Archivio per la categoria Avvenimenti

Ius Soli e il rischio Sudafrica

ad20ea763f7f0b518e4e38eb6646f9f3_400x400Segnalazione di Federico Prati

DI MASSIMO BORDIN
micidial.it

Non è facile. Per un ex giocatore di Rugby che ha tifato Sudafrica ai mondiali del 1995 e che si è commosso alla morte di Mandela nel 2013. Per uno che ritiene che ogni uomo abbia una sua naturale dignità solo perché “uomo”, non è mica facile. Però nella vita non ci sono solo i principi astratti e l’empatia per gli oppressi: ci sono anche lo studio, l’analisi, l’approfondimento, e se questi studi, analisi e approfondimenti ti dicono che in Sudafrica si viveva meglio PRIMA di Mandela occorre tirare un respiro lungo, prenderne atto e cercare di capire perché. Tutto ciò servirà un giorno anche per capire cosa significa davvero la questione dei migranti, così attuale per noi.

Nelson Mandela è stato un leader politico che prima di rovesciare il regime di segregazione razziale si è fatto 27 anni di galera. Il regime di segregazione prevede una differenziazione sulla base dell’etnia di appartenenza, come sanno anche i bambini, i neri in Sudafrica per motivi legati alla plurisecolare forza colonizzatrice dei bianchi non godevano di tutti i diritti di cui godevano i bianchi. Se pensate, però, che allora i bianchi sudafricani siano state delle merde vi dico attenzione, i paesi che hanno promosso la fine dell’apartheid in Sudafrica, come gli Stati Uniti, hanno avuto la segregazione per anni e prima ancora la schiavitù, trasferiscono le società manifatturiere dove c’è sfruttamento minorile ancora oggi ecc. Ma questo sarebbe fuorviante. Ciò che conta nella nostra analisi è che in Sudafrica fino al 1993 vi era la segregazione razziale e che nonostante i neri fossero maggioranza essi non erano adeguatamente rappresentati e non governavano il paese. La cosa, sinceramente, mi ha sempre fatto schifo, finchè, ancora ragazzino e ben prima che finisse l’apartheid non mi sono confrontato con un conoscente che era da poco rientrato come lavoratore italiano emigrato da Johannesburg. Costui sosteneva, a dispetto di tutti i media italiani, che i neri in Sudafrica avevano un’indole poco incline all’amministrazione e all’ordine e che – parole sue – al lavoro si comportavano piuttosto male. Essendo abituati – diceva – a vivere alla giornata, al lavoro arraffavano il più possibile se non visti e dovevano essere continuamente controllati e trattati con estrema fermezza per poter anche solo minimamente far rispettare un orario di consegna. Prosegui la lettura »

Virginia Si! Virginio No! Il sindaco di Bologna commette un reato penale ma procura e giornali zitti

Segnalazione di Antonio Amorosi

di Antonio Amorosi a pag. 7 de La Verità del 22 giugno 2017

Trova le differenze. Per Virginia Raggi si, per Virginio Merola no.

Virginia Si! Virginio No! Il sindaco di Bologna commette un reato penale ma procura e giornali zitti

 

Senza Putin, la Siria avrebbe cessato di esistere

Senza Putin, la Siria avrebbe cessato di esistere

Fonte: oraprosiria

Secondo il padre fiammingo Daniel Maes, che vive in Siria dal 2010, la copertura della guerra in Siria si basa su menzogne. Il Presidente Bashar al-Assad non è il problema, ma lo sono invece i nostri politici, che sostengono l’ISIS e Al Nusra, solo per rovesciare il governo siriano. “I veri capi terroristi si trovano nell’Occidente e nell’ Arabia Saudita”.
Padre Daniel Maes,79 anni, è tornato nel suo paese natale, il Belgio, per trascorrere un periodo nell’Abbazia Norbertine al villaggio fiammingo Postel. Nel 2010 ha lasciato il Belgio per la Siria, quando il Paese non era ancora in guerra. A Qara ha vissuto momenti critici, soprattutto quando il villaggio di 25.000 persone è stato invaso da un esercito ribelle di circa 60.000 uomini.
Adesso Padre Daniel Maes è in Belgio per recuperare le forze dopo essersi ammalato in Siria (‘ ho pensato: è la fine ‘) e non tollerava più la cucina locale. Ma è venuto in Belgio anche per raccontare alla gente in Occidente la “vera storia” della Siria, poiché i media mainstream non scrivono la verità.Verso metà giugno ritornerà con le valigie pieno di aiuti umanitari per la popolazione siriana bisognosa.
 
Intervista di Eric van de Beek 

 

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La polizia tedesca ordina: non dite la verità sul terrorismo islamico

La polizia tedesca ordina: non dite la verità sul terrorismo islamico

Il Corriere del Ticino, principale testata del gruppo che dirigo, ha pubblicato questa mattina un documento riservato del Bundeskriminalamt (BKA) la Polizia criminale tedesca. Si intitola «Come agire in presenza di attacchi terroristici” e contiene le linee guida sulle informazioni da trasmettere alla stampa in queste circostanze. L’intenzione è lodevole: evitare il diffondere di allarmismi, ma le conseguenze pratiche sono sorprendenti. E inquietanti.

La premessa dà già il tono:

“Nell’anno elettorale 2017 non ci sarà alcun attentato, almeno se si sarà in grado di evitarlo. Ciò significa che, non importa quanto siano sicuri dei fatti i funzionari in campo, davanti alla stampa e all’opinione pubblica, per cominciare, si deve negare sempre tuttoLo staff di consulenza del Governo ha bisogno di tempo per illustrare l’accaduto e per mettere insieme un racconto credibile agli occhi dell’opinione pubblica».

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L’imbecille globale è al potere

L’imbecille globale è al potere

Ogni mattina, pomeriggio e sera, ovunque tu sei e a qualunque fonte d’informazione ti colleghi – video, radio, giornali, web ma anche film, concerti, omelie, lezioni a scuola o all’università, discorsi istituzionali – c’è un Imbecille Globale che ripete sempre lo stesso discorso: “Abbattiamo i muri, niente più frontiere tra popoli, fedi, razze, sessi e omosessi, non più chiusure in nazioni, generi, famiglie, tradizioni ma aperti al mondo”.

Te lo dice come se stesse esprimendo un’acuta e insolita opinione personale, originale; finge di ribellarsi al conformismo della chiusura e al potere del fascismo (morto da 72 anni) mentre lui, che coraggioso, che spregiudicato, è aperto, non si conforma, ha la mente aperta, il cuore aperto, le braccia aperte, è cittadino del mondo. Sfida i potenti, lui, che forte.

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Dall’Ucraina a Berlino, avanza lo stato totalitario del Kulandro

“Ucraina finalmente europea!”,mi scrive un lettore. E mi manda le foto della prima sfilata pederastica avvenuta a Kiev.

Il lettore ha creduto di fare una battuta sarcastica. Invece posso assicurare che non è uno scherzo. Riservatamente, fra le condizioni poste al regime di Kiev per “entrare in Europa”, è stato chiesto di far approvare al locale  parlamento  la legge sul matrimonio  dei  pervertiti, detto “unioni civili”.  Di fronte al primo agghiacciato rifiuto della sbalordita  giunta di Kiev –  impossibile strappare in parlamento una maggioranza per questo – la risposta è stata:  allora l’entrata nell’UE ve  la sognate, perché questi sono i nostri valoriProsegui la lettura »

Al Baghdadi, doppio colpo strategico per Mosca ma non la fine della guerra in Siria

Al Baghdadi, doppio colpo strategico per Mosca ma non la fine della guerra in Siria

Sarebbe un doppio colpo strategico per Mosca se fosse confermata la notizia della morte di Al Baghdadi: da quando è entrata nella guerra siriana il 30 settembre 2015 la Russia è riuscita a mantenere in sella il regime di Bashar Assad, a insediare nuove basi militari sulle coste del Mediterraneo e ora Putin potrebbe vantarsi di avere tagliato la testa ai vertici del Califfato. Al contrario per gli Stati Uniti e i loro alleati l’evento costituirebbe una sorta di smacco, magari ricompensato dalla presa di Raqqa da parte della coalizione arabo-curda sostenuta dagli Usa.

Gli americani avevano sbalzato dal potere Saddam Hussein in Iraq nel 2003 e poi, senza muovere un dito, avevano assistito, dopo il loro ritiro nel 2011, all’ascesa dell’Isis che nel 2014 era riuscito a conquistare Mosul, la seconda città irachena.

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A che cosa serve la propaganda Gender?

Alzi la mano chi avrebbe voluto due padri: a me, sinceramente, uno è bastato e avanzato…

Comincio celiando perché l’argomento è complesso. Accennerò soltanto ai contorni filosofici del tema, perché il mio scopo è quello di andare dritto alle funzioni della propaganda gender, all’interno del più generale sistema di propaganda a sostegno del progetto di ingegneria sociale mondialista e transumano.

La domanda filosofica di base è la seguente, premessa di qualunque speculazione sociologica e specialmente di quella in argomento: dove finisce l’aspetto biologico dell’uomo e dove comincia quello culturale?

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Non vuol vestirsi da bimba: bandito da scuola

Il padre chiede lumi sul gioco gender imposto all’asilo, depennano il figlio.

Vestire i maschietti di rosa e le femminucce d’azzurro, raccontare loro che come in famiglia si può essere «multicolori», così si può anche avere «due mamme e due papà», ed è «una cosa normale».

Infine, insegnare le differenze tra uomo e donna, perché conoscere il diverso è il primo passo per scongiurare la discriminazione. A distanza di pochi mesi dall’introduzione del «Gioco del Rispetto» in decine di scuole dell’infanzia del Friuli Venezia Giulia, i genitori sono infuriati e lo scontro finisce con un bambino depennato da un asilo perché il papà è troppo apprensivo e pretende di sapere nel dettaglio il programma formativo per evitare di ritrovarsi durante il nuovo anno scolastico di fronte all’ennesimo «gioco di genere». Prosegui la lettura »

Svezia, la primate luterana da Bergoglio: “Abbiamo rinnovato l’impegno per l’unità”

Antje Jackelen in piazza San Pietro con il neo cardinale Arborelius: «A Lund un momento storico. Dai giovani il desiderio maggiore di celebrare insieme l’eucarestia»
Pollice in su e un ampio sorriso. Così Papa Francesco ha salutato questa mattina, in piazza San Pietro,  l’arcivescovo luterana di Uppsala, Antje Jackelen, che aveva già “abbracciato” durante la visita a Lund del 31 ottobre 2016 per la commemorazione dei 500 anni della Riforma. Proprio per quel viaggio la prima donna arcivescovo è venuta a Roma, insieme al neo cardinale Anders Arborelius, a dire grazie a Papa Bergoglio. «È stato un bel momento. La gioia di rivederci è stata reciproca», racconta a Vatican Insider, «Siamo venuti dalla Svezia per esprimere la nostra gratitudine dopo l’incontro storico a Lund, dal quale è scaturita una certa sinergia tra luterani e cattolici».