Archivio per la categoria Cattolicesimo

L’Inquisizione: la realtà e le favole laiciste

Risultati immagini per la leggenda nera dell'InquisizioneSegnalazione di Raimondo Gatto

Preliminari

1. In questa conversazione affrontiamo un argomento delicato, di cui si parla molto ma di cui si conosce poco: l’Inquisizione.
2. Quando parliamo di Inquisizione è proprio il caso di dire: basta la parola. Basta pronunciare il termine Inquisizione ed ecco che noi cattolici restiamo senza parole, ammutoliti.
3. “Come è possibile che la vostra Chiesa cattolica sia stata capace di istituire i tribunali dell’Inquisizione?” ci domandano e ci ricordano i laicisti e gli avversari della Chiesa. E noi, spesso, non sappiamo che cosa rispondere. Anzi, molti cattolici si aggiungono al coro di quelli che puntano il dito accusatorio contro la Chiesa del passato e talvolta rincarano la dose, per non sentirsi fuori moda, praticando quella strana disciplina che sta diventando comune nel nostro mondo: quella di dare le colpe di ogni male ai Cristiani del passato.

4. Gli amici radioascoltatori sanno bene che l’Inquisizione è un argomento utilizzato per denigrare la storia della Chiesa e sanno bene che denigrando la storia della Chiesa si finisce prima o poi per denigrare la Chiesa tutta
intera, quindi anche la fede che essa insegna e trasmette, la fede cattolica. Prosegui la lettura »

Fraternità, addio!

E’ un addio che noi abbiamo detto da tempo, constatando quello che lo stesso Mons. Fellay ha ammesso, ovvero che oramai, di fatto, da anni ci sono rapporti normali con il Vaticano, che però è occupato dai modernisti. Se ne aggiungono altri. Motivati e seri, sebbene ancora incompleti, a nostro giudizio. (IL CIRCOLO CULTURALE CHRISTUS REX)

Segnalazione di F.A.

Articolo pubblicato sul sito spagnolo Syllabus

Tutto sembra indicare che stiamo assistendo alla lenta e penosa morte della Fraternità Sacerdotale San Pio X, per mano degli astuti modernisti romani e dei liberali oggettivamente traditori della Fraternità, forse soggettivamente ingenui, Dio lo sa.
Tutta una serie di interviste a Mons. Fellay e a Mons. Pozzo stanno preparando l’opinione pubblica a dare il benvenuto alla notizia dell’erezione della prelatura San Pio X.

A quel punto, dopo molti anni di persistente lavoro, il diavolo avrà raggiunto il suo scopo: demolire il gran baluardo creato da Mons. Lefebvre in difesa della Tradizione e per combattere il modernismo scatenatosi nel concilio Vaticano II.

Mons. Fellay, in tutte queste interviste e nei suoi discorsi, basa la sua argomentazione su due temi fondamentali.

Il primo è che oggi Roma accetta di discutere quello che ieri era l’indiscutibile Vaticano II.
Per Mons. Fellay, questo sarebbe un segno che a Roma sarebbero disposti a correggere gli errori del Vaticano II. Ma discutere qualcosa significa solo due cose: o riprovare e condannare quello che si discute o approvarlo ed accettarlo. Discutere non equivale necessariamente a condannare.
Per Mons. Fellay, discutere significa anche mettere in dubbio. Ma non è così che l’intendono i modernisti a Roma. Loro, infatti, sapendo esattamente cosa significa il Concilio, intendono applicarlo fino alle sue ultime conseguenze, e ne hanno il potere, nonostante ci sia un piccolo gruppo che osa dire qualcosa contro.

L’unica cosa che dovrebbe dire la Fraternità a Roma è: rigettiamo categoricamente il Concilio.
Com’è possibile discutere qualcosa che tanti seri studi teologici – anche da parte della Fraternità – hanno abbondantemente dimostrato che debba condannarsi e che non ha valore come magistero della Chiesa?
Com’è possibile discutere e non rigettare decisamente ciò che Mons. Lefebvre indicò come il male peggiore di tutta la storia della Chiesa?

Lo stesso Segretario dell’Ecclesia Dei, Mons. Pozzo, ha appena detto, senza discussioni: “Un buon cattolico non può rifiutare il Concilio”. Pertanto il Concilio, in sé, continua ad essere inamovibile e indiscutibile.

La Fraternità ha accettato di entrare nella logica della ratzingeriana “ermeneutica della continuità”, per “interpretare cattolicamente” ciò che è premeditatamente infestato di errori. A questo modo essa condivide il machiavellismo dei liberali romani, per imporre il soggettivismo invece della dottrina oggettiva.

Qualche volta, Mons. Fellay, seguendo Mons. Williamson,  ha detto che il Vaticano II è una torta in cui qualcuno ha messo e mescolato del veleno, e che quindi è tutto da buttare. Ma poi, dimenticando quelle parole, ha affermato che il 95% del Vaticano II è buono e accettabile. Oggi dice di essere disposto a discuterlo, che non significa certo che bisogna rifiutarlo.
Il fatto è che Mons. Fellay, come Eva, si è messo a discutere col diavolo, e il diavolo è così astuto che ha saputo intrappolare questi orgogliosi liberali della Fraternità nelle sue scenografie seduttrici, con la famosa promessa: “non morirete”.

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I Santi del mese di Febbraio

downloadA cura di Padre Romualdo Maria Lafitte O.S.B.

Come per il mese scorso, riceviamo e pubblichiamo, giorno per giorno, il santorale del mese di Febbraio, ovviamente secondo il calendario tradizionale. Copyfree perché le cose di Dio non si vendono:

it Fèb image text Prosegui la lettura »

Degradazione ecclesiastica dei preti indegni e loro abbandono al braccio secolare nel ‘700

Risultati immagini per "Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, venezianoSegnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Dal film “Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano” di L. Comencini (1969):

http://www.traditio.it/SANPIETRO/APP.html al primo link cliccare su: Degradazione ecclesiastica dei preti indegni e loro abbandono al braccio secolare nel ‘700. Dal film Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano di L. Comencini (1969) e si apre il breve filmato. Per quanto si tratti di un film sinistrissimo e immorale e il regista sia della setta valdese, comunista e ferocemente avversa al cattolicesimo, la scena risulta interessante e fa vedere la serietà della Santa Chiesa e della Cristianità. Prosegui la lettura »

Sazietà

di Lorenzo Parolin

Sazietà

Fonte: Lorenzo Parolin

Dio fa differenze?

Sì, ad alcuni egli dà di più e ad altri di meno.

È dunque ingiusto?

No; a ciascuno dà quanto gli serve per raggiungere lo scopo per cui è stato creato.

Chi è quercia lo equipaggia per essere la miglior quercia del bosco, chi è erba lo equipaggia per essere il miglior filo d’erba del prato. Qualunque cosa siamo, lo siamo in maniera eccelsa. La perfezione si raggiunge coltivando, sviluppando e perfezionando le positività di cui la natura ci ha dotati.

Se ognuno adegua la volontà sua a quella di Dio ed agisce con carità (amore), sazia la sua volontà: non brama niente di più e si sente pienamente realizzato.

Già Dante aveva descritto mirabilmente la carità in (Paradiso 3,70-90): Prosegui la lettura »

“SAN GIOVANNI BOSCO – Don Giugni (IMBC) intervistato da Elia Menta”

11407003_1613219145624979_1657782713433616412_n1Oggi, 31 Gennaio Festa di San Giovanni Bosco, riproponiamo questa intervista a don Ugolino Giugni, effettuata da Elia Menta durante il bicentenario del Santo, a Torino:

https://youtu.be/E9UmtFJamlE Prosegui la lettura »

LEZIONI DA SCORGERE NEL SURTO DEL VINCENTE NAZIONALISMO AMERICANO

trump e anti mooreL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Oggi tutti sanno che l’elezione del repubblicano Trump per sostituire il popolare Obama nella Casa Bianca è risultata contro quasi tutto e quasi tutti, anche contro i repubblicani. Ma hanno dovuto accettare, anche se una stretta campagna anti Trump continua ad essere attivata, e anche se la sua popolarità, detta ora ‘populismo’ è cresciuta dopo il suo insediamento.

Il pesante fiasco delle previsioni e anche pressioni della grande comunicazione contro questo candidato, fa sì che si vada penosamente alla ricerca di ciò che ha reso vincente Trump sulla multimilionaria e potente lobby rappresentata dalla Fondazione Clinton, che ha giocato e perso centinaia di milioni nella scommessa della vittoria di Killary, contro un decimo speso dal pur milionario avversario. Ma la vittoria di Trump non si è dimostrata dovuta solo ad alcuni fatti contingenti, ma al ritorno di qualche sentimento a lungo represso dalla cultura liberale-rivoluzionaria, che ora presentano come nazionalismo populista.

Tra le varie ipotesi presentate per l’efficacia della pubblicità elettorale resa più accurata e scientifica si parla del gruppo di “arma di persuasione di massa Cambridge Analytica”, che si è aggiornata nei sondaggi d’opinione. Il suo direttore amministrativo è l’inglese Nigel Oakes del «Behavioural Dynamics Institute» (Oakes is a British pioneer in the field of Influence and Soft Power), che ora si vanta del ruolo decisivo dei suoi metodi per far vincere Trump. Per il lavoro c’erano anche italiani e sentendo l’intervista di una sua ricercatrice ho capito alcuni dettagli. Il gruppo contrattato si era insediato nel Texas per raccogliere informazioni personali di elettori selezionati, al fine di seguire e rispondere alle aspirazioni comuni comunicate ai direttori della campagna di Trump.  A loro, e adesso a noi, interessa sapere quale la forza di idee e sentimenti prevalenti che troverebbero in Trump un suo paladino vincente. Prosegui la lettura »

Dichiarazione di Monaco del 1982: la Sede è vacante!

La Provvidenza suscitò questo esempio di Arcivescovo Cattolico, già negli anni ’80, che con grande lucidità, chiarezza e senza timori o tentennamenti dichiarò ufficialmente e pubblicamente la Sede Vacante. Grazie alle Sue consacrazioni episcopali ed alle conseguenti ordinazioni, abbiamo ancora oggi dei Vescovi e dei sacerdoti integralmente Cattolici.

Segnalazione di Riccardo Pomiato

Dichiarazione di
S.E.R. L’ARCIVESCOVO PIERRE MARTIN NGO-DINH-THUC

Come appare ai nostri occhi la Chiesa Cattolica di oggi?

A Roma, Giovanni Paolo II regna come “Papa”, circondato dal collegio dei Cardinali e da molti vescovi e prelati. Al di fuori di Roma, la Chiesa Cattolica sembra fiorente, assieme ai suoi vescovi e sacerdoti. Il numero dei cattolici è grande. Ogni giorno la messa è celebrata in così tante chiese, e la domenica le chiese sono piene di tanti fedeli che vengono ad ascoltare la Messa e a ricevere la Santa Comunione.

Ma agli occhi di Dio, come appare la Chiesa di oggi? Le Messe — sia quelle feriali, sia quelle a cui assiste la gente la domenica — piacciono a Dio?

Niente affatto, perché quella Messa è la stessa, per i Cattolici e per i Protestanti — perciò dispiace a Dio ed è nulla, invalida. L’unica Messa che piace a Dio è quella di S. Pio V, quella cattolica, offerta da pochi preti e vescovi, fra i quali io mi annovero. Pertanto, per quanto possibile, intendo aprire seminari per educare candidati a quel Sacerdozio che piace a Dio.

Oltre a questa “messa”, che non piace a Dio, ci sono molte altre cose che Dio rifiuta: per esempio, i cambiamenti nel rito di ordinazione dei sacerdoti, di consacrazione dei vescovi, e nei sacramenti della Cresima e dell’Estrema Unzione.

Inoltre, i “sacerdoti” ora professano:
1) il modernismo;
2) il falso ecumenismo;
3) l’adorazione (o culto) dell’uomo;
4) la libertà di abbracciare qualsiasi religione;
5) il rifiuto di condannare le eresie e di espellere gli eretici.

Pertanto, in quanto vescovo della Chiesa Cattolica Romana, giudico che la Sede della Chiesa Cattolica Romana è vacante; e sono tenuto, come Vescovo, a fare tutto ciò che è necessario affinchè la Chiesa Cattolica Romana perduri nella sua missione per la salvezza delle anime.

Monaco di Baviera, 25 febbraio 1982
+Peter Martin Ngo-Dinh-Thuc
Arcivescovo

Fonte: http://www.cattolicesimo.com/2015/03/02/la-dichiarazione-di-monaco/ Prosegui la lettura »

Dominare

di Lorenzo Parolin

Dominare

Fonte: Lorenzo Parolin

Esiste un grande disegno sopra le nostre teste. Ad esso possiamo collaborare volontariamente oppure possiamo resistergli e tentare di stravolgerlo.

La potenza e la capacità organizzativa divine sono tali che chi si affida al Signore (al dominus, colui che domina) e segue le regole da lui stabilite, ottiene più soddisfazioni di quante ne desideri e diventa un essere più grande di quanto non sogni.

Dio pensa in grande per tutti. Il guaio è che pochissimi collaborano, anzi, quasi tutti chiudono i rapporti con lui ed aprono partita iva in proprio.

Possono gli uomini mettersi in concorrenza col Creatore?

Certo che possono, ma non essendo confrontabili con la sua grandezza, i risultati da essi ottenibili non possono che essere modestissimi e perciò deludenti. Emulare Dio e competere con lui in potenza è una pazzia. L’uomo che si atteggia a dominus rinuncia al corposo vitalizio divino che lo sostiene gratuitamente, per vivere degli stenti di cui diventa capace. Mancando di potenza propria, egli non può essere un elargitore di doni e di servizi, perché, non avendone a sufficienza nemmeno per sé, finirà per reclamare risorse da chi gli sta attorno, come fanno gli imprenditori con i dipendenti, con i fornitori e con i clienti: diventa uno sfruttatore. Prosegui la lettura »

“Tradizionalisti” prismatici: il caso di don Innocenti

prisma_diamantiSegnalazione del Centro Studi Federici

Segnaliamo una nota della rivista “Sodalitium” relativa a una recente intervista rilasciata all’agenzia Zenit da don Ennio Innocenti.
 
Don Ennio Innocenti, pioniere dell’ecumenismo a Roma, di Padre Torquemada
 
Sì, non è un caso di omonimia. Il pioniere dell’ecumenismo nell’Urbe è proprio il don Ennio Innocenti ben noto negli ambienti cattolici “tradizionalisti”. Di lui abbiamo già parlato in un articoletto di “Sodalitium” (n. 66, aprile 2013, pp. 48-49) intitolato “Una strana coppia”. La strana coppia alla quale facevamo allusione era composta da don Ennio Innocenti – noto saggista, di parte cattolica e antimassonica, sulla massoneria, lo gnosticismo e la Cabala – ed il prof. Aldo Alessandro Mola – storico ufficiale della Massoneria e già presidente dell’Associazione per la difesa della Massoneria. I due, che scoprimmo in seguito essere buoni amici, ‘facevano coppia’ in quanto don Innocenti invitava il prof. Mola a parlare ai convegni che organizzava. Le attenzioni di “Sodalitium” non parvero offuscare don Innocenti, al contrario, giacché amichevolmente rispose invitando il nostro direttore a prendere anch’egli la parola in un futuro convegno, nonché omaggiandolo delle sue più recenti pubblicazioni (notiamo che anche il prof. Mola aveva a suo tempo invitato il nostro direttore, ricevendone, come pure don Innocenti, un cortese quanto fermo rifiuto).

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