Archivio per la categoria Maurizio G. Ruggiero

FIRMATO RITA KATZ

Grazie ad un lettore, aggiungo questa tabella di coincidenze:

Scelta perfetta della location (come dicono ad Hollywood): gli Champs Elysées, densa di simboli e di turisti; drammatico il roteare delle miriadi di luci della polizia  sullo sfondo dell’Arc de Triomphe. Ottima la scelta dell’orario, in tempo per i tg   di seconda serata in tutta Europa. Buonissimo il giorno della performance, a  poche ore dal primo turno, in un paese in stato quasi-insurrezionale.

Prevedibile la rivendicazione: Rita Katz, pardon l’ISIS.

Di Maurizio Blondet http://www.maurizioblondet.it/firmato-rita-katz/

La sinistra ha perso il popolo. La destra ha perso.

Un recente interessante saggio di Luca Ricolfi ha come titolo Sinistra e popolo; la tesi di fondo è l’abbandono, da parte della sinistra politica e culturale, dei ceti e degli interessi che in altre stagioni si chiamavano popolari. Il professore torinese è di formazione filosofica ma insegna Analisi dei dati. L’intreccio di due conoscenze tanto diverse rende il suo approccio sociologico particolarmente suggestivo. Esponente della sinistra liberalriformista, il suo libro più conosciuto “Perché siamo antipatici?” aveva già sollevato il velo, da “insider”, sulla supponenza, il compiacimento narcisistico, il senso di superiorità etico-culturale della sinistra occidentale dopo, e nonostante, la fine del comunismo reale novecentesco.

Con l’ultimo saggio va più a fondo, riflettendo sull’abisso che si è scavato tra la “sinistra” ed il popolo. Usiamo le virgolette per sottolineare l’ormai scarsa capacità di certe parole a rappresentare concretamente dei concetti. Destra e sinistra, lo riconosce anche Ricolfi, sono inadatti a descrivere il mondo del XXI secolo, neppure esiste un uso condiviso della coppia oppositiva. Ciononostante, conservano una capacità evocativa che ha improntato un secolo, l’intero Novecento, ed un significato segnaletico non ancora tramontato.

Rinviamo una riflessione organica sull’argomento, a partire da un’articolata liquidazione dei due termini, da rimuovere come inservibili dalla cassetta degli attrezzi di un XXI secolo giunto al suo quarto lustro. Accettiamo tuttavia per comodità il linguaggio corrente, stante l’urgenza di dire qualcosa sull’altro polo in questione, ovvero la Destra. La sinistra, anzi le sinistre, hanno perso il contatto con il loro popolo, o meglio hanno profondamente mutato ceti, interessi ed ambienti sociali di riferimento. La destra, lo sosteniamo con convinzione, semplicemente ha perso.

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Avete temuto il Brexit? Vedrete come vi spaventerà Erdoxit…

Altro che Brexit, l’Erdoxit. La Turchia diventa un  gigantesco frammento dislocato e va per la sua rotta pericolosa e avventurista, e l’Unione Europea,  la classe (cosiddetta) dirigente resta senza parole. Angela Merkel, quella che comanda su tutti noi, quella che ci ha fatto sborsare a tutti i 3 miliardi l’anno ad Erdogan per rimediare ad una sua ignobile follia, che fa? Auspica che il sultano  apra “un dialogo rispettoso  con le altre forze politiche e la società”; invoca Erdogan di “non  mettere fine al sogno europeo”, cioè all’aspirazione di farsi ammettere nella oligarchia di burocrazie  omologanti e stati de-sovranizzati e castrati:  patetico, come se   quell’ente che  usurpa il nome di “Europa”, oggi prigione dei popoli, avesse ancora chissà quale capacità di attrarre, invece che di suscitare repulsione.

“La Turchia si allontana  dall’Europa e si allinea al modo medio-orientale di far politica,  a forma di  governo autoritario”, riconosce Le Monde: è ancora ottimista,  l’ex calciatore punta dritto al despotismo orientale,  con in più l’arricchimento sfondato per sé e la sua famiglia. Ma almeno il popolo turco  è tornato alla storia che è sua;   ha riconquistato  la sua identità, radicalmente anti-europea;   s’è liberato dalle mascherature del carnevale UE, voterà   la pena di morte (finalmente!), darà all’ex calciatore i poteri e prepotenze della Sublime Porta, e farà la sola cosa che sa  fare, quella che fa meglio  nella storia: distruggere, devastare  dove passa.

L’eurocrazia mai così insignificante..

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7 obbedienze massoniche unite: “NON VOTATE MARINE!”

(Sfilarono al “Je suis Charlie”)

 

Hanno firmato un “appello repubblicano”  perché i francesi non votino Marine Le Pen. Nessuna sorpresa, in fondo … Le cose diventano ogni giorno più chiare. Non ci sarà più bisogno di noi complottisti.

L’appello repubblicano è firmato da: Grand Orient de France (GODF), la Fédération française du Droit humain (FFDH), la Grande Loge féminine de France (GLFF), la Grande Loge féminine de Memphis Misraïm (GLFMM), la Grande Loge mixte universelle (GLMU), la Grande Loge mixte de France (GLMF) et la Grande Loge des cultures et de la spiritualité (GLCS).

Fonte: http://www.maurizioblondet.it/7-obbedienze-massoniche-unite-non-votate-marine/

“L’Europa impone la teoria gender” (che non c’è). 700 mila firme contro.

Articolo di Maurizio Blondet

“L’Europa impone la teoria gender” (che non c’è). 700 mila firme contro.

Alle scuole elementari insegnano ai bambini la teoria del gender? Guai a chi lo dice! “La teoria del gender non esiste”, e la buona scuola italiana non la insegna, come insinuano  certi genitori. “Chi parla di teoria del gender in relazione al progetto educativo sulla scuola del governo Renzi compie una truffa culturale, ci tuteleremo con gli strumenti adeguati», disse la ministra (della pubblica istruzione) Giannini, minacciando querele.   L’idea che a scuola si insegnino ai bambini che non esistono i sessi ma i “gender”è una allucinazione nata dalle menti malate di genitori “omofobi”, o ancor peggio, cattolici.

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Il nuovo disordine mondiale

La bellezza salverà il mondo, esclama il principe Myshkin, l’Idiota di Dostoyevskji. L’ Idiota è il romanzo dell’intelligenza, la più alta, la più acuta. La comprensione puntuale e dettagliata di tutte le cose, ciascuna osservata diritta in volto, senza veli. Bellezza e Bene uniti nell’antropologia filosofica del più grande narratore, forse, della letteratura mondiale.  Natura ed Arte sono le figlie predilette della Bellezza.

Chi scrive non sa giudicare se la musica ed i testi di Giuseppe Povia, per il pubblico soltanto Povia, cantautore milanese, siano arte. Tuttavia, sono belle e gradevoli, riscaldano il cuore, aiutano ad orientarsi nel deserto. Il decimo CD del musicista si intitola, significativamente, Nuovo Contrordine Mondiale. Fa riflettere il titolo, non disordine, bensì contrordine. I creativi sanno cogliere nel segno con un tratto, una nota, una pennellata, una parola. Lo scenario del presente, ogni giorno più desolato, non è semplice disordine. E’ davvero, un “contrordine”, ovvero il contrario dell’ordine naturale, per di più diffuso, fatto digerire, imposto come un ordine superiore diramato da una cupola folle di nemici dell’uomo.

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Il Parlamento europeo censura la libertà di espressione. Anche la sua.

di Judith Bergman 3 aprile 2017

  • Il regolamento colpisce il cuore stesso della libertà di parola, vale a dire i politici eletti, ai quali la Corte europea dei diritti dell’uomo riconosce una speciale protezione. I membri del Parlamento europeo sono stati eletti per far sentire la voce dei loro elettori in seno alle istituzioni dell’Unione Europea.
  • Il regolamento può avere solo un effetto raggelante sulla libertà di parola nell’Europarlamento e forse si rivelerà un valido strumento nel tentativo di chiudere la bocca a quei deputati che non rispettano la narrazione politicamente corretta dell’Unione Europea.
  • Revocando l’immunità di Marine Le Pen, mentre quest’ultima corre per l’Eliseo, il Parlamento europeo invia il chiaro segnale che divulgare la lampante e orribile verità dei crimini commessi dall’Isis, anziché considerarlo un avvertimento su ciò che potrebbe presto accadere all’Europa, dovrebbe invece essere punito.
  • Quando avrà fine questo impulso chiaramente totalitario e chi lo fermerà?

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Il tesoro del PCI

Scissione Pd: la mappa delle fondazioni che custodiscono i beni dell’ex Pci 23 febbraio 2017

Ugo Sposetti, ex tesoriere dei Ds e senatore dem vicinissimo a D’Alema, si dichiara anti-scissione con poche e incisive parole che hanno un impatto non da poco sulla guerra dei beni in corso da nove anni tra Ds e Pd. Quando infatti a inizio febbraio lo spettro della divisione cominciò a materializzarsi, i Dem pensarono subito a quella cassaforte di 68 fondazioni con dentro 2.399 immobili, 410 opere d’arte e un valore stimato di circa mezzo miliardo di euro.

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NELLA UE, DOVE ORMAI OBBEDISCE SOLO CHI E’ NATO SERVO

Ricordate il Nord Stream 2?  E’ il raddoppio del gasdotto che collega direttamente i giacimenti della Russia alla Germania, passando sotto il Baltico.  Fatto da Gazprom, che ha dato  la presidenza  del consorzio all’ex cancelliere socialista Gerhard  Schroeder. Ma con la E.ON di Dusseldorf, la viennese OMV (Österreichische Mineralölverwaltung),  la francese Engie (ex GDF Suez), la Shell….Il punto è che  con esso  la Germania raddoppia la sua  fornitura diretta di prodotti energetici russi, e il gasdotto, come già il Nord Stream 1,   non deve passare sul territorio polacco né quello ucraino,  due paesi che perdono le royalties  di transito e la possibilità di ricatto politico ben note, non potendo chiudere i rubinetti. Prosegui la lettura »

Abbiamo vissuto consumando civiltà. E non ne è rimasta più.

C’è  questo Zangari di Borgo Vercelli   di 49 anni che  non tollera di essere lasciato dalla moglie di 41; da mesi la malmena; infine  la insegue, ne tampona l’auto, la accoltella con 21 coltellate. Ci sono i giovinastri di Alatri che in nove o dieci ammazzano un ragazzo, in un’aggressione a più riprese, stritolandogli cranio e vertebre con manganelli e spranghe;  due giorni di agonia; attorno al delitto,  omertà. C’è l’ex carabiniere di  Trento che faceva lo speculatore finanziario,  vita di lusso  senza averne i mezzi, cosa che ha nascosto a tutti;  il giorno dopo avrebbe dovuto firmare l’acquisto di un attico da 1,23 milioni;  per cui, ammazza a martellate i suoi due figli, di 2 e 4 anni  (la figlia di 13 si salva perché era in gita), lascia i corpicini in un lago di sangue, e poi si butta con l’auto in un dirupo.  Solo pochi giorni prima abbiamo saputo del tredicenne, lievemente subnormale,  angariato e violentato per  quattro anni da  undici ragazzi, tutti minorenni, tre  sotto i 14 anni a Giugliano.   L’ultima volta è stato a gennaio: la mamma della vittima  ha visto  lui e i compagni “in atteggiamento ambiguo”, e solo allora si è accorta di quel che soffriva suo figlio. La scuola,  gli insegnanti, i vicini niente.

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