Archivio per la categoria Mostri conciliari

Il vero effetto Concilio/Bergoglio: lo “svuota-chiese”

di Matteo Castagna

NEGLI ANNI ’50 IL 69% DEGLI ITALIANI DICHIARAVA DI ANDARE IN CHIESA ALMENO NEI GIORNI DI PRECETTO. POI C’E’ STATA LA “PRIMAVERA CONCILIARE” CHE HA POSTO LE BASI AFFINCHE’ NEL 1969 CAMBIASSERO SACRILEGAMENTE LA MESSA, RENDENDONE AMBIGUE LE FORMULE E LA FINALITA’ SACRIFICALE, ABOLISSERO IL LATINO ED OGNI SACRALITA’, GIRASSERO GLI ALTARI COME VOLEVA LUTERO, E… TRE ITALIANI SU QUATTRO NON VANNO IN CHIESA (e per un certo verso è un bene, perché hanno abbandonato una “Contro-Chiesa” che non ha più nulla di Cattolico), MA PURTROPPO PAIONO ESSERSI ALLONTANATI DA OGNI FEDE O AVER ADERITO AD ALTRI CREDI. UN PICCOLO GREGGE SPARSO NEL MONDO E’ RIMASTO INTEGRALMENTE FEDELE ALLA TRADIZIONE E LE PORTE DELLE SUE STRUTTURE SONO E SARANNO SEMPRE APERTE.

A salvare piccole e grandi parrocchie restano soltanto gli anziani: sono il 40% dei fedeli

Roma – Don Gabriele da 25 anni presta servizio tra i residenti di Corviale, alle periferie occidentale della Capitale.

Se provate a chiedergli perché la parrocchia di San Paolo della Croce è sempre mezza vuota, allarga le braccia, sorride di un sorriso amaro, e risponde: «Qui non è che manca la fede. Qui il problema è che c’è troppa modernità e troppo cemento». I pochi residenti che frequentano le messe preferiscono prendere un autobus (anche se per la maggior parte di loro, vista l’età, è un sacrificio) e andare a prendere la comunione a San Girolamo, verso la Portuense, con la sua aria rassicurante fatta di tetto spiovente e facciata a cortina. Prosegui la lettura »

L’Università “Cattolica” di Lovanio sconfessa docente pro-life

Segnalazione di Corrispondenza Romana

di M.F.

L’assurda contraddizione non pare disturbare i vertici dell’Università Cattolica di Lovanio, in Belgio. “Cattolica” sulla carta. Ma non nei fatti.

Uno dei suoi docenti di Filosofia, il prof. Stéphane Mercier, è stato in queste ore preso di mira dalla stampa per il suo corso ritenuto “troppo” pro-life. L’Ateneo, dal canto suo, ha emesso un comunicato davvero sconcertante. In esso non difende il proprio docente, anzi; ricorda che il diritto all’aborto è «codificato nel diritto belga» e che le informazioni, di cui si è in possesso in merito al corso, indicano una presa di posizione «in contrasto con i valori portanti dell’Università». Ed aggiunge, tanto perché sia chiaro: «Veicolare posizioni contrarie a tali valori nel quadro di un insegnamento è inaccettabile», si legge.

Cos’ha combinato di tanto grave il prof. Mercier? Ha semplicemente proposto alle sue matricole un testo dal titolo La filosofia per la vita, in cui si affronta anche il tema dell’aborto, definendolo per quel che è ovvero «l’omicidio di una persona innocente. E un omicidio particolarmente abietto, perché l’innocente è senza difese». E’ bastato questo per scatenare le ire delle femministe e della stampa laicista.

La morale è che il docente è stato convocato dalle autorità accademiche e su di lui è stata aperta un’istruttoria. Prosegui la lettura »

Fra’ Baffo, cane adottato dai francescani conciliari di Cochabamba

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

In Bolivia i frati francescani conciliari mettono il saio al cane. Animali animalisti felici…

Baffo, cane adottato dai francescani conciliari di Cochabamba, in Bolivia, che gli mettono il saio. Animali animalisti felici 6

Prosegui la lettura »

“Monsignor” Bruno Forte: “La comunione ai divorziati segno di obbedienza alla misericordia di Dio”

Segnalazione di L.M.

È passata sotto silenzio sulla grande stampa italiana l’affermazione di monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e segretario del Sinodo dei vescovi sulla famiglia, espressa durante un incontro a San Salvatore in Lauro sull’Amoris laetitia il 9 marzo scorso (vedi QUI).

L’Arcivescovo d’origine campana ha detto che «il percorso di accompagnamento culmina nella comunione per i divorziati risposati, che è segno di obbedienza alla misericordia di Dio». Monsignor Forte ha aggiunto che «i dubbi sollevati presentano dubbi su chi li ha sollevati, perché erano presenti e hanno vissuto lo spirito collegiale. Al centro dell’Amoris laetitia vi è la crisi della famiglia reale. Il messaggio è che, nonostante le ferite e i fallimenti, vale la pena di scommettere sulla famiglia. E allora che fare? Amare come fa Dio. E come esprimere quest’attenzione per le persone ferite? Col perdono, che è la grande forza dell’amore». Quindi, Forte ha indicato le proposte dell’esortazione apostolica: accogliere, accompagnare, discernere e integrare e poi ha aggiunto la frase che abbiamo riportato su che apre chiaramente alla comunione per gli adulteri. Prosegui la lettura »

PICCOLI SEGNI DI UNA CATASTROFE GRANDE

Risultati immagini per la grande apostasiadi Giulio Giampietro

Mi viene tra mano una copia del Piccolo Missionario, mensile dei missionari comboniani destinato ai giovani. Precisamente, una copia del gennaio 2017, che celebra vistosamente il Novantesimo Anno della rivista (1927 – 2017).

Ricordo, con commozione e gratitudine, che io leggevo il Piccolo Missionario tra il 1950 e il 1960 (scuole elementari e medie), abbonamento donatomi da una anziana zia premurosa della mia formazione.  E infatti anche grazie a quella lettura imparai ad amare e ammirare i missionari cattolici e a considerare un dovere prioritario della Chiesa quello di evangelizzare i popoli pagani e di convertirli, e ancora penso così pur avendo un po’ di cultura in più.

Perciò tutto contento dell’occasione di tornare all’età bella, ho preso a sfogliare il giornaletto.  Ma che cosa ho trovato ?

60 pagine illustrate e colorate, per comunicare che cosa ? Il Nulla. Non si parla MAI di Dio, non si parla di fede, non di conversione; niente di niente su Gesù Cristo (vedi sotto), né sulla Madonna; non si nomina la Chiesa cattolica, niente Papa, niente vescovi e sacerdoti, niente missionari e missionarie, niente martiri e testimoni della fede; nessuna parola sui sacramenti, né Battesimo, né Eucarestia, né altri; silenzio completo sulla morale cattolica. I Novissimi, la vita eterna ? e che roba è ? Ossia non c’è una sola riga, dico una riga, che faccia capire che codesto dovrebbe essere un giornaletto cattolico.  (Qualcuno potrebbe pensare che sia il programma delle Scholas Occurrentes e del loro sponsor). Prosegui la lettura »

Fraternità San Pio X verso il “timbro-firma” e la nuova sede romana della “Prelatura conciliare”

http://www.marcotosatti.com/2017/03/20/vaticano-lefebvre-a-un-passo-dalla-firma-dellaccordo-le-foto-della-possibile-nuova-sede-a-roma/

di MARCO TOSATTI

Mi dicono buone fonti che La Fraternità San Pio X e il Vaticano sono a un passo dall’accordo. In realtà, secondo alcuni, mancano solo le firme; e si è in attesa che mons. Fellay dia gli ultimi ritocchi alla sua situazione interna, per giungere poi al grande passo: il rientro totale e ufficiale, come Prelatura personale, dei lefebvriani in seno alla Chiesa di Roma. In questo modo a Francesco riuscirebbe di portare a termine un percorso che aveva avuto inizio nel pontificato di Benedetto XVI, e che si era arenato per questioni teologiche; che però adesso sarebbero superate dalla disponibilità del Pontefice a non chiedere che tutti i puntini sulle “I” siano chiarie e definiti. D’altronde anche mons. Lefebvre scriveva che se il Concilio Vaticano II fosse interpretato nell’ermeneutica della continuità, non ci sarebbe nessun problema per una comunione totale con Roma. E non c’è nessun problema perché all’interno della Chiesa, come già diceva Benedetto, il Concilio sia letto in questo modo. In coda a queste righe riportiamo da “Inter Multiplices Una Vox” delle interessanti considerazioni sviluppate da mons. Fellay nel suo viaggio in Polonia. E anche da queste, sia pure con tutte le cautele del caso, si capisce che il clima può essere maturo per un annuncio importante. D’altronde il Pontefice ha una certa simpatia per i lefebvriani di Lefebvre (meno per i tradizionalisti in casa sua), ereditata, pare, da una buona impressione ricevuta dalla Fraternità quando era arcivescovo di Buenos Aires. Prosegui la lettura »

“Chiesa Evangelica Valdese: Bergoglio il ‘parroco del mondo’

Segnalazione di Gianni Toffali

di Finan Di Lindisfarne

Dal sito ufficiale della Chiesa Valdese, leggiamo questo elogio al nostro Pontefice (diciamo a Bergoglio, perché non è il legittimo successore di Pietro, n.d.r.), attraverso il libro “Francesco e noi”.

(https://www.chiesavaldese.org/aria_articles.php?ref=493)

Riporto il testo completo: Prosegui la lettura »

8 Marzo, il Vaticano modernista ha presentato la “Consulta femminile”

http://www.lastampa.it/2017/03/06/vaticaninsider/ita/news/marzo-il-vaticano-presenta-la-consulta-femminile-6PUPFAhDlV8XtJmIO7o65K/pagina.html

Manager, scienziate, sportive, intellettuali e teologhe, non solo cristiane, nell’organismo nato presso il Pontificio Consiglio per la Cultura del “cardinale” (virgolette redazionali Agerecontra.it) Gianfranco Ravasi

IACOPO SCARAMUZZI
CITTÀ DEL VATICANO

All’approssimarsi dell’8 marzo, festa delle donne, il Vaticano domani presenta ufficialmente la “Consulta femminile” presso il Pontificio Consiglio della Cultura, un organismo nato nel 2015 che annovera economiste, scienziate, manager, intellettuali, sportive, giornaliste e teologhe, non solo cristiane. 

Scopo della consulta, si legge in una nota di presentazione, è «lavorare in dialogo con le diversità, le religioni e i tanti mondi in cui le donne operano, convinte che la pluralità è il presupposto dell’azione umana». Per l’organismo, «la differenza femminile non fornisce l’avvio di una discussione ideologica. Non parliamo a nome della donna, ma alimentiamo una discussione propositiva sull’evoluzione dei ruoli, tema sul quale le donne sono protagoniste da più di un secolo, mentre gli uomini sembrano averlo vissuto in modo passivo. Sosteniamo che l’impegno delle donne nell’ampliare i confini della propria libertà richieda un patto nuovo con gli uomini – irrigato dall’amore e dall’amicizia – sia nella sfera pubblica, sia all’interno delle relazioni familiari a nutrimento della relazione materna e paterna».

Il “meeting point” con i giornalisti è fissato per domani, martedì 7 marzo, alle 10.30, nella Sala Stampa vaticana con il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, insieme a Consuelo Corradi, prorettore alla ricerca e ai rapporti internazionali della università Lumsa e coordinatrice dell’organismo, e la teologa iraniana, Shahrazad Houshmand, docente di Studi Islamici e di Lingua e Letteratura Persiana presso l’università La Sapienza e la Pontificia Università Gregoriana, componente del Consiglio per l’islam presso il Ministero dell’Interno.

Saranno presenti anche un’altra ventina di membri della Consulta che annovera, in ordine alfabetico: Giorgia Abeltino (direttore Public Policy del Google Cultural Institute); Laura Bastianelli (psicologa e psicoterapeuta); Lavinia Biagiotti (imprenditrice della nota azienda di moda di famiglia); Giovanna Boda (direttore Generale presso la Direzione per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del Ministero dell’Istruzione e coordinatrice della commissione nazionale sul bullismo); Stefania Brancaccio (vicepresidente di Coelmo spa); Nancy Brilli (attrice); Marta Gagnola (giornalista di Radio24); Ida Del Grosso (direttore reggente della Casa Circondariale Femminile di Rebibbia); Caterina Doglio (giornalista caporedattrice di RaiNews24); Mariella Enoc (presidente del consiglio di amministrazione dell’ospedale Bambino Gesù); Marcella Farina (teologa della facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”); Sira Fatucci (responsabile di antisemitismo, memoria della Shoah e Giornata della Cultura per l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane); Micol Forti (responsabile della collezione d’arte contemporanea dei Musei Vaticani); Maria Chiara Gadda (parlamentare Pd); Elena Giacchi Mancini (ginecologa dell’università Cattolica del Sacro Cuore); Roberta Gisotti (giornalista di Radio Vaticana e Rai); Eva Gullo Frassinetti (socia della società di consulenza GM&P Consulting Network); Monica Jimenez Dela Jara (diplomatica e docente cilena); Emma Madigan (ambasciatrice dell’Irlanda presso la Santa Sede); Monica Maggioni (presidente Rai), Fiona May (atleta olimpionica); suor Mary Melone (rettore della Pontificia Università Antonianum); Donna Orsuto (teologa della Pontificia Università Gregoriana); Chiara Palazzini (pedagogista); Maria Rita Parsi (scrittrice, psicoterapeuta e docente); Paola Pica (giornalista del Corriere della Sera); Maria Bruna Romito (già docente di italiano e storia presso l’Università Cattolica Pazmany di Budapest); Daniela Ropelato (docente di scienze politiche all’Istituto Universitario Sophia e all’Università S. Tommaso d’Aquino Angelicum); Maria Giovanna Ruggirei (presidente dell’Unione Mondiale delle Organizzazioni di Donne Cattoliche); Marzia Saltarello (professore di Chirurgia Plastica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma); Renata Salvarani (professore di Storia del Cristianesimo e delle Chiese all’Università Europea di Roma); Lucetta Scaraffia (storica e editorialista dell’Osservatore Romano), Elisabetta Soglio (giornalista del Corriere della Sera), Yasemin Taskin (giornalista turca), Amelia Uelmen (docente alla Scuola di Legge di Georgetown).

La «consulta femminile» è nata nel giugno del 2015 in seguito all’assemblea plenaria che nel 2014 il Dicastero per la Cultura ha dedicato al tema «Le culture femminili». Per l’8 marzo di quest’anno l’organismo ha curato anche il numero speciale «Il tempo e lo sguardo delle donne» della rivista Culture e fede che viene presentato anch’esso alla stampa: «Per celebrare l’8 marzo, abbiamo scelto di curare questo numero speciale della rivista Culture e Fede, intervenendo su quattro temi», si legge nella nota di presentazione. «Andare incontro ai giovani, al loro peculiare linguaggio, alla loro esperienza, forza e fragilità. Superare le disparità di accesso al lavoro e di remunerazione, che ancora esistono persino nei paesi dove le ragazze hanno tassi di istruzione più elevati dei maschi. Sostenere la presenza positiva delle donne nelle religioni. Gettare un ponte verso le culture maschili».

La nota conclude sottolineando che «in molti luoghi del mondo (anche se non ancora in tutti), la richiesta delle donne di spendere i propri talenti in favore della società inizia ad essere esaudita. E questo avviene spesso senza rancore, senza assumere un tono feroce e senza abbandonare le risorse dell’ironia, dell’accortezza e della perspicacia. Da molti è detto che il mondo sta cambiando e il XXI sarà il secolo delle donne, nel bene e nel male. Le donne della Consulta, interpretando ognuna a proprio modo il genio femminile, ritengono che questo accadrà nel bene».

Prosegui la lettura »

Tv2000 presenta ‘Almeno Credo’: “cattolici”,musulmani,ebrei a confronto

ECUMANIA GALOPPANTE:

https://www.youtube.com/watch?v=hnRA_dCZ6ao&feature=youtu.be

Docufilm di Gualtiero Peirce che dieci anni dopo ritrova e fa riparlare i bambini di ‘Primo giorno di Dio’. – Dieci anni fa un gruppo di bambini cattolici, ebrei e musulmani raccontava il proprio Dio in un documentario di Gualtiero Peirce intitolato ‘Primo giorno di Dio’. A emergere fu la constatazione che, nonostante la diversità di luoghi, abiti e rituali, i bambini chiedevano a Dio le stesse cose e ricevevano le stesse risposte. Cosa sono diventati oggi quei bambini?E, da adolescenti, come vivono il rapporto con la religione? Gualtiero Peirce li ha ritrovati e li ha di nuovo messi a confronto: nasce così ‘Almeno Credo’ un docu-film che Tv2000 trasmette giovedì 9 marzo alle 21.05 e a seguire in seconda serata il doc ‘Primo giorno di Dio’.
Il docu-film ‘Almeno Credo’ è stato presentato e proiettato stamane alla Filmoteca Vaticana alla presenza dell’incaricato dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo del Vicariato di Roma, mons. Marco Gnavi; la Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello; l’Imam della Moschea della Magliana a Roma, Sami Salem; il Direttore di Tv2000; Paolo Ruffini e il regista del docu-film, Gualtiero Peirce. E questa sera alle 20.30 al Cinema Greenwich di Roma l’anteprima, aperta al pubblico, alla presenza anche dei ragazzi delle scuole. ‘Almeno Credo’ è un progetto di Beppe Attene e Gualtiero Peirce scritto dallo stesso Peirce in collaborazione con Andrea Cedrola. Prosegui la lettura »

Menzingen nella Roma modernista: inciucio de facto da anni e anche inciucio immobiliare?

Risultati immagini per Menzingen fraternitàSegnalazione di Federico Prati

Il 24 Febbraio 2017, sul giornale il Foglio il giornalista italiano Matteo Matzuzzi pubblicava un articolo dove annunciava l’acquisizione da parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X di un complesso di edifici tra cui una Chiesa in stile neo-gotica di Santa Maria Immacolata all’Esquilino a Roma. Secondo lui, questo acquisto è il segno di un accordo tra la Santa Sede, e la Fraternità Sacerdotale San Pio X. E di conseguenza deduce che la Casa Generalizia di Menzingen sarà presto trasferita a Roma.

A sostegno di queste “rivelazioni”, Matteo Matzuzzi ha scritto: “Il Papa è intervenuto direttamente per accelerare tutto, tramite monsignor Guido Pozzo , Segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei. Inoltre secondo le fonti del giornalista il (Superiore della Fraternità San Pio X), mons. Bernard Fellay. mons. Alfonso de Galarreta e l’Assistente Generale P. Alain Nely , dal 17 al 20 Gennaio hanno soggiornato alla Casa Domus Sainte-Marthe, addirittura la superiora delle suore della fraternità sacerdotale San Pio X anch’essa a partecipato ai colloqui, P. Alain Nely è stato incaricato dell’acquisto del complesso.

E’ vero che la Fraternità Sacerdotale San Pio X è una congregazione di Vita Apostolica, e che è cattolica che la sua romanità la detiene nel suo dna grazie al suo fondatore , L’arcivescovo mons. Marcel Lefebvre, che ha sempre voluto una posizione a Roma. Ecco perché una delle sue prime case aperte è stata quella di Albano laziale nei pressi della città eterna. E ‘anche vero che nei rapporti che ha avuto con le autorità romane, Lefebvre – degno figlio di padre Henri Le Floch CSSp (1862-1950), Rettore del Pontificio Seminario Francese – ha sempre proclamato la sua romanità. Ciò che ha reso lo scrivere al cardinale Edouard Gagnon , quindi trasmesso “Papa” (virgolette redazionali Agerecontra.it) Giovanni Paolo II , 21 novembre 1987:

“Accettiamo volentieri di essere riconosciuto dal Papa come siamo e di avere un posto nella Città Eterna, per portare la nostra collaborazione per il rinnovamento della Chiesa; non abbiamo mai voluto rompere con il Successore di Pietro, né prendere in considerazione che la Santa Sede è vacante, nonostante le difficoltà che perdurano .” Prosegui la lettura »