Archivio per la categoria Avvenimenti

Cyberspionaggio. E’ nata una figura ibrida di controllore-controllato

di Enrica Perucchietti

Cyberspionaggio. E' nata una figura ibrida di controllore-controllato

Fonte: intelligonews

Intervistata da Intelligonews Enrica Perucchietti, giornalista, scrittrice e opinionista, commenta senza giri di parole il caso cyberspionaggio. Nel mirino degli hacker sembra ci fossero, da anni, imprenditori e personaggi politici di spicco tra cui Renzi, Monti e Draghi.
Che idea si è fatta della vicenda?
 
“E’ la punta dell’iceberg di un fenomeno, molti ricercatori ne parlano da anni ma sono stati bollati come delle cassandre. Siamo tutti violati quotidianamente, non esiste più la privacy, il cyberspionaggio è diventato ormai endemico ed è l’arma per tenere sotto controllo un po’ tutti”. 
 
Materiale quindi da utilizzare per ricatti.

Prosegui la lettura »

McCAIN: “SONO STATO IO” (PER UNA VOLTA NON PUTIN)

di Maurizio Blondet

McCain  ha ammesso: “Sono stato io a passare il falso documento russo compromettente per Trump”

Era un dossier  di 35 pagine in cui si dice, fra l’altro, che durante un viaggio in Russia nel 2013,   “The Donald” s’era fatto far una “pioggia d’oro”  da prostitute; naturalmente il tutto ripreso dai servizi di Mosca; e questo è il materiale con cui Putin sta ricattando Trump.

Adesso salta fuori il senatore McCain: “Ho ricevuto queste delicate informazioni l’anno scorso, e  le ho  passate al direttore dell’FBI  in quanto incapace di valutarne l’accuratezza”.  In realtà – ha spiegato Carl  Bernstein, il “grande giornalista” del Watergate che liquidò Nixon – mcCain ha ricevuto questo dossier da “un ex agente britannico  del MI6  a Mosca, assoldato da una ditta di opposizione politica a Washington, che faceva   le ricerche per [smerdare]  Donald Trump sia per i candidati democratici, sia per quelli repubblicani ostili a Trump”. Prosegui la lettura »

Razzismo: “Non vogliamo studiare più i filosofi bianchi all’Università” perché colonialisti

L’ultima sciocchezza liberal a Londra: “No ai filosofi bianchi, sono colonialisti”. La replica del vicerettore: “Il politicamente corretto è completamente fuori controllo”

di Giovanni Vasso

Gli studenti della facoltà di studi orientali e africani dell’Università di Londra non vogliono studiare più Platone e Kant.

E nemmeno Cartesio, men che mai Bertrand Russel, figurarsi Hegel e (forse) persino Marx. Hanno una grave colpa, questi filosofi: sono bianchi, quindi sarebbero – secondo l’estensione acritica dell’estremismo politicamente corretto – tutti esponenti del colonialismo (non solo culturale) che andrebbe subito espulso dalle istituzioni accademiche. E studiati solo se necessario e in stretta correlazione alle tematiche coloniali.

Uno degli obiettivi dichiarati dell’unione degli studenti (la Soas Student Union) che ha lanciato l’ultima crociata del politicamente corretto ha come obiettivo quello di “assicurare che nei corsi venga presentato il pensiero dei filosofi del Sud del mondo o della diaspora. Il Soa è focalizzato su Asia e Africa e quindi le tesi e le teorie da studiare dovrebbero essere presentate dal pensiero dei filosofi asiatici o africani”. E ancora: “Se è proprio necessario dover studiare filosofi bianchi, ebbene si insegni agli studenti a guardare ai loro lavori in maniera critica e magari rapportare i loro studi alla loro posizione sul colonialismo”.

Un’enormità senza pari, che ignora secoli e secoli di storia e scambi, una di quelle castronerie di quelle che se pronunciate a un qualsiasi esame ti farebbero prendere a calci anche dal più scafato e stanco degli assistenti.

Per fortuna, almeno nelle istituzioni accademiche, sembra che proprio nessuno abbia la benché minima intenzione di cedere all’ultima sciocchezza politicamente corretta. Come riporta il Daily Mail, c’è stata una raffica di solenni bocciature alla bislacca idea degli studenti del Soas.

Il vicerettore dell’Università, sir Anthony Seldon, ha praticamente scolpito e imposto la pietra tombale su ogni ragionamento del genere di quelli propugnati dalla Soas: “C’è un pericolo vero, il politicamente corretto è fuori controllo. Noi dobbiamo studiare per capire il mondo e non per riscrivere la storia così come ci piacerebbe che fosse andata”.

Anche il filosofo Roger Scruton, che appena a giugno è stato insignito del prestigioso Knight Bachelor, ha rampognato malamente gli studenti: “Questa proposta trasuda ignoranza e lascia intravedere la volontà di restarci immersi dentro. Non puoi rottamare il pensiero se non lo conosci e di sicuro questi non sanno nemmeno cosa vogliano dire quando parlano di filosofia dei bianchi. Sarei proprio curioso di capire cosa vedano di colonialista nella Critica della Ragion Pura di Immanuel Kant”.

Prosegui la lettura »

Il Venezuela comunista sprofonda nel caos

Risultati immagini per Venezuela comunistaSegnalazione di Raimondo Gatto

Come può il Venezuela avere il salario minimo più basso di tutta l’America latina, introdurre una tessera per
razionare gli acquisti di beni alimentari a causa della scarsità dei prodotti e, al contempo, registrare l’inflazione più alta al mondo?

Difficile dare una risposta visto che il Paese ha riserve per 300 miliardi di barili – certificate nel 2012 da British Petroleum, tanto per capirci più dell’Arabia Saudita – e con una popolazione di 30 milioni di abitanti e un prezzo al barile medio di 50 dollari, significa che oggi ogni venezuelano possiede alla nascita una ricchezza pari a diecimila barili di petrolio che, tradotto in cifre, fa mezzo milione di dollari a cranio Prosegui la lettura »

Vi racconto come si viveva ad Aleppo Est sotto i jihadisti

olycom_20170107193719_21773086Aleppo, 8 gennaio. Lui accetta di farsi filmare, a scanso di equivoci. Però Mahmud Fahrad non è il suo vero nome e la foto non è la sua. Ha paura di vendette, in questa Aleppo coperta di macerie e dove pochi credono che tutti i jihadisti se ne siano davvero andati a Idlib sui pullman forniti da Assad. Perché questo muratore che ha perso il suo lavoro anni fa e si è dovuto arrangiare com moglie e quattro figli, vuol raccontare come si viveva ad Aleppo Est quando c’era la repubblica dei ribelli e dei jihadisti. Prosegui la lettura »

Così la sinistra ha pianificato l’invasione degli immigrati

La legge Turco-Napolitano sui centri di permanenza è del 1998. Ed era pronto anche il voto agli stranieri

di Domenico Ferrara

La madre dell’invasione che stiamo subendo ha un nome: sinistra. Le porte spalancate indiscriminatamente, il caos dei centri di identificazione e lo scandalo dell’accoglienza non sono accaduti per caso.

La sinistra ha la memoria corta e non impara dai propri errori. Per questo non deve stupire che il governo Gentiloni voglia affrontare il presente con le ricette fallimentari del passato. Ricette che i democratici stessi hanno inventato in nome di quell’osannato multiculturalismo che oggi persiste insieme alla nuova parola del rigore.

Prosegui la lettura »

“Christus Rex” Verona: “Rimpatrio immediato, sì alle colonie, no all’immigrato!”

img-20170110-wa0067-1FAMIGLIA CRISTIANA: http://m.famigliacristiana.it/articolo/verona-un-appello-contro-il-razzismo-crescente.htm

LA REPLICA DEI CATTOLICI VERONESI LETTA DALLA REDAZIONE DEL SETTIMANALE IN DATA ODIERNA ALLE 9.24:

“PAX CHRISTI, IN REGNO CHRISTI”!

I veri cattolici veronesi non sono buonisti e non accettano l’ “accoglienza-business” sulla pelle delle persone, spacciata come carità da personaggi senza scrupoli.

Con il gesto dimostrativo dell’allegato striscione, appoggiato a Ponte Pietra, a due passi dall’ostello ove un gruppo di immigrati ha inscenato una vergognosa protesta, finora impunita, il Circolo Cattolico Christus Rex intende rispondere a “Famiglia Cristiana” (o “Famiglia Africana”?) e a tutti i soloni del politicamente corretto, chiedendo il rimpatrio immediato di tutti i clandestini e proponendo la soluzione propria della miglior tradizione cattolica, che vede nella struttura coloniale la risposta al mondialismo, la possibilità di affrancare dalla povertà gli stranieri in difficoltà, a casa loro, e la grande opportunità di evangelizzazione di questi popoli, per il loro Bene spirituale.

Prosegui la lettura »

Dai migranti al terrorismo, Trump cerca un alleato in Italia per rilanciare l’alleanza con gli Usa

Due collaboratori del neo presidente spiegano i suoi piani dopo il risultato del referendum

di FRANCESCO SEMPRINI

«Donald Trump ha accolto con interesse l’esito del referendum in cui vede un’opportunità di rinnovamento positivo della leadership del Paese. E in questa ottica è alla ricerca di un interlocutore preferenziale in seno alla compagine politica per rilanciare la partnership tra Stati Uniti e Italia, in particolare nell’ambito della comune lotta al terrorismo». E’ questo il messaggio che emerge dall’entourage del presidente eletto secondo quanto riferito da Guido George Lombardi e dal generale Paul Vallely, due amici e collaboratori di Trump, i quali spiegano a La Stampa la visione del prossimo inquilino della Casa Bianca nelle relazioni con l’Europa e con la stessa Italia.

Una nuova Italia in una rinnovata Europa  

«E’ chiaro che Trump sia contento del risultato referendario alla luce dei discorsi e delle dichiarazioni fatte in passato non solo sull’Italia ma anche in merito alla Brexit», spiega Lombardi. «Tutti i suoi consiglieri, a partire da Steve Bannon che è molto vicino alla politica europea, consideravano il “no” come un primo passo verso un processo di ricollocazione dell’Italia, una sorta di distacco, non nel senso di uscita dall’Unione europea, ma di presa di distanza dagli schemi conformisti di un certa politica e di una certa Europa. Un passaggio verso la strada del popolarismo che privilegia l’economia reale, il lavoro, la real politik e l’allontanamento dall’ideologia conformista che sta decretando il fallimento del progetto europeo così com’è».

Trump cerca un interlocutore  

Secondo il clan Trump – insiste Lombardi – questo è un «no» che rende l’Italia più forte, anche se a questo punto occorre attendere nuove elezioni per capire che piega prenderà il Paese e «per individuare il giusto interlocutore con cui l’amministrazione americana dovrà interloquire per rilanciare i rapporti con lo storico alleato». E anche di questo si è parlato a margine dei lavori di un recente forum del Endowment for Middle East Truth (EMET), osservatorio con sede a Washington fortemente pro-Usa e pro-Israele. Ed è proprio nel corso del forum che raggiungiamo telefonicamente Lombardi. «Qui a DC, in questa conferenza, ci sono diverse persone molto vicine al team presidenziali, tra cui ex militari, – prosegue l’amico italiano del presidente eletto – ed è un’opportunità per affrontare temi importanti come i rapporti con Israele, la lotta al terrorismo e il futuro delle relazioni con l’Europa».

I generali puntano sull’Italia

Tra loro c’è Paul Vallely, generale pluristellato, veterano di guerra, commentatore politico e militare, e amico del generale Michael Flynn fedelissimo di Trump e prossimo numero uno della Defense Intelligence Agency. Generale, come vede la situazione in Italia? «Alcune settimane fa ho incontrato Farrage e abbiamo discusso della situazione in atto, quello che sta avvenendo in Europa è un processo storico, il baricentro si sta spostando dalla parte della gente, in Italia, in Francia e in Germania». Secondo Vallely il popolo sta prendendo coscienza della propria sovranità, di essere la spina dorsale di nazioni indipendenti che non devono per forza essere parte di un movimento globalista e globalizzante. «E questa è un ottima cosa, per l’Italia ad esempio si è compiuto un passo nella direzione che favorisce la gente. Siamo contenti». Secondo il veterano allo stato attuale le nazioni europe non hanno l’obbligo di essere parte di una entità sovranazionale come la Ue che ha dimostrato – specie in alcuni specifici casi come l’Italia – «di esigere più di quanto offra». «Non mi sembra che Bruxelles abbia fatto molto per i popoli europei fuorché creare una burocrazia pesante comandata dai soliti noti. Sta emergendo una nuova visione dell’Europa e con questo passo ci saranno interessanti scenari di cooperazione con l’America di Trump». Quindi non ci sono dubbi sulle relazioni tra Italia ed Usa? «Italia e Usa – prosegue il generale – saranno parte di un’alleanza forte ma soprattutto rinnovata fatta da governi che difendono le rispettive sovranità e si impegnano sul piano della cooperazione». Ciò indipendentemente da chi sarà il prossimo ambasciatore a Roma («c’è una lista di una decina di persona in ballo», rivela Lombardi).

Rifugiati e lotta al terrorismo  

E proprio sul piano della cooperazione italo-americana, secondo Vallely, con l’Italia sarà cruciale affrontare il problema dei rifugiati, lavorando al contempo sulla situazione nel Mediterraneo, in Siria, Iraq e Libia. «Occorre raggiungere una stabilizzazione della regione e di Paesi come la Siria, per consentire a chi è stato costretto a lasciarla di ritornavi a vivere anziché rifarsi una vita fuori. Il problema dei rifugiati è molto serie perché è legato in diversi suoi aspetti al rischio di terrorismo ed è il veicolo utilizzato dall’Isis per entrare in Europa». E questo secondo la cerchia di Trump è un problema che deve essere affrontato e risolto con la collaborazione della Russia: «Loro hanno lo stesso problema col rischio di spinte terroristiche dal Caucaso, pertanto bisogna trovare soluzioni condivise», afferma il generale che sottoliena le sue origini itali-irlandesi.

La nuova resistenza  

E proprio sulla questione del terrorismo torna Lombardi con una teoria che «sta prendendo piede» in seno all’entourage di Trump. «Oggi c’è in una situazione simile a quella del 1939, l’Europa è invasa da truppe islamiste così come accadde allora con i nazisti. Non parlo delle persone in fuga dalla fame o dalla guerra che entrano in Europa per trovare lavoro, ma di personaggi aderenti all’Isis o che si ispirano ad esso sul Web, e che poco hanno a che fare con i valori reali della religione musulmana. Anzi usano la religione per attuare i loro piani espansionistici totalitari o terroristici». Gente che come attitudine è simile ai nazisti, «per questo parliamo di una sorta di “nazislamizzazione” che vuole divorare l’Europa con la Sharia». Secondo Lombardi i vari governi Renzi, Merkel e Hollande sono i Vichy di oggi, «i governicchi che si sono arresi all’arroganza e alla minaccia del terrorismo». La Brexit, l’America di Trump, l’Italia del «no» sono invece forze positive come allora lo furono Churchill, Roosvelt e lo sbarco in Sicilia. «In questo contesto occorre individuare alleati tra i movimenti conservatori e popolaristici, per rafforzare la resistenza al terrorismo. Molte persone vicine al presidente sono d’accordo – conclude Lombardi – persone vicine al presidente, da lui indicate o nominate in posti chiavi della prossima amministrazione Usa».

Prosegui la lettura »

Devi morire per diventare un santino antimafia. La storia di Franco Caminiti

Devi morire per diventare un santino antimafia. La storia di Franco Caminiti

di Antonio Amorosi a pag 15 su La Verità del 3 gennaio 2017

Quando lo Stato fa di tutto per farti fare la fine di Lea Garofalo. Lo Stato gli ha tolto la scorta e fa finta di niente

Dopo la nostra denuncia dietrofront del ministero e…

di Antonio Amorosi a pag. 9 de La Verità del 7 gennaio 2017

Prosegui la lettura »

La regia del Regno Unito dietro la risoluzione ONU contro gli insediamenti sionisti in Cisgiordania e Gerusalemme Est

di Gilad Atzmon

La regia del Regno Unito dietro la risoluzione ONU contro gli insediamenti sionisti in Cisgiordania e Gerusalemme Est

Fonte: civiumlibertas

 Non sempre riusciamo ad essere tempestivi nella traduzione in italiano di eventi che Gilad Atzmon segue quasi sempre in tempo reale, dando di essi una lettura che è vano cercare nella stampa e nel web italiano. La “notizia” che ora pubblichiamo è del 27 dicembre dello scorso anno. Malgrado il tentativo-bavaglio di far adottare dagli Stati una definizione di antisemitismo confezionata in uno dei soliti raduni dove la Lobby sposta suoi sayanim, alla cui esistenza Atzmon crede, insediati nelle istituzioni degli Stati, nel cui nome pretendono di parlare, uomini come Atzmon conservano ancora in Gran Bretagna tutta la loro libertà di pensiero. In Italia non è possibile e non godiamo di questa libertà dopo che la Lobby ha imposto le sue leggi bavaglio, che andrebbero tutte smantellate se un giorno andasse al governo un Movimento serio. Pensavo che potesse essere il M5s… Ma questa è un’altra storia, ossia un’altra serie di post di Civium Libertas o dei MU sponsorizzati. Qui intanto ringraziamo Antonio Palumbo per questa sua nuova traduzione che non ha bisogno di particolare introduzione, se si tengono uniti i vari articoli nella loro Homepage che lega gli uni agli altri i fatti che si succedono in Palestina e fuori di essa e che in Atzmon trovano sempre il più acuto osservatore.

CL
Gilad Atzmon
LA REGIA DEL REGNO UNITO DIETRO LA RISOLUZIONE ONU CONTRO GLI INSEDIAMENTI SIONISTI IN CISGIORDANIA E GERUSALEMME EST

Prosegui la lettura »