole creato dai costanti interventi di Jorge Mario Bergoglio, ad esempio, una simile legge, in Italia, non sarebbe stata votata. Chi ha detto di non poter giudicare? Chi ha ripetutamente elogiato e manifestato come suoi amici carissimi tre tra i principali responsabili della guerra a Dio e alla Chiesa (Eugenio Scalfari, Emma Bonino e Marco Pannella)? Chi ha amichevolmente e pubblicamente ricevuto delle coppie omosessuali, a dimostrare la propria simpatia? Chi ha detto di non volersi immischiare in politica, quando ferveva appunto il dibattito sulla “unioni civili”? Chi ha lasciato intravedere un possibile cambiamento della morale cristiana? Jorge Mario Bergoglio, il quale in maniera abituale e oggettiva ha manifestato, anche in questa occasione, di non volere oggettivamente il bene della Chiesa, di abbandonare il gregge, di non reggere la Chiesa con Cristo e per il bene e la salvezza delle anime. I cattolici si sentono, e sono abbandonati. Chi è responsabile, quindi? Non solo lui, ma anche tutti coloro che hanno aperto la via alla demolizione del dogma, della morale, della disciplina e della liturgia, dal Vaticano II in poi, e tutti coloro che si dichiarano e rimangono in comunione con, e nell’obbedienza a, questi nemici della Chiesa e della Croce di Cristo.
 
E’ l’ora che i cattolici si levino contro il nemico, senza compromessi, senza vergogna, senza paura, innalzando il vessillo del Regno sociale di Cristo, tornando a essere sale della terra e luce del mondo. O Cristo regna, o l’Italia tornerà cattolica, oppure andremo incontro alla più totale e dolorosa rovina, e non resterà della nostra civiltà pietra su pietra. Allora, Cristo regnerà egualmente, non con la Sua misericordia, ma con la sua giustizia, non coi benefici della Sua presenza, ma con le conseguenze del Suo abbandono. Dio ci scampi, e abbia misericordia di noi, e delle nuove generazioni.
 

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Bologna, spettacolo gender alle medie. E’ bufera

Un momento di ‘Fa’ afafine. Mi chiamo Alex  e sono un dinosauro’In scena la storia su un bimbo che è sia femmina che maschio. La rivolta dei genitori

di Matteo Radogna

Castello d’Argile (Bologna), 9 gennaio 2017 – Sembra una storia come tante, c’è un bambino di nome Alex nella sua cameretta simile a quelle di tanti altri adolescenti. Peccato che Alex, in alcuni giorni, calzi le scarpette da calcio perché sente di essere Alexander, altri invece decida di infilarsi l’abito da principessa per tirare fuori l’Alexandra che ha in sé. ‘Fa’ afafine’ è il titolo di questa ‘fiaba’ che il 31 gennaio al teatro di Castello d’Argile, andrà in scena per i ragazzini delle medie. Mancano una ventina di giorni e lo spettacolo sta già sollevando un vespaio di polemiche fra i genitori. Prosegui la lettura »

EUTANASIA: casi di consenso al suicidio e di omicidio del consenziente

Segnalazione di Corrispondenza Romana

cagliari_l_appello_di_un_malato_di_sla_al_papa_ho_diritto_di_decidere_quando_voglio_morir-0-0-425695

(Tommaso Scandroglio) Walter Piludu, ex presidente della provincia di Cagliari, è morto per un atto eutanasico  per ordine del giudice tutelare Maria Luisa Delitala. Piludu era affetto da tempo da sclerosi laterale amiotrofica ed aveva espresso più volte la volontà di morire. Il giudice ha ordinato all’Asl la sedazione e quindi lo stacco del ventilatore. L’ordinanza afferma che è «un diritto rifiutare le cure e andarsene senza soffrire: sedati per non sentire ansia o dolore». La decisione del giudice è illegittima.

Vediamone i motivi. Per il nostro ordinamento giuridico la vita è un bene indisponibile. Noi possiamo predicare un diritto alla vita, ma non un diritto sulla vita. Le norme che ci portano a questa conclusione sono le seguenti. Di rango costituzionale ricordiamo l’art. 2 che concerne i diritti inviolabili dell’uomo, tra cui non si può non menzionare la vita. Prosegui la lettura »