Archivio per la categoria Economia Nazionale

Il testo della lettera della Bce al Governo italiano

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«Caro Primo Ministro». Inizia così la lettera strettamente riservata inviata dalla Bce al Governo italiano datata 5 agosto scorso e firmata dal presidente Jean

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Alle prossime elezioni, vogliamo parlare di sovranità monetaria?

di Fabio Conditi 

Alle prossime elezioni, vogliamo parlare di sovranità monetaria?

Fonte: monetapositiva

Le elezioni politiche sono ormai alle porte, probabilmente ci saranno prima della loro scadenza naturale del 2018, e quindi probabilmente da oggi si comincerà a parlare di programmi elettorali e di proposte per uscire dalla crisi economica.

Allora voglio chiarire a tutte le forze politiche un concetto chiaro e semplice: inutile che ci parliate di proposte come gli 80 euro o l’eliminazione dell’IMU sulla 1° casa, che sono come l’acqua calda per un tumore, noi vogliamo conoscere la vostra posizione sulla sovranità monetaria e sulla possibilità che lo Stato la usi per risolvere i problemi ed uscire dalla crisi economica.

Oggi il denaro si crea, ma solo per le banche ed i mercati finanziari

Mario Draghi ha dovuto finalmente ammettere che “non possono finire i soldi“, perché “abbiamo ampie risorse per far fronte a tutte le nostre esigenze“, dimenticandosi di ammettere che le “loro esigenze” sono solo le banche ed i mercati finanziari, mai che si sia impegnato per venire incontro alle esigenze di noi cittadini e dell’economia reale, neanche nel caso di eventi tragici come un terremoto o un’alluvione.

Quindi smettiamola con il solito mantra che ci ripetono sempre i Governi: “Vorremmo risolvere i problemi e venire incontro alle esigenze dei cittadini, ma purtroppo non ci sono i soldi e dobbiamo ripagare un debito enorme, per cui è necessario continuare a fare i sacrifici altrimenti sono guai peggiori.” Prosegui la lettura »

Il “divorzio” tra Banca d’Italia e Tesoro (1981)

DEDICATO AI LIBERISTI CHE CREDONO L’ITALIA UNO “STATO SOCIALISTA”

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Inchiesta giudici e BpVi, il Csm chiude con un pugno di mosche

csmdi Alessio Mannino, Direttore del quotidiano on-line www.vvox.it

L’indagine per incompatibilità sui processi che non si fecero mai a Zonin & C finita con un nulla di fatto: quasi tutti erano in pensione o già trasferiti

Mentre proprio oggi dalla Camera dei Deputati arriva la notizia che il governo si schiera con Cecilia Carreri (l’ex magistrata che nel 2001 voleva mettere a processo Zonin e altri ex amministratori BpVi) nel suo ricorso per indossare nuovamente la toga, dalle indiscrezioni raccolte da Vvox ne giunge un’altra riguardante il rapporto fra Banca Popolare di Vicenza e Procura berica: il Consiglio Superiore dell’ordine ha chiuso con un nulla di fatto l’inchiesta cominciata nel giugno 2015 su tutti i giudici ancora attivi coinvolti in procedimenti archiviati sull’istituto creditizio fra il 2001 e il 2009. L’accusa non era disciplinare ma di incompatibilità ambientale, e derivava da un esposto in cui le associazioni di consumatori Adusbef e Federconsumatori denunciavano «l’intollerabile sistema di corruzione, illegalità, omessa vigilanza di Consob e Bankitalia con le porte girevoli tra vigilanti e vigilati, coperture e complicità istituzionali della BpVi» (e, aggiungevano riguardo la Carreri, «è un dovere morale aprire una pratica per la sua completa riabilitazione»). L’eventuale sanzione poteva consistere nel trasferimento in altra sede. Prosegui la lettura »

MONTEPASCHI: DRAGHI SAPEVA. E AUTORIZZO’

di Maurizio Blondet

(mb. La crisi del Montepaschi ha le sue origini nella acquisizione di Antonveneta nel 2008 ad un prezzo demenziale.  L’avvocato italiano Paolo Emilio Falaschi, nell’interesse dei soci, ha prodotto la lettera con cui il governatore di Bankitalia – tale Mario Draghi – autorizzava e giustificava l’acquisto. Ben due procure,  pur avendo visto la lettera, hanno escluso “ogni responsabilità” di Bankitalia e di Draghi: prova di come le oligarchie inadempienti e le plutocrazie pubbliche in Italia si coprano l’un l’altra.

Però in Germania hanno letto l’articolo-rivelazione di Franco Bechis (uno dei migliori giornalisti economici) che qui sotto pubblichiamo, e ne hanno tratto una nuova arma nella loro guerra contro Mario Draghi alla BCE. Servirà a delegittimarlo  e a indebolirlo. Tipica storia italiana: tanto furbi da essere collettivamente scemi).

Di Franco Bechis

Mps, I Misteri Di Draghi E Il Giallo Sulla Commissione Jp Morgan 15 DIC , 2016

La lettera porta la data del 17 marzo 2008, e ha la firma dell’allora governatore della Banca di Italia, Mario Draghi. Oggetto: “banca Monte dei Paschi di Siena- Acquisizione della partecipazione di controllo nella Banca Popolare Antoniana Veneta”. E’ l’origine di tutti i guai dell’istituto senese che ancora una volta è appeso per salvare se stesso e le migliaia e migliaia di depositanti e risparmiatori all’aiuto che il nuovo governo guidato daPaolo Gentiloni potrebbe dare per decreto legge nei prossimi giorni.

draghi-montepaschi

Ma anche il passaggio successivo di Draghi desta qualche sorpresa rispetto alla tradizionale prudenza della Banca di Italia. Perché spiega come Mps avrebbe trovato quei 9 miliardi necessari all’operazione: “un aumento di capitale per 6 miliardi (di cui 1 miliardo con esclusione del diritto di opzione), l’emissione di strumenti ibridi e subordinati per complessivi 2 miliardi e il ricorso a un finanziamento ponte per 1,95 miliardi da rimborsare anche mediante cessione di assets non strategici”. Non solo Draghi descrive quel tipo di reperimento dei fondi, ma ne sposa la ratio, subordinando espressamente l’acquisto di Antonveneta “alla preventiva realizzazione delle misure di rafforzamento patrimoniale programmate, con specifico riguardo agli interventi di aumento di capitale e di emissione di strumenti ibridi e subordinati, in osservanza delle vigenti disposizioni normative in materia di patrimonio di vigilanza”.Attenzione, siamo nel 2008. Quindi proprio nel momento dell’esplosione della crisi finanziaria in tutto il mondo legata proprio all’emissione di quegli “strumenti ibridi e subordinati” che vengono raccomandati da chi aveva istituzionalmente la tutela della “sana e prudente gestione” delle banche italiane. Prosegui la lettura »

LA CARICA CONTRO L’EURO

Immagine correlatadi Luigi Copertino

Su segnalazione del caro amico Siro Mazza, oggi ho comprato Libero, il giornale diretto da Vittorio Feltri, che di solito non compro né leggo nonostante vi scrivano vecchie conoscenze e vecchi amici della mia (nostra, per qualcuno di questa mailist) giovanile militanza “socialista tradizionalista” , come Marcello Veneziani o Stenio Solinas. L’ho comprato perché esso regala un inserto tutto dedicato all’euro nel quale sono riportati i giudizi di noti personaggi dell’economia e della politica. Alcuni di essi sono stati, a suo tempo, degli euroentusiasti, altri degli euroscettici ab origine. Oggi tutti sono allineati nel fronte “no-euro”. Prosegui la lettura »

Premio Nobel per l’economia 2016: “L’euro è stato un errore”

oliver hartSegnalazione di L.M.

Secondo il professore di Harvard, Oliver Hart, l’Unione europea ha eccessivamente centralizzato i poteri: “Se non cambia potrebbe fallire”

Bruxelles – L’euro è stato “un errore” e per sopravvivere l’Unione europea deve restituire potere agli Stati oppure rischia il fallimento. È il parere netto di Oliver Hart, professore di Harvard e vincitore, insieme a Bengt Holmström, del premio Nobel per l’Economia nel 2016. Intervistato dall’agenzia spagnola Efe, Hart non ha nascosto le critiche nei confronti della direzione assunta dal progetto europeo e in particolare della moneta unica: “L’euro è stato un errore”, si è detto convinto Hart, che ha riferito di avere questa opinione fin da quando si è cominciato a parlare di moneta unica. Per questo “non sarei affatto triste se in futuro l’Europa si liberasse dell’euro”, ha continuato il premio Nobel, secondo cui “i britannici furono molto furbi a restare fuori” dalla valuta comune. La sparizione dell’euro, secondo Hart, significherebbe che ai governi ritornerebbe “qualche autorità” in materia di politica monetaria.

La critica principale che Hart muove all’Unione è in effetti una eccessiva concentrazione di poteri. “Credo che la parola chiave sia decentralizzazione”, è convinto il premio Nobel, secondo cui “forse l’Ue è andata troppo oltre nel centralizzare il potere”. In Europa, ha sottolineato lo studioso, “abbiamo visto una preoccupazione sui diritti di decisione che sono strati trasferiti dai Paesi verso il centro, a Bruxelles, e credo che la forma da seguire adesso sia devolvere questa capacità di decisione ai singoli Paesi”. Se questo sarà fatto “l’Unione europea può sopravvivere e prosperare, ma in caso contrario, potrebbe fallire”, è stata la previsione di Hart, che considera gli stati Ue “non sufficientemente omogenei” per essere “una sola unità” che è quindi “un vero errore tentare di crearla”.

Fonte: http://www.eunews.it/2016/12/09/premio-nobel-per-leconomia-2016-leuro-e-stato-un-errore/73938 Prosegui la lettura »

Quel blasfemo di Ezra Pound (sulla fiscalità monetaria)

di Fabio Ferracci

Quel blasfemo di Ezra Pound (sulla fiscalità monetaria)

Fonte: Il Talebano

Per non far pagare le tasse ai cittadini basta tassare la moneta al momento stesso della sua emissione. (Ezra Pound)

Può davvero esistere un sistema di fiscalità alternativo, che non necessiti di applicare alcuna pressione fiscale a danno del cittadino? Può davvero reggere un sistema economico che non richieda IVA, IMU,TARES e gabelle varie? Il poeta, scrittore, economista e candidato al premio nobel nel 1959 – Ezra Pound – aveva già trovato negli anni quaranta una soluzione. L’idea era di tassare non i cittadini produttori, sul cui lavoro si regge la prosperità della Nazione, ma il denaro stesso, ponendo ogni mese una marca da bollo pari ad un centesimo del valore nominale delle banconote ed ottenendo così i seguenti effetti:

  • lo Stato, senza alcuna spesa di riscossione e senza alcuna possibilità di evasione fiscale, avrebbe avuto un reddito pari al 12% annuale della massa monetaria;
  • le banche sarebbero state ridotte a meri intermediari finanziari, non potendo rinchiudere il denaro nei propri forzieri, pena perdere tutti i propri averi in 100 mesi;
  • lo Stato avrebbe riacquisto sovranità monetaria, garantendo un’adeguata emissione.

Questa teoria non ebbe mai modo di realizzarsi, cadendo nell’oblìo, dimenticata da tutti ma mai smentita. Tuttavia, sulla scia di queste intuizioni, più tardi l’ AIFIMO (associazione per la fiscalità monetaria) presentò in Parlamento una proposta di legge ad iniziativa popolare, a norma dell’art. 71 della Costituzione della repubblica italiana e degli art. 7 e 48 della Legge 25 Maggio 1970 n. 352, sulla fiscalità monetaria, aggiungendo inoltre l’erogazione di un reddito di cittadinanza come elemento sistemico complementare. La proposta non fu mai presa in considerazione, neppure quando riproposta nel 2007 dall’onorevole Teodoro Bontempo. Prosegui la lettura »

Ok alla fusione di Banco Popolare e BPM

Oltre a Vvox (quotidiano veneto di informazione on-line www.vvox.it), inizia la collaborazione del nostro Responsabile Matteo Castagna anche con il quotidiano on-line della sua città “Verona News” (www.veronanews.net). Il 2016 si sta per chiudere sempre con maggiori Grazie e opportunità per lui e anche per “Christus Rex-Traditio”. Ringraziamo la Santa Vergine Maria, nel corso di questo mese dedicato al Santo Rosario. Riprendiamo qui un articolo di cronaca, importante per l’economia della città, scritto da un collega, peraltro del PD.

http://www.veronanews.net/ok-alla-fusione-banco-popolare-bpm/

In foto Giuseppe Castagna, a.d di Banca Popolare di Milano, con Pier Francesco Saviotti, a.d del Banco Popolare, Milano, 24 marzo 2016. ANSA / MATTEO BAZZI

di Lorenzo Dalai

Oggi a Milano si è tenuta l’Assemblea dei Soci che doveva approvare la fusione del Banco Popolare con la Banca Popolare di Milano. L’esito, apparentemente scontato, è stato positivo, ma con un congruo numero di contrari, 2.781 per l’esattezza, alcuni astenuti, 142, e 7.314 favorevoli.

L’operazione di fusione potrà quindi proseguire speditamente, ora che tutti gli ostacoli sono stati superati. Si darà vita così al terzo gruppo italiano alle spalle di Intesa Sanpaolo e Unicredit, con 4 milioni di clienti, 2.467 sportelli e una quota di mercato dell’8,2%. Si tratta della prima aggregazione scaturita dalla legge che ha imposto la trasformazione delle popolari in società per azioni. Il processo che ha portato alla nascita di Banco Bpm – questo il nome del nuovo istituto – è stato costellato dalle rigorose richieste della Bce, alle prese con l’esame della sua prima fusione dopo l’avvio dell’Unione Bancaria. La vigilanza europea ha imposto al Banco un aumento da 1 miliardo, allo scopo di alzare le coperture sul corposo stock di crediti deteriorati, mentre ha ridimensionato le richieste della Bpm su governance e autonomia della sua banca, che dopo un triennio dovrà essere incorporata nella capogruppo. Prosegui la lettura »

Giacinto Auriti, nel ricordo di un amico

Segnalazione di Rocco Carbone

Nato il 10 ottobre del 1923 a Guardiagrele, in provincia di Chieti, è passato a miglior vita alle ore 16,10 del’11 agosto del 2006, stroncato da un male incurabile, munito dei conforti religiosi, amorevolmente assistito dai propri cari a Roma.

di Marino Solfanelli

Accademico, Docente Universitario, Ideologo, Giurista di Chiara Fama.

Giacinto Auriti ha insegnato nelle Università di Roma e di Teramo, Filosofia del Diritto, Diritto internazionale, Diritto della Navigazione.
Ha presieduto commissioni internazionali ed ha curato la parte commerciale del Codice Civile Greco.
Uomo generoso dalle preclari virtù, Giacinto Auriti era amato da innumerevoli amici e discenti, d’ogni parte d’Italia e d’ogni ceto sociale e credo politico, che dall’insegnamento dell’Amico e Maestro si sono arricchiti culturalmente, moralmente e spiritualmente. Maestro di vita e di pensiero ha forgiato uomini, creato scuole; cattolico di pura fede ha costruito una Chiesa.

Filosofo e studioso geniale, Giacinto Auriti ha teorizzato il “VALORE INDOTTO della MONETA” che lo condurrà alla elaborazione di una proposta di legge sulla “PROPRIETÀ POPOLARE della MONETA” presentata al Senato della Repubblica. Uomo di grande coraggio ha rivelato al mondo la grande truffa dei signori della moneta, gli usurai dai colletti bianchi, che si sono appropriati del diritto di stampare moneta a costo zero lucrando del corrispettivo valore creato dai cittadini che l’accettano come mezzo convenzionale di pagamento.

La fama del prof. Giacinto Auriti raggiunse ogni angolo della terra quando realizzò nel suo paese natale, Guardiagrele, cittadina dell’Abruzzo, il SIMEC (SIMbolo EConometrico), ovvero la “moneta locale”. Avrebbe meritato il Nobel, invece subì l’avversione bancaria e giudiziaria: persecuzioni che non fiaccarono il suo spirito indomito, ma che certamente minarono lentamente il suo fisico. Prosegui la lettura »