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La vergogna della fiction Rai “Di padre in figlia”: così umiliano cinque milioni di veneti

Rai, la vergogna della fiction Rai "Di padre in figlia": così umiliano cinque milioni di veneti

Se i veneti avevano intenzione di votare Sì al referendum sull’ autonomia, ora avranno una ragione in più per emanciparsi dallo Stato e dalle sue aziende come la Rai. In questi giorni la tv pubblica sta mandando in onda la fiction Di padre in figlia, ambientata nella Bassano del Grappa degli anni 70 e 80, una narrazione che riesce nel raro intento di raccogliere tutti i peggiori cliché sul popolo veneto: il capofamiglia, Giovanni Franza (Alessio Boni), è un arrivista disposto a tutto pur di avere successo, uomo autoritario, prepotente e fedifrago; nonché titolare di un’impresa accusata di frode fiscale e falsa esportazione; il genero di Franza è un ubriacone e manesco; le donne di famiglia sono tutte vittime di una società maschilista: alla figlia più talentuosa (Maria Teresa, interpretata da Cristiana Capotondi) il padre impedisce di fare carriera come meriterebbe; l’altra figlia, Elena, si vede tarpare a lungo il desiderio di autodeterminazione e il sogno di far la modella, fino all’abbandono liberatorio del tetto coniugale (e dei figli); la moglie di Franza subisce reiterati tradimenti dal marito, salvo poi emanciparsi da lui, tradendolo a sua volta; il riscatto femminile passa sempre dalla lotta per la legalizzazione dell’aborto e del divorzio e da una vita di eccessi, fatta di droghe e assenza di riferimenti tradizionali (è il caso dell’ altra figlia, Sofia); la donna più saggia e mite della fiction è una prostituta; la più sottomessa è una segretaria abusata sessualmente dal padre.

Massoneria, scoppia la grande faida

Dopo il sequestro di 35 mila nomi da parte della Guardia di Finanza, nelle logge è tutti contro tutti. Espulsioni, autosospensioni, scissioni. Riti paralleli e incontrollabili. Macabre cerimonie di iniziazione. E sullo sfondo le infiltrazioni criminali su cui indaga l’Antimafia

DI GIANFRANCESCO TURANO     
Nel fine settimana della Gran Loggia, organizzato dal Grande Oriente a Rimini dal 7 al 9 aprile, la massoneria si mostra compatta, in salute, forte delle sue adesioni in crescita costante. Nel trecentesimo anniversario dalla nascita della massoneria moderna a Londra, la kermesse annuale ha convocato al Palacongressi della città romagnola duemila persone, ha programmato spettacoli teatrali dedicati alla vita di Enzo Tortora, commemorazioni di fratelli illustri come l’attore Arnoldo Foà e l’apneista Enzo Maiorca. Fra i politici invitati, gli habitués Daniele Capezzone (Direzione Italia) e il viceministro delle Infrastrutture e segretario socialista Riccardo Nencini.Abbondanti e varie anche le delegazioni internazionali presenti in Italia per ottenere il riconoscimento del Goi: Mali, Sudafrica e cinque Stati della federazione brasiliana. Tutto sotto il patrocinio del segretario esecutivo della conferenza dei Gran Maestri internazionali, il chirurgo pediatrico rumeno Radu Balanescu.

E l’ANSA spiana la strada ai profughi

Quotidiano “La Verità” del 1/4/2017

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Migranti, Ungheria accusa: “Governo Renzi ci ricattava”

Dopo il passo indietro dell’Austria sul piano europeo per la ricollocazione dei migranti, il governo ungherese accusa l’Italia di continuare a “ricattare” l’Ungheria sulle politiche migratorie.

Altro che nuovo slancio unitario. I festeggiamenti per l’anniversario dei sessant’anni dell’Europa unita si sono appena conclusi, ma nel Vecchio Continente sono subito tornate le tensioni.

A dividere è ancora il dossier immigrazione. Ieri, a sorpresa, Vienna ha annunciato il ritiro dell’Austria dal piano europeo per la ricollocazione dei migranti. E oggi, il portavoce del governo ungherese, Zoltan Kovacs, ha puntato il dito contro l’Italia, accusando Roma di ricattare Budapest sulle politiche migratorie.
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“Report”, stasera alle 21.30 riparte il programma con tante nuove inchieste

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Tra i servizi in scaletta: Sottole stelle di Bernardo Iovene. Una stella Michelin cambia la vita a un ristorante e allo chef, ma anche le forchette del Gambero Rosso

Riparte l’appuntamento con “Report” e con Sigfrido Ranucci che raccoglie il testimone da Milena Gabanelli da lunedi’ 27 marzo alle 21.30 su Rai3. Tra i servizi in scaletta: Sottole stelle di Bernardo Iovene. Una stella Michelin cambia la vita a un ristorante e allo chef, ma anche le forchette del Gambero Rosso e i cappelli dell’Espresso possono fare la fortuna di un cuoco, che da quel momento ha la possibilita’ di partecipare a trasmissioni televisive, eventi culinari nazionali e internazionali, avere sponsor, diventare consulente, docente e fondare scuole. Ma agguantare stelle, cappelli e forchette ha un prezzo. Qual e’? L’inchiesta di Bernardo Iovene racconta come dietro il fantastico mondo della cucina ci sia in realta’ un gioco delle parti e un intreccio promiscuo tra cuochi, fornitori e critici delle piu’ prestigiose guide.

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Università di Verona: il Prof. Sala, i riti magici e molto altro…va bene così?

“La Verità”, quotidiano di Maurizio Belpietro, pubblica dalla prima pagina a pag. 12 di sabato scorso un lungo articolo, su una questione ben nota a Verona, a suo tempo denunciata pubblicamente dai tradizionalisti, della quale si occupò anche il nostro circolo Christus Rex. Ora che la notizia ha avuto la ribalta nazionale, il rettore darà risposte o va tutto bene così? Ci sarà, come pare, anche un’interrogazione parlamentare?2017-03-25 13.38.03

Le annate della rivista Terra Santa 1921-1925

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Segnalazione del Centro studi Federici

L’archivio storico delle annate della rivista La Terra Santa

In occasione dei novant’anni del bimestrale Terrasanta (fino al 2005 La Terra Santa) abbiamo avviato la digitalizzazione delle annate della rivista.

Cliccate sull’annata che vi interessa per scaricare il relativo file pdf (considerate le dimensioni di ogni file, il download richiederà qualche minuto).

La Terra Santa, annata 1921

La Terra Santa, annata 1922

La Terra Santa, annata 1923

La Terra Santa, annata 1924

La Terra Santa, annata 1925

http://www.terrasanta.net/tsx/articolo.jsp?wi_number=3307

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http://federiciblog.altervista.org/2016/09/07/le-annate-della-rivista-terra-santa-1921-1925/

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Rassegna stampa del 3/2/2016 a cura del C.S. Federici

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Rassegna stampa del 3/2/2016 (i titoli sono redazionali)

Gregge senza pastore

I numerosissimi manifestanti presenti al Circo Massimo per il “Family day” sono stati ignorati da Bergoglio. Era occupato al telefono con Scalfari o Pannella?

Repressione tricolorata

(2/2/2016) – Il Movimento Neoborbonico ha incaricato i propri legali di procedere “in sede amministrativa e penale” nei confronti dei responsabili dei sequestri di bandiere e sciarpe con lo stemma del Regno delle Due Sicilie attuati domenica 31 gennaio allo stadio San Paolo prima della gara Napoli-Empoli. “Decine di bandiere e di sciarpe con il simbolo storico dei Borbone sono stati sequestrati dalla Polizia – afferma il presidente del Movimento Neoborbonico, Gennaro De Crescenzo, addirittura sfilandole dal collo di bambini. Un comportamento tanto più incomprensibile in quanto il Gos (Gruppo Operativo Sicurezza) che vigila sulle competizioni calcistico ha chiarito che i simboli storici sono ammessi”.  Sequestri di bandiere e sciarpe con il simbolo dei Borbone-Due Sicilie da parte della Polizia erano avvenuti prima di Napoli-Udinese, giocata l’ 8 novembre 2015. (…)

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Segnalazione del Gruppo Editoriale L’Espresso

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“Nel 2016 la fine degli Usa ”, profetò Messing, il veggente di Stalin

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Essendo i tempi quelli che sono, molti lettori mi segnalano profezie. Molti mi hanno mandato quelle di padre Paisios del Monte Athos, scomparso nel 1994, dichiarato santo dal Sinodo ortodosso: impressionanti in quanto parlò di una guerra della Russia contro la Turchia, che non era nemmeno immaginabile 20 anni fa. I greci avrebbero ripreso Costantinopoli. “La Turchia sparirà dalla mappa del mondo…Il Medio Oriente diverrà un teatro di guerra – vide – a cui i russi prenderanno parte. Molto sangue sarà versato”. La fase decisiva, l’intervento cinese oltre l’Eufrate, sarà preceduta dalla “distruzione della moschea di Omar”, al cui posto gli ebrei ricostruiranno il Tempio”.

Ad un monaco cattolico che lo andò a trovare qualche anno prima della sua morte, annunciò “il papa, il quale metterà assieme tutti, cattolici, protestanti, figli del diavolo, mussulmani… Li metterà insieme lasciando a ciascuno libertà… Viviamo in tempi di Apocalisse, (…)Voi come vi comporterete quando il papa farà così?”.

“I pii avranno grandi prove, ma il tempo sarà breve. Le persecuzioni porteranno i cristiani ad unirsi, in modo del tutto naturale, con la separazione delle pecore dai capri. Allora, la profezia «un solo gregge e un solo pastore», realmente si realizzerà.”

http://famigliacattolica.blogspot.com/2014/03/discorsi-e-profezie-di-padre-paisios.html

Che dire? Le “profezie” sono da maneggiare con le molle. René Guénon ha scritto pagine memorabili sull’uso (e la creazione) delle “profezie” da parte i certi servizi , per creare uno stato d’animo collettivo funzionale agli scopi dei poteri occulti. E’ da deplorare che di queste profezie non vengano indicate fonti certe e testi critici, il quando e il dove e il come furono pronunciate, e quali testimoni le hanno ascoltate: ciò rende facile sospettare che siano, diciamo, interpolazioni posteriori. Putin ed Erdogan ai ferri corti? Ecco che si “trova” la profezia di padre Paisios. Una profezia che corrisponde ai desideri di chi la scopre.

Può ben essere nata dal desiderio (come gli hronir di Borges) anche la profezia che una tv russa, Ren Tv, ha attribuito a Wolf Messing, morto nel 1974: un sensitivo da palcoscenico celebre in URSS, il cui spettacolo consisteva nell’eseguire gli ordini che gente dal pubblico gli dava “telepaticamente”. Ebbene, Messing avrebbe predetto (cito): il 2016 sarà l’anno “in cui gli Usa cesseranno di essere una superpotenza, e cadranno ad un tale livello da esser considerate irrilevanti. In una condizione tale che nessuno penserà più all’America come a un oppositore. Sarà inflitto un colpo devastante all’economia Usa, dopo il quale, semplicemente, collasserà. Ma il 2016 non sarà solo fatale per gli Stati Uniti. Secondo Messing, il Giappone, insieme a Taiwan, attende il più forte impatto, paragonabile solo ad un colpo nucleare. Da dove verrà, il veggente non ha precisato, ma aggiunse che il paese soffrirà grandi perdite economiche ed umane”.

Cito, ovvio, da Renf Tv: ossia da una fonte di molto incerta credibilità, a dir poco. Dove, quando, a chi Messing avrebbe detto queste cose? Le ha lasciate scritte? Pubblicate o no? Niente di più vago e che si più si presti all’accusa di profezia-espressione di desiderio.

Se la riporto, però, il motivo c’è: anche la Teresa Neumann, la mistica tedesca stigmatizzata, cattolica, che per 35 anni non prese altro cibo se non l’Ostia, viveva periodicamente la Passione di Gesù ed è in corso di beatificazione, predisse la stessa cosa a un soldato americano che andò a vistarla nel ’52. Il mio paese entrerà in guerra contro l’Unione Sovietica?, domandò il militare. Lei rispose: No, ma verso la fine del secolo, il suo paese sarà devastato economicamente da una serie di grandi disastri naturali.

wolf-messing-biography-1404987662-0-s-307x512Inoltre, la “fonte” imprecisata e imprecisabile della profezia di Messing ha una spiegazione nella sua stessa vita. Nacque nel 1899 a Gora Kalwaria, presso Varsavia, da una misera famiglia ebraica. Ragazzo, scappò a Berlino per fuggire alla miseria. Con poca fortuna. Un giorno, per la fame, svenne; fu creduto morto (come si capirà dopo, cadeva in catalessi spontanea, una facoltà che apprenderà in seguito a provocare a volontà) e portato all’obitorio. Qui fu rianimato da un neurologo, “professor Abel”, che ne intuì le qualità mentali, e credette alla sua capacità di leggere le menti altrui e gli insegnò a svilupparla. Sotto la guida di Abel, il piccolo ebreo imparò a cadere in catalessi volontariamente (era in quella condizione che, apparentemente, prediceva il futuro) e ad assumere un dominio speciale del proprio corpo, rendendolo insensibile. In breve, a 16 anni poteva mandare alla famiglia i primi soldi producendosi, nei teatri di Vienna in qualità di “fachiro” – il pubblico poteva piantargli dei chiodi nel torace – e produrre i suoi “esperimenti mentali” di lettura del pensiero di spettatori, a cui rivelava particolari della propria vita. Ma era tutt’altro che un personaggio da circo; forse piuttosto una personalità come l’italiano Gustavo Augusto Rol (Torino 1903-1994, che sedusse e convinse spettatori d’alto rango con esperimenti telepatici che forse erano veri, forse trucchi); vollero conoscerlo Einstein e Freud, il quale gli insegnò a perfezionare lo stato di auto-ipnosi. Vent’anni di tournées tra Vienna, Varsavia, Berlino. Nel 1937, già quarantenne di successo, suscitò l’attenzione non benevola del Terzo Reich: in una esibizione aveva predetto la sconfitta delle armate germaniche se fossero scese in guerra contro l’URSS. Si sa che fu essa una taglia di 200 mila marchi sulla sua testa; nel ’39, quando i nazisti occuparono Varsavia, la città fu tappezzata di volantini che promettevano la ricompensa per la cattura di Messing. Fu effettivamente arrestato, picchiato, ma – almeno così raccontò lui – controllando le menti dei suoi carcerieri riuscì a sfuggire loro sotto il naso. Riparò in Unione Sovietica nel novembre ’39; al confine, presentò come lasciapassare uno dei volantini tedeschi che ne chiedevano la cattura. Poté entrare, ma naturalmente si rese conto presto che nell’impero del materialismo storico i suoi strani talenti potevano costargli il Gulag. Ma la polizia politica era allora piena di ebrei; qualcuno lo presentò a Panteleymon Ponomarenko, allora capo comunista della Bielorussia, che gli rilasciò un permesso per esibirsi in teatro. Una sera, agenti nell’NKVD interruppero l’esibizione e lo prelevarono: era arrivato l’ordine di condurre Messing a Mosca. Al Cremlino. Davanti a Stalin e Lavrenti Beria, il capo della polizia segreta. Stalin voleva mettere alla prova le sue pretese qualità. Gli chiese di provare ad uscire dal Cremlino nonostante le guardie, a cui era stato ordinato di non lasciarlo passare. Seguito a distanza da un funzionario, Messing passò le porte e i posti di guardia indisturbato; fuori, sulla piazza, salutò con la mano i due temibili governanti che lo guardavano dalla finestra. Le guardie, dopo, giurarono che l’uomo che avevano lasciato passare era Josip Stalin in persona…Sia vera o no questa storia, il regime usò Massing e i suoi pretesi poteri in molte occasioni: di alcune parlò egli stesso in famose interviste, di molte altre tacque. Una volta Nikolai Bulganin, membro del Politburo, lo mandò a prendere perché trovasse una valigetta con documenti segreti, che era stata smarrita; la trovò, indicando precisamente il luogo che “vedeva”. Qualche volta predisse il destino di uno sconosciuto di cui gli venne mostrata la fotografia.

E' stato una celebrità
E’ stato una celebrità

Ricordava spesso e volentieri di come, poco prima dell’invasione nazista, fosse stato invitato a parlare ai comandi supremi dell’Armata Rossa; ad essi raccontò che la guerra sarebbe stata enorme, ma si sarebbe conclusa con la vittoria sovietica. Precisò anche la data: tra il 3 e il 5 maggio 1945. Quando il conflitto finì, Stalin gl inviò un telegramma di congratulazioni: aveva indovinato. Massing conservò ovviamente il telegramma per tutta la vita. Molto meno loquace fu sul motivo per cui, dal ’43, cessò di prodursi in teatro e lavorò per il governo e i militari. Ma basta per intuire che il veggente era un patriota sovietico, di casa fra le alte personalità del Partito. Forse fu uno degli ultimi a vedere Stalin vivo, venti ore prima del suo decesso; anche se quegli incontri – per i quali veniva prelevato senza preavviso, nel pieno del Terrore Rosso, non di rado di notte, per poi trovarsi davanti a Stalin, Beria o Kalinin che gli chiedevano qualche azione paranormale – gli procuravano “molto stress”.

Messing durante una sua esibizione
Messing durante una sua esibizione

Ottenne però da questi potenti di poter continuare l’attività che amava, calcare le scene come veggente e telepatico. Il pubblico sovietico lo amava, era famoso. Lui preferiva i teatri di provincia, anche perché tutte le volte che si produceva nelle grandi città, Mosca, Leningrado, il locale Partito Comunista, insospettito al più alto grado di quelle pretese “dimostrazioni di sedicente spiritualità”, attivava la polizia segreta, che sorvegliava ogni suo gesto sulla scena. Dal 1950 fino alla morte, prima di ogni esibizione di Massing, il direttore del teatro saliva sul palco e leggeva una Dichiarazione della Accademia delle Scienze, Istituto di Filsofia, in cui si avvisava che le capacità di Massing di leggere nelle menti era basata su una sua speciale abilità di indovinare i pensieri del prossimo leggendo i loro movimenti involontari ed inconsci che un pensiero fa’ attivare nel corpo umano, dato che ovviamente la telepatia non esiste essendo la realtà puramente materiale.

Lui stesso si era abituato a dire, e ripeté in molte interviste: “Non è lettura della mente a mia, è lettura dei muscoli. Quando gli esseri umani pensano intensamente, il cervello trasmette impulsi a tutti i muscoli; movimenti che mi sono addestrato a percepire ed interpretare”. Il che naturalmente sorvolava sul fatto che lui indovinava i pensieri di persone nascoste dietro una tenda o del tutto assenti dal suo campo visivo. Ed ancor meno spiegava i suoi stupefacenti talenti riguardo alla lettura del futuro, l’insensibilità fisica auto-indotta, l’auto-catalisi. Ma il Partito era così placato.

Mica tanto. Benchè celebre e patriota sovietico, evidentemente protetto dal potere, quando Massing morì nel ’74, il Kgb immediatamente entrò in casa sua e confiscò il diario personale, sequestrò le note, gli appunti, tutto.

E’ possibile che sia quella la fonte da cui Renf Tv ha ottenuto le strane profezie di Massing sul 2016? Dal dossier – sicuramente gigantesco- che il Kgb ha raccolto su di lui, completo dei suoi responsi resi ai vertici del Politburo, negli anni di consulti segreti che gli chiedevano le alte personalità del partito?

http://ren.tv/novosti/2016-01-02/messing-predskazal-v-2016-godu-polnyy-upadok-ssha-i-moshchnyy-udar-dlya-yaponii

Riguardo allora le brevi note riferite dalla tv russa per il 2016 con un certo rinnovato interesse. Detto da un uomo che visse prima del 1974, l’accenno al Giappone e a Taiwan sarebbe notevole: allora né l’uno né l’altro paese avevano l’importanza politico-economica di oggi, che sono centrali di produzione di semiconduttori – oggetti che allora non potevano nemmeno immaginarsi. Il grave impatto che colpirebbe le due nazioni insieme sembra alludere ad un disastro naturale di proporzioni epocali (del resto possibile dato che entrambi giacciono sul sismico Anello di Fuoco), che ben potrebbe coinvolgere la Superpotenza affacciata sul Pacifico.

Ma non meno significativo ciò che la Renf Tv dice della Russia. Ahimé molto stringato, ma eccolo: Massing nel 2016 “ha predetto per essa tempi difficili; secondo lui, cederà territori alla Cina, ma se volontariamente o nel corso di ostilità, il veggente non ha precisato. Ma queste circostanze non intaccheranno il suo potere, al contrario. In questo anno, secondo lui, la Russia diverrà la più spirituale ed influente potenza del mondo”.

Se questo l’ha detto un uomo che ha vissuto sotto l’Unione sovietica, è davvero una predizione da stupire: allora – e ancor molto dopo – nessuno avrebbe mai pensato alla Russia come ad una potenza spirituale. Se fossimo sicuri che non siano “profezie” di recentissima creazione, però.

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