Archivio per la categoria Avvenimenti

Trump: meglio la Crimea russa che la terza guerra mondiale

Risultati immagini per Trump: meglio la Crimea russa che la terza guerra mondialeSegnalazione di Raimondo Gatto

Il tentativo degli USA di sottrarre con la forza la Crimea alla Russia per restituirla all’Ucraina potrebbe scatenare la terza guerra mondiale. Lo ha dichiarato Donald Trump durante un comizio con i suoi sostenitori dell’Ohio. Il candidato alla presidenza americana ha pure risposto alle critiche scagliate contro di lui dopo un’intervista con la ABC. La stampa ha scritto che Trump non sapeva dell’adesione della Crimea alla Russia del 2014. “Certo che lo so. È successo circa due anni fa”, ha detto Trump. Egli ha ricordato che durante l’intervista ha dichiarato che la Russia non invader
l’Ucraina e che il giornalista gli ha risposto “già lo ha fatto”. “Ho detto si, è successo due anni fa. Intendo, volete tornare indietro, volete iniziare la
terza guerra mondiale per restituirla?”, ha riferito Trump. Il repubblicano di fronte ai suoi sostenitori dell’Ohio si è detto a favore dell’alleanza con la
Russia nella lotta contro il Daesh, aggiungendo che potrebbero associarsi anche “i paesi vicini e possibilmente anche la NATO”. Trump in precedenza non ha escluso che in caso di vittoria alle elezioni di novembre potrebbe esaminare le questioni del riconoscimento della Crimea russa e della rimozione delle sanzioni contro la Russia. Egli ha sottolineato che i crimeani vogliono stare con la Russia e non il contrario, cioé con l’Ucraina. Tuttavia il Cremlino ha definito le parole di Trump “retorica da campagna elettorale”. … 611

Leggi tutto: https://it.sputniknews.com/mondo/201608023223411-trump-crimea-guerra/ Prosegui la lettura »

Chi ha paura di un imperatore nudo?

di Hiroyuki Hamada 

Chi ha paura di un imperatore nudo?

Fonte: SakerItalia

La paura è una cosa strana: quando la guerra al terrore è iniziata, gli Stati Uniti hanno iniziato a far cadere bombe sui paesi del Medio Oriente; hanno ucciso migliaia di persone; hanno letteralmente distrutto paesi; e abbiamo ottenuto questa cosa chiamata Islamofobia. Pare che le persone abbiano paura dei Musulmani.

Nel 1990, Public Enemy pubblicò un album intitolato Fear of a Black Planet [Paura di un Pianeta Nero], ed è stato un grande album, l’ho ascoltato tante volte. La traccia che dava il nome all’album parlava della gente che aveva paura delle persone di colore. Penso che il significato sia più chiaro oggi, grazie al movimento Black Lives Matter che sfida gli omicidi della polizia, la gentrificazione, l’incarcerazione di massa, il razzismo istituzionalizzato e così via. Ma questa tendenza è sempre stata con noi: la gente ha paura dei neri, mentre i neri sono stati sottoposti a maltrattamenti terribili a causa della brutalità della polizia, del razzismo, dei linciaggi e della schiavitù. Però sono i non-neri ad avere paura.

Oggi, abbiamo la Russofobia: persone intelligenti e rispettabili prendono in giro il popolo russo come se fosse un dovere, un lieve inchino all’establishment solo per rendere sicuro che essi ne fanno parte e che gli sono obbedienti. Il Presidente degli Stati Uniti è il primo a dire che la Russia è debole, piccola e che nessuno vuole niente da essa, eccetto il petrolio, il gas e le armi, e così via.

Il capitalismo costringe la gente a giocare ad un intricato gioco delle sedie musicali, in cui le persone combattono l’una contro l’altra per mezzo di una scarsità artificiale. Eventuali interruzioni dei privilegi a lei concessi nella gerarchia artificiale imposta dal denaro e dalla violenza farebbero diventare matta la gente, e questo la metterebbe sulla difensiva, rendendola sospetta e divisa, e credo che questo sia la fonte di molte delle nostre dispute politiche. E dal momento che sono saldamente all’interno della struttura della dominazione del partito delle corporazioni e prive della loro intenzione di risolvere il problema degli sprechi delle gerarchie, queste interruzioni non comportano alcuna soluzione costruttiva. Ad esempio, le persone vengono incoraggiate a discutere dei diversi tipi di assicurazione sanitaria che possono avere al posto di un servizio sanitario completamente finanziato dallo stato, per tutti. Di conseguenza, coloro che sono in basso nella gerarchia vengono preso a calci in testa, e quelli che sono in alto ricevono leccate di sedere. Il principio dei vasi comunicanti garantisce l’afflusso del capitale all’1% che sta in cima, e dall’alto scendono le istruzioni su cosa adorare e cosa cestinare.

Credo che il fatto che abbiamo senzatetto, razzismo, sessismo, povertà, dipendenze da droghe, guerre, incarcerazione di massa, gentrificazione, omicidi della polizia e altri problemi del nostro tempo in proporzione così grande, sia a causa del capitalismo che funziona in modo da formare delle gerarchie e continuare a far accumulare ricchezze ai loro piani più alti. Le nazioni occidentali hanno abbracciato il capitalismo come principio guida dell’impero. Io voglio che il mondo sia tranquillo e pieno di bontà, condivisione e cura, e credo che questo sia il genere di cose che debba farci da principio guida. Mi piace quello che dice Richard Wolff, uno degli economisti e pensatori più importanti, sul come cambiare la nostra società da capitalista a veramente democratica. Parla di smantellare le strutture economiche gerarchiche e abbassarle verso le comunità e le esigenze reali delle persone mediante l’attuazione della proprietà cooperativa delle imprese. In questo modo, le persone diventano responsabili delle decisioni economiche legate alle loro comunità, all’ambiente e alle loro reali esigenze. Credo che dovremmo tutti sentire quello che ha da dire. Ecco il suo sito web.

In ogni caso, la nostra prospettiva per il futuro, se manteniamo la stessa traiettoria, non è buona. Per prima cosa, sempre più persone diventeranno inutili come lavoratori quando le nuove tecnologie le sostituiranno. La domanda che dobbiamo porci è: qualcuno dovrebbe possedere in esclusiva idee o tecnologie che derivano da generazioni di risultati appartenenti a tutti i campi della scienza, della biologia, dell’agricoltura, dell’architettura, della politica, della fisica, della psicologia, della medicina e così via? Se pochi potenti li hanno monopolizzati, non è questa una forma di colonizzazione? Credo che queste idee dovrebbero essere i nostri beni collettivi dai quali tutti noi possiamo beneficiare, così come le risorse del pianeta dovrebbero appartenere a tutti noi e i diritti umani dovrebbe essere per tutti. Beh, ovviamente, considerando il cammino della nostra “civiltà” dovrà essere un bel cambiamento. Ma siamo pronti a rinunciare a tutto?

Vedete, sembra che i “proprietari” delle nazioni già non abbiano molto bisogno della gente. Pensate a quello che hanno fatto in paesi come l’Iraq, l’Afghanistan o la Libia: li chiamano Stati falliti, rubano le loro risorse e vi costruiscono basi militari, ma in realtà non sembrano mostrare un urgente bisogno di trasformarli in economie vitali con forze lavoro, mercati e così via. Vendono loro armi in modo tale che la violenza rimanga l’unica soluzione, cosa che ovviamente garantisce la superiorità degli Stati Uniti come unica superpotenza del mondo. Secondo un documento [in Inglese] pubblicato dallo United States Army War College, la costruzione di un sistema così denigratorio contro grandi città in tutto il mondo, ad un certo punto sarà  “inevitabile”.

In breve, le nostre vite oggi valgono sempre meno e questo, insieme alla necessità di spremere di più le persone per produrre profitti in base alle richiesta dei possessori di azioni, si riflette nel calo generale del benessere economico della popolazione. La tendenza può essere osservata nella volontà generale della classe dirigente di eliminare i diritti umani a molti livelli. Forse pensano di potersi permettere di privare istruzione, sanità, alloggi e così via alle persone, dal momento che per le loro fabbriche sono necessarie meno persone.

Sono solo i ricchi e i potenti che possono monopolizzare enormi profitti generati da robot, intelligenze artificiali e biotecnologie che sono il culmine dei nostri successi come specie?

La risposta dovrebbe essere ovvia: le dinamiche di cambiamento della struttura economica devono accompagnare le modifiche necessarie a garantire i diritti umani e l’integrità dell’ambiente per tutte le forme di vita. Coloro che posseggono i beni collettivi hanno sempre saputo che cosa stava succedendo, ed è per questo che le nazioni occidentali sono rimaste ossessionate dal distruggere così tante nazioni che si definivano Socialiste o Comuniste.

Credo che sia ora di smetterla di vedere un argomento del genere come una questione ideologica. Dobbiamo vederlo come un dato di fatto con numerose testimonianze e innumerevoli esempi che dimostrano che ciò che noi abbracciamo come nostro sistema è un discendente diretto del feudalesimo, che sta uccidendo la nostra specie, così come altre, e sta accelerando la catastrofe del cambiamento climatico. È imperativo che la specie umana arrivi ad una presa di coscienza collettiva per realizzare un cambiamento strutturale che la faccia finita con un sistema che ha il capitalismo come forza trainante.

Ma permettetemi di tornare al tema della paura; abbiamo una Russofobia coltivata dalle nazioni occidentali odierne. Centinaia di basi militari occidentali che circondano la Russia continuano a rafforzare la loro potenza militare, mentre sanzioni economiche e politiche vengono applicate contro la Russia. È ovvio che il paese è stato preso di mira per lo sfruttamento e la sottomissione occidentale, e la demonizzazione del suo leader fa parte del pacchetto.

Come ha dichiarato il presidente Obama, la Russia potrebbe non essere così forte come la coalizione occidentale, visto che ha solo 1/13 del bilancio militare delle forze NATO, ma la Russia è una nazione dotata di armi nucleari.

Per quanto riguarda le armi nucleari, io ne so qualcosa in qualità di persona che è cresciuta in Giappone. Purtroppo, sfortunatamente, la storia sembra indicare che le armi nucleari che sono state sganciate su Hiroshima e Nagasaki sono state molto efficaci per incorporare il Giappone imperiale nell’impero occidentale. Dopo aver sopportato sacrifici sul suo popolo con un enorme numero di morti, lo sgancio di bombe nucleari e i bombardamenti incendiari sulle sue città principali, il Giappone era diventato una parte vitale dei progetti imperiali occidentali contro la Corea, il Vietnam, l’Indonesia, le Filippine e le nazioni di tutto il mondo, incluse quelle che il Giappone imperiale aveva violato e soggiogato. Quelle persone nell’establishment degli Stati Uniti certamente ricordano il risultato come promettente. Il progetto da un trilione di dollari per il rinnovo dell’arsenale nucleare negli Stati Uniti sostanzia chiaramente la loro volontà di mantenere l’opzione nucleare sul tavolo.

Ma, naturalmente, nessun capitalista imperioso o desiderio squilibrato di governare il pianeta convincerebbe qualcuno dotato di buon senso ad iniziare una lotta con un paese dotato di arsenale nucleare, e che è stato sottoposto a numerose invasioni, solo per dimostrarsi un formidabile contendente. Ma, ovviamente, stiamo parlando di coloro che scherzano sulle uccisioni dei droni, ridono della brutale morte del leader libico, o che sono riusciti a dichiarare che valeva la pena uccidere mezzo milione di bambini iracheni prima che il paese diventasse il campo di sterminio dello Stato Islamico.

Io non so davvero come finirà per concretizzarsi l’attuale slancio contro la Russia, potrebbe anche rivelarsi un modo per limitare le opzioni per il prossimo presidente Repubblicano Donald Trump, che ha espresso una certa riluttanza a demonizzare la Russia. In alternativa, la quantità di moto sarà spostata contro la Cina – un’altra nazione con armi nucleari. Dopo tutto, è stata l’amministrazione Obama per iniziativa di Hillary Clinton [in Inglese] a spostare la sua attenzione strategica sul Pacifico per fare pressione contro la Cina, militarmente ed economicamente.

Ma in ogni caso, francamente, penso solo che sia scandaloso e insopportabile vivere sotto l’egemonia dell’impero della guerra. Tutto sembra essere costruito con le bugie, ed è sostenuto fortemente da 17 agenzie di spionaggio e 1000 basi militari. Il solo parlare delle accuse di intervento russo nella politica americana mi fa sentire sporco e violato. Voglio dire, gli Stati Uniti rovesciano i governi, li ROVESCIANO! Ci è stato mentito sulla distruzione di così tanti governi [in Inglese] che hanno anche inventato un termine per essa – regime change [cambiamento di regime]. E l’accusa di intervento russo proviene dai mentitori principali – CIA, FBI e così via, che hanno assistito gli interventi americani in 81 elezioni di paesi esteri. Quindi questa accusa senza fondamento contro la Russia [in Inglese] è la scusa per un intervento contro la Russia, e l’accusa proviene da persone che intervengono nei governi stranieri con la forza. Quindi, stiamo fondamentalmente parlando di un ladro che ti punta una pistola alla testa dicendoti che la vittima è lui.

Non possiamo farlo più. Sì, è spaventoso, ma dobbiamo affrontare il fatto che la vera paura non proviene dalla Russia, da Trump, dai musulmani, neri o da chiunque si metta sulla strada dell’impero, ma arriva dall’impero stesso. Ed è giusto immaginare un domani diverso. E’ quello che dobbiamo fare.

*****

Articolo pubblicato da Hiroyuki Hamada su Counterpunch il 12 gennaio 2016.

Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

[Le note in questo formato sono del traduttore]

Prosegui la lettura »

Russia delenda est (La Russia deve essere distrutta)

di John Wight 

Russia delenda est (La Russia deve essere distrutta)

Fonte: controinformazione

Quella che segue è una parte dell’articolo che John Wight ha pubblicato su CounterPunch, con il titolo “Russia Must be Destroyed: John McCain and the Case of the Dodgy Dossier”:
Cartago delenda est” (Cartagine deve essere distrutta) sono le parole che ci arrivano dalla Storia antica. Furono pronunciate da Marco Porcio Catone, detto “Catone il censore”, il famoso console romano, statista ed oratore, e non ci sono mai state parole più adatte di queste nel descrivere la situazione di questi tempi.
La Roma del nostro tempo è Washington, la Russia è Cartagine, e il Catone il censore di oggi è il senatore statunitense John McCain, la cui ossessiva ricerca di un conflitto con la Russia non ha limiti. Di fatto, per McCain, l’opinione che la Russia debba essere distrutta, è stata elevata come condizione base di una verità evidente e rivelata.

La demonizzazione della Russia

Circa la questione del perchè ci sia stato questo profondo impegno degli Stati Uniti e dell’establishment liberale di Washington nel mantenere la Russia sotto l’aspetto del nemico mortale, la risposta è molto semplice: il denaro. Prosegui la lettura »

La Chiesa Ucraina tuona contro il gender

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI

Sono scesi in campo con una dura presa di posizione (mediante enciclica) contro la teoria gender i vescovi greco-cattolici ucraini. Prima c’era il regime sovietico, che imponeva una visione “ateistica” del mondo, presentata come “l’unica scientifica” e che privava gli uomini del diritto di professare liberamente la loro fede religiosa”. Oggi, le sfide sono simili, “modi ideologici di distruggere la fede cattolica” mettendo in discussione in maniera subdola “la fede e la moralità cristiana”, e tra queste sfide ci sono in particolare le teorie del gender.

I vescovi greco-cattolici di Ucraina chiamano con nome e cognome una delle radici dei problemi del mondo e dei suoi valori e racchiudono tutte le sfide nel rispondere al tema gender in una “lettera enciclica” firmata a nome del sinodo dall’Arcivescovo maggiore Sviatoslav Shevchuk e rivolta a tutti, sacerdoti e fedeli, perché comprendano i termini della sfida.

Si tratta di ben undici pagine di parole forti e chiare, quelle destinate alla Chiesa greco-cattolica ucraina. Le teorie del gender – si legge nella lettera – “tentano di distruggere la percezione della sessualità umana come dono di Dio naturalmente connesso alla differenze biologiche tra uomo e donna” e allo stesso tempo “introducono un pericoloso disordine nelle relazioni umane”.

Il pericolo per la società ucraina è di “accettare come verità, senza pensare, teorie di stampo ateistico che trovano fondamento nei tentativi di affermare la dignità umana, di raggiungere l’eguaglianza tra le persone e difendere il diritto umano alla libertà”.

Nell’enciclica si rammenta il modo in cui il piano di Dio delinea la dignità umana, mette in luce i passi della Bibbia che sottolineano e valorizzano le differenze tra maschile e femminile, ricorda come la sessualità “come dono di essere uomo e donna” copre in “maniera integrale tutte le dimensioni dell’esistenza della persona umana: corpo, anima e spirito”; mette in luce che la persona umana, creata ad immagine di Dio, è “chiamata all’eterna comunione con il creatore”; e mette in luce che “la libera volontà” – tanto brandita da quanti promuovono il gender – permette all’uomo di scegliere sia il bene che il male.

Se la sessualità umana è “un dono naturale di Dio”, attraverso il quale l’uomo “scopre la gioia di essere co-creatore”, è anche vero che proprio questo aspetto, includendo la famiglia, è sempre messo in discussione. Si tratta di un lascito della “costante tentazione di violare gli statuti di Dio in questa area” che viene dalla “caduta dei nostri progenitori”. Dal peccato originale in poi l’uomo “abusa della possibilità di una libera scelta quando cerca di diventare libero dei valori tradizionali nell’area della sessualità e della vita matrimoniale, trattando questi in maniera falsa come un arcaismo e un ostacolo all’eguaglianza, alla dignità e alla libertà”. La “differenza tra i sessi” viene definita come “una precondizione per la violenza sessuale in famiglia o fuori dalla famiglia”, mentre la causa di questi problemi “non è la sessualità, ma proprio la sua distorta percezione”.

Il documento sottolinea che nel corso dei millenni gli esseri umani si sono sempre definiti sulla base di due sessi biologici, maschio e femmina, e che solo recentemente “vedute del mondo contrarie alla fede cristiana, alla realtà scientifica obiettiva e alla legge naturale sono diventati diffusi e influenti”, facendo sì che l’identità di genere “non è più un dono di Dio”, ma è “una scelta individuale della persona”, facendo così in modo che la persona “non comprenda più la sua profonda chiamata all’amore eterno”, ma piuttosto la considera “come una diversione temporanea dell’esistenza”.

Come è mutato il concetto di gender nel corso degli anni? Prima era “costruito in opposizione al sesso biologico”, ora si reclama “che non solo il sesso biologico non influenza la scelta del ruolo sociale, ma che il ruolo pubblico dell’uomo e della donna non è più necessario. La persona umana è compresa come una specie di “libertà incorporea” di cui è creatore e della quale costruisce l’identità. E così tutti possono scegliere il sesso che vuole, perché alla persona “è offerto di non limitare il proprio sesso biologico al concetto di uomo o donna, o anche al ruolo sociale di uomo e donna, ma piuttosto di scegliere il proprio gender da una pluralità di possibilità”. Non si è più determinati “dall’essere qualcosa”, ma piuttosto dall’ “agire nel ruolo di qualcuno”.

Il problema non è solo nella teoria, scrive l’enciclica. È che queste teorie sono “impose in maniera aggressiva all’opinione pubblica, introdotte in maniera graduale nella legislazione, e rese ancora più forzatamente visibili in sfere differenti della vita umana, specialmente nell’educazione e nella crescita.

Così “le teorie di gender cominciano ad acquisire le caratteristiche di una ideologia totalitaria e sono simili a quelle ideologie utopiche che nel ventesimo secolo non solo promisero di creare il paradiso in terra, ma cercarono allo stesso tempo di introdurre con la forza il loro modo di pensare, sradicando ogni possibile punto di vista alternativo”.

“Supportando il gender, una persona rifiuta l’idea che il suo genere sessuale è creato da Dio e mette in dubbio il fatto che Dio abbia creato l’uomo maschio e femmina”; reclamando l’eguaglianza, i sistemi gender in realtà portano all’uniformità, e invece “la diversità è la base dell’eguaglianza, mentre l’uniformità è la base pe la formazione di unici e specifici tratti e segni naturali che sono attraenti per i sessi”; con l’ideologia gender si nega “l’esistenza di un creatore” e si nega “la verità degli uomini fatti a sua immagine”, mettendo in discussione la complementarietà degli uomini fino all’istituto del matrimonio; in più, l’ideologia gender “non corrisponde nemmeno a dati scientifici oggettivi”, ma si basa piuttosto su “ipotesi soggettive e asserzioni pseudoscientifico fatte dalle parti interessate”, e promuove molte forme di “identità sessuale o comportamento che non corrispondono del tutto alla natura umana” e portano piuttosto “alla promiscuità e alla progressiva demoralizzazione della società”.

Viene sottolineato con cura che le teorie gender “distruggono il concetto di famiglia come comunità fatta da padre e madre nel quale i bambini nascono e crescono”, perché questa è presentata solo come “una possibile forma di famiglia”, mentre viene piuttosto suggerito di definire le unioni di persone tra persone di sesso differente come unioni in cui “essere un genitore significa solo mettere in scena un certo ruolo, equivalente a quelli della famiglia tradizionale”.

Cosa possono e devono fare i fedeli per combattere contro questo scempio? L’ultimo paragrafo dell’enciclica chiede soprattutto educazione e studio, perché la società “non è fino in fondo a conoscenza delle questioni gender”, e c’è invece bisogno di non soccombere alla pressione sociale, e di lavorare “insieme per difendere la dignità di ogni persona, di riaffermare le proprie caratteristiche naturali e donate da Dio, e di proteggere fino in fondo lo sviluppo della comunità della famiglia come fondamento della rivelazione divina”.

È necessario informarsi e comprendere “il vero scopo di alcune proposte o appelli”, perché “l’essere umano non può tradire la sua vocazione e distruggere la dignità umana in favore di dubbi progetti politici e sociali, anche se questi progetti sono presentati come un segno di progresso e modernità”.

Per questo, l’appello dei vescovi greco cattolici è rivolto non solo all’educazione dei figli, ma anche agli operatori dell’informazione e dei curricula educativi, nonché agli scienziati, di operare per dare una informazione vera e completa sull’essenza stessa dell’essere umano.

A tal proposito come non ricordare le chiare e strumentalizzate parole di Papa Francesco sulla teoria gender: “C’è oggi una guerra mondiale per distruggere il matrimonio”, fatta non con le armi, ma “con le idee” e il “grande nemico” del matrimonio è la teoria del gender ha dichiarato il Pontefice a Tbilisi, in Georgia durante l’incontro con sacerdoti, religiosi e religiose. “Il matrimonio – ha detto – è la cosa più bella che Dio ha creato. La Bibbia ci dice che Dio ha creato ‘uomo e donna li ha creati, a Sua immagine’. Cioè, l’uomo e la donna che si fanno una sola carne sono l’immagine di Dio”. Nel matrimonio ci sono difficoltà, incomprensioni, tentazioni. Spesso si vuole risolvere queste difficoltà con il divorzio. Ma “chi paga le spese del divorzio? Due persone pagano” ma “di più! Paga Dio, perché quando si divorzia una sola carne, sporca l’immagine di Dio. E pagano i bambini, i figli. Voi non sapete, cari fratelli e sorelle, voi non sapete quanto soffrono i bambini, i figli piccoli, quando vedono le liti e la separazione dei genitori. Si deve fare di tutto per salvare il matrimonio. Ma è normale che nel matrimonio si litighi: sì, è normale. È normale. Succede. Alle volte volano i piatti. Ma se è vero amore, lì, si fa la pace subito. Io consiglio alle coppie: litigate tutto quello che volete; litigate tutto quello che volete. Ma non finire la giornata senza fare la pace. Sapete perché? Perché la guerra fredda del giorno dopo è pericolosissima”. “Quanti matrimoni – ha proseguito – si salvano se hanno il coraggio, alla fine della giornata, non di fare un discorso, ma una carezza, ed è fatta la pace. Ma è vero, ci sono situazioni più complesse, quando il diavolo si immischia e mette una donna davanti all’uomo che gli sembra più bella della sua o quando mette un uomo davanti ad una donna che sembra più bravo del suo. Chiedete aiuto subito. Quando viene questa tentazione, chiedete aiuto subito. E come si aiutano le coppie? Si aiutano con l’accoglienza, la vicinanza, l’accompagnamento, il discernimento e l’integrazione nel corpo della Chiesa. Accogliere, accompagnare, discernere e integrare. Accogliere. Accompagnare. Discernere. Integrare. Nella comunità cattolica si deve aiutare a salvare i matrimoni”.

Prosegui la lettura »

Budapest, Orban va alla guerra contro le Ong di Soros

di Luca Veronese

Img Description

Alla continua ricerca di nemici, insistendo nella propria deriva autoritaria, l’Ungheria di Viktor Orban ha deciso di mettere al bando le organizzazioni non governative che si occupano di diritti civili, accusando direttamente il finanziere George Soros di essere al servizio dei poteri forti globali e di tramare contro il governo. «Useremo tutti i mezzi necessari per spazzare via» le organizzazioni sostenute da Soros nel Paese, ha detto pochi giorni fa, Szilard Nemeth, numero due di Orban nel Fidesz, il partito che governa l’Ungheria dal 2010.

E non si è trattato di un’incomprensione o di una dichiarazione estemporanea, perché lo stesso Nemeth, ha confermato tutto in un’intervista televisiva riferendosi in modo specifico a tre organizzazioni: Hungarian civil liberties, Transparency international e Hungarian Helsinki commitee. «Sento che è il momento buono per fare pulizia», ha ribadito Nemeth per il quale l’elezioni di Donald Trump negli Stati Uniti è un’opportunità da cogliere per cambiare molte cose.

E Orban sembra non voler perdere l’occasione di realizzare in Ungheria quello che lui stesso ha definito uno «uno Stato illiberale» disegnato, in opposizione alle democrazie liberali occidentali, sui modelli della Russia di Vladimir Putin, della Turchia e ora prendendo ad esempio anche gli Usa di Trump. Senza considerare che l’Ungheria è tutt’ora membro dell’Unione europea e della Nato.

Più caute ma non meno preoccupanti le parole di Janos Lazar, ministro che ha la responsabilità dell’ufficio del premier. «Non vogliamo spazzare via nessuno ma è evidente che dobbiamo avere maggiori informazioni sui bilanci e sui finanziamenti di queste organizzazioni», ha detto Lazar. «Soros è un cittadino americano che ha deciso di opporsi a Viktor Orban nella politica ungherese e per questo – ha spiegato ancora Lazar – pensiamo che ogni cittadino ungherese abbia il diritto di sapere attraverso quali organizzazioni agisce».

CONTINUA SU: http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/mondo/2017-01-13/budapest-orban-va-guerra-contro-ong-soros–205300.shtml?uuid=ADzgvcYC&refresh_ce=1

Prosegui la lettura »

Migranti, la mossa dell’Ungheria: ​detenzione per chi chiede asilo

image: http://www.ilprimatonazionale.it/wp-content/uploads/2017/01/225852054-4d57e07c-4473-49a6-95c4-6cd285ca9353-300×169.jpg

orban ungheriaBudapest, 14 gen – “In Europa viviamo il tempo dell’ingenuità e dell’incapacità: gli immigrati sono vittime dei trafficanti, ma anche dei politici europei, che incoraggiano la migrazione con la politica di accoglienza”. E’ con queste parole che il premier ungherese Viktor Orban, a poche ore di distanza dall’annuncio dei giorni scorsi sulla stretta alle ong immigrazioniste. ha annunciato il ripristino della custodia cautelare per gli immigrati clandestini, inclusi quelli che faranno richiesta d’asilo per tutta la durata della procedura. Una procedura che l’Ungheria aveva sospeso nel 2013 in seguito alle pressioni della comunità internazionale e, soprattutto, dell’Unione Europea ma che, adesso, il governo ha deciso di riportare in auge: “La misura va contro le norme internazionali, precedentemente accettate anche dall’Ungheria. Lo sappiamo, ma lo faremo lo stesso“, ha spiegato ancora il primo ministro. Poi, a proposito della minaccia terroristica connessa all’immigrazione incontrollata e con evidente riferimento alle stragi di Berlino e Nizza, ha aggiunto: “Da noi non ci saranno camion che investono chi festeggia“.

“Abbiamo reintrodotto la pratica della custodia cautelare nei casi di coloro le cui domande d’ingresso in Europa non abbiano ancora avuto un esito legale”, ha spiegato il leader magiaro in diretta sulla radio pubblica, “l’Ungheria non può affidarsi a una soluzione qualunque che venga dalla Ue. Dobbiamo difendere la nostra sovranità“. Prosegui la lettura »

“Follesa versus Zaia”

imageLA QUERELLE SULLA PEDEMONTANA VENETA

di Marco Milioni

In questo servizio su “La Sberla” Massimo Follesa, portavoce del Covepa, attacca il presidente della Regione Veneto Luca Zaia sulla questione degli espropri lungo l’asse della strada. Espropri che per la maggior parte, a detta degliinteressati, ancora non sono stati pagati.

GUARDA IL VIDEO: https://youtu.be/QgRmm40ChlI Prosegui la lettura »

Saviano, un intellettuale al servizio del pensiero unico

di Diego Fusaro

Saviano, un intellettuale al servizio del pensiero unico

Fonte: lettera43

 Il ceto degli intellettuali è oggi in larga parte composto da opinionisti che non credono in nulla, parlano di tutto e sono permanentemente in cerca di visibilità mediatica e, soprattutto, di danaro. Tra questi, poi, vi sono alcuni esponenti del ceto intellettuale che più degli altri sono abili nel surfare le onde del pensiero unico politicamente corretto: e, per ciò stesso, si garantiscono visibilità permanente, applausi senza fine e seguito delle masse teledipendenti e sempre più lobotomizzate dalla manipolazione organizzata.

UN INTELLETTUALE IMPECCABILE. Roberto Saviano è sicuramente un intellettuale impeccabile. Non sbaglia un colpo. Dice sempre la cosa giusta al momento giusto: sembra sincronizzato per fornire ad hoc le superstrutture funzionali alla struttura dominante. Ora fa l’elogio di Israele (modello insuperato della democrazia missilistica); ora infanga l’appena defunto Fidel Castro come “dittatore” sanguinario (secondo il logoro cliché che ormai anche i muri ripetono in maniera automatica); ora stigmatizza i populismi (senza, ovviamente, dire nulla sull’unico vero pericolo oggi esistente, che si chiama capitalismo finanziario).

OMELIE DA SOMMINISTRARE ALLE MASSE. Adesso, dulcis in fundo, ci spiega che il suo sogno per il 2017 sono «sindaci africani», ha letteralmente asserito in una recente intervista rilasciata a Gianni Riotta e prontamente trasformata in nuova omelia televisiva da somministrare alle masse subalterne e indotte – grazie anche a spettacoli di questo tipo – ad amare le proprie catene.

Prosegui la lettura »

Il voltafaccia della Turchia

di Thierry Meyssan

Il voltafaccia della Turchia

Fonte: Megachip

Il presidente Vladimir Putin ha annunciato di aver concluso un accordo di cessate il fuoco per la Siria con la Turchia, finora il principale supporto operativo per i jihadisti. Come si può spiegare questo colpo di scena? Riuscirà il presidente Erdoğan a far ribaltare la posizione del suo paese dall’influenza degli Stati Uniti verso quella della Russia? Quali sono le cause e le conseguenze di questa drammatica inversione di rotta?

La Turchia è un membro della NATO, un alleato dell’Arabia Saudita, un patrono del jihadismo internazionale a seguito del ricovero del principe Bandar Ben Sultan nel 2012, nonché lo sponsor della Fratellanza Musulmana dopo il rovesciamento di Mohamed Morsi e la lite tra Doha e Riyad nel 2013 -14. Oltre a questo, ha attaccato la Russia nel novembre 2015, distruggendo un Sukhoi-24 e causando l’interruzione dei rapporti diplomatici con Mosca. Prosegui la lettura »

I dolori del “regime change” a Washington

di Maurizio Blondet

I dolori del "regime change" a Washington

Fonte: Maurizio Blondet

Dopo aver provocato tanti regime changes, i responsabili provano sulla loro pelle il regime change in Usa. Non si hanno notizie  precise  dell’agenzia di lobbiyng dei due fratelli Podesta,  quelli per cui la  “artista”  Abramovic   cucinava gli  spiriti. Ma possiamo esser certi che Tony  ha perso il contratto per avanzare gli  interessi della Casa Reale Saud  presso la Casa Bianca: per il quale percepiva 140 mila dollari al mese, abbastanza da togliersi tutti i suoi costosi vizi.  Casa Saud  aveva ammesso di aver finanziato il 20% della campagna Hillary, certo su suo consiglio:  mai fu fatto un peggior investimento.

 

Tony Podesta con una delle sue opere d'arteTony Podesta con una delle sue opere d’arte

Quanto a John Podesta, il fratello, capo della campagna per Hillary  e perciò  venuto troppo in vista (grazie   anche alle sue strane email  spifferate da Wikileaks), non può fare quello che stanno facendo  i militanti meno noti e  meno visibili: sfrondare dal loro curriculum le loro passate benemerenze come raccoglitori di fondi per la Clinton,  cancellare  le loro conoscenze nell’ambiente democratico,  e cercare lavoro presso altre aziende: le quali adesso cercano gente con “republican connections”,  di cui questi poveretti sono privi.

Molti giovani che prima occupavano  vari incarichi di portaborse politici al Senato o al Dipartimento  di Stato, per  prudenza hanno cancellato da Facebook le loro foto esultanti a fianco di Hillary,  e da Linkedin hanno tolto ogni riferimento troppo preciso al loro mestiere di prima. Sono migliaia, cercano lavoro, “e lavoro non c’è”, ha spiegato  a Politico una aiutante dello staff Clinton, Amira Patel. Prosegui la lettura »