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Quando Amnesty International “lavora” per il Dipartimento di Stato

Segnalazione di Abbondio Dal Bon

di Maurizio Blondet

Lo scorso febbraio, Amnesty International ha pubblicato un rapporto  in cui sosteneva che a Damasco, nella prigione di Seydnaya, il regime di Assad , fra  il 2011 e il 2015, ha impiccato  13.135 prigionieri,  tutti “civili”, e “fatto morire per tortura e per fame migliaia di persone”.

Il rapporto è stato immediatamente citato dal Dipartimento di Stato, con l’aggiunta che nella orribile prigione, anzi  “mattatoio di Assad”  (per il Guardian) si usano forni crematori. Più precisamente, “un edificio che noi crediamo un crematorio”, diramò l’assistente segretario di Stato per il Medio Orienta Stuart  Jones.  “Il Dipartimento di Stato ha dati che sono uccisi in quel carcere fino a 50 prigionieri al giorno”.

A leggere davvero il rapporto di Amnesty, si scopre che l’astronomica cifra di 13.135 impiccati civili risulta  da calcoli aritmetici “basati sulla  testimonianza di persone non citate per nome nel rapporto”.  Insomma la celebre organizzazione “umanitaria”  ha messo in gioco il suo prestigio, credibilità, e fama di oggettività  per appoggiare il programma di  aggressione del Dipartimento di Stato (Cia, NATO ecc.)contro la Siria. E’ ovvio l’effetto che il rapporto vuole raggiungere: perbacco, Assad ha i crematori! Necessita d’urgenza un intervento umanitario contro il nuovo Hitler!

La  cosa si spiega ricordando  che la direttrice esecutiva di Amnesty International fra il 2012 e il 20’13, Susan Nossel (j), è  una femminista americana che  prima, nel 2009, ha lavorato – guarda la combinazione –  per il Dipartimento di  Stato di Hillary Clinton, col grado di “deputy assistant Segretary of State”;  in quella veste “ha guidato l’impegno Usa presso il Consiglio Onu dei Diritti Umani, promuovendo risoluzioni contro Iran, Siria, Libia, Costa d’Avorio in tema di diritti umani, libertà d’espressione  di associazione; nonché la prima risoluzione ONU sui diritti di lesbiche, gay, bisessuali  e transgender”.  E’ anche la curatrice della nota storia “persecuzione delle Pussy Riot”  e autrice della relativa grancassa mediatica.

Una bella carriera fra pubblico, privato e “umanitario”

Amnesty sostiene di essere “Indipendente da ogni governo, ideologia politica, interesse  economico o religioso”. Non trova alcuna  esitazione ad accettare donazioni della Open Society di Soros,  portatrice di una precisa ideologia  politica.  Dal 2008 al 2010, ha accettato anche donazioni dalla NED, National Endowment for Democracy,  che è una “organizzazione non governativa” si fa per dire, dipendendo ufficialmente dal Congresso Usa che  l’ha creata e la finanzia per diffondere la democrazia nel mondo, èd è sempre presente laddove fioriscono rivoluzioni colorate.  I soldi arrivano alla NED tramite l’USAID, l’Agenzia  USA per lo Sviluppo Internazionale. Prosegui la lettura »

Su alcune tecniche di manipolazione psicologica

di Antonio Filippini

Su alcune tecniche di manipolazione psicologica

Fonte: Ereticamente

Il trucco della “candida confessione della verità”. Questo trucco ha la sua ragione d’essere nel fatto che se si è depositari di verità imbarazzanti, compromettenti e sgradite e se un po’ troppi sono a conoscenza di tali verità, tentare disperatamente di tenerle celate è alla fine una politica perdente, senza contare poi che se tale verità venisse improvvisamente allo scoperto, si sarebbe irrimediabilmente perduti. Molto meglio allora divulgare volontariamente quella imbarazzante verità, ma lo si fa in modo tale da minare fin dall’inizio la sua credibilità, eseguendo verso di essa opportune mosse e contromosse, in modo da suscitare costantemente dei dubbi che essa possa essere vera o no. Naturalmente in campi più marginali si può ricorrere al metodo classico: l’eliminazione fisica diretta. Per esempio: pare che negli Stati Uniti siano state eliminate dodici persone, tra medici e ricercatori, che richiamavano costantemente l’attenzione sulla pericolosità dei vaccini, però in campo globale questo non si può fare, perché si dovrebbero eliminare un po’ troppe persone, allora è meglio ricorrere al trucco della “candida confessione della verità”.

Tutto si può dire del potere mondialista, tranne che esso ci abbia tenuto all’oscuro dei suoi piani, in realtà ha sempre palesato le sue intenzioni, ma lo ha fatto seguendo vie traverse e indirette, come possono essere le trame di romanzi o di film, le uscite di qualche futurista o buonista, o le dichiarazioni di qualche complottista o antimondialista, o le pubblicazioni di qualche rivista che fa finta di essere antimondialista (Nexus dixit). Qualcuno sostiene che questo comunicare con molto anticipo le loro intenzioni, sia un modo di scaricare la loro coscienza e rispettare il libero arbitrio delle persone, nel senso che: “noi vi abbiamo avvertito, ma se voi non avete reagito, significa cha a voi la cosa sta bene e quindi procederemo”. Questo potrebbe anche essere vero, ma solo nel caso che essi indicessero pubblicamente una conferenza stampa mondiale, allo scopo di esporre direttamente le loro intenzioni, non può essere vero ed è anzi una scusante ipocrita là dove sono usati metodi sottili e differiti di condizionamento mentale e di manipolazione del subconscio.(1

Il trucco della “candida confessione della verità” è già di per sé una sottile forma di manipolazione psicologica, poiché il suo scopo è anche e soprattutto quello di creare assuefazione, abituare all’idea, depositare nel subcosciente delle persone quella imbarazzante verità, così che essa possa essere “normalizzata”, in modo da impedire ogni reazione dell’io cosciente contro di essa. Quando si ha a che fare con una denuncia pubblica dei piani del potere mondialista, si deve stare attenti a chi è che la fa e a come la fa; la rivista Nexus per esempio, aveva pubblicato i piani del potere mondialista, comunicati da un medico ancora nel 1969 in un congresso di altri medici, registrati su nastro da un altro medico partecipante nel 1988 (morto “provvidenzialmente” nel 1989) e pubblicati da Nexus qualche tempo dopo. L’intera faccenda è perlomeno ambigua e se si considera che la rivista Nexus era la rivista del “giorno dopo”, nel senso che era specializzata nel denunciare in ritardo e nel denunciare il già noto e il già accaduto, si è costretti a chiedersi il vero senso di tutto questo. Ciò che esteriormente può apparire come una denuncia, può essere in realtà un modo di convincere sottilmente le persone che le cose stanno proprio così e che devono stare così e che esse non possono farci nulla,specialmente se i piani che si denuncianosi sono già in gran parte realizzati.

Questa tecnica dell’ “abituare all’idea”, creare assuefazione, far assorbire al subcosciente, assomiglia vagamente a ciò che l’Epigenetica (2) ha scoperto a proposito del comportamento del nostro corpo nei confronti di certi virus e batteri: il primo contatto con questi virus può suscitare la febbre o la malattia, ma se poi avviene qualche fraintendimento o si è vittima di qualche trauma, il gene di quel virus è “normalizzato” e può essere addirittura assorbito, fino a diventare parte del nostro corredo genetico, in questo modo non è più riconosciuto come un pericolo e l’organismo non reagisce più contro di esso (questo non significa che il virus sia stato neutralizzato, ma solo che può agire indisturbato). Lo stesso accade là, la prima volta che ci raccontano “candidamente” imbarazzanti verità, come possono essere i piani del nuovo ordine mondiale, questo suscita in noi enorme stupore, scandalo e rabbia, la seconda volta un po’ meno, la terza meno ancora, la quarta volta reagiremo con una alzata di spalle: non possiamo farci nulla, la cosa è più grande di noi; la verità imbarazzante e scandalosa è stata “normalizzata”, vale a dire, accettata, ecco perché non dobbiamo assolutamente sottovalutare le tecniche escogitate da questi signori per manipolare le coscienze.

I “Manoscritti dei Savi di Sion” si possono considerare come il primo caso clamoroso del trucco della “candida confessione della verità”, e se si considera che a circa un secolo dalla loro pubblicazione continua tuttora la sterile e inutile polemica circa il fatto che essi siano veri o falsi, e che se ci si riferisce a tali manoscritti ci si becca subito l’accusa di essere dei razzisti o dei complottisti, si può ben dire che tale trucco ha funzionato egregiamente! Invece fin dall’inizio si doveva badare al “succo”di tali manoscritti, e allora si avrebbe capito che essi altro non erano che la “candida confessione della verità”! Perfino il famoso “1984” di Orwell si potrebbe far rientrare nel trucco della “candida confessione della verità”, perché bisogna vedere fino a che punto tale lavoro possa essere catalogato come “profetico” o sia invece “programmatico”, poiché è usanza di una certa categoria di persone lanciare dei segnali ai loro “fratelli” circa le decisioni prese in “alto loco”, i piani da realizzare e i metodi da usare per realizzarli. Lo si crede bene che poi tutto si è svolto come previsto da Orwell, la sua non era una “predizione”, ma una “programmazione”, una descrizione accurata, sia pure forzata e esagerata, dei metodi che sarebbero stati usati per perseguire il “nuovo ordine mondiale” (che in realtà promette di essere molto peggiore del regime bolscevico sovietico, perché può usufruire di congegni elettronici che permettono un controllo totale della popolazione, e una ingerenza fin nei minimi particolari nel “privato” di una persona, che in tale regime non potrà nemmeno più esistere). Qualcosa di simile può valere anche per certe accurate descrizioni dei piani del “nuovo ordine mondiale” che si trovano qua e là, si deve vedere se tali denunce sono sincere e disinteressate o se invece celano dei secondi fini, o, come succede spesso in internet, si tratta di recitare la parte dei “bravi bambini” che denunciano i piani di quei cattivoni del mondialismo, ma solo allo scopo di far presa sugli ambienti dell’anti mondialismo, in modo da diffondere in essi altre suggestioni apparentemente molto diverse da quelle del mondialismo, ma funzionali a questo e che fanno comunque il suo gioco. È anche presente la solita ambiguità: denunciare; comunicare una verità sgradita; abituare a questa verità sgradita, normalizzarla; convincere sottilmente che le cose devono andare proprio così e non c’è verso di farle andare diversamente.

Un altro trucco molto usato è la “politica dei piccoli passi”. I grossi, imbarazzanti e scandalosi cambiamenti susciterebbero certo reazioni ostili se fossero imposti tutti assieme e in breve tempo, allora si sceglie la tecnica del direzionamento sottile o occulto e differito nel tempo: un piccolo cambiamento oggi, un altro domani e così via, in questo modo l’umanità è portata dove vogliono loro con estrema facilità e quasi senza colpo ferire, anche perché il singolo individuo prova quasi pudore a reagire duramente per piccole cose o per questioni che appaiono secondarie. Da questo punto di vista, coloro che si propongono piani a lunga scadenza sono enormemente favoriti rispetta a coloro che non pensano neanche al giorno dopo, perché il sapere già da ora dove si intende andare e dove si intende portare l’umanità fra qualche decennio, secolo o addirittura millennio, questo dà degli indiscutibili vantaggi, perché così si potrà pilotare impercettibilmente gli eventi, incanalandoli nella direzione voluta, mentre chi ignora tutto questo è completamente indifeso. A ben vedere, il “complottismo” è tale perché si riferisce a piani a lunga scadenza, e si sarebbe davvero degli ingenui e degli sciocchi a negare che essi possano esistere e che qualcuno possa averli effettivamente fatti; i massoni, per esempio, fanno piani secolari, mentre gli ebrei li fanno addirittura millenari! Il “complottista” non è affatto una persona fanatica o paranoica, è invece una persona intelligente che ha il buonsenso di indagare sulla eventuale presenza di piani a lunga scadenza e dei loro veri fini.

Le temibili tecniche di condizionamento e di manipolazione mentale usate dal potere dominante, sono tali perché il loro bersaglio non è la nostra coscienza chiara di veglia, ma è il nostro subcosciente, si tratta di un condizionamento che passa e monta dall’interno delle persone, e siccome queste notano che esteriormente non è presente alcun sistema repressivo diretto, credono ingenuamente di essere libere e di essere in grado di elaborazioni autonome. Tali tecniche puntano tutto sul fatto che noi non siamo in grado di controllare il nostro subcosciente o lo controlliamo solo in parte, allora se loro riescono a “mettere le mani” sul nostro subcosciente, ci muoveranno come burattini; questo perché il nostro subcosciente è molto più esteso e ramificato in profondità, in un certo senso è il basamento del nostro io cosciente e questo poggiando su quello, ne risentirà del suo orientamento. Il nostro subcosciente non è cosciente o lo è solo in parte, perciò non è sensibile a una logica lineare e diretta e a metodi coerenti e espliciti (tipici della coscienza chiara di veglia e dell’“esteriore”), allora per agganciarlo e direzionarlo si devono usare metodi indiretti e obliqui e ragionare secondo la logica della linea curva, che significa dissimulazione e aggiramento ingannevole, di cui i nostri politicanti ce ne offrono dei clamorosi esempi. Ragionare e agire secondo la logica del subcosciente, questo porta a un fatale degrado intellettivo della coscienza umana e alla sua contaminazione con influenze subumane, di cui, di nuovo, i politicanti moderni ce ne offrono dei clamorosi esempi; il sub-cosciente, essendo tale, sarà anche sub-razionale, sub-logico, sub-intelligente, perciò adeguarsi alla logica del subcosciente è una politica decisamente sbagliata.
Un altro tipico metodo di manipolazione individuale e collettiva fa leva sull’aspetto passionale, istintivo, emozionale del composto umano, tutti fattori non logici e non razionali che se esasperati, inducono negli individui azioni o reazioni illogiche e irrazionali. Il nostro io cosciente non sarebbe affatto manipolabile se fosse completamente isolato da ogni istinto, passione, emozione (però questo lo renderebbe freddo e inumano), questi fattori sono il suo “tallone d’Achille” per quanto riguarda la sua manipolabilità. Il fenomeno della manipolazione emozionale e passionale è molto evidente nel collettivo, cioè nella massa, che può essere manipolata solo per mezzo della sua emotività. Un Hitler o un Bossi che parla, per esempio, non mira affatto a comunicare un contenuto logico e razionale, ma comunica uno stato d’animo emotivo e passionale, che si trasmette per contagio diretto, amplificandosi esponenzialmente nella massa, lo stesso vale per tutti gli altri capipopolo e le rivoluzioni stesse, e il modo più semplice per scatenare nella massa queste forti esplosioni emozionali è l’istigazione all’odio, non è un caso che l’odio è stato il carburante principale di tutte le rivoluzioni moderne. La manipolazione emotiva della massa ha il solo scopo di farla “fermentare” in un certo modo e di orientare la forza implicita nella massa numerica in una certa direzione e contro certi obbiettivi; in nessun caso si agisce per il bene effettivo del “popolo”, ma il solo scopo e di “carpire potere dal numero” per realizzare le proprie intenzioni. Guenon: “… l’influenza del sentimento è uno dei principali ostacoli per la comprensione di certe cose, perfino in coloro la cui capacità intellettuale sarebbe più che sufficiente per pervenire senza fatica a tale comprensione. Gli impulsi emotivi inibiscono la riflessione e una delle abilità più volgari della politica demagogica moderna è quella che consiste nel trar partito da tale incompatibilità”.(…) “Si tratta, se si vuole, di idee false, ma sarebbe ancor meglio chiamarle “pseudoidee”, destinate soprattutto a provocare reazioni sentimentali, essendo questo il mezzo più efficace e piùfacile per agire sulle masse. Del resto, in questo ambito le parole hanno una importanza maggiore dei concetti che esse dovrebbero esprimere; la gran parte degli “idoli” moderni non sono che parole, e noi ci troviamo dinnanzi al curioso fenomeno noto sotto il nome di “verbalismo”: la sonorità delle parole basta a dare una illusione di pensiero. L’influenza che gli oratori demagogici esercitano sulle folle, è a tale riguardo caratteristica, non occorre studiarla da presso per rendersi conto che si tratta di un procedimento di suggestione paragonabile in tutto e per tutto a quello degli ipnotizzatori.”(Renè Guenon – La crisi del mondo moderno, cap. Il caos sociale – Ed. Mediterranee)

I primi spot pubblicitari facevano leva sull’intelligenza e la razionalità delle persone: fiaschi clamorosi, così i pubblicitari scoprirono con stupore che certe scelte sono fatte su basi illogiche e irrazionali e si adeguarono, si specializzarono nella manipolazione sottile della sfera emotiva e irrazionale, fino alle forme attuali, veramente oscene e offensive per l’intelligenza umana, tanto, che dovrebbero essere proibite per legge per “circonvenzione d’incapace”, e coloro che si lasciano suggestionare da simili metodi, dovrebbero essere considerati individui incapaci di intendere e volere correttamente e perciò allontanati da ogni posto di responsabilità, perché mentalmente deboli e privi di raziocinio autonomo. L’attuale pubblicità è basata tutta sulla suggestione, come il modo di operare dei politicanti moderni del resto, e così essa svolge il ruolo di apripista rispetto alla suggestione politica, rendendo gli individui più permeabili all’azione di quest’ultima. La definizione della suggestione secondo certo vocabolari (Zingarelli) è la seguente: “Processo mediante cui un individuo, senza l’uso di argomenti logici, o di ordini o di mezzi coercitivi, induce un altro individuo ad agire in un determinato modo, o ad accettare una certa opinione, fede o convincimento”. La suggestione è un metodo disonesto di prevalere sugli altri perché ingannevole, essendo basata sulla dissimulazione, la quale è una raffinata forma di menzogna. Il suggestionatore vuole imporsi a te, vuole dominarti, vuole importi il suo volere, ti suggerisce sottilmente il modo in cui tu devi comportarti con lui, ma tu non devi accorgerti di questo, altrimenti potresti anche decidere di fargli fare una brutta fine, allora dissimula queste sue vere intenzioni dietro una falsa premura , gentilezza, e perfino una falsa remissività nei tuoi riguardi, oltre che a spingere avanti buoni propositi e ottimi ideali, ma se tu invece di farti incantare dalle sue moine badi al sodo, ti accorgerai che usa costantemente contro di te uno stile “impositivo”, cerca di “magnetizzarti”, assume un atteggiamento tale nei tuoi riguardi, nel quale è “implicito” e “sottinteso” che lui è superiore e tu sei inferiore. Siccome la cosa è “implicita” e “sottintesa”, cioè non è esteriormente evidente, ci vuole una sensibilità più raffinata del normale e un acume intellettuale più sottile per percepirla, e il semplice non percepirla, porterà fatalmente a lasciarsi suggestionare, a divenire succubi del suggestionatore. La suggestione si esercita principalmente nel modo di “porsi”, nel quale è “implicito” e “sottinteso” che si è superiori all’interlocutore, e dire cheall’inizio nella suggestione non c’è niente di vero, è solo una intenzione, un suggerimento, una proposta, che però hanno la speciale caratteristica di essere occulti, si propone alla potenziale vittima che lui deve essere inferiore e noi superiori; purtroppo se questa proposta occulta non è recepita, la cosa non era vera prima ma lo sarà dopo, la vittima si danneggia da sé, l’interlocutore, non recependo il messaggio occulto, si è dimostrato più debole, realizzando l’effettiva inferiorità, questo non toglie però che tutto questo è stato ottenuto tramite un inganno. Quella del suggestionatore è una falsa superiorità, perché è basata su di un modo di agire losco e ingannevole, questa falsa superiorità è un puro danno per l’intera società, perché conferisce autorità e potere a chi, non potendo essere un passo più avanti degli altri per incapacità e mancanza di qualifica, li obbliga a fare un passo indietro rispetto a sé, essendo questo l’unico modo che ha per primeggiare. In questo modo la società è costretta ad arretrare costantemente e lo fa verso il basso e non certo verso l’alto; il mercante istiga all’odio contro il nobile, ma lo fa per eliminare il nobile e rendere succube la massa, lo stesso farà il proletario contro il mercante e più giù ancora c’è l’uomo-macchina e altre valenze subumane che istigano all’odio per l’uomo, perché anch’esse vogliono prevalere, beninteso, tramite la menzogna e l’inganno.
Una suggestione ipnotica è sempre una suggestione ipnotica, qualcosa di negativo e sleale, che rimane tale indipendentemente da chi la usa e del perché la usa e dagli “specchietti per le allodole” usati; lo stesso vale per le “catene magiche” a base emozionale scatenate nel sociale dai soliti mestatori occulti. Pochi si rendono conto che il buonismo della “nuova Era” di oggi è allo stesso livello dell’odio dei rivoluzionari di ieri, tant’è vero che per “nuova Era” deve sempre intendersi “nuova Era rivoluzionaria”, che si distingue dalla vecchia Era solo per il fatto che usa suggestioni opposte. Una manipolazione è sempre una manipolazione, una catena magica a base emozionale è sempre tale, indipendentemente che siano usati fattori negativi o positivi, l’odio o il buonismo. Prendiamo il buonismo per esempio: il buonismo è quella tale cosa per cui si sono visti i popoli europei mettersi da se stessi il cappio intorno al collo. È ovvio: i “bravi bambini” sono quelli che si mettono il cappio attorno al collo e si impiccano con le loro stesse mani! Potenza di una suggestione! L’autolesionismo e il masochismo sono forme patologiche, perciò le possibilità sono soltanto due: o noi siamo in condizioni psichiatriche e allora ci vuole una bella cura da cavallo, o siamo sotto il tallone di qualcun altro che ci domina, non soltanto militarmente, ma anche mentalmente e allora bisogna vedere cosa si può fare per liberarsi. Non esiste la terza possibilità: noi siamo dei “bravi bambini” e siamo liberi, moderni ed evoluti solo perché obbediamo ciecamente al volere dei mestatori occulti.

Qualche “spirito illuminista” la ha dichiarato apertamente: tentare di imporsi con la forza o costruire imperi mondiali tramite la forza bruta e occupazioni militari, questo è troppo dispendioso e alla fine non potrà mai funzionare del tutto a causa delle forti resistenze suscitate; è molto più astuto conquistare le menti dei vari popoli, rendendoli succubi e culturalmente dipendenti da noi; da qui lo studio di raffinate tecniche di condizionamento e di manipolazione mentale, nonché la continua elaborazione di mode esistenziali e di costume, che da una parte hanno lo scopo di spezzare la tempra dei vari popoli, dall’altra mirano a normalizzare il loro succubato psicologico, trasformando i popolani in cani ubbidienti, che seguono docilmente i loro padroni e eseguono automaticamente i loro ordini.

Antonio Filippini

Note:

1 – Letta su Internet: “Quello che loro vogliono fare agli uomini. La società in cui viviamo è stata creata col nostro consenso; questa attuale società che vive sul ciglio di un burrone è stata creata col consenso dell’essere umano (questo sarebbe vero solo nel caso che non fossero state usate tecniche di condizionamento mentale). Chi è stato posto ai vertici, nella stanza dei bottoni, ci è arrivato con il consenso dell’uomo. Utilizzando i mezzi di comunicazione di massa, “loro” comunicano, anche con grande anticipo quello che hanno intenzione di fare; dopo averlo detto, in maniera criptata o dissimulata, attendono la reazione delle masse. Osservano come si comportano gli esseri umani dopo aver ricevuto l’informazione. Come fanno? Sovente, spessissimo tramite i film e anche con informazioni inserite ad hoc nei servizi dei mass media. È come se sottoponessero gli umani ad un test, lasciando spazio al libero arbitrio delle masse (assurdo, la massa non possiede alcun libero arbitrio, come le pecore, segue docilmente il pastore o i suoi bassi istinti). “Loro” le cose che hanno intenzione di fare le dicono, ma se l’intenzione schiavizzante non è compresa e non porta a una reazione avversa, si sentono liberi di agire contro coloro che non hanno compreso. Il metodo da loro usato è scaltro e ingannevole ma lascia sempre aperto uno spiraglio per l’essere umano, poiché probabilmente devono rispettare la legge del “libero arbitrio” e per farlo debbono far sapere il loro progetto. Inserendolo in innumerevoli film, che sono visti dalla gran parte degli esseri umani (volontà di informare o semplice assuefazione all’idea, inseminazione del subcosciente?), nessuno potrà dire: ehi ma io non lo sapevo. Quindi la parte cosciente degli umani è messa a conoscenza di questa informazione (è vero l’opposto: è il nostro subcosciente che è stato informato a dovere) ma, essendo un film, non lo coglie come pericolosa. “È solo un film, chi se ne frega”. Però a livello profondo la notizia appresa lascia un certo amaro, se ne può avvertire il disagio, il pericolo forse incombente: “E se tutto ciò accadesse? Sarebbe terribile”. Il progetto è di schiavizzare sempre di più la razza umana, rendendola ibrida, creando un essere uomo/macchina, preferibilmente microchippato.

2- L’Epigenetica non si interessa del gene in sé e della sua funzione, ma si interessa di ciò che lo governa, di ciò che gli dice di entrare in azione o no, poiché si è scoperto che certi disturbi e certe malattie sono dovuti al fatto che quel determinato gene, o non entra in azione quando dovrebbe, o continua a rimanere attivo anche quando non dovrebbe. Si è pure scoperto che questi disturbi epigenetici si trasmettono anche ai figli, senza che a livello genetico sia mai stata riscontrata alcuna anomalia, cioè tale disturbo non si trasmette affatto attraverso i geni. La cosa è per certi versi stupefacente, ma non più di tanto, se si pensa che ciò che può comandare al gene deve essere superiore al gene, questo fa sospettare l’esistenza di livelli sovraordinati, che si possono far corrispondere a individualità sempre più estese: individuo, famiglia, ceppo, etnia o gruppo e nazionalità, razza, condizione umana. In effetti è vero, così come il singolo individuo ha una propria coscienza, personalità e mentalità, lo stesso vale per tutti gli altri ordini sovraordinati. Se il disturbo epigenetico è innestato in quell’individuo sovraordinato che è la famiglia, allora tutti quelli che nascono in quella famiglia ne andranno più o meno soggetti, nonostante che a livello genetico niente sia mai stato trasmesso. Qui si inseriscono le “costellazioni familiari” di Bert Hellinger. Strana figura questa di Bert Hellinger, all’inizio studia filosofia e teologia e diventa sacerdote cattolico, quindi è mandato in missione in Sudafrica tra gli Zulù e qui rimane sedici anni, ma poco ci manca che invece di convertire gli Zulù, sia stato convertito da questi!.Difatti le sue teorie elaborate in seguito risentono molto dell’animismo, tribalismo, totemismo tipici di certe etnie africane. Influenzato anche dalla chiesa anglicana sudafricana, lascia il sacerdozio e abbandona anche la Chiesa Cattolica e si dedica allo studio delle varie correnti della psicologia moderna: Psicanalisi, Terapia Primaria (Arthur Janov), Analisi transazionale (Eric Berne), Psicodramma (Levi Moreno), Psicologia della Gestalt, Terapia familiare sistemica. Il metodo curativo delle “costellazioni familiari” è quasi una recita teatrale, si tratta di una “messa in scena” che ha come protagonisti i rappresentanti di quella famiglia o gruppo, il suo scopo è di mettere in evidenza le dinamiche inconscie e le interdipendenze esistenti in essi, perché, dice il dottor Hellinger, la vita di ognuno di noi è condizionata da destini e sentimenti che non sono veramente propri e personali e che, come le malattie e altri disturbi vari, possono essere dovuti a irretimenti del sistema famiglia. A taleproposito si può vedere anche la conferenza del dottor Dietrich Klinghardt.

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La guerra alle ombre del passato e la lotta contro il pensiero unico

di Marco Tarchi

La guerra alle ombre del passato e la lotta contro il pensiero unico

Fonte: Diorama letterario

8e395921afd8a4f0980aa1b393f8cb59Si intitola “La guerra delle ombre” l’ultimo editoriale di Diorama Letterario, rivista diretta da Marco Tarchi, accademico dell’Università di Firenze: è una riflessione profonda sui rischi generati dalle tendenze liberticide che permeano lavori parlamentari e dalle strumentali visioni storico-politiche dei media mainstream

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L’ultimo episodio è stato certamente il più grottesco – lo scandalo di portata nazionale nato dalle trovate tra il goliardico e lo psicopatologico del bagnino nostalgico di una spiaggia di Chioggia, desideroso di esternare le sue opinioni sull’Italia in camicia nera con espedienti degni del Catenacci di “Alto gradimento”, trasmissione radiofonica cult dell’Italia anni Settanta – e lo si potrebbe a buon diritto giudicare, in sé, indegno di ispirare qualunque commento che varchi i confini della piccola cronaca del periodo balneare. Eppure, anche un episodio di così minuscola portata può, e deve, servire ad aprire una riflessione su un fenomeno ben più rilevante ed inquietante che è sotto i nostri occhi da molti anni, e non accenna a ridimensionarsi: quella vera e propria guerra delle ombre che si è insinuata nell’odierno scenario politico e metapolitico, quel revival di fantasmi di epoche trapassate che da più parti ci si sforza di riportare sulla scena per oscurare o sostituire i veri conflitti di fondo che attraversano la nostra epoca. Quel teatro degli spettri i cui protagonisti sono il fascismo e l’antifascismo. Prosegui la lettura »

Follia fiscale: tasse più alte alle donne che fanno figli

In Italia le imposte per le donne che scelgono famiglia e lavoro sono al 30,5% mentre se non si sposano arrivano solo al 15,6%. E pagano di più per i prodotti dedicati a loro.

Titti Di Salvo, responsabile del «Dipartimento mamme» del Pd, questi numeri dovrebbe conoscerli a memoria. Sono contenuti in un rapporto dell’Ocse sulle tasse che gravano sul reddito delle donne con figli e…

sorpresa (si fa per dire), in Italia c’è una paradossale contraddizione: è il Paese con il tasso di natalità tra i più bassi d’Europa (1,32 rispetto a una media Ue di 1,58) ed è anche quello nel quale il reddito di una donna sposata con figli paga più tasse rispetto a quello di una donna sposata senza figli. Negli altri grandi Paesi europei non è così. Le donne sposate con figli pagano la stessa percentuale di tasse rispetto alle donne sposate senza figli o, nel caso della Francia, ne pagano meno. Da noi, invece, aver fatto due figli comporta un prelievo complessivo sul reddito della mamma del 30,5%. Una donna senza figli paga, invece, solo il 27,2%. Fiscalmente parlando converrebbe avere figli fuori dal matrimonio: in Italia una single con figli paga solo il 15,6% di tasse, meno di Francia e Germania, ma più di Spagna (9,9%) e, soprattutto, Gran Bretagna (3,5%).

Il fallimento della moschea liberal di Berlino

di Lupo Glori

 Il 16 giugno è stata inaugurata a Berlino, nel quartiere di Moabit, l’ottantottesima moschea della capitale tedesca intitolata al filosofo medievale Averroè, in arabo Ibn Rushd, e allo scrittore tedesco Johann Wolfgang von Goethe. Nulla di nuovo sotto al sole, se non fosse che tale moschea si differenzia dalle 79 precedenti per il suo carattere dichiaratamenteliberal,in linea con lo “spirito dei tempi” occidentale.

All’interno dell’insolito tempio islamico, Ibn Rushd-Goethe, uomini e donne potranno infatti pregare assieme e, a quest’ultime, sarà proibito indossare il burqa o il niqab, definiti dall’ideatrice del progetto Seyran Ateş, avvocata e attivista per i diritti delle donne di origine turche, come una “inaccettabile” “dichiarazione politica”. Oltre a ciò, il luogo di culto aprirà i propri battenti, indistintamente, alle diverse, e tra loro concorrenti, interpretazioni dell’Islam, cosicché sunniti, sciiti, alevi e sufi potranno inginocchiarsi fianco a fianco e un domani essere anche guidati da un Imam donna secondo le “innovative” regole del posto.

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Don Milani – lettera aperta al “vescovo” di Treviso

Per colui che ha fede, non servono spiegazioni.

Per colui che non ha fede, nessuna spiegazione è possibile.

San Tommaso d’Aquino

Lettera aperta a:

Al Vescovo di Treviso Mons. Gianfranco Agostino Gardin

Vita del Popolo

Presbiteri della Diocesi

Treviso XXIV giugno I° anno dell’era della Tenerezza

Innanzitutto, precisiamo il nostro intento di non volere giudicare NESSUNA persona (il GIUDIZIO è di esclusiva pertinenza di Cristo), bensì valutare espressioni seguendo gli insegnamenti di Cristo e il perenne Magistero della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, quindi LA Verità.

Riportiamo alcune parole di Sant’Antonio da Padova, sulla Verità:

 «La verità genera odio; per questo alcuni, per non incorrere nell’odio degli ascoltatori, velano la bocca con il manto del silenzio. Se predicassero la verità, come verità stessa esige e la divina Scrittura apertamente impone, essi incorrerebbero nell’odio delle persone mondane, che finirebbero per estrometterli dai loro ambienti. Ma siccome camminano secondo la mentalità dei mondani, temono di scandalizzarli, mentre non si deve mai venir meno alla verità, neppure a costo di scandalo».

In questi giorni, Bergoglio ha visitato la tomba di Don Lorenzo Milani a Barbiana. Di pari, la Curia di Treviso ha organizzato una Messa a cui seguirà un incontro sulla vita di Don Milani.

Considerando l’eco mediatico per il cinquantesimo dalla morte di Don Milani ci siamo soffermati su alcuni aspetti che meritano lo scrutinio con il metro della verità.   Non potendo analizzare ogni cosa in una breve lettera, ci preme sottolineare uno scritto che riguarda i ragazzi, in considerazione delle disposizioni che sono o entreranno in vigore, con la legge della “LA BUONA SCUOLA”, foriera del GENDER.

Esponiamo alcune frasi scritte da Don Milani, pubblicate sul libro Don Milani. Chi era Costui?

E so che se un rischio corro per l’anima mia non è certo di aver poco amato, piuttosto di amare troppo (cioè di portarmeli anche a letto!)” – e poco più avanti, in una lettera a un giornalista poi suo biografo: “E chi potrà amare i ragazzi fino all’osso senza finire di metterglielo anche in culo, se non un maestro che insieme a loro ami anche Dio e tema l’Inferno?” – già anni prima in una lettera a un amico, aveva scritto: “Vita spirituale? Ma sai in che consiste oggi per me? Nel tenere le mani a posto”».

 

Normalmente l’espressione metterlo nel culo, viene utilizzata in senso metaforico da certe persone e in certi ambienti. Quando invece l’espressione proviene da un chierico è lecito supporre che non sia proferita a mo’ di metafora.

 

A tal proposito, si rammentino le parole di nostro Signore Gesù Cristo recepite e tramandate dal Magistero della Chiesa Cattolica riportate nei Vangeli di San Matteo, San Marco e San Luca: per chi scandalizza uno di questi piccoli, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.

Parole tremende ed inequivocabili, tanto è grave questo peccato contro natura per giunta quando la vittima è un bambino da essere uno dei quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio.

 

Noi semplici Cattolici abbiamo il dovere davanti a Dio e agli uomini di dire SEMPRE la Verità, e PER INTERO, a prescindere dalle “convenienze o conseguenze”.  Proprio come facevano i Santi, facendo proprie le parole di Cristo: la verità vi farà liberi.

 

Le falsità e mezze verità propinate, partendo dalle più alte sfere, costringeranno i più piccoli – se non i sassi – a gridare la verità!

Miserere nostri, Domine, miserere nostri.

Gruppo NON EXPEDIT Treviso

Cattolicesimo e Usura

Segnalazione di Pietro Ferrari

MONETICA: conversazioni cattoliche sull’usura – Ferrari/Andreozzi

Decapitata durante il rave party la statua religiosa all’Autodromo

Visualizzazione di rave_party.pngMorano sul Po | 11/06/2017 — Decapitata e appesa ad un albero la testa della statua che raffigura il Bambino Gesù in braccio alla Madonna dell’Autodromo di Morano sul Po. Un gesto – dopo il rave party (non autorizzato, ndr) – che non ha niente a che fare con la musica e il divertimento, ingiustificabile. «Distruggere un simbolo religioso – dicono i residenti della zona – solo per fare una bravata è una cosa stupida, oltre che blasfema. Un gesto che colpisce la sensibilità di tutta la comunità, impotente davanti a tanta vigliaccheria».
 
 

 

Lezioni gender: impossibile esonerare i figli

Se è possibile esonerare i propri figli dalle lezioni di religione, la stessa cosa non vale quando tra i banchi si parla di gender.

 Un caso che fa discutere quello che arriva da Milano, dove la mamma di una bambina di quarta elementare ha scritto alla preside dell’istituto scolastico allarmata da un corso sulla parità di genere, inserito nel piano triennale di offerta formativa, al quale sua figlia avrebbe dovuto partecipare.

La donna, che di professione fa la pedagogista, si è però vista negare la richiesta di esonerare la figlia dalle lezioni. Il corso è obbligatorio. L’unica chance per gli alunni “dissidenti” è quindi quella di restare a casa accumulando assenze perchè, fanno sapere dalla scuola, “non sono previste attività alternative”.

Il corso in questione si chiama “A scuola di parità” e, come riporta La Bussola Quotidiana, “è tenuto dall’Ala Milano Onlus, un’associazione che collabora con l’Arcigay, l’Agedo, la Chiesa Valdese, la Casa dei diritti (il braccio ideologico, pagato con soldi pubblici, dell’assessore milanese Pierfrancesco Majorino), il colosso di preservativi Durex, il network Parks, il sito Pianetagay, l’Unar e varie altre realtà vicine all’universo Lgbt e femminista”. Lo scopo dell’iniziativa, come si legge sulla scheda del progetto, è “la messa in discussione di stereotipi e luoghi comuni”. Tra cui, secondo i propugnatori della teoria del gender, rientrerebbe anche la distinzione tra i sessi.

“Un atteggiamento prevaricatore” e contrario all’articolo 26 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo che attribuisce ai genitori “la priorità di diritto nella scelta del genere di istruzione da impartire ai propri figli”. Questo il commento di Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la Vita, il quale si è detto pronto a supportare legalmente questa “sacrosanta” causa.

Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2017/05/18/lezioni-gender-impossibile-esonerare-i-figli/1398825/

Sentenza storica: in onore dei Caduti il saluto romano non è reato

La Cassazione ha dichiaratoSentenza storica: in onore dei Caduti il saluto romano non è reato la “inammissibilità totale” del ricorso della Procura di Milano contro il proscioglimento,deciso lo scorso giugno dal gup, di sette militanti di estrema destra accusati di apologia del fascismo per aver fatto il saluto romano durante una commemorazione dello studente Sergio Ramelli, di Enrico Pedenovi e Carlo Borsani, tutti e tre assassinati in tempi diversi da terroristi comunisti, nell’aprile 2014.

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