Archivio per la categoria CENTRO STUDI FEDERICI

Siria: i nomi dei complici del terrorismo

1280x960Segnalazione del Centro Studi Federici

L’Occidente è coinvolto nelle attività terroristiche in Siria
Il rappresentante della Siria presso l’ONU, Bashar Jaafari, rivela i nomi e le nazionalità dei “consiglieri” della coalizione occidentale catturati ad Aleppo (sono coinvolti gli Usa, Israele, Turchia, Giordani, Arabia Saudita, Qatar, Marocco, n.d.r.). Ora ci sono le prove che l’Occidente e i suoi alleati non solo proteggevano e armavano i terroristi in Siria, ma li mandavano a uccidere fornendo loro consulenza e informazioni.
 
 

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Dietro le menzogne di Aleppo

alepppoSegnalazione del Centro Studi Federici

Dal dottor Nabil Antaki, ecco un’altra pagina di verità sulla tragedia e sulla riconquistata libertà degli Aleppini
 
Cara F.
Comprendo bene la confusione di uno dei due tuoi interlocutori o il disagio dell’altro, e comprendo anche la tua domanda: ‘qual è la verità? ’
Capisco molto bene la reazione di queste persone sottomesse alla martellante propaganda mediatica occidentale di parte. Una propaganda manichea con i buoni definiti ribelli o rivoluzionari (dimenticando che essi fanno parte dei due gruppi (Daesh e al-Nusra) che la Comunità internazionale ha classificato come organizzazioni terroristiche.  Si dimentica anche che 90.000 jihadisti stranieri sono venuti nel nostro Paese per fare la jihad. E si dimentica che il fine di questi terroristi è la realizzazione di uno Stato islamico. 
Dall’altro lato, ecco i malvagi, demonizzati da una massiccia disinformazione, sin dagli inizi degli avvenimenti, per accelerare la caduta del regime.
I ribelli-terroristi che invasero i quartieri est di Aleppo nel luglio del 2012 e Mosul nel 2014 sono gli stessi che commisero gli attentati a Parigi nel 2015.
A Parigi, erano terroristi che bisognava eliminare.
A Mosul, voi applaudite (giustamente) l’assalto dell’esercito iracheno appoggiato dai raids aerei statunitensi e della coalizione, per liberare la città dai terroristi di Daesh, (ben sapendo che questi raids faranno ovviamente delle vittime civili, senza che in Occidente qualcuno se ne dispiaccia).
Ad Aleppo, voi invece condannate l’assalto dell’esercito dello Stato siriano il cui scopo è liberare una parte della città, controllata da quattro anni e quattro mesi dagli stessi terroristi di al-Nusra. (Ricordiamo che Daesh e al-Nusra erano un unico gruppo, scissosi in due circa due o tre anni fa, poiché al-Nusra voleva seguire al Qaïda e giurare fedeltà al delfino di Ben Laden, mentre Daesh voleva giurare fedeltà al califfo auto-proclamatosi Baghdadi).
Dov’è la verità? Non certo presso i giornalisti e i media.
Essa si trova presso coloro che vivono qui.
Presso gli abitanti di Aleppo-ovest (che non sono soltanto cristiani, dato che siamo rimasti in pochi), che ieri sera hanno manifestato la loro gioia nelle strade all’annuncio della liberazione di una gran parte di Aleppo-est. Coloro che hanno subito durante quattro anni e mezzo bombardamenti quotidiani da parte dei terroristi di Aleppo-est con decine di vittime tutti i giorni (naturalmente ignorati dai media occidentali e nessuno che abbia sentito imbarazzo). I terroristi li hanno privati d’acqua potabile per più di due anni (1 milione e mezzo di abitanti a cui si è tagliata l’acqua corrente è un crimine di guerra e contro l’umanità) e nessuno ne è stato sconvolto. Sono stati gli Aleppini a supplicare l’esercito ed il governo di liberare i quartieri orientali ed era dovere dello Stato intervenire.
La verità sta presso gli abitanti liberati dei quartieri orientali di Aleppo, che erano ostaggi dei terroristi, anzi scudi umani. Bisogna vederli scoppiare di gioia, mentre si gettano tra le braccia dei soldati, e piangere quando ritrovano membri della propria famiglia. Bisogna ascoltarli raccontare le sofferenze per ciò che i terroristi gli hanno fatto subire. Naturalmente, tutto ciò è documentato con dei video in arabo che non vi mostrano.
I bombardamenti russi e siriani, che tanto hanno disturbato i nostri amici europei [sensibili e cinici a fasi alterne o a seconda della collocazione topografica delle vittime. N.d.T.], ebbene sì, hanno fatto vittime tra i civili e noi lo deploriamo. Ma voi, voi siete altrettanto addolorati per le vittime civili fatte dalla coalizione occidentale nei bombardamenti di Mosul? O la bomba americana è forse più intelligente della russa ?. In Siria no. Infatti i raids della coalizione occidentale sui terroristi hanno mietuto ogni volta vittime civili e l’ultimo raid aereo francese ne ha fatte 110 in un colpo solo, ma non ve lo dicono. Durante una presa di ostaggi, dopo negoziazioni e tentativi infruttuosi per liberarli pacificamente, la polizia non dà forse l’assalto pur essendo consapevole che potrebbero esserci delle vittime tra gli ostaggi?
Non esistono guerre pulite (dimenticate che stiamo vivendo in guerra da cinque anni e mezzo), però i media europei hanno esagerato i fatti, modificando e amplificando la realtà. Il martellamento che avete subito è intessuto di menzogne. Vi hanno annunciato dieci volte in sei mesi la distruzione dell’ultimo ospedale di Aleppo-est: come se per un colpo di bacchetta magica l’ospedale potesse risorgere in due settimane. Vi hanno mostrato il ‘Sindaco di Aleppo-est’ in tutte le salse: conferenze-stampa, ricevuto da Hollande, imbarcandosi con Duflos in un farsesco viaggio ad Aleppo. Ma si dà il caso che questo signore non sia sindaco di Aleppo e neppure di Parigi. Egli è semplicemente un impostore fatto uscire come un coniglio dal cappello di un prestigiatore per appoggiare la campagna mediatica messa su per arrestare l’avanzata dell’esercito lealista, pretendendo una tregua per ragioni ‘umanitarie’: cioè per permettere ai terroristi (geneticamente modificati dagli Occidentali in ‘ribelli moderati’) di riprendersi.
I Siriani, che hanno sofferto troppo per questa guerra e gli Aleppini in particolare, non accetteranno la proibizione di esprimere la loro gioia nel vedere la disfatta dei terroristi (almeno in Aleppo), i loro concittadini di Aleppo-est liberati, e di poter vivere senza piangere ogni giorno la morte di un parente, di un amico, di un vicino, uccisi dai proiettili di ribelli-terroristi.
Nabil
 
P.S La campagna mediatica è stata orchestrata alla perfezione: un martellamento quotidiano di menzogne che le persone, pur di buona volontà e con un certo spirito critico, arrivano a credere, non avendo una conoscenza diretta della situazione sul terreno. ‘Non possono mentirci tanto, sicuramente c’è del vero’ pensano. Se voi mentite, mentite e continuate a mentire, qualcosa delle vostre menzogne sarà creduto. ’’ 
 
Traduzione di Maria Antonietta Carta

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La Novena di Natale

novena-natale-01-1Segnalazione del Centro Studi Federici

Per chi desidera fare la Novena di Natale (dal 16 al 24 dicembre): 
 

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Marianne ha paura del presepio

crecheSegnalazione del Centro Studi Federici

La repubblica francese, che il 14 luglio di ogni anno festeggia l’epoca delle ghigliottine, ha paura dei presepi.
 
I presepi infatti sembrano terrorizzare i rappresentanti delle istituzioni repubblicane, che negli ultimi hanno scatenato delle battaglie legali contro l’allestimento negli edifici pubblici, come le sedi istituzionali, della pericolosa scena della Natività.
 
Il Consiglio di Stato, all’inizio di novembre, si è pronunciato sulla questione. In nome della legge sulla laicità del 1905 i giudici hanno riconosciuto la possibilità di preparare i presepi in edifici pubblici alla condizione che non abbiano un carattere religioso (!) ma solo culturale o artistico e che la loro presenza non significhi il riconoscimento di un culto o di una preferenza religiosa (Bergoglio direbbe: che non siano mezzi di proselitismo). Per gli stessi motivi, per la loro installazione in luoghi pubblici, come i mercati, si raccomanda che non siano una manifestazione contraria alla neutralità imposta dalle autorità pubbliche.
 
A ben vedere, la sentenza del Consiglio di Stato non si discosta molto dalle motivazioni laiciste di certi politici della penisola italiana che, strumentalizzando il presepe, lo riducono a un semplice simbolo culturale, dimenticando o negando il suo valore principalmente religioso.
 

Isis, Iraq e Siria: burattini e burattinai

3778159Segnalazione del Centro Studi Federici

Segnaliamo un articolo di fine ottobre che, alla luce degli avvenimenti degli ultimi giorni in Siria, non ha perso la sua attualità. A Palmira l’Isis – coi rinforzi giunti dall’Iraq – ha riconquistato il controllo di quella città simbolo, non senza una malcelata soddisfazione occidentale. Aleppo, invece, è stata quasi completamente liberata dall’esercito siriano, per la gioia di tutto il popolo siriano e in particolare delle comunità cristiane. I media occidentali, sordi e ciechi da quattro anni davanti ai crimini dei miliziani islamisti, ora diffondono continue notizie di presunti crimini dell’esercito governativo.
 
Le verità nascoste della battaglia per Mosul (Alfonso Tuor, 26/12/ 2016)
 
Come accade spesso, quanto viene raccontato dai media è il frutto della propaganda alimentata dalle fonti governative. Infatti la battaglia per Mosul viene presentata, come lo scontro decisivo contro lo Stato islamico. Insomma la conquista della seconda città irachena dovrebbe infliggere un colpo decisivo ai jihadisti ed indebolirne la capacità di usare l’arma del terrore contro l’Europa. La realtà non è questa. L’ISIS continua ad essere una marionetta usata dagli Stati Uniti e dalle monarchie arabe del petrolio. Il loro obiettivo non è distruggere lo Stato islamico, ma usarlo nella lotta contro il regime siriano di Assad e contro l’Iran e la Russia che lo sostengono. Questa è la spiegazione del fatto che migliaia di jihadisti sono fuggiti negli scorsi giorni con le loro famiglie a Raqqa, capitale dello Stato islamico, dove è situata anche la centrale operativa che trasmette ordini ai terroristi presenti in Europa. La fuga è avvenuta alla luce del sole con l’evidente consenso degli Stati Uniti. Infatti i cacciabombardieri della presunta Coalizione internazionale non hanno colpito la lunga e ben visibile colonna di mezzi dell’ISIS. Gli strateghi diranno che è stata una scelta giusta, poiché la fuga di migliaia di jihadisti renderà più facile la conquista di Mosul. Vi è da dubitare che questa mossa tattica renderà meno sanguinosa la battaglia per la conquista della seconda città irachena.
Ma la questione è un’altra: la missione della Coalizione internazionale è l’annientamento dello Stato islamico e la conquista di Mosul avrebbe dovuto essere solo un tassello di questa strategia. La decisione americana di consentire a migliaia di jihadisti di fuggire in Siria è in palese contraddizione con questo obiettivo, a tal punto da spingere Francois Hollande ad inalberarsi. Infatti gli attentati che hanno ferito profondamente la Francia hanno spinto l’Eliseo ad incrementare il proprio impegno militare contro l’ISIS. Quindi, come ha dichiarato il Presidente francese, dover prendere atto che la Coalizione, di cui fa parte il suo Paese, ha consentito a migliaia di jihadisti di trasferirsi tranquillamente in Siria, dove sembra essere situata la centrale del terrore, è stato considerato un affronto impossibile da accettare e una presa in giro che peserà anche sull’esito delle elezioni presidenziali in programma il prossimo mese di aprile.
Soltanto un “ingenuo”, come il presidente Hollande, puo’ ancora non aver capito che lo Stato islamico potrebbe essere rapidamente annientato, ma che non verrà distrutto, poiché deve ancora svolgere il compito per cui è stato creato e continua ad essere appoggiato da Stati Uniti, Arabia Saudita ed Emirati del Golfo. Oggi serve appunto per cercare di rovesciare le sorti della guerra in Siria che grazie all’intervento russo stanno volgendo a favore del regime di Assad. In quest’ottica si deve leggere anche la campagna occidentale contro i bombardamenti di Aleppo. Sarà interessante vedere se la guerriglia urbana dei jihadisti impegnati nella difesa di Mosul, che useranno i civili come scudi umani, non costringerà la famosa Coalizione internazionale a fare altrettanto per annientare i focolai di resistenza dello Stato islamico. Del resto è quanto hanno già fatto gli Stati Uniti alcuni anni orsono per prendere il controllo di Fallujah, allora nelle mani dei seguaci di Al Qaeda.
La verità è che la guerra in Iraq e Siria fa parte dello scontro globale avviato dagli Stati Uniti contro Russia, Iran e Cina. All’interno di questo quadro di riferimento i combattenti dello Stato islamico sono utilizzati come lo furono i Talebani per sconfiggere l’Unione Sovietica in Afghanistan. La lotta al terrore è solo un obiettivo secondario.
Il dramma è che i piani americani non stanno funzionando come Washington sperava. In Medio Oriente, la Turchia si è messa di traverso e sta complicando i piani di Washington. Infatti il presidente Erdogan, spaventato per il crescente aiuto americano ai combattenti curdi che potrebbe preludere all’appoggio statunitense alla creazione di uno Stato curdo, ha inviato un migliaio di soldati in Iraq per partecipare alla conquista di Mosul ed evitare che i peshmerga si approprino del trofeo della conquista di Mosul. Il Governo iracheno, appoggiato dagli Stati Uniti, chiede il ritiro delle truppe turche, ma Erdogan fa finta di non sentire. L’incognita turca è solo una delle imprevedibili variabili del futuro assetto politico del territorio strappato allo Stato islamico in Iraq. Ad esso si devono aggiungere il ruolo dei curdi, quello dei turcomanni, delle comunità cristiane e lo scontro tra sunniti e sciiti. La sconfitta dell’ISI è destinata a riportare alla ribalta tutti questi conflitti. (…)
 

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Video conferenze: “La Massoneria” e “La meraviglia cosmica”

Segnalazione del Centro Studi Federici

Bologna, 3/12/2016, conferenza di don Francesco Ricossa: “La Massoneria” (organizzata da “Virtute e Canoscenza”):
 
Rimini, 3/12/2016, presentazione del libro di Mauro Stenico: “La meraviglia cosmica” (organizzata dal Centro Studi Federici):
 
Entrambi i video sono stati filmati a cura di “E SI ACCORDINO NELL’ANIMO E NELL’OPERA”.
 

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“Mons.” Negri e l’esperienza religiosa

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Ecco l’esempio dell’idolo dei conservatori conciliari che amano chiamarsi tradizionalisti, delle “vedove ratzingeriane” e parrocchianume vario… (N.d.R.)

Segnalazione del Centro Studi Federici

Mons. Negri al convegno “Israele, frontiera d’Europa”. Un manifesto di antropocentrismo laico e illuminista dove la ‘vera’ religione è l’esperienza religiosa comune a ogni confessione (e anche a chi è solo ancora in ricerca) e la falsa religione è quella ‘integrista’, che altro non sarebbe che ideologia politica.
 
Mons. Luigi Negri, che occupa la sede arcivescovile di Ferrara, è noto in Italia come un prelato vicino alle istanze dei movimenti “Summorum Pontificum” (ha partecipato al pellegrinaggio internazionale dell’omonimo movimento). Formatosi alla scuola di don Giussani e di ‘Comunione e Liberazione’, collabora alla Bussola Quotidiana e ha dato il proprio sostegno ad Alleanza Cattolica.
Il 17 novembre 2016, a Roma, ha partecipato al convegno “Israele frontiera d’Europa”, in difesa dello stato sionista, promosso dal quotidiano “Il Foglio” col patrocinio, tra gli altri, delle Logge del B’nai B’rith. “Il Foglio” del 21 novembre 2016 riporta interamente il discorso tenuto da Mons. Negri, del quale trascriviamo le parti più significative che, per un vero cattolico, si commentano da sé (i caratteri in grassetto sono di Sodalitium). Chi accusa Mons. Negri di opporsi al Vaticano II e al suo spirito senza dubbio dichiara il falso.

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Francia: l’odio dei settari per la fede

la-statue-de-la-vierge-notre-dame-du-leman-photo-dl-archives-1429804006Segnalazione del Centro Studi Federici

In territorio savoiardo i neo-giacobini fanno rimuovere una statua della S. Vergine installata in un parco pubblico.
 
Francia, i giudici fanno rimuovere una statua della Madonna
 
In Alta Savoia il tribunale ha ordinato a un sindaco di rimuovere una statua della Vergine collocata in un parco pubblico: “Va contro la laicità”.
 
Altro che liberté. In Francia non c’è più posto nemmeno per una statua della Madonna.
 
Un tribunale dell’Alta Savoia, nella regione orientale del Paese al confine con la Svizzera il tribunale ha imposto al sindaco del Comune di Publier, Gaston Lacroix, di rimuovere un monumento alla Vergine Maria installato in un parco pubblico.
 
La decisione segue un provvedimento analogo già emesso nel gennaio 2015, con cui i magistrati della Procura di Grenoble avevano deciso di far spostare quell’innocuo blocco di marmo con l’inscrizione “Nostra Signora di Leman proteggi i tuoi figli”.
 
“Il Comune non poteva autorizzare legalmente l’installazione delle statua”, poiché questo avrebbe costituito una violazione del principio della separazione fra Stato e Chiesa. Basita la reazione del primo cittadino, che ha ricordato come anche la comunità musulmana si fosse schierata in difesa della statua della Madonna.
 
A nulla è valso anche l’escamotage messo in piedi dal Comune, che nei mesi scorsi aveva ceduto alla parrocchia i 36 metri quadrati di terreno su cui sorge la statua, per evitare che il monumento fosse collocato su suolo pubblico. Il laicismo più fanatico e cieco ha vinto ancora, nell’Esagono.
 
 

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Brecciaioli anglicani

sanpaoloentrolemura3Segnalazione del Centro Studi Federici

Dopo il 20 settembre 1870, i cattolici fedeli al Papa Re chiamarono col nomignolo di brecciaioli gli usurpatori. 
Una citazione particolare merita la chiesa americana episcopale (anglicana) di San Paolo dentro le Mura, poiché fu il primo tempio acattolico costruito dopo l’occupazione sacrilega di Roma (con il volto di Garibaldi nelle vetrate). 
E’ quindi dal 1871 che nel complesso anglicano di Roma si insegna che i Sommi Pontefici della Chiesa Romana sbagliano, insegnano l’errore, ingannano le anime. 
Pubblichiamo alcune informazioni tratte dal sito ufficiale della “St. Paul’s Within the Walls Episcopal Church”, conosciuta a Roma con il nome di “chiesa americana”.
 
Storia
1859
Fu la prima Eucaristia a Roma celebrata secondo la liturgia della Chiesa Protestante Episcopale, in una casa privata a Trinità dei Monti. Il Rev. William Chauncey Langdon arrivò a Roma con l’intenzione di fondare una chiesa. La prima messa fu eseguita il 20 di novembre. Due giorni dopo una riunione di cittadini  di varie denominazioni decisero di organizzare una Chiesa Episcopale che fu chiamata Grace Church.

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Il calendario 2017 della rivista Sodalitium

unknownSegnalazione del Centro Studi Federici

Il nostro calendario per l’anno 2017 è dedicato (come i convegni di Modena e di Parigi del 2016) alle ‘Guerre di religione’ che opposero, per più di ottant’anni, cattolici e protestanti; esse terminarono in Francia con l’editto di Nantes (1598) e altrove con la pace di Westfalia (1648) che sancirono nell’Europa fino allora cristiana il riconoscimento legale del Luteranesimo e del Calvinismo, a fianco del Cattolicesimo. Ci vuole coraggio, ai nostri tempi, a celebrare una guerra, e a ricordarne gli eroi! La guerra infatti, e anche noi lo crediamo, è un flagello che porta con sé dolore, lutto, morte, tante ingiustizie e tanti peccati. Ma la guerra è anche, come una dolorosa operazione chirurgica che si rende necessaria per l’avanzare della malattia. La guerra è anche il dovere di chi ha l’autorità per difendere il bene comune, la giustizia, l’ordine, la pace stessa nei confronti di chi ingiustamente l’assale e la minaccia. Se poi il bene minacciato è anche la Fede, allora tale guerra, per chi la Fede difende, è la più nobile e legittima che ci sia, anche se oggi è rivestita con il nome, ai più divenuto odioso, di ‘guerra di religione’.
Queste guerre (principalmente le otto guerre di religione in Francia, che divennero guerre civili, la guerra degli Ottant’anni nei Paesi Bassi e quella dei Trent’anni nell’Impero germanico) furono conseguenza e causa della tolleranza religiosa. Sì, abbiamo scritto ‘tolleranza’ e non ‘intolleranza’. Quando il 31 ottobre 1517 (500 anni fa) il frate agostiniano Martin Lutero affisse alle porte della cattedrale di Wittemberg un manifesto contenente novantacinque tesi teologiche che diedero il via alla pseudo-riforma protestante, tutto avrebbe potuto spegnersi in poco tempo.
Altre eresie erano nate nel passato, ed erano state vinte; nessuna aveva intaccato la Chiesa in Occidente, né vi aveva diviso la Cristianità. Il Protestantesimo invece, erede di tante antiche eresie, riuscì nell’intento di strappare tanti regni alla vera Fede, di sopprimervi il Sacrificio della Messa, ed infine di rovinare definitivamente la Cristianità, ponendo le basi della progressiva scristianizzazione, giunta oggi al suo parossismo, non solo a livello delle singole anime, ma anche nelle pubbliche istituzioni e nella società. Il monaco spretato e apostata non poté causare tanto danno se non perché – tra l’altro – i tempi erano maturi (umanesimo neopagano, ermetismo cabalistico, scetticismo erasmiano, machiavellismo politico, nominalismo filosofico…), ma anche perché i principi cristiani, per i motivi suddetti e perché mancarono ai loro doveri, degradarono di compromesso in compromesso la propria autorità, permettendo all’eresia di diffondersi e farsi sempre più orgogliosa. Solo quando il male divenne troppo grande, allora incontrò una ferma opposizione, e non da parte di tutti.
Reagì la Chiesa Cattolica. Agli eretici che sprofondando nell’immoralità, dileggiavano la castità, la verginità, il sacramento del matrimonio, la vita religiosa, le opere buone, la Chiesa rispose con tanti santi, e col rifiorire della vita sacerdotale, religiosa e cristiana. Ai traditori che cercavano nei paesi cattolici di diffondere nascostamente il veleno dell’eresia e dell’apostasia, rispose la vigilanza dei Tribunali della Fede. Ai principi eretici che – a mano armata – seminavano nei popoli la ribellione, distruggevano le chiese, le immagini, le reliquie, mettevano a morte i ministri di Dio, turbavano la pace e la fede, i cattolici, sotto la guida di pontefici come san Pio V, risposero con la forza, esponendo i propri beni, la propria persona, il proprio onore e la propria vita per la difesa della Fede. Se non ottennero di sradicare l’eresia, ma solo di arginarla, non fu per loro difetto, ma per il tradimento di principi mondani e di politici secolarizzati, che aprirono le porte al compromesso.
Ma di chi ha combattuto a viso aperto non ci vergogniamo, anzi ne andiamo fieri, e a 500 anni dall’inizio della rivolta luterana vogliamo, come detto, rendere loro onore con questo calendario dell’anno 2017. Temiamo infatti che quasi ogni giorno dell’anno che viene sarà profanato da nuove iniziative ecumeniche, come già è avvenuto sul finire del 2016, che ha visto la statua di Lutero troneggiare in Vaticano a fianco di J. M. Bergoglio, e lo stesso rendere omaggio a Lutero e alla sua eresia.
Come antidoto quotidiano, allora, ricordiamo gli eroi che forse non furono tutti santi, ma furono coraggiosi, poiché molti di essi diedero la loro vita in difesa della Fede.Tra i tanti (abbiamo dovuto fare una cernita, e tralasciarne molti) i lettori troveranno degli ecclesiastici, che vorremmo vedere tra noi ai nostri giorni; dei principi cattolici, che ci mancano terribilmente; dei condottieri e uomini d’arme. Assieme a questi uomini valorosi si schierò il popolo cattolico, come quello di Parigi che per sei mesi soffrì la guerra, l’assedio e la fame, pur di non aprire le porte a un re fellone, fautore d’eresia, e perciò decaduto dal regno, e al capo dei calvinisti ugonotti divenuto da nemico alleato del re. Per più di ottant’anni, dal 1562 – quando si fissa, forse per convenzione – l’inizio delle guerre di religione in Francia, fino al 1648, quando il trattato di Westfalia pose fine alla guerra degli Ottant’anni nei Paesi Bassi e a quella dei Trent’anni nell’Impero, sarebbe stato ancora possibile battere definitivamente il Protestantesimo. E soprattutto mantenere il principio che una sola è la Verità, una sola è la Fede, e che la Cristianità, i Regni e i Troni non possono riconoscere, a fianco della Verità, la menzogna; a fianco della vera Fede, l’eresia; a fianco della Chiesa, la sétta; a fianco del Sacrificio della Messa un culto senza altare, senza sacerdozio e senza sacrificio. L’editto di Nantes, concesso dal calvinista convertito Enrico IV (1598), e il trattato di Westfalia (1648), sottoscritto dalle grandi potenze senza tener conto alcuno delle proteste della Santa Sede e del Papa, Innocenzo X (Bolla Zelus Domus Domini), sancirono definitivamente non tanto la fine delle guerre di religione, quanto la definitiva spaccatura della Cristianità. E quindi, in nuce, sancirono la sua laicizzazione e secolarizzazione, nonchè, almeno a livello di diritto internazionale, il principio della libertà religiosa, di coscienza e di culto, e l’accesso alle cariche pubbliche dei nemici della Fede.
La Fede, e Dio, divennero così ininfluenti nella vita pubblica, o piuttosto tali furono considerati dalle istituzioni. Invano Clemente VIII disse dell’editto di Nantes che era “l’editto più maledetto che si potesse immaginare, col quale editto si era permessa la libertà di coscienza per tutti, che era la peggior cosa al mondo”; i sovrani vollero imboccare quella strada che avrebbe portato alle Rivoluzioni (inglesi, americana, francese…) che hanno imposto un ‘nuovo diritto’ anticristiano. Gli illuministi, ripresi oggigiorno dai ‘cattolici’ modernisti, hanno sostenuto che sono le guerre fatte in nome di Dio e della Religione che hanno allontanato da Dio e dalla Religione, e portato all’agnosticismo e persino all’ateismo dei nostri giorni. Pensiamo, al contrario, che è stata la tolleranza mondana e calcolatrice delle autorità (dal 1517 al 1562) che ha permesso al Protestantesimo di sfogare la sua furia diabolica e di versare tanto sangue innocente, e similmente sono gli editti di tolleranza e la mentalità mondana e indifferente del partito dei ‘Politiques’, che ha trionfato, di fatto, con l’editto del 1598 e coi trattati del 1648, a portare i cristiani all’indifferenza religiosa, fino al punto che l’indifferentismo religioso (tutte le religioni vengono da Dio – Dio non fa distinzioni tra religioni e confessioni religiose – abbiamo tutti lo stesso Dio – sempre che Dio esista!) è continuamente predicato oggi dagli stessi occupanti – de facto et materialiter – della Sede di Pietro.
Come in un matrimonio misto, in cui i coniugi sono di diversa religione, i figli sono spesso senza religione, così la Cristianità ammettendo nel 1648 la coesistenza legale di tre confessioni religiose (Cattolicesimo, Luteranesimo, Calvinismo) ha finito col perdere totalmente la Fede, rinnegando ufficialmente e poi anche perseguitando il cristianesimo. Purtroppo nessun San Pio V e nessun Filippo II si ergono più a difendere la Chiesa, lo Stato e la Cristianità dai nemici interni ed esterni, dai falsi cristiani o dagli infedeli. Non è un caso se G.B. Montini, nel 1965, restituì simbolicamente ai Turchi le bandiere loro strappate a Lepanto. Nel periodo delle guerre di religione, il partito cattolico in Francia (La Lega, o Santa Unione) elaborò un pensiero politico che ancor oggi merita di essere studiato e ripreso; al contrario, anche il partito protestante elaborò il proprio pensiero, al quale non furono estranei gli elementi occultisti (si pensa al movimento dei Rosacroce all’inizio della guerra dei Trent’anni, a sostegno di Federico V del Palatinato) come quelli razionalisti, ereditati entrambi dell’umanesimo rinascimentale e traghettati nell’Illuminismo massonico della fine del ‘600 e di tutto il XVIII secolo. La rivolta di Lutero, lo denunciava il teologo della Lega cattolica Jean Boucher, sfociava immancabilmente nell’ateismo e nell’occultismo (solo apparentemente in opposizione); il 1517 si compirà simbolicamente nel 1717, data della formulazione moderna della Massoneria (erede legittima di quella precedente e del movimento rosacrociano). Noi, militanti di Cristo Re, rendiamo omaggio ai nostri predecessori, e ci impegniamo, anche quest’anno, a combattere per la regalità di Cristo, nelle nostre anime, nelle famiglie, nella Chiesa, e nella Società.
 
 

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