Archivio per la categoria ARIANNA EDITRICE

ISIS: cos’è davvero?

isis

 

Segnalazione Arianna Editrice

 

MANDANTI, REGISTI E ATTORI DEL “TERRORISMO” INTERNAZIONALE

Che cos’è il cosiddetto terrorismo internazionale (Al-Qa’ida, ISIS, Jabhat al-Nusra, Boko Haram, al-Shabaab, etc.)? Ma, soprattutto, chi ne trae beneficio?

Sono queste le domande fondamentali a cui il libro di Paolo Sensini, dopo aver vagliato un’imponente mole di materiali e documenti originali, risponde per la prima volta in maniera esaustiva e completa.

Paolo Sensini

 

ISIS

 

Mandanti, registi e attori del “terrorismo” internazionale.

 

Prezzo: € 14,50 Editore: Arianna Editrice Collana: Un’Altra Storia Pagine: 304 Brossura – cm 15×21

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Le oligarchie, la finanza e la politica

banchiere

 

Segnalazione di Arianna Editrice

di Emanuele Porcelluzzi 

Fonte: Emanuele Porcelluzzi

Le vecchie oligarchie erano connotate da legittimazioni, sostenute dalla cultura, dalla tradizione e dal merito mentre quelle attuali non ne hanno bisogno, perché il loro rapporto di dominio è indiscusso, per cui non partecipano al discorso pubblico ma operano tramite media o agenzie di rating o per alleanze interistituzionali come nel caso molto frequente di oligarchie tecnocratiche. Si radunano in parlamenti “privati”, dove predominano l’accordo tacito e magari forme contrattuali, perché, solo tenendo in essere reti, pur se allentate, riescono a ridurre i conflitti interni, che esistono e moltiplicano il proprio peso decisionale. Si parla di oligarchie come concentrazione del denaro e del potere al vertice in gruppi ristretti, caratterizzati da un’estrema indifferenza per le forme democratiche, che, però , sono tollerate come soluzione ancora preferibile ad altri tipologie di regimi.

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Il denaro dietro il movimento transgender (George Soros apre il portafoglio per trasformare l’America)

SOROSLGBT

Segnalazione Arianna Editrice

di Kelly Riddell

Fonte: Comedonchisciotte

Tre anni fa, una sentenza della Corte Suprema ha aperto la strada ai matrimoni gay. In seguito, i media mainstream si sono posti una domanda: cosa sarebbe accaduto al movimento delle lesbiche, dei gay, dei bisessuali e dei transgender?

Dopotutto, avevano vinto una grande battaglia. Per di più, molte corporation avevano adottato politiche contrarie alla discriminazione basata sull’orientamento sessuale, e due degli show televisivi d’America più visti in quel periodo, “Modern Family” e “Glee” vantavano personaggi dichiaratamente gay.

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Libia, prepariamoci ai nostri Bataclan

di Massimo Fini

Libia, prepariamoci ai nostri Bataclan

Fonte: Massimo Fini

Ineffabili americani. Prima costituiscono in Libia un governo fantoccio, quello di Al-Sarraj, che fino a poco tempo fa era così ben visto dalla popolazione libica che era costretto a starsene, con i suoi ministri, su un barcone imboscato nel porto di Tripoli. Adesso che questo governo ha ottenuto l’appoggio della fazione di Misurata, ma non quello del governo antagonista di Tobruk e tantomeno delle altre mille milizie che agiscono in Libia, gli Stati Uniti gli han fatto chiedere il loro soccorso. Qualcosa che somiglia molto alla richiesta di ‘aiuto’ dei Paesi fratelli quando l’URSS invadeva l’Ungheria e la Cecoslovacchia che erano insorte contro i governi filosovietici.

Gli americani hanno tenuto a precisare che i loro raid su Sirte e altrove saranno “di precisione”. Speriamo che non abbiano gli stessi effetti dei ‘missili chirurgici’ e delle ‘bombe intelligenti’ usati nella prima guerra del Golfo del 1990. Sotto le luminarie dei traccianti e dei fuochi d’artificio che ci faceva vedere la Tv italiana con Fabrizio Del Noce piazzato sulla terrazza del più grande albergo di Bagdad, cioè un albergo del nemico che controllava ancora la sua capitale (altra stranezza delle guerre moderne) sono morti 167.000 civili, fra cui 48.000 donne e 32.195 bambini (dati al di sopra di ogni sospetto perché forniti, sia pur fortuitamente, da una funzionaria del Pentagono).

Al-Sarraj s’è affrettato ad assicurare che il suo governo “respinge qualsiasi intervento straniero senza la sua autorizzazione”. Il fantoccio di Tripoli sa benissimo che una guerra aperta e dichiarata alla Libia compatterebbe tutti i libici di qualsiasi fazione perché esiste pure là, anche se a noi può sembrar strano, un sentimento e un orgoglio nazionali. E questo andrebbe a tutto vantaggio dell’Isis che è il gruppo più forte, meglio armato, più determinato che in breve tempo ingloberebbe anche le altre milizie. Ma ciò che dice al-Sarraj è una barzelletta a cui è difficile credere sia perché ciò che nega è già avvenuto, sia perché è alle dirette dipendenze del governo americano a cui è legata la sua sopravvivenza, e gli USA faranno quello che vorranno, sia perché sul terreno sono già presenti truppe speciali americane, inglesi e francesi.

Ineffabili americani. Prima, nel 2011 attaccano, insieme ai francesi, la Libia, Stato sovrano rappresentato all’ONU, e contro la volontà dell’ONU, disarcionando il dittatore Gheddafi con cui avevano fornicato fino al giorno prima, provocando la disarticolazione di quel Paese dove mille milizie sono adesso in guerra fra loro. Poi, per cercare di rimediare al disastro che hanno causato, la ribombardano nel 2016. A quell’attacco partecipò anche l’Italia che era l’ultima ad avervi una qualche convenienza dato che aveva consistenti interessi economici in Libia e il presidente Berlusconi ottimi rapporti con il leader libico che solo pochi mesi prima aveva accolto anche troppo sontuosamente a Roma. E infatti Berlusconi era contrario a quella guerra e quindi è doppia la sua responsabilità nell’aver seguito francesi e americani in quell’avventura.

Non c’è niente da fare, passano gli anni passano i decenni ma noi non riusciamo a liberarci della pelosa tutela dell’ ‘amico amerikano’. Nel 1999 partecipammo all’aggressione alla Serbia (gli aerei americani partivano da Aviano), guerra anche questa a cui l’ONU s’era dichiarata contraria. E anche con la Serbia noi avevamo solidi rapporti di amicizia che risalivano addirittura ai primi del ‘900 quando a Belgrado si pubblicava un quotidiano intitolato Piemonte (i serbi infatti vedevano nell’Italia che si era da poco unita un esempio per conquistare la propria indipendenza sotto le forme di una monarchia costituzionale). Il nostro coinvolgimento nella guerra alla Serbia in quanto membri della Nato non era per nulla obbligato, tant’è che la piccola Grecia, che fa parte anch’essa della Nato, si rifiutò di parteciparvi.

Adesso saremo costretti a fornire la nostra base di Sigonella dove sono presenti una dozzina di droni e di caccia americani.

Bel colpo. Finora il governo Renzi, seguendo la linea di Angela Merkel, si era tenuto prudentemente ai margini del casino mediorientale e per questo l’Isis non aveva colpito né noi né i tedeschi (gli attentati terroristici in Germania sono stati fatti da psicopatici sulle cui azioni poi l’Isis ha messo il cappello). Adesso dovremo attenderci anche in Italia attacchi dell’Isis che più viene colpita in Medio Oriente e più, logicamente, porta la guerra in Europa. Vedremo come reagiranno le mamme italiane quando avremo anche noi i nostri Bataclan.

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Seminato il vento, raccogliamo la tempesta

MC

Segnalazione di Arianna Editrice

di Giulietto Chiesa

Fonte: Megachip

Anch’io, come Pino Cabras, guardando Nizza (e adesso Monaco di Baviera), più che all’ISIS ho pensato a GTA (Grand Theft Auto). Quando, qualche anno fa, scrissi un articolo contro l’aberrazione dei videogiochi violenti, fui sottoposto a un “shit storm”, tempesta di m… organizzata dalle compagnie produttrici di quella m…, utilizzando decine di migliaia di fan dei videogiochi, che protestavano contro la mia proposta di vietarli per legge, in nome della “libertà di gioco”, e della “libertà del mercato”.

Se guardiamo, di fronte all’ondata assassina di luglio 2016, la Luna invece del dito, capiremo che questo approdo odierno è il frutto della deificazione del Mercato, del Denaro, dell’individualismo sfrenato, della degenerazione libertaria trasformata in arbitrio totale in cui ogni desiderio è diventato legge.
L’impazzimento generale, che attanaglia la società europea è il frutto velenoso di un “modello” sociale e politico disumano, dove l’egoismo, la competizione sfrenata, la violenza sono la regola, mentre la solidarietà e l’amicizia, l’onestà e la civile convivenza sono stati banditi come obsoleti e non “divertenti”.

Tutto si tiene. E, anche quando “non si tiene”, c’è chi usa il tutto ai suoi fini. Il pazzo che spara a Monaco non è probabilmente, un terrorista, men che mai islamico. È solo un povero disgraziato demente gettato ai margini della società, che “si vendica” in un colpo solo di quello che ha subito. Ma i creatori di questo mostro, i creatori del Dio Mercato, usano le creature impazzite (che loro stessi hanno prodotto su scala planetaria) per cambiare l’assetto sociale. Il terrorismo viene da quella sorgente. E usa il caos che ha prodotto per trarre il massimo profitto politico.
C’è un filo che lega Charlie Hebdo, Bataclan, Bruxelles, Nizza, Monaco, il golpe turco, Daesh, Afghanistan, Libia, Siria, il nazismo di Kiev, l’esclusione della Russia dalle Olimpiadi? Io credo che ci sia. È la crisi, temo finale, dell’Occidente e dell’Impero.

I padroni universali hanno una ricetta: preparare alla guerra, attraverso la paura, i popoli dell’Occidente, per scagliarli contro Russia e Cina. Prima che Russia e Cina siano in grado di fermare la loro follia.
Ragionando in grande – solo ragionando in grande – si vede il disegno. E questo disegno prevede la guerra, come passo obbligato. 

 

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Sotto falsa bandiera: strategia della tensione e terrorismo di Stato

sotto falsa bandiera

 

 

Segnalazione Arianna Editrice

 

Quello che è accaduto poche ore fa in Inghilterra dimostra tutto quello che è necessario a chiunque voglia vedere quello che non si vede della realtà fattuale e degli eventi connessi. Consigliamo vivamente la lettura di questo tempestivo libro, rispetto alla spregiudicatezza raggiunta dalla dinamica di potere della “forma capitale”.

False Flag – Sotto Falsa Bandiera  Strategia della tensione e terrorismo di Stato Enrica Perucchietti prefazione di Pino Cabras

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La Germania compra Monsanto e vende il TTIP all’Europa

MONSANTO 1

Segnalazione Arianna Editrice

di Peter Koenig

Sarà una coincidenza che Berlino approva, ed addirittura raccomanda, la scalata “ostile” di Monsanto da parte del gigante agroalimentare e farmaceutico tedesco, Bayer? O è un altro accomodamento strategico occulto tra Washington ed il suo vassallo in capo dell’Europa, Berlino, per far inghiottire alla popolazione europea il nefasto e distruttivo per l’Europa TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership – Partenariato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti )?

Benché i media corporativi occidentali, corrotti e guidati dagli Anglo-Sionisti, stiano facendo di tutto per tenere la gente il più all’oscuro possibile, la verità sta lentamente trapelando. Più del 90% dei Tedeschi si oppone al Glyfosato, il diserbante killer della Monsanto (marchio Roundup) – che è stato recentemente dichiarato cancerogeno, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – (OMS), dopo svariate analisi e contro analisi,. Ed una larga maggioranza dei Tedeschi si oppone anche alla presenza degli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) nei cibi.

Attraverso il TTIP, negoziato in gran segreto, le multinazionali come la Monsanto vorrebbero avere la meglio sull’opinione pubblica. Le leggi delle multinazionali, che vorrebbero portarsi dietro il loro sistema di giustizia privata, prevarrebbero sui tribunali nazionali degli stati “sovrani” membri dell’Europa Unita. Di fatto, qualunque pubblica protesta di piazza potrebbe essere repressa con la violenza da parte della polizia e delle forze militari – in piena legalità, perché il TTIP approvato e firmato, diventerebbe la legge del paese, fino al punto di essere imposto con la legge marziale, se necessario, contro il volere del popolo.

Questa, ed altre ragioni dittatoriali, sempre sotto la bandiera della protezione della gente dal terrorismo, sono il motivo per cui il Presidente Francese Hollande cerca insistentemente di far passare nel Parlamento Francese una Legge Marziale permanente – o, in termini più rassicuranti, uno Stato di Emergenza. Per adesso è stato capace di estenderlo fino a Luglio, fino a dopo il Campionato Europeo di Calcio – UEFA EURO 2016 – che è previsto per Giugno-Luglio in Francia.

MONSANTO 2 Proteste contro la Monsanto

Dopo l’abbattimento di un altro paio di aeroplani, o qualche finta strage istigata dai soliti noti – CIA, Mossad, Polizia Segreta Francese interna ed esterna (DGSI e DGSE), ed altri – Hollande ed altri leader Europei (sic – perché quelli non sono leader ma corrotti fantocci di Washington senza spina dorsale) faranno scivolare, come il burro, leggi del tipo “Stato di Emergenza” nei loro rispettivi parlamenti. E ciò che è peggio è che sarà la gente, spinta dalla paura, a chiedere leggi come quella.

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Uniti contro la finanza

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Segnalazione Arianna Editrice

di Emanuele Porcelluzzi

Il termine crisi può apparire come utilizzato in maniera soverchia, ma è pur vero che si permane in uno stato di crisi perenne, ove l’austerità non è una soluzione a problemi quali l’instabilità dei sistemi economici, le disuguaglianze e la scarsa crescita. A rendere difficile la situazione ci pensano le problematiche connesse alla sicurezza dell’Occidente, il supporto e il finanziamento di gruppi paramilitari in Medioriente, nel tentativo di conseguire cambi di regime, tesi a garantire l’approvvigionamento delle materie prime energetiche a beneficio dell’Occidente, ma ciò è causa, sovente, del peggioramento delle situazioni in atto. Si presume che, nei prossimi anni, possano verificarsi strategie opposte di riconciliazione e di scambi commerciali, mirate ad assicurare risultati di gran lunga migliori di quelli che si ottengono mercé sanzioni e ostracismi. La socialdemocrazia è quasi morta e ha preso il suo posto la finanziarizzazione, il motore che alimenta le diverse dinamiche mediante le quali si dispiega oggi l’egemonia neoliberista ed è una sorta di nemico comune di conflitti, in apparenza, animati da obbiettivi diversi. E’ possibile, comunque, che l’opposizione alla finanziarizzazione possa divenire l’elemento, capace di legare le battaglie diverse e, di conseguenza, di realizzare un fronte comune politico ovvero un’alleanza contro la finanza. Poi il tema delle disuguaglianze e dell’effettività dei sistemi democratici sono importanti nella contestazione del potere e della legittimità del neoliberismo, inteso come sistema. La sfida, dopo gli anni di ascesa del neoliberismo, è quella di realizzare un nuovo modo di pensare e di agire, che permetta di unificare le diverse battaglie e di collegare le persone impegnate in ciascuna di esse. E’ necessario tutelare la diversità, la specificità di ciascuna sfera della vita e il riconoscimento di quelli che debbono essere i concetti guida e fondamentali come la giustizia, l’uguaglianza e la democrazia.

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Trilaterale a Roma

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Il Rome plenary meeting 2016 (programma) della Commissione Trilaterale, organizzazione fondata nel 1973 da David Rockfeller, che si svolgeva a Roma dal 15 al 17 aprile, presso l’albergo Cavalieri Waldorf Astoria di Monte Mario, vedeva tra i 200 partecipanti l’ex-AD diLuxottica Andrea Guerra, il deputato del PD e commissario alla ‘spending review’ del governo Renzi Yoram Gutgeld, la ministra delle Riforme Maria Elena Boschi, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni Silverj, la presidentessa della RAI Monica Maggioni, l’ex-viceministro degli Esteri e vicepresidente dell’ENI Lapo Pistelli, Lia Quartapelle e Vincenzo Amendola del PD, l’ex-rettore della Bocconi Carlo Secchi (presidente del gruppo italiano), l’AD di Fincantieri Giuseppe Bono, l’ex-AD di Banca Intesa Enrico Cucchiani, il presidente della FCA John Elkann, il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, l’AD di Pirelli Spa Marco Tronchetti Provera, il presidente diUnicredit Giuseppe Vita, l’ammiraglio Giampaolo Di Paola, ex-ministro della Difesa del governo Monti, la direttrice diAspenia Marta Dassù ed Enrico Letta, oltre alle guest star straniere David Rockfeller, Jean Claude Trichet (presidente della Trilaterale), Madeleine K. Albright, Michael Bloomberg e Susan E. Rice.


Gli argomenti affrontati dalla Commissione Trilaterale a Roma, erano i seguenti:
Shaping the Future of Italy in Europe
Where is the European Project Heading?
Allocuzione al Quirinale con il Presidente della Repubblica Mattarella
The Middle East in Turmoil
Where is Russia Heading?
The North Korean Nuclear & Missile Threats
Where is China Heading?
The United States Presidential Elections
International Migration & Refugee Flows
Coping with Digital Disruption
Conclusioni del presidente della Trilateralemaria-elena-boschi-parla-alla-trilateral-commission-787094Maria Elena Boschi, parlando in inglese davanti la platea cosmopolita, senza l’intermediazione di traduttori, affermava che “Il referendum (‘sulle trivelle’) non cambierà per nulla la politica energetica italiana, che andrà avanti indipendentemente dal risultato, avendo un effetto minimo sulla nostra legislazione, toccandone solo un piccolo aspetto. Forse potrebbe avere un risultato sull’approccio politico. Il governo è impegnato nella ricerca di energie alternative, impieghiamo molte risorse”. L’economista indiano Nand Kishore Singh chiedeva a Boschi della riforma della Costituzione e del relativo referendum. “Ecco quel referendum avrà un impatto più profondo sulla nostra politica energetica, perché ora dobbiamo dividere le decisioni con venti regioni, con venti legislazioni, ma dopo la riforma avremo una strategia e una legislazione per tutta l’Italia. Così, sono certa, avremo anche più peso in Europa”. E la Costituzione? “Non penso che il numero di senatori possa avere un impatto su pesi e contrappesi della Costituzione. Penso che pesi e contrappesi siano garantiti dalla separazione dei poteri, dall’indipendenza della magistratura e dalle regole della Corte costituzionale. Anche il presidente della Repubblica è un garante, per esempio può rifiutare di firmare una legge approvata dal Parlamento se non rispetta la nostra Costituzione”.l1591tri laterals new 5David Rockefeller voleva includere il Giappone nelle discussioni sulla cooperazione internazionale. Alla conferenza del Bilderberg in Belgio, nel 1972, Rockefeller ne discusse con il professore di Studi Russi dellaColumbia University Zbigniew Brzezinski, vicino al comitato direttivo del Bilderberg. Nel luglio 1972 si ebbe la prima riunione operativa volta a costituire la Commissione, a cui parteciparono l’economista Fred Bergsten, il politologo della Brookings Institution Henry Owen, il presidente della Ford Foundation Mc George Bundy, il parlamentare tedesco Karl Carstens, il politico francese René Foch, l’ambasciatore ed ex-commissario della CEE Guido Colonna di Paliano, il politologo dell’Università del Sussex François Duchène, il direttore dell’Istituto di Studi Europei della CEE Max Kohnstamm, il deputato ed ex-ministro degli Esteri giapponese Kiichi Miyazawa, il professore di relazioni Internazionali Kinhide Mushakoji, il presidente dell’Overseas Economic Cooperation Fund Saburo Okita e il presidente del Japan Center for International Exchange Tadashi Yamamoto. Quindi un think tank che riunisce esponenti delle élite politico-economiche di Stati Uniti, Canada, Europa Occidentale e Giappone. La Trilaterale tenne la prima riunione ufficiale del comitato esecutivo a Tokyo, nell’ottobre 1973. La Commissione Trilaterale viene finanziata dal Rockefeller Brothers Fund ed è profondamente legata al CFR. La Commissione aiuta i governi a raggiungere “accordi costruttivi” con altri governi, promuovendo una più stretta cooperazione tra Europa, Asia e Nord America. Nel 1974 pubblicò “La crisi della democrazia” invocando una democrazia “moderata”. Della Commissione Trilaterale fecero parte David Rockefeller, George HW Bush, Bill Clinton, Zbigniew Brzezinski, Jean-Claude Trichet, Henry Kissinger e Jimmy Carter. Nell’assemblea plenaria del 10-12 aprile 2000, la Trilaterale decise di includere nel gruppo nordamericano il Messico e di trasformare il gruppo giapponese nel gruppo Asia-Pacifico comprendendovi Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda ed esponenti da Indonesia, Malaysia, Filippine, Singapore e Thailandia. Ultimamente il think tank si concentra su nuovi equilibri mondiali, ridefinizione degli organismi internazionali, nuovi attori della politica internazionale e sviluppo sostenibile.Trilateral-commission-members-680x365
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Alain de Benoist presenta il Trattato transatlantico a Modena sabato 7 maggio

Segnalazione Arianna Editrice

IL TRATTATO TRANSATLANTICO – Alain de Benoist  sabato 7 Maggio 2016 – ore 17.00 Teatro il Tempio (Modena)

 

 

TRATTATO

 

Alain de Benoist Il Trattato Transatlantico – LIBRO

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