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Una «talpa» in Vaticano che fa la fronda per Donald Trump?

trumpC’è una «talpa» in Vaticano che fa la fronda per Donald

Per contrastare l’azione del Papa prelati ribelli cercano sponda nel magnate. Passando informazioni segrete

di Fabio Marchese Ragona

Una telefonata top secret, in piena notte. Da un lato del telefono un alto prelato, da quasi dieci anni residente in Vaticano, dall’altro il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Uno scambio di opinioni, ma soprattutto di informazioni che il tycoon aveva chiesto per capire il pensiero di Francesco in modo da difendersi da chi lo accusa di essere un nemico del Papa. Ma allo stesso tempo il tentativo di far crescere e potenziare all’interno della Santa Sede la fronda anti Francesco.

Sembra quasi la trama di una spy story, che ci porta indietro di trent’anni, quando l’intelligence americana contava sull’aiuto di diversi ecclesiastici in Vaticano per avere informazioni e spiegazioni sulle attività di Giovanni Paolo II per contrastare il comunismo. I tempi sono cambiati e con un Papa che alza il telefono e chiama direttamente capi di Stato e di governo, anche il presidente Usa, alza la cornetta per sentire direttamente il parere e ottenere informazioni da autorevoli prelati che lavorano con Bergoglio. Al centro del lungo colloquio telefonico che sarebbe avvenuto alcuni giorni fa tra il presidente e l’ecclesiastico, infatti, ci sarebbe stata un’analisi critica del pensiero di Francesco, spesso in contrasto con le idee del tycoon americano, soprattutto sul tema dell’immigrazione. E non è un caso che proprio ieri sia intervenuto il numero tre del Vaticano, Monsignor Angelo Becciu, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato che parlando a Tg2000 del muro che intende innalzare Trump al confine con il Messico ha detto: «C’è preoccupazione perché noi siamo messaggeri di un’altra cultura, quella dell’apertura; Papa Francesco insiste anche sulla capacità di integrare coloro che arrivano nella nostra società». Prosegui la lettura »

UN COMMISSARIO DELLA POLIZIA DI STATO E UN GENERALE DEI CARABINIERI “QUALCOSA NON TORNA”

Untitled-1di Maurizio Blondet

Redazione SUPU | gennaio 31, 2017

Generale, qualcosa non  torna. Donald Trump giura il 20 gennaio 2017  fedeltà alla Costituzione e diventa il 45° Presidente degli Stati Uniti d’America. E il 30 gennaio, appena dieci giorni dopo avviene la strage in un moschea di Quebec City, in Canada, dove vengono uccisi sei islamici in preghiera.

“Commissario, ha ragione lei: qualcosa non torna per alcune stranezze, che la stampa e le TV italiane, vendute a questo regime politico di abusivi e alle Multinazionali dell’odio e dello scontro fra religioni e razze, non fanno emergere”.

“Generale, sono davvero stranezze: un tale Alexandre Bissonette, canadese dalla settima generazione, che nel suo profilo Facebook apprezza Trump, Marine Le Pen e le forze israeliane, specializzato in terrorismo jihadista, si unisce nella strage a Mohamed Khadir, di origini marocchine, che subito dopo l’orrendo crimine telefona alla polizia canadese, dichiarandosi pentito e si costituisce. Una bella sceneggiata!”.

“Commissario, una vera sceneggiata organizzata da taluni poteri forti, economico-finanziari, per distruggere in poco tempo il nascente astro nella politica mondiale Trump, che non si collega ad alcun partito tradizionale, nemmeno ai repubblicani. E per questo il potere mondiale trema”. Prosegui la lettura »

L’Imperialismo ma$$onico ha voluto scatenare una guerra di religione in Siria

CapitalismSegnalazione di Federico Prati

Davanti all’evidenza

La famiglia di Al-Assad al completo, il Presidente con sua moglie ed i suoi figli, aveva celebrato la festa cristiana del Natale nel Monastero di Nostra Signora di Saydnaya, una località (abitata dalla comunità cristiana) molto vicina a Damasco, dove la famiglia si è soffermata per varie ore in compagnia dei monaci.

Poi il Presidente ha pronunciato alcune parole che sono  state calorosamente applaudite dai vicini che si affollavano nella cappella del Monastero.

Nell’anno precedente Al-Assad aveva fatto lo stesso presso Maalula, un’altra località cristiana che era stata appena liberata dall’Esercito regolare, una espressione che per i cristiani di Siria era un sinonimo di risurrezione.

In uno Stato laico il Presidente della Repubblica può rimanere al margine di qualsiasi espressione religiosa o deve partecipare a quelle. Lo stesso non si può fare in paesi come la Spagna, una monarchia “delle banane”, partecipare soltanto ad alcune di quelle. Qui non vedreme mai il capo di Stato in una moschea durante il Ramadan, neppure il Presidente del Governo. Prosegui la lettura »

Muri buoni e muri cattivi

cremisanSegnalazione del Centro Studi Federici
Le violente opposizioni alla decisione di alcuni governi di costruire dei muri per difendersi dall’immigrazione clandestina, svaniscono quando si tratta dello stato israeliano. Infatti, sono poche le voci di condanna alla costruzione del muro israeliano che, come illustra l’articolo che segue (dell’anno scorso), danneggia gravemente – insieme a tutto il popolo palestinese – le comunità cattoliche della Terra Santa. Della serie: i muri degli invasi contro gli invasori sono inaccettabili, quelli degli invasori contro gli invasi invece vanno benissimo.
 
La speranza è finita a Cremisan (2/2/2016)
 
La notizia era attesa, ma una se pur debole speranza ancora aleggiava tra le viti e gli ulivi della piana di Cremisan. Una battaglia giuridica che durava da quasi dieci anni – da quando nel 2006 era comparso il progetto della costruzione di un Muro di separazione fra i territori d’Israele, la cittadina di Gilo, e quelli palestinesi con l’insediamento di Beit Jala – si è conclusa con la sentenza definitiva dell’Alta Corte che ha respinto tutti i ricorsi contro la determinazione del governo ad andare avanti con i lavori, ricorsi che avevano ottenuto il pieno sostegno del patriarcato latino di Gerusalemme attraverso la Society of St. Yves, organismo impegnato nella difesa dei diritti umani.
Nel mese di luglio erano già in azione i bulldozer per abbattere le prime piante lungo il tracciato del percorso del Muro, fermamente voluto dai generali dell’esercito israeliano “a scopo di sicurezza”, mentre i ricorsi giacevano ancora sui tavoli della Corte.
Beit Jala si trova a poca distanza da Betlemme, ma gli sforzi per un percorso alternativo non riguardavano solo la vicinanza ad un luogo simbolo di Terra Santa: sono 58 le famiglie palestinesi, di religione cristiana, che saranno private di una fonte di reddito agricola (circa 300 ettari di coltivazioni) e messe nell’impossibilità di far frequentare l’attigua scuola salesiana ai loro figli, dal momento che verranno a trovarsi da una parte e dall’altra del Muro.
Sono più di 450 i ragazzi cristiani (e musulmani) ospiti della scuola cattolica – sorta nel 1960 e che comprende scuola dell’infanzia ed elementare cui vanno ad aggiungersi attività pomeridiane ed estive e sostegno ai bisogni educativi speciali – che si è vista confiscare una buona parte dell’area circostante (all’interno dei confini di Gerusalemme e quindi per il diritto internazionale, territori occupati, zona C della Cisgiordania). Il Muro comporterebbe la drastica riduzione del terreno delle suore, bloccando di fatto ogni possibilità di ampliamento della scuola o la realizzazione di attività didattiche all’aperto e lascerebbe gli edifici salesiani quasi completamente privi della vista anche del cielo … (…)
 

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Ungheria dichiara guerra alla fondazione di Soros: “attività antidemocratiche”

2582136Segnalazione di Raimondo Gatto

Il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó ha definito le attività della Fondazione di Soros nel Paese “altamente antidemocratiche”, dal momento che il magnate americano finanzia organizzazioni per scopi politici.

“Sappiamo che in Ungheria George Soros finanzia molte organizzazioni. Le sue intenzioni sono evidenti, dal momento che ha dichiarato apertamente di voler vedere deligittimato e sconfitto l’attuale governo, perché non approva la sua condotta politica”, — ha affermato in un’intervista con RT Péter Szijjártó.

“Tuttavia che tipo di governo e quale linea serva all’Ungheria non dovrebbe essere deciso da Soros, ma dal popolo ungherese. Pertanto riteniamo che i tentativi dall’estero di dare indicazioni agli elettori ungheresi per chi votare siano altamente antidemocratici”, — ha sottolineato Szijjártó, aggiungendo che “se nel Paese lavorano delle organizzazioni che ricevono soldi da cittadini o governi stranieri, l’opinione pubblica necessita di saperlo.” Prosegui la lettura »

La Chiesa ortodossa russa plaude a Donald Trump: “Giusta la stretta sugli immigrati islamici”

downloadSegnalazione di Raimondo Gatto

I cristiani della Chiesa ortodossa russa plaudono al nuovo presidente Donald Trump per la stretta contro gli immigrati islamici. I patriarchi sperano che il presidente americano contribuisca per fermare il genocidio dei cristiani in medio oriente.

MOSCA – La Chiesa russa ortodossa plaude alla stretta di Donald Trump sull’immigrazione, affermando che la ”cessazione del genocidio dei cristiani in Medio Oriente”, dipenderebbe ”dai cambiamenti nelle politiche degli Stati Uniti sotto il nuovo presidente Usa”.
Il metropolita di Volokolamsk Hillarion, capo del dipartimento di relazioni esterne del Patriarcato, ha dichiarato che ”se ora Trump dice che l’America
deve difendere i suoi confini, non quelli degli altri, si tratta di un messaggio del tutto cosciente e ben ponderato”.

L’ordine esecutivo, firmato venerdì scorso dal nuovo inquilino della Casa Bianca per la ”protezione della nazione contro l’ingresso di terroristi stranieri”, ha chiuso le porte degli Usa, tradizionalmente terra di immigrazione, a sette Paesi musulmani: Siria, Iraq, Iran, Yemen, Somalia, Sudan e Libia. Lo stesso ordine è stato accolto con favore ma qualche critica metodologia dall’Accademia delle Scienze di Mosca. ”Il meccanismo non è stato sufficientemente pensato”, ha dichiarato il direttore dell’Istituto di studi su Stati Uniti e Canada Valery Garbuzov. Prosegui la lettura »

Verona, caso Serit, il sindaco incredibilmente tace

Stasera entro le 24 al vaglio del Consiglio Comunale il Bilancio. Rumors di bocciatura o rinvio (che di fatto equivarrebbe ad una bocciatura)

Segnalazione di Verona Pulita

Serit, silenzio assordante del Comune: "Se accuse
confermate classe dirigente da cancellare"

Serit, silenzio assordante del Comune: “Se accuse confermate classe dirigente da cancellare”

Verona – 20 gennaio 2017 – In seguito alle perquisizioni da parte della Guardia di finanza, nelle abitazioni degli indagati per truffa e corruzione nell’ambito della vicenda “Serit”, tra cui il presidente di Serit Roberto Bissoli, l’ex amministratore delegato Maurizio Alfeo, il responsabile della ditta che sta costruendo l’impianto Marco Parolini e il funzionario della Provincia che ha autorizzato il …

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Tra terremoti e nevicate, la vera emergenza è nel “sistema”

di Mario Bozzi Sentieri

Tra terremoti e nevicate, la vera emergenza è nel "sistema"

Fonte: Arianna editrice

Fatta la tara alle polemiche strettamente politiche, chi “vince” e chi “perde” nella gestione terremoti-neve, che ha devastato ampie zone dell’Italia Centrale ? L’ onore delle armi e delle citazioni va certamente a quanti sono e sono stati in prima linea nelle difficili operazioni di soccorso: Corpi dello Stato, associazioni di volontariato, semplici cittadini hanno offerto  esempi significativi per  spirito d’abnegazione e professionalità.  E’  l’immagine di  un’Italia “bella” quella che si è vista accanto alle popolazioni segnate dalle calamità naturali, un’Italia della quale c’è da essere fieri, al di là di qualsiasi retorica d’occasione.

A mancare, dietro quegli uomini e donne, è però la capacità di programmazione e d’intervento, della quale dovrebbero interessarsi le Istituzioni. Qui il nostro Paese “perde”: nella cesura tra “apparati” e competenze, strutture amministrative e prevenzione. Si dirà: ma i Corpi dello Stato utilizzati durante le diverse emergenze non sono espressione stessa della realtà istituzionale ? La vera questione è che gli interventi dettati dalle varie emergenze arrivano a coprire, quasi sempre,   le debolezze “strutturali” del sistema-Paese, la scissione tra competenze e Istituzioni. Si corre ai ripari certamente, ma quello che manca è la capacità di programmare, di prevenire, di fare in modo che le diverse competenze siano interne alle scelte istituzionali. E perciò in grado di rendere le scelte rapide, adeguate, trasparenti. Prosegui la lettura »

La Marcia per la Vita scuote Parigi

Segnalazione Corrispondenza Romana

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Alla vigilia della votazione in Parlamento di una legge liberticida, che proibirà qualsiasi espressione sui media contro l’aborto, definendola “délit d’entrave” (delitto di intralcio”), la tradizionale Marcia per la Vita, più affollata e vibrante degli anni precedenti, ha fatto sentire la sua voce alla Francia. Prosegui la lettura »

Trump firma per la costruzione del muro col Messico (chiedendo che le spese se le accolli il Messico)

4055446364_77d74a7d6d_b_yoast-keyword-660x330Segnalazione di Raimondo Gatto

«Grande giorno», Trump pronto ha firmato ieri il decreto per la costruzione del muro al confine con il Messico
Il neo-presidente ha anche dato il via libera agli oleodotti Keystone e Dakota. I progetti che minano la riserva dei Sioux erano stati annunciati in campagna elettorale, scatenando dure proteste negli Usa, coinvolgendo anche attori di Hollywood

di Raffaella Cagnazzo
Trump mostra la firma al decreto per gli oleodotti (Epa) Trump mostra la firma al decreto per gli oleodotti (Epa)

«Grande giorno domani (ieri in Italia, ndr) per la sicurezza nazionale. Tra le tante cose, costruiremo il muro!». Lo ha twittato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. L’annuncio appare così confermare le anticipazioni del New York Times sulla firma di un decreto sull’immigrazione che sblocca i fondi per la costruzione della barriera al confine col Messico. Prosegui la lettura »