Archivio per la categoria Scienza e Bioetica

Sessualità a scuola, bufera sui libri proibiti

libri-passatoSegnalazione di Interris, quotidiano internazionale on-line

di Marco Managò

In Sardegna è scoppiata una feroce polemica a causa di un professore di religione delle scuole medie che ha chiesto di acquistare due libri (“Ho 12 anni faccio la cubista mi chiamano principessa” e “Facciamolo a skuola”) che sono stati giudicati troppo “spinti” dai genitori degli alunni.

Una comunità spaccata

La polemica ha diviso in due la comunità locale e i genitori degli stessi studenti. Come avviene spesso in questi casi, i giudizi non sono stati concordi e, a fronte di chi ha boicottato l’acquisto, c’è chi lo ha accolto come una manna dal cielo, come una sana iniezione di cultura e di emancipazione per i propri pargoli. La vicenda ricorda un po’ le note e colorite storie di Don Camillo e Peppone.

Il parere del Vescovo (conciliare, N.d.R.)

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“IO, EX ALLIEVA DI VERONESI, OGGI DICO NO ALL’EUTANASIA”

ImageSegnalazione di IN TERRIS, quotidiano on-line Internazionale (Con i piedi per Terra guardando il Cielo)

di Federico Cenci

Ci sono esperienze nella vita che cambiano radicalmente la nostra prospettiva. Quelle che prima consideravamo granitiche certezze, possono sciogliersi come neve dinanzi all’insorgere di una malattia. È ciò che è successo a Sylvie Menard, classe ’47, ricercatrice oncologica francese trapiantata in Italia. Da tre anni è in pensione, dopo aver lavorato all’Istituto dei tumori di Milano ed esser stata direttrice del Dipartimento di oncologia sperimentale.

Allieva del prof. Umberto Veronesi, era favorevole all’eutanasia, poiché era convinta che la vita, in determinate condizioni debilitanti, non fosse degna di essere vissuta. “Poi improvvisamente ho incontrato la morte, ci siamo guardate negli occhi e solo allora ho capito quanto prezioso fosse ogni singolo istante della vita”, rivela a In Terris.

La storia

“Era la fine degli anni ’70, io ero una trentenne, consideravo il prof. Veronesi un maestro dal punto di vista scientifico e filosofico – racconta – e quando lui suggerì l’introduzione in ambito legislativo del testamento biologico e dell’eutanasia, lo seguii in modo convinto”.
Il “caso Englaro” e le proposte di legge concrete sul fine vita erano lungi dall’arrivare. All’epoca in Italia il dibattito su questi temi era ad esclusivo appannaggio di alcuni settori del mondo scientifico contagiati dall’individualismo esistenziale del ‘68. “Ero del parere che in caso di menomazioni, non valesse la pena vivere, dunque ero favorevole all’eutanasia”, racconta. Del resto – prosegue – “ero giovane, non avevo ancora riflettuto su cosa fosse realmente la morte”. “Credevo – taglia corto – non dovesse mai riguardare me”. Prosegui la lettura »

Trump taglia i fondi federali pro aborto nel mondo (l’83% degli americani è d’accordo con lui)

Segnalazione di Redazione BastaBugie

Il presidente ha compiuto uno degli atti più importanti (dei quattro anni che ha davanti) scegliendo per la Corte Suprema federale un giudice pro-life, come promesso per le elezioni
da Tempi

Poche ore dopo il giuramento come 45mo presidente degli Stati Uniti, fatto il suo ingresso alla Casa Bianca, Donald Trump ha subito firmato un ordine esecutivo molto importante per il partito repubblicano: quello che ristabilisce il bando sull’erogazione di fondi federali alle Ong internazionali che praticano aborti o forniscono informazioni a riguardo (il cosiddetto “Mexico City policy”).
La misura non è eccezionale. Il bando, introdotto nel 1984 da Ronald Reagan, è sempre stato revocato dai presidenti democratici al potere (l’ultima volta con Barack Obama) e rimesso da quelli repubblicani. La decisione di Trump, inoltre, incontra il favore dei suoi concittadini: l’83 per cento degli statunitensi è contrario all’erogazione di questi fondi e, dicono sempre i numeri, la maggioranza di loro (6 su 10) si oppone all’uso dei proventi delle tasse per finanziare l’aborto negli Stati Uniti. Prosegui la lettura »

In arrivo la legalizzazione dell’eutanasia in Italia

Segnalazione di Redazione BastaBugie

Potrebbe essere presto legge il modello adottato con Eluana Englaro, fatta morire di fame e di sete per la decisione del padre, fingendo che si trattasse di scelta della vittima
da Verità e Vita

La soppressione di Eluana Englaro diventa il modello adottato dalla legge: il tutore potrà far morire il soggetto incosciente negandogli, oltre che le terapie, anche il cibo e l’acqua.
Il progetto di legge in materia di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento che sta per giungere all’Aula della Camera dei Deputati legalizza esplicitamente l’uccisione dei minori e degli incapaci per decisione dei loro genitori e dei loro tutori.
Il modello adottato è quello della soppressione di Eluana Englaro, fatta morire di fame e di sete per la decisione del padre/tutore, fingendo che si trattasse di scelta della vittima. Quello che i Giudici decisero in quello sciagurato caso, la proposta di legge vuole rendere legale e normale.

I MEDICI NON POTRANNO RIFIUTARSI
Il testo dell’art. 2 (Minori e incapaci) è chiarissimo: “Il consenso informato (…) è espresso dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore o dall’amministratore di sostegno, tenuto conto della volontà della persona minore di età o legalmente incapace o sottoposta ad amministrazione di sostegno”. Quindi, il minore o l’incapace (se potranno: ma ovviamente non potranno farlo né i neonati né le persone in stato di incoscienza) potranno esprimere la loro volontà rispetto alle scelte terapeutiche, ma saranno genitori, tutori ed amministratori di sostegno a manifestare il consenso informato, l’unico ad essere efficace dal punto di vista giuridico, quello sulla base del quale potranno essere iniziate o interrotte terapie. Prosegui la lettura »

Povia e Amato contro la dittatura del pensiero unico

Spopola lo spettacolo ideato dal cantante Povia e dall’avvocato Amato (VIDEO: Invertiamo la rotta)
di Rossella Montemurro

Tre ore di musica, parole, riflessioni su alcune grandi tematiche del Terzo millennio. Un cantautore – Giuseppe Povia – che, da sempre, non ha problemi ad esporre il suo pensiero anche quando è controcorrente [leggi: NESSUNO NASCE GAY, clicca qui, N.d.BB] e un avvocato – Gianfranco Amato – che si rivela un oratore eccezionale nel rendere comprensibili a tutti concetti non sempre semplici.
Invertiamo la rotta, il format di informazione e intrattenimento ideato da Povia e Amato, ha fatto tappa ieri sera a Matera nella parrocchia di San Giuseppe Artigiano su iniziativa del parroco, don Nicola Gurrado.
Davanti a una platea gremita – c’era anche il Vescovo della diocesi di Matera-Irsina Monsignor Pino Caiazzo -, il monologo dell’avvocato Amato (presidente dell’organizzazione “Giuristi per la vita”, segretario nazionale de Il Popolo della Famiglia e in prima linea nel campo della bioetica) ha spaziato dalla dittatura del pensiero unico alla teoria del gender alle unioni civili, dalla famiglia naturale alla finanza, all’Unità d’Italia fino ai trattati dell’Unione Europea cercando di rispondere ad una domanda che ha rappresentato il fil rouge dell’intera serata: chi comanda il mondo? Lo stesso interrogativo al quale Povia, nell’omonimo brano del suo ultimo cd NuovoContrordineMondiale, prova a dare una risposta, sulle prime spiazzante ma, in fondo, non così lontana dalla realtà: Prosegui la lettura »

DIECI PROVE CONTRO LA TEORIA DARWINIANA

evoluzione-albero-del-maleSegnalazione di Raimondo Gatto

Da un po’ di tempo circola una teoria a proposito dell’evoluzione della specie umana che riscuote un certo successo fra gli atei, i libri di scuola, Marx ed Engels. È di un certo Darwin. Il cognome non me lo ricordo.
Per chi non legge i giornali è forse il caso di fare un riassunto imparziale e il più possibile obiettivo di questa strampalata accozzaglia di panzane.
Tanto tempo fa la Terra era popolata perlopiù da scimmie. Anche da qualche dinosauro e un paio di zanzare giganti, ma perlopiù da scimmie e, quello che è più importante, senza alcuna traccia di vita umana.
Già questo è abbastanza fantasioso: come ci si può immaginare un mondo fatto tutto di scimmie? Impiegati scimmia, partite di calcio fra scimmie, cellulari a forma di scimmia… assurdo. Ma la sfrenata fantasia del signor Darwin non si ferma qui.
Ogni tanto, dice la sua teoria, nasce qualche scimmia disabile. Di solito si tratta di creature sfortunate, ridotte su una sedia a rotelle a sperare che qualcuno gli costruisca degli scivoli per salire e scendere dagli alberi. Naturalmente nessuno vuole riprodursi con loro e la cosa finisce lì.
Ma di tanto in tanto succede che una particolare malformazione renda la scimmia più brava a prendere le banane. Che ne so, un giorno una scimmia nasce col pollice opponibile, raccoglie due quintali di banane in mezza giornata e tutti fanno la fila per riprodursi con lei. Il giorno dopo tutte le scimmie hanno il pollice opponibile. Prosegui la lettura »

Norvegia: i luterani cambiano il rito nuziale, prime ‘nozze’ gay

Segnalazione di Corrispondenza Romana

In Norvegia svolta “gay-friendly” delle comunità luterane: per questo è stata addirittura approvata una riforma del rito nuziale, ciò che ha “permesso” lo scorso primo febbraio alla prima coppia omosessuale di “sposarsi” nel tempio di Eidskog, a sud di Oslo. Coppia, peraltro, già rodata – dal 1981! – ed attempata: si è trattato di Kjell Frølich Benjaminsen di 63 anni e di Erik Skjelnæs di 70.

Tanto per non farsi mancare niente, la celebrazione è stata presieduta da una “pastora” donna, Bettina Eckbo, dettasi convinta che i due incarnino «tutti i valori del matrimonio: fedeltà e supporto reciproco nei giorni belli ed in quelli difficili», riducendo le nozze ad una forma di sentimentalismo fuori luogo, trattandosi di una relazione omosessuale, dunque condannata dalla Sacra Scrittura.

Presenti alla “cerimonia” amici e familiari, ma soprattutto i riflettori della grande stampa mediatica, che han provveduto a far da grancassa all’evento. Non a caso. I due non han nascosto il fatto di essere militanti Lgbt: una sorta di “bandiera” insomma delle rivendicazioni gay, pronti, subito al termine della “celebrazione”, a battersi per “l’eguaglianza”. Dal che si capisce donde e perché tanto risalto ad una coppia anagraficamente già così stagionata… (da Osservatorio Gender) Prosegui la lettura »

Il Parlamento Europeo impone le adozioni LGBT a tutta l’UE?

Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Lupo Glori

Introdurre le adozioni omosessuali scavalcando le singole legislazioni nazionali. Questo sembra essere il velato obiettivo di una risoluzione presentata lo scorso 2 febbraio dal Parlamento europeo con la quale si esorta la Commissione europea a richiedere che tutti i 28 Stati membri dell’UE adottino delle regole comuni in materia di adozioni di minori per facilitare ed uniformare le pratiche adottive.

In particolare, come si legge sull’Ansa, «il testo propone di creare un certificato europeo di adozione per accelerare il processo di riconoscimento automatico dei certificati di adozione nazionali a livello europeo». Attraverso tale certificato unico sarà possibile, nelle intenzioni dei promotori dell’iniziativa, stabilire degli standard minimi comuni da seguire in caso di adozioni, non in forma legislativa ma sottoforma di linee guida, andando a rimuovere tutti gli ostacoli amministrativi e burocratici che oggi peserebbero sulle famiglie che si spostano da un paese all’altro. Prosegui la lettura »

Zack Clements: vivo dopo 20 minuti di arresto cardiaco

Risultati immagini per Zack Clements: vivo dopo 20 minuti di arresto cardiacoGentili Soci e Simpatizzanti,
vi segnaliamo un caso accaduto in Texas – Stati Uniti: il giovane Zack Clements si accascia al suolo durante una partita di football. Viene dichiarato morto per arresto cardiaco, ma dopo 20 minuti torna in vita senza riportare alcuna lesione cerebrale.
Questo è un altro caso che dimostra che il prelievo di organi in arresto cardiocircolatorio dopo 1-5 minuti, praticato in alcuni Stati e recentemente, ma illegalmente, in alcuni ospedali italiani per aumentare la disponibilità di organi, è un crimine inaccettabile
Il breve video al seguente link:
I nostri migliori saluti,
La Segreteria

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Spagna: istituita Lgtbipol, la polizia che punisce i crimini di omotransfobia

In Spagna, paese in prima linea nella lotta all’omofobia e alla promozione di ogni genere di tendenza sessuale, è ora la volta della polizia specializzata in “crimini” di omotransfobia.

LGBTIpol, questo il nome della neonata associazione, composta da agenti della Guardia Civil e del Cuerpo Nacional de Policía, si avvarrà nel suo operato del supporto dell’Asociación de abogados contra los delitos de odio, presieduta da Manuel Ródenas.

PRESENTAZIONE ALL’AMBASCIATA ITALIANA

Il nuovo corpo di polizia arcobaleno è stato presentato lo scorso 12 gennaio presso l’ambasciata italiana di Madrid, ricevendo l’applauso entusiasta del nostro ambasciatore Stefano Sannino, dichiaratamente gay e sposato con un catalano di Barcellona, che ha così salutato l’iniziativa:

«L’obiettivo è che tutti possiamo vivere in pace con il nostro modo di essere e che non dobbiamo più lottare quotidianamente per far valere i nostri diritti».

 

Spagna: istituita #Lgtbipol, la #polizia che punisce i crimini di omotransfobia #osservaotoriogender

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La costituzione di Lgtbipol  ha sollevato prevedibili polemiche tra cui quella di Rocío Monasterio, responsabile per gli Affari sociali del partito Vox, che sui social ha così criticato l’istituzione di un ente “fortemente ideologizzato”:

«Abbiamo bisogno di un corpo di polizia specifico per ogni tipo di reato e movimento? Ci sarà una polizia religiosa? Un’altra per i crimini contro le persone eterosessuali?».

GAYSTAPO È REALTÀ

Si sente spesso parlare di Gaystapo, neologismo che contrae le parole Gay e Gestapo, per sottolineare eufemisticamente il carattere poliziesco di una certa modalità di agire del movimento gay, volta ad identificare e colpire con ogni mezzo i dissidenti del regime LGBT+.

Ora, con la creazione della Lgtbipol dalla fantasticheria si è passati alla drammatica realtà. Compito del corpo di polizia appena istituito sarà infatti andare a caccia degli psicoreati per far dormire sonni tranquilli ai tiranni dell’odierno totalitarismo gender.

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