Archivio per la categoria Economia Mondiale

Moneta far-falla

di Nicoletta Forcheri

Moneta far-falla

Fonte: Nicoletta Forcheri

https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2017/01/12/relazione-far-falla-4-novembre-2016/

LA FAR-FALLA DELLA MONETA CREDITIZIA

Convegno 4 novembre Banche e creazione monetaria, Roma, Montecitorio

(Pubblico solo oggi la relazione della conferenza del 4 novembre al Parlamento con i deputati 5S Villarosa, Sibilia, Pesco, e i relatori Torfason, Della Luna, Galloni e Govoni. La conferenza è visibile qua )

“(…) con l’emissione di carta moneta strutturata come falsa cambiale o falsa fede di deposito, si induce la collettività a dare merce, che ha un costo, contro oro carta, che costo non ha.” (G. Auriti, L’ordinamento internazionale del sistema monetario, pag. 43).

& Una piccola falla ontologica e storica agisce come un battito di ali di far-falla che provoca catastrofi e fallimenti a catena, a distanza negli anni e nello spazio. E’ una falla contabile nella descrizione della moneta. Siamo come quegli eschimesi che circondati da neve dalla mattina alla sera non hanno alcuna parola per nominare e descrivere la neve. E se sappiamo che gli eschimesi hanno almeno dieci termini per dieci varietà di neve diversa, noi non ne abbiamo neanche una contabile, per citare e descrivere, differenziandola dal credito, la moneta. Siamo di fronte a una moneta INVISIBILE, fatta artificialmente coincidere con IL TITOLO, travestita da CREDITO O DEBITO, a seconda dal punto di vista della persona. Prosegui la lettura »

IL DANNO DEL DENARO CREATO DALLE BANCHE

Risultati immagini per il danno del denaro creato dalle banchedi Luigi Copertino

IL DANNO DEL DENARO CREATO DALLE BANCHE – di Luciano Gallino

L’ARTICOLO di Martin Wolf uscito pochi giorni fa sul “Financial Times” (il 24 aprile) è a dir poco sensazionale. Gli si desse retta, il solo titolo — “Spogliare le banche private del potere di creare denaro” — basterebbe per mandare in soffitta le teorie, le istituzioni e le politiche economiche che prima hanno causato la crisi, poi l’hanno aggravata con le politiche di austerità. Prosegui la lettura »

Quel blasfemo di Ezra Pound (sulla fiscalità monetaria)

di Fabio Ferracci

Quel blasfemo di Ezra Pound (sulla fiscalità monetaria)

Fonte: Il Talebano

Per non far pagare le tasse ai cittadini basta tassare la moneta al momento stesso della sua emissione. (Ezra Pound)

Può davvero esistere un sistema di fiscalità alternativo, che non necessiti di applicare alcuna pressione fiscale a danno del cittadino? Può davvero reggere un sistema economico che non richieda IVA, IMU,TARES e gabelle varie? Il poeta, scrittore, economista e candidato al premio nobel nel 1959 – Ezra Pound – aveva già trovato negli anni quaranta una soluzione. L’idea era di tassare non i cittadini produttori, sul cui lavoro si regge la prosperità della Nazione, ma il denaro stesso, ponendo ogni mese una marca da bollo pari ad un centesimo del valore nominale delle banconote ed ottenendo così i seguenti effetti:

  • lo Stato, senza alcuna spesa di riscossione e senza alcuna possibilità di evasione fiscale, avrebbe avuto un reddito pari al 12% annuale della massa monetaria;
  • le banche sarebbero state ridotte a meri intermediari finanziari, non potendo rinchiudere il denaro nei propri forzieri, pena perdere tutti i propri averi in 100 mesi;
  • lo Stato avrebbe riacquisto sovranità monetaria, garantendo un’adeguata emissione.

Questa teoria non ebbe mai modo di realizzarsi, cadendo nell’oblìo, dimenticata da tutti ma mai smentita. Tuttavia, sulla scia di queste intuizioni, più tardi l’ AIFIMO (associazione per la fiscalità monetaria) presentò in Parlamento una proposta di legge ad iniziativa popolare, a norma dell’art. 71 della Costituzione della repubblica italiana e degli art. 7 e 48 della Legge 25 Maggio 1970 n. 352, sulla fiscalità monetaria, aggiungendo inoltre l’erogazione di un reddito di cittadinanza come elemento sistemico complementare. La proposta non fu mai presa in considerazione, neppure quando riproposta nel 2007 dall’onorevole Teodoro Bontempo. Prosegui la lettura »

Brexit, le grandi banche se ne vanno, dal 2017 via dalla Gran Bretagna

L’annuncio sul quotidiano Observer del presidente British Bankers’ Association (Bba) Anthony Browne: gli istituti non possono aspettare i tempi della politica sull’uscita dall’Unione Europea dopo il referendum sulla Brexit e sulle future relazioni tra Regno Unito e Ue

di Fabrizio Massaro

Le grandi banche britanniche si preparano a trasferirsi fuori dal Regno Unito all’inizio dell’anno prossimo per i timori crescenti generati dalla Brexit, mentre gli istituti più piccoli stanno approntando piani per farlo già prima di Natale a causa delle incertezze perduranti sulle future relazioni tra la Gran Bretagna e l’Unione Europea. Lo scrive sull’Observer il capo della British Bankers’ Association (Bba)

Il primo ministro britannico, Theresa May (AFP)
Il primo ministro britannico, Theresa May (AFP)

Anthony Browne. La maggior parte delle banche, all’epoca del referendum, si era schierata per rimanere nell’Unione europea. Il primo ministro Theresa May ha già detto che i colloqui formali con Bruxelles cominceranno entro marzo. Il tema più caldo sul tappeto è il mantenimento dell’accesso al mercato unico, che l’Europa però vuole concedere solo se verrà preservata da parte di Londra la libertà di movimento dei cittadini Ue in Gran Bretagna.

CONTINUA SU: http://www.corriere.it/economia/16_ottobre_23/brexit-grandi-banche-se-ne-vanno-2017-via-gran-bretagna-98bc8af0-9912-11e6-8bff-dd2b744d8dfe.shtml
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L’immigrazionismo di George Soros

di Giacomo Gabellini

L’immigrazionismo di George Soros

Fonte: l’indro

Giorni fa, il magnate e re della speculazione George Soros ha firmato una lettera sul ‘Wall Street Journal’ che si configura fin dalle prime righe come una vera e propria apologia dell’immigrazione di massa, e finisce per rappresentare un appello ai governi europei a favorire questo processo in base ai presunti vantaggi economici, politici e sociali che assicurerebbe.
Soros esordisce scrivendo che «il mondo è investito da un’ondata di migrazioni forzate. Decine di milioni di persone sono in movimento, fuggendo molto spesso dai Paesi d’origine per ricercare una vita migliore all’estero. Alcuni scappano da una guerra civile o dalla tirannia di regimi oppressivi; altri dalla povertà estrema, attirati dalla prospettiva di guadagnare qualcosa di più per se stessi e  per le proprie famiglie. Il nostro fallimento nello sviluppare e implementare politiche efficaci per gestire l’aumento dei flussi migratori ha contribuito notevolmente a diffondere miseria umana ed instabilità politica, sia nei Paesi da cui le persone scappano che nelle nazioni che li ospitano più o meno di buon grado. I migranti sono spesso costretti ad una vita di disperazione e di inattività, mentre gli Stati ospitanti non sono capaci di trarre i benefici che potrebbe assicurare l’integrazione di queste persone […]. I governi devono svolgere un ruolo di primo piano nell’affrontare questa crisi creando e sostenendo una adeguata infrastruttura fisica e sociale per migranti e rifugiati. Ma è essenziale usare anche tutta la forza del settore privato. Riconoscendo queste parole, l’amministrazione Obama ha recentemente lanciato una ‘chiamata alle armi’, per chiedere alle imprese Usa di svolgere un ruolo più incisivo nel far fronte alle sfide messe in atto dalla migrazione forzata. Oggi, i leader del settore privato si stanno coordinando alle Nazioni Unite ad assumere impegni concreti ed aiutare a risolvere il problema». Prosegui la lettura »

Banche: multe miliardarie ma mancano le regole

di Mario Lettieri e Paolo Raimondi 

Banche: multe miliardarie ma mancano le regole

Fonte: Arianna editrice

La recente richiesta del Dipartimento di Giustizia americano alla Deutsche Bank di pagare una multa di 14 miliardi di dollari per chiudere il contenzioso negli Usa sulla ‘frode’ dei mutui subprime, e dei relativi derivati finanziari, ha una rilevanza che va ben oltre la cifra stessa.

Nel frattempo, sempre sulla stessa questione, quasi tutte le banche internazionali too big to fail sono state chiamate a pagare altrettante multe miliardarie: nel 2013 la JP Morgan per 13 miliardi di dollari, nel 2014 la Citi Bank per 7 miliardi e la Bank of America per circa 17 miliardi, e poi la Goldman Sachs per 5,1 miliardi, la Morgan Stanley per 3,2 miliardi….

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Il Ttip è morto. Lo rimpiangeranno in pochi

di Augusto Grandi 

Il Ttip è morto. Lo rimpiangeranno in pochi

Fonte: Barbadillo

Il Ttip è morto”, ha certificato Sigmar Gabriel, vice cancelliere tedesco. Con il rischio, però, che possa venir riesumato dopo le elezioni americane e quelle tedesche. Se davvero morirà, a rimpiangerlo saranno in pochi: le multinazionali e il ministro dello Sviluppo economico italiano, Carlo Calenda. Oltre al codazzo di piccoli imprenditori che, come d’abitudine, non hanno capito nulla ma si erano allineati ai diktat dei Marchionne di turno. In realtà il Ttip, ossia il trattato per il libero commercio tra Unione Europea e Stati Uniti (più satelliti vari), avrebbe provocato disastri proprio alle piccole e medie imprese industriali. E avrebbe distrutto l’agricoltura europea.

I sostenitori del trattato, sul versante europeo, magnificavano le prospettive di incremento dei commerci tra le due sponde dell’Atlantico. Fingendo di ignorare che gli ostacoli attuali all’export italiano verso gli USA non derivano da regole e dazi, ma dalle dimensioni delle nostre aziende. Esportare significa sostenere dei costi ed il 70% delle imprese italiane non vende all’estero. Neppure nei Paesi confinanti. In compenso il Ttip, modellato secondo le volontà americane, avrebbe comportato l’obbligo europeo di accogliere i cibi americani a base di Ogm ed ormoni, verdure ai pesticidi. Con la possibilità per le multinazionali statunitensi di denunciare i Paesi europei che avessero voluto opporsi al cibo spazzatura, ai prodotti industriali fatti realizzare dalle multinazionali USA nei Paesi dove è permesso lo sfruttamento della manodopera infantile.

Ed il tribunale che avrebbe affrontato queste controversie sarebbe ovviamente stato americano. Il Ttip, in pratica, avrebbe favorito ulteriori delocalizzazioni produttive in nome del libero scambio. Anche perché gli USA hanno firmato un trattato simile con i Paesi dell’area del Pacifico. Dunque avrebbero potuto imporre in Europa le produzioni asiatiche a basso costo, spazzando via la concorrenza europea. In cambio di cosa? Della possibilità, per i grandi gruppi industriali europei, di avere i medesimi standard produttivi per i mercati sulle due sponde dell’Atlantico. In pratica un risparmio per i soci dei grandi gruppi, pagato con peggiori condizioni per tutti i cittadini europei. Senza dimenticare che, anche senza Ttip, le esportazioni europee verso gli USA sono aumentate, a partire da quelle italiane. E senza rinunciare alla sicurezza alimentare.

 

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Banche, moneta, potere di emissione e capitalismo finanziario

2zz51QQSegnalazione di Federico Prati

“Il culmine del potere nel mondo di oggi sta nel potere di emissione del denaro. Se tale potere venisse democratizzato e focalizzato in una direzione che tenga conto dei problemi sociali ed ecologici allora potrebbe ancora esserci la speranza di salvare il mondo”
Thomas H. Greco, Jr.

“I disordini non avranno mai fine, non avremo mai una sana amministrazione della cosa pubblica, se non acquisteremo una nozione precisa e netta della natura e della funzione del denaro.”
Ezra Pound

“L’attività bancaria fu fecondata con l’ingiustizia e nacque nel peccato. I banchieri posseggono il mondo.Se glielo toglierete via lasciando loro il potere di creare denaro, con un colpo di penna creeranno abbastanza depositi per ricomprarselo. Toglieteglielo via in qualunque modo e tutti i grandi patrimoni come il mio scompariranno, ed è necessario che scompaiano affinché questo diventi un mondo migliore in cui vivere. Ma se preferite restare schiavi dei banchieri e pagare voi stessi il costo della vostra stessa schiavitù, lasciate che continuino a creare denaro.”
Sir Josiah Stamp, Direttore della Banca d’Inghilterra negli anni venti, considerato a quel tempo il secondo uomo più ricco di tutta l’Inghilterra. Prosegui la lettura »

La “Moneta”, Dio o Mammona?

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leggi tutto: La-Moneta-Dio-o-Mammona

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A DIECI ANNI DALLA MORTE DEL PROF. GIACINTO AURITI

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Oggi e domani a Chieti (programma su www.simec.org) si svolgeranno due giornate commemorative, cui invitiamo a partecipare di Matteo Castagna* Messaggio ai familiari del compianto Prof. Giacinto Auriti

di Matteo Castagna*

    Ci scusiamo perché non possiamo essere, fisicamente, con Voi e ringraziamo pubblicamente dell’invito l’amico Rocco Carbone, assicurando, comunque, la presenza di qualche nostro simpatizzante.

    In occasione del decennale della scomparsa del Prof. Giacinto Auriti, il Circolo Cattolico “Christus Rex” lo vuole ricordare, innanzitutto nella preghiera di suffragio e poi come maestro di politica e di economia che, con grandiosa lungimiranza e straordinaria competenza ha denunciato il problema fondamentale di quello che si suole chiamare “Sistema”: il signoraggio bancario.

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