Archivio per la categoria Economia Mondiale

Banche ricche, imprese povere

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Segnalazione Linkiesta

Nel secondo trimestre dell’anno il credito a imprese e famiglie produttrici è sceso di 15 miliardi rispetto al primo trimestre. È l’altra faccia del risanamento delle banche, che ora hanno come priorità la ripulitura dei bilanci dai crediti in sofferenza (di Fabrizio Patti, LEGGI) Prosegui la lettura »

Elite Finanziaria ed il controllo globale

di Luciano Lago

Elite Finanziaria ed il controllo globale

Fonte: controinformazione

di Luciano Lago

Come altre volte abbiamo scritto, il processo di globalizzazione economica ha favorito negli ultimi decenni l’ascesa al potere di una elite finanziaria transnazionale che ha acquisito un potere di controllo di fatto sul sistema economico mondiale tramite il monopolio degli strumenti finanziari ed la supervisione sui principali organismi transnazionali che svolgono la funzione di regolatori dei mercati dei capitali e dei principali indici finanziari.

Si tratta del Fondo Monetario Internazionale, della Banca mondiale, del potentissimo WTO (commercio internazionale), della Banca dei Regolamenti Internazionali ( che rappresenta il vertice del cartello bancario delle Banche Centrali, un istituto che controlla l’offerta di moneta in tutto il globo), dell’ONU e delle sue più importanti agenzie, della Goldman Sachs e delle più importanti banche d’affari (dalla JP Morgan alla Black Rock, Morgan Stanley, Credit Suisse, ecc..). Prosegui la lettura »

Il Pentagono adesso verifica che l’Impero USA sta collassando

Un recente studio de Pentagono è arrivato a concludere che l’ordine mondiale programmato dagli USA e stabilito dopo la Seconda Guerra Mondiale sta franando e si trova al bordo di un collasso, cosa che porterà gli USA a perdere la loro preminenza negli affari globali.

Per mantenere il loro “accesso globale alle materie prime”, il Pentagono esorta a chegli USA procedano ad una espansione massiccia del complesso militare- industriale.

Lo studio si è basato su una ricerca di un anno fatta da consulenti con le principali agenzie del Dipartimento della Difesa e dell’Esercito degli USA: l’Istituto di Studi Strategici della Scuola di Guerra dell’Esercito USA con valutazione della politica di programmazione del Pentagono.

Nonostante il fatto di essere un “gigante militare, poliedrico ed economico”su scala globale,gli USA già non godono più di una posizione inespugnabile di fronte agli altri stati “competitors”.

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La crisi e i suoi derivati

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Dal 2013 al 2016 lo Stato italiano ha perso, a causa dei derivati, 23 miliardi di euro.

Da qui al 2021 bruceremo altri 24 miliardi.

Eppure tutto questo sembra non importare più a nessuno (di Fabrizio Patti,LEGGI)

Soros nega, ma sponsorizza l’immigrazione

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Aleksandr Dugin: In Europa sarà presto caos, guerra civile, distruzione.

Aleksandr Dugin: In Europa sarà presto caos, guerra civile, distruzione.

Fonte: byoblu

Europa e Stati Uniti hanno spesso ricambiato il favore ad Aleksandr Dugin. Un anno fa, il famoso politologo russo è stato messo alla porta in Grecia. Accompagnato dal patriarca di Mosca Kirill per una conferenza sul Monte Athos, Dugin è stato fermato all’aeroporto di Salonicco e gli è stato comunicato che il suo ingresso all’interno dei territori della Ue gli era interdetto. Un anno prima, il Dipartimento del tesoro degli Stati Uniti lo aveva inserito nella lista dei cittadini russi sotto sanzioni per la crisi ucraina. Un mese dopo è il Canada a mettere sotto embargo Dugin. Di lui hanno scritto tutti, da Foreign Policy, che lo chiama “il cervello di Putin”, al Sole 24 Ore, che la settimana scorsa lo ha definito il “Rasputin di Putin”.

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La comunità e il reddito di cittadinanza

arton10592di Fabio Falchi

Fonte: Fabio Falchi

La questione del reddito di cittadinanza pone molti problemi, ma pare poggiare su un fondamento politico-sociale assai solido.
La storia del Novecento ha insegnato (anche se sono ancora numerosi quelli che non hanno compreso questa lezione, ossia coloro che, per così dire, vogliono le albicocche ma non l’albicocco) che vi sono due forme principali di organizzazione sociale compatibili con l’apparato tecnico-produttivo generatosi a partire dalla rivoluzione industriale.
Vi sono infatti l’organizzazione sociale di tipo liberal-capitalistico, ovvero basata sulla proprietà privata dei principali mezzi di produzione, e quella di tipo statale, basata cioè sulla proprietà collettiva dei mezzi di produzione e quindi caratterizzata dall’assenza del mercato capitalistico. Le cooperative o altre forme di socializzazione (più o meno “chimeriche”) rientrano o nel primo o nel secondo caso a seconda che vi sia (come in Cina) un mercato capitalistico oppure no (come accadeva) nell’Urss. Difatti, le cooperative o altre forme di “autogestione”, se vi è un mercato capitalistico, operano come imprese capitalistiche (e non vi è certo differenza per i lavoratori se le imprese sono dirette da manager pubblici anziché privati). Vi sono, com’è ovvio, anche forme miste (basti pensare all’Italia della seconda metà del Novecento), in cui cioè si combinano forme di proprietà privata e pubblica dei mezzi di produzione, ma l’organizzazione sociale in questi casi è pur sempre basata sul mercato capitalistico (e questo vale anche per la Cina, il cui “socialismo di mercato” è solo una  finzione ideologica necessaria per giustificare il potere assoluto del partito-Stato). Prosegui la lettura »

Moneta far-falla

di Nicoletta Forcheri

Moneta far-falla

Fonte: Nicoletta Forcheri

https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2017/01/12/relazione-far-falla-4-novembre-2016/

LA FAR-FALLA DELLA MONETA CREDITIZIA

Convegno 4 novembre Banche e creazione monetaria, Roma, Montecitorio

(Pubblico solo oggi la relazione della conferenza del 4 novembre al Parlamento con i deputati 5S Villarosa, Sibilia, Pesco, e i relatori Torfason, Della Luna, Galloni e Govoni. La conferenza è visibile qua )

“(…) con l’emissione di carta moneta strutturata come falsa cambiale o falsa fede di deposito, si induce la collettività a dare merce, che ha un costo, contro oro carta, che costo non ha.” (G. Auriti, L’ordinamento internazionale del sistema monetario, pag. 43).

& Una piccola falla ontologica e storica agisce come un battito di ali di far-falla che provoca catastrofi e fallimenti a catena, a distanza negli anni e nello spazio. E’ una falla contabile nella descrizione della moneta. Siamo come quegli eschimesi che circondati da neve dalla mattina alla sera non hanno alcuna parola per nominare e descrivere la neve. E se sappiamo che gli eschimesi hanno almeno dieci termini per dieci varietà di neve diversa, noi non ne abbiamo neanche una contabile, per citare e descrivere, differenziandola dal credito, la moneta. Siamo di fronte a una moneta INVISIBILE, fatta artificialmente coincidere con IL TITOLO, travestita da CREDITO O DEBITO, a seconda dal punto di vista della persona. Prosegui la lettura »

IL DANNO DEL DENARO CREATO DALLE BANCHE

Risultati immagini per il danno del denaro creato dalle banchedi Luigi Copertino

IL DANNO DEL DENARO CREATO DALLE BANCHE – di Luciano Gallino

L’ARTICOLO di Martin Wolf uscito pochi giorni fa sul “Financial Times” (il 24 aprile) è a dir poco sensazionale. Gli si desse retta, il solo titolo — “Spogliare le banche private del potere di creare denaro” — basterebbe per mandare in soffitta le teorie, le istituzioni e le politiche economiche che prima hanno causato la crisi, poi l’hanno aggravata con le politiche di austerità. Prosegui la lettura »

Quel blasfemo di Ezra Pound (sulla fiscalità monetaria)

di Fabio Ferracci

Quel blasfemo di Ezra Pound (sulla fiscalità monetaria)

Fonte: Il Talebano

Per non far pagare le tasse ai cittadini basta tassare la moneta al momento stesso della sua emissione. (Ezra Pound)

Può davvero esistere un sistema di fiscalità alternativo, che non necessiti di applicare alcuna pressione fiscale a danno del cittadino? Può davvero reggere un sistema economico che non richieda IVA, IMU,TARES e gabelle varie? Il poeta, scrittore, economista e candidato al premio nobel nel 1959 – Ezra Pound – aveva già trovato negli anni quaranta una soluzione. L’idea era di tassare non i cittadini produttori, sul cui lavoro si regge la prosperità della Nazione, ma il denaro stesso, ponendo ogni mese una marca da bollo pari ad un centesimo del valore nominale delle banconote ed ottenendo così i seguenti effetti:

  • lo Stato, senza alcuna spesa di riscossione e senza alcuna possibilità di evasione fiscale, avrebbe avuto un reddito pari al 12% annuale della massa monetaria;
  • le banche sarebbero state ridotte a meri intermediari finanziari, non potendo rinchiudere il denaro nei propri forzieri, pena perdere tutti i propri averi in 100 mesi;
  • lo Stato avrebbe riacquisto sovranità monetaria, garantendo un’adeguata emissione.

Questa teoria non ebbe mai modo di realizzarsi, cadendo nell’oblìo, dimenticata da tutti ma mai smentita. Tuttavia, sulla scia di queste intuizioni, più tardi l’ AIFIMO (associazione per la fiscalità monetaria) presentò in Parlamento una proposta di legge ad iniziativa popolare, a norma dell’art. 71 della Costituzione della repubblica italiana e degli art. 7 e 48 della Legge 25 Maggio 1970 n. 352, sulla fiscalità monetaria, aggiungendo inoltre l’erogazione di un reddito di cittadinanza come elemento sistemico complementare. La proposta non fu mai presa in considerazione, neppure quando riproposta nel 2007 dall’onorevole Teodoro Bontempo. Prosegui la lettura »