Archivio per la categoria MATTEO CASTAGNA

13/10/17: PREGHIAMO LA S. VERGINE PER AVERE IL PAPA, VICARIO DI CRISTO IN TERRA

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L’ANALISI

di Matteo Castagna

La Polonia della grande devozione popolare mariana ha nuovamente dato una lezione al resto del mondo, in particolare a quell’Europa secolarizzata, atea e liberale che rigetta la Regalità Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo e non si piega a nessuna evidenza soprannaturale, facendo finta di non vedere i segni dei tempi, attraverso “armi di distrazione di massa”. Ci uniamo a quella santa devozione popolare, nel nostro piccolo, con la preghiera del S. Rosario, l’astinenza ed il digiuno (a pane e acqua) per penitenza verso i nostri peccati e quelli contro Dio, per chiedere la Grazia di un Papa, che manca dal 1958, ovvero dalla morte di Pio XII.

Oggi, nell’anno del centenario delle apparizioni della Madonna di Fatima, in particolare nell’anniversario del miracolo del sole, il cattolico può dare un segno visibile della sua Fede, minata da ogni parte. Prosegui la lettura »

“Correctio filialis”: non annoveratemi tra i cosiddetti “tradizionalisti”

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Nel comunicare con rammarico che l’ anziano ed apprezzato amico Arai Daniele, dopo 7 anni di collaborazione settimanale gratuita, sospende gli “editoriali del venerdì” per motivi di salute, dal momento che la vista non gli permette più di mantenere questo impegno fisso, ritengo altrettanto doveroso annunciare che altre penne giungeranno per tematiche di approfondimento religioso e politico. Nel centenario delle apparizioni di Fatima, cui Arai è molto legato, tutti noi di “Christus Rex” lo ringraziamo per quanto ha dato alla Buona Battaglia tramite questo sito e gli assicuriamo la nostra vicinanza e le nostre preghiere, soprattutto in vista del 13 Ottobre, sicuri che finché Dio glielo permetterà, dedicherà le sue forze alla diffusione della retta dottrina ed all’aiuto dei sacerdoti disorientati. 

L’ANALISI

di Matteo Castagna

Nei giorni scorsi ho ricevuto la richiesta di firmare la cosiddetta Correctio filialis che alcuni giornalisti, professori, studiosi, sacerdoti e vescovi (veri e non) hanno indirizzato a Bergoglio per chiedergli di correggere 7 proposizioni ritenute eretiche perché difformi con l’insegnamento della Chiesa di sempre, contenute all’interno dell’Esortazione Apostolica Amoris Laetitia. Va, altresì, aggiunto, che anche alcuni colleghi, amici e conoscenti mi hanno domandato un’opinione, chiedendomi di renderla pubblica. Debbo dire che, inizialmente, ho esitato per il motivo risposto a chi mi chiedeva la firma, ovvero: sono un Cattolico, Apostolico, Romano integrale, quindi sedevacantista, perché dovrei firmare una supplica, peraltro filiale, al capo di un’altra religione?

La mediaticità ottenuta da questo documento ha, nei giorni, fatto passare al grande pubblico questo scritto come la posizione di tutti i cosiddetti cattolici tradizionalisti. Ma così non è. Pertanto, questo mio articolo ha lo scopo di spiegare, in maniera comprensibile a tutti, i motivi per cui esso rappresenta coloro che lo hanno sottoscritto e, forse, il loro seguito, ma nessun direttore di giornale o nessun capo-ufficio stampa possono permettersi, mantenendo un minimo di deontologia professionale, di attribuire a tutta quest’area ciò che è solo di alcuni. Altrimenti, pretendo sin da ora, che gli esperti etichettatori la smettano di definire me e il Circolo Christus Rex che rappresento come “tradizionalisti”. Si inventino un altro nomignolo. Integralista? Mi sta bene, purché mi si distingua all’interno di un ambiente che inizia ad avere troppe differenziazioni, in un “divide et impera” che, alla fine, favorisce i nemici. Prosegui la lettura »

Immigrato: “Non mangiare bene, Italia sporca, voglio spacciare”

IERI MATTINA IL NOSTRO RESPONSABILE MATTEO CASTAGNA, OSPITE DI “NOTIZIE OGGI” SU CANALE ITALIA HA ATTACCATO DURAMENTE L’ACCOGLIENZA INDISCRIMINATA, LO SPRAAR. E LO IUS SOLI. SU QUESTO ARGOMENTO LA TELEFONATA IN DIRETTA DEL GOVERNATORE DEL VENETO LUCA ZAIA E’ STATA NETTA. SPERIAMO CHE DUNQUE SI PASSI DALLE PAROLE AI FATTI.

http://voxnews.info/2017/06/03/profugo-spacciatore-protesta-non-mangiare-bene-italia-sporca-voglio-spacciare-video/

1 Maggio 2017: Studi e riflessioni sul concetto di Nazione a Reggio Emilia

Visualizzazione di IMG-20170501-WA0023.jpgIeri l’Associazione Croce Reale ha organizzato “L’altro Primo Maggio” nel suggestivo contesto dell’Agriturismo Il Bove a Reggio Emilia.
Si è trattato di una giornata di stusi e riflessioni sul concetto di Nazione che ha visto relazioni di alto livello. Seppur eterogenei in diverse posizioni tutti i relatori si sono ritrovati nel denominatore comune di un’Europa dei popoli e delle identità, verso un futuro che abbia il coraggio di guardare al passato, al recupero della tradizione contro la degenerazione della modernità, che ha portato con se secolarizzazione, globalizzazione, mondialismo, crisi nella Chiesa e nell’Autorità, rivoluzioni che hanno sovvertito l’ordine naturale.
Organizzata dall’Avv. Fabrizio Nucera Giampaolo, la giornata ha visto relazioni appassionate e ricche di contenuti, di fronte ad un pubblico attento e preparato.

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Verona da 10 mesi senza Procuratore. Quando arriverà?

Dopo Schinaia non è stato più nominato il successore. Eppure, fra mafia corruzione e criminalità comune, ce ne sarebbe bisogno
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Il 4 Agosto 2016 il Procuratore della Repubblica di Verona, Mario Giulio Schinaia, andò in pensione. Da allora al piano nobile dell’ex Caserma Mastino siede Angela Barbaglio, sua storica collaboratrice, in veste di reggente pro tempore. La provincia conta oltre 920 mila abitanti di cui circa 255 mila nel capoluogo, particolarmente importante sia dal punto di vista geografico, poiché crocevia con la Lombardia, il Trentino e l’Emilia Romagna, sia economico perché nonostante la crisi, resta con un solido ceto medio. Non c’è solo l’Arena, ma un polo fieristico tra i più competitivi, con il Vinitaly, la Fiera del marmo, Fieracavalli e una miriade di piccole, medie e grandi imprese in tutti i settori. Basti pensare ai vari Bauli e Rana, Sanson e Riello, solo per citarne alcuni.

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Bergoglio il “luterano” protestantizza la Chiesa

Per chi non lo sapesse: i Titoli e i sottotitoli, nei quotidiani, vengono messi dalla redazione e non dall’autore dell’articolo. Così come, sul piano dei contenuti e della forma, la professionalità di un giornale è fatta anche di direttive che provengono, appunto, da chi ne ha la responsabilità. Nel caso specifico, va riconosciuto a “VenetoVox” di essere una testata che fa della generale libertà di espressione uno dei suoi punti di forza.

di Matteo Castagna (articolo pubblicato da ieri sera sul quotidiano on-line www.vvox.it)

Per chi crede, serve una scelta di campo. Contro quelle del papa

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E’ ancora oggi d’attualità mediatica la visita di Bergoglio in Svezia perché la portata dell’evento è storica: il compito iniziato prima del Concilio Vaticano II dai cosiddetti modernisti, come ad esempio Ernesto Bonaiuti, di protestantizzare la Chiesa è stato portato a compimento. Nel frattempo Norcia, simbolo dell’Europa cristiana, veniva devastata e crollava una delle Basiliche più importanti, intitolate a San Benedetto. La tradizione biblica e “La Summa Teologica” di S. Tommaso, in particolare, insegnano a guardare alle calamità naturali come a dei segni divini per i gravi peccati dell’uomo, affinché possa ravvedersi, senza fanatismi né beceri sciacallaggi sulle vittime ma semplicemente formulando ipotesi.

Quindi, osserviamo la singolare concomitanza tra i terremoti che hanno investito tutto quello che era lo stato Pontificio e la riabilitazione del “Porcus Saxoniae“, nell’ambito di un percorso che è stato lungo e non è finito, ma tutto in progressiva continuità teologica, da Roncalli alla dichiarazione comune di Bergoglio in Svezia. In tale dichiarazione congiunta del 31 Ottobre 2016 con la “vescovessa” protestante si dice: «facciamo appello a tutte le parrocchie e comunità luterane e cattoliche, perché siano coraggiose e creative, gioiose e piene di speranza nel loro impegno a continuare la grande avventura che ci aspetta. Piuttosto che i conflitti del passato, il dono divino dell’unità tra di noi guiderà la collaborazione e approfondirà la nostra solidarietà. Stringendoci nella fede a Cristo, pregando insieme, ascoltandoci a vicenda, vivendo l’amore di Cristo nelle nostre relazioni, noi, cattolici e luterani, ci apriamo alla potenza di Dio Uno e Trino. Radicati in Cristo e rendendo a Lui testimonianza, rinnoviamo la nostra determinazione ad essere fedeli araldi dell’amore infinito di Dio per tutta l’umanità».

Nella Bolla “Decet Romanum Pontificem” S.S. Leone X scomunicò Lutero: «…Ora viene solennemente dichiarato eretico, e così anche gli altri, qualunque sia la loro autorità e rango, che non hanno curato nulla della propria salvezza, ma pubblicamente e davanti gli occhi di tutti gli uomini diventano seguaci della perniciosa ed eretica setta di Martino, e coloro che hanno dato a lui apertamente e pubblicamente il loro aiuto, consiglio e favore, incoraggiandolo in mezzo a loro nella sua disobbedienza e ostinazione, o ostacolando la pubblicazione della nostra suddetta missiva: questi uomini sono incorsi nelle pene stabilite in tale missiva, e devono essere trattati legittimamente come eretici ed evitati da tutti fedeli cristiani, come dice l’Apostolo (…)».

Solennemente Papa Leone X concluse: «…Nessuno può, infrangere questa, o alcuna nostra decisione, scritto, dichiarazione, precetto, ingiunzione, assegnazione, volontà, decreto o avventatamente contravvenirli. Se qualcuno osa tentare una cosa del genere, sappia che incorrerà nella collera di Dio onnipotente e dei beati apostoli Pietro e Paolo. Noi abbiamo detto».

E’ evidente a tutti che esiste una enorme contraddizione, dalla quale dipendono due modelli ecclesiali diametralmente opposti e che implicano una scelta altrettanto netta per chi vuole conservare integra la Fede Cattolica: o con chi riabilita Lutero e le sue dottrine, in nome dell’unità nella diversità o con chi continua a ritenere Lutero e le sue dottrine eretiche e crede solo all’unità nella verità.

Fonte: http://www.vvox.it/2016/11/07/bergoglio-il-luterano-protestantizza-la-chiesa/ Prosegui la lettura »

IMMIGRAZIONE: Il risveglio dal torpore borghese

verona-ai-veronesi-castel-d-azzano-2-jpg_1728446027di Matteo Castagna per www.vvox.it (quotidiano on-line) http://www.vvox.it/2016/10/29/goro-e-castel-dazzano-dove-sono-le-soluzioni-dei-buonisti/ ARTICOLO PIU’ LETTO DELLA SETTIMANA SU VVOX.IT

Nell’ultimo periodo assistiamo ad una sorta di risveglio di buona parte della popolazione dal torpore borghese nel quale la nostra società dei consumi è sprofondata da decenni, e vediamo famiglie con bambini nel passeggino, pensionati e lavoratori, dall’operaio al professionista, dallo studente al professore universitario, scendere in piazza a gridare la propria protesta contro il governo, che impone un’immigrazione fuori controllo, che desta timori, non solo per d’ordine pubblico, ma per vere e proprie incompatibilità culturali e religiose, che potrebbero sfociare in un ingestibile caos.

Questa fetta di popolazione, prima abituata a protestare in casa o al bar, oggi sfila a centinaia tra le vie di Pescantina, di Legnago, di Castel d’Azzano, attraverso comitati spontanei, iniziati con qualche decina di partecipanti un anno fa, ma che oggi spaventano l’establischment, i media controllati dai soliti noti, la Chiesa di Bergoglio da un lato e le cooperative rosse dall’altro, che sui migranti hanno creato un business.

Requisire l’Hotel Cristallo a Castel d’Azzano è stato un grave errore, che ricorda l’esproprio proletario dei regimi comunisti e che ha visto la vigorosa risposta del paese, sceso in piazza a protestare e a vincere la prima battaglia, inducendo il prefetto a sospendere il provvedimento. Goro e Gorino sono andati oltre, passando alle vie di fatto, cacciando gli immigrati. I radical chic che bollano questi fenomeni come forme di razzismo sono gli stessi o gli amici di coloro che non volevano i “profughi” a Capalbio perché gli disturbavano la villeggiatura, non sanno interpretare e fornire soluzioni concrete all’esasperazione della gente, che non ne può più di una palese disparità di trattamento tra gli italiani disoccupati a fronte di stranieri nullafacenti ospitati a spese del contribuente negli alberghi, del buonismo soffocante e dell’ ipocrisia di chi guarda allo straniero in cambio di denaro, ma snobba il vicino di casa che non ha nulla. Si vergogni certa satira maleodorante, che mette alla gogna la disperazione e l’ansia del nostro popolo! Prosegui la lettura »

Se non c’è Eucarestia, non c’è Messa. Non c’è Papa, c’è “Contro-Chiesa”

imagesdi Matteo Castagna

La presenza di Cristo nell’Eucaristia, per noi Cattolici, non è simbolica ma reale. Sempre più fedeli della Chiesa ufficiale, però, ignorano i fondamenti di fede e in una parrocchia romana queste lacune sono emerse quando l’ostia è caduta a terra ad una ragazza.

E’ il caso dell’episodio avvenuto la scorsa settimana nella chiesa di Santa Francesca Cabrini, a Roma, cui dà notevole spazio e fa osservazioni intelligenti e pertinenti un pubblicista a-cattolico de “L’intellettuale dissidente”.  Questo dovrebbe dire molto, almeno sulla preparazione religiosa, che pare maggiore tra alcuni atei rispetto alla massa del cosiddetto “popolo di Dio” (termine declinato dai conciliari verso tutti, in nome di un malcelato sacerdozio universale, dal tanfo di protestantesimo, così caro a Bergoglio).

Nella parrocchia capitolina, quartiere Nomentano, al momento della distribuzione delle ostie, ad una ragazza le cade di mano. Incerta sul da farsi, la ragazza decide di raccoglierla ed infilarla nella sua borsetta. La scena, però, non sfugge all’occhio vigile di una fedele che si precipita al banco della ragazza e le intima di restituire la particola. Ne nasce un diverbio, poi sfociato in lite, tra i familiari della ragazza e l’attenta parrocchiana. I parenti, seccati per quella che ritengono un’invasione di campo inopportuna e, molto probabilmente, impreparati di fronte alla sollecitudine della fedele rimproverante, non ci stanno ad incassare la correzione e trincerano la figlia dietro ad un non richiesto giustificazionismo. Poi, sentendosi accusati, si trasformano in accusatori lamentando la reazione esagerata della donna per quello che ritengono essere un futile motivo. Nel suo piccolo, questa vicenda racconta di come il virus relativista da un lato e la desacralizzazione della Santa Messa, divenuta con il Novus Ordo Missae di Montini e le successive revisioni un “pranzo sociale”, abbiano contaminato la maggioranza dei battezzati italiani, negandogli la capacità di percepire l’esistenza di una distinzione tra bene e male oggettivi. Nel caso specifico, non ci risultano prese di posizione specifiche del “Presidente dell’Assemblea” (come oggi si usa chiamare il celebrante delle funzioni figlie della riforma liturgica post-conciliare). Prosegui la lettura »

L’Arena col “cappello”? «Una follia» | Vvox

L’ARTICOLO DELLA SCORSA SETTIMANA SUI TERREMOTI E L’IRA DI DIO DEL NOSTRO MATTEO CASTAGNA E’ STATO TRA I PRIMI 4 PIU’ LETTI DELLA SETTIMANA SU www.vvox.it

Verona è in campagna elettorale permanente. E il sindaco Tosi pensa a lasciare monumenti alla sua memoria

arena-cappello

Il clima che si respira a Verona è, almeno dal 2014, quello della campagna elettorale permanente. Il periodo agostano non dà tregua e le scaramucce mediatiche tra gli uni e gli altri, soprattutto tra ex amici ed ex compagni di partito e di amministrazione tengono banco, forse per tener desta l’attenzione, anche dei più sonnacchiosi, sul versante delle elezioni amministrative di primavera o per risvegliare quella di coloro che, nel frattempo, si sono addormentati del tutto, in attesa delle grandi opere, rimaste, per ora, tutte al palo.

In questi giorni tiene banco il bando indetto dal Comune di Verona per un concorso di idee finalizzato alla realizzazione di una copertura dell’Arena, monumento simbolo della città e, da sempre chiodo fisso del primo cittadino. Del resto, il buon Flavio è uomo ambizioso e certamente desidera che i suoi dieci anni di “impero” siano ricordati per qualcosa che non siano solo gli scandali e i pettegolezzi. Così, il generoso patron di Calzedonia ha donato ben 100 mila euro per questo concorso, che scade il 9 Settembre e che vede architetti e ingegneri impegnatissimi nell’escogitare qualcosa che piaccia a tal punto da vincere il primo premio e che abbia la speranza di rimanere come punto di inizio per l’autentica realizzazione di quest’opera. La struttura – dice il Comune – si deve intendere come “permanentemente presente“, tramite soluzioni progettuali “totalmente reversibili“, per aumentare la fruibilità dell’anfiteatro e proteggerlo dalle intemperie. L’interrogativo più grande resta quello relativo alla fattibilità, poiché secondo numerosi esperti, una soluzione funzionale e fattibile costerebbe un patrimonio, che andrebbe stimato con precisione, in base alla scelta operativa definitiva.

Vien da chiedersi se in tempi di vacche magre, di problematiche sociali e infrastrutturali in aumento o rimaste nei cassetti, mentre il sindaco è impegnatissimo nel girare l’Italia per accreditarsi come politico nazionale, sia così necessario pensare ad un “cappello” per l’Arena, che da ben venti secoli gode di buona salute così com’è, poiché staticamente struttura compatta, che potrebbe avere, eventualmente, la necessità di opere di manutenzione delle gradinate (molto meno costose).

L’architetto di fama internazionale Mario Botta non ha dubbi in merito e lo confida al Corsera (11/06/2016): «Sto lavorando a Verona e l’ho detto al sindaco Tosi: io non mi metterei in un progetto del genere, per me è una follia. Le strutture statiche necessarie per reggere una copertura sarebbero come quelle della metropolitane di Tokio e graverebbero sull’intorno dell’Arena. E’ già difficile conservare il centro storico con i suoi materiali lapidei; se inserisci dei carichi pesanti si stravolge. Se l’Arena fosse in un prato si potrebbe realizzare una copertura; ma qui intorno c’è una piazza, un vicolo, le canalizzazioni, le fogne, la città storica… Penso che verranno proposti grandi “gesti architettonici” non realizzabili dal punto di vista del buon senso. La magia dell’Arena sono i suoi muri, l’intorno, l’essere dentro duemila anni di storia. L’Arena è sempre stata aperta».

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C3 International, la Calabria nel mondo (e a Verona)

Scorrendo la lista dei componenti di un’associazione di promozione culturale, si scoprono tanti nomi molto ben posizionati

Peppino Accroglianò

di Matteo Castagna

La Calabria è una terra bellissima del Mezzogiorno d’Italia, e i calabresi un popolo che, come tutti, ha i suoi difetti e pregi. C’è chi si é organizzato per fare da punto di riferimento per le comunità sparse nel Nord Italia e nel mondo. Smanettando su internet, si incappa nel sito della “C3 International – Centro Culturale Calabrese” (www.c3international.it), che quest’anno compie trent’anni. In alto, cliccando su “Comitato d’Onore”, si trovano uomini pubblici e delle istituzioni di vario livello. Una lista politicamente molto interessante.

Il primo nome che salta all’occhio è quello del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. Ex Alleanza Nazionale ed ex delfino di Gianfranco Fini. E per tanti anni amico e compagno di partito dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno (inabissatosi politicamente dopo l’inchiesta su Mafia Capitale), il quale, dal maggio 2011, aveva come vicecapo di gabinetto la dottoressa Anna Bottiglieri. A quel tempo la Bottiglieri, oggi vicecapo di gabinetto del Ministero dei beni Culturali, era anche giudice della prima sezione del Tar del Lazio.

Nome di spicco é quello del calabresissimo Corrado Calabrò, già presidente del Tar del Lazio, poi presidente dell’Autorità per le Comunicazioni (Agcom) e quindi Presidente Onorario del Consiglio di Stato dal 2009, organo importantissimo, addirittura il «vero governo ombra di questa Repubblica», secondo il magistrato Alessio Liberati (Il Fatto Quotidiano, 28 maggio 2012). Ne sa qualcosa l’avvocato Fabio Salvadori, veronese ma vicentino di nascita, già nella segreteria del sindaco veronese Flavio Tosi nel primo mandato Tosi (2007-2012), che era stato fatto decadere da ogni ruolo in Agcom con firma del presidente Calabrò nel 2006. Il provvedimento, impugnato davanti al Tar del Lazio, vi rimase fermo per 8 anni. All’appello, il Consiglio di Stato emette una sentenza di “manifesta infondatezza” in soli 20 giorni, fatto alquanto raro. (Fra l’altro, vicesindaco di Tosi dal 2007 al 2008 è stato un ex commissario Agcom, dal 1998 al 2005: Alfredo Meocci).

Ma la vera passione della pattuglia calabrese va alla comunicazione. Scorrendo la lista della C3 International troviamo il cosentino Francesco Posteraro, avvocato, pure lui consigliere di Agcom. Dal punto di vista politico, risulta un fedelissimo dell’onorevole Lorenzo Cesa, segretario Udc, già delfino di Pierferdinando Casini (improvvidamente divorziatosi da Azzurra Caltagirone), con una fedina penale piuttosto opaca. Posteraro in Agcom è competente a controllare anche il settore poste. Le cronache recenti mettono in risalto la stretta vicinanza tra la cosiddetta “area popolare” (Udc, Ncd e altri) e le Poste, se consideriamo quanto già emerso in merito alle assunzioni dei parenti del segretario Ncd (e ministro degli Interni), Angelino Alfano.

Riccardo Capecchi, certamente professionista capace, è divenuto dall’aprile scorso segretario generale di Agcom, giungendo da Poste Italiane. Sempre in Agcom è arrivato da pochi mesi, come responsabile del servizio giuridico, Claudio Contessa, già consigliere di Stato, ex capo-ufficio legislativo dell’ex ministro più amato dagli esodati e pensionati italiani, la lacrimosa Elsa Fornero.

Il calabrese (ma da tanti anni a Verona) Giovanni Pompei Forte, politico di vecchia data, si è occupato, tra l’altro, di invitare il 12 gennaio 2011 l’allora dirigente alla segreteria del sindaco Tosi per una serata di presentazione di un libro di Calabrò al teatro Camploy, con la presenza di altri illustrissimi membri della C3 International (presidente in testa). La figlia di Pompei Forte, Katia Maria, è consigliere comunale della Lista Tosi, ora partito del “Fare!”. La ricordiamo citata nel corso della puntata Report su Rai3 del 7 aprile 2014, che dava conto di una cena a cui era presente in un ristorante di Crotone (ne scrisse anche il quotidiano veronese L’Arena), col sindaco scaligero all’epoca in campagna elettorale. Presenziavano anche l’imprenditore crotonese Raffaele Vrenna (su cui ha gli occhi addosso la Direzione antimafia di Catanzaro) e l’ex presidente della Provincia di Crotone, Stanislao Zurlo.

Un altro uomo importante della C3 International è il commendator Gerardo Smurra. Chi é Gerardo Smurra? Il patron di un gruppo di auto-pullman composto dalla Simet di Rossano Calabro e dalla ditta veronese Autoservizi Pasqualini, quest’ultima un «un ottimo rapporto» con Aptv (controllata di Comune e Provincia di Verona del settore trasporti, oggi Atv). Amministratore unico di Aptv è stata Patrizia Dusi, già compagna del fido autista di Tosi, tal Idelmo Benedetti (patente ritirata da qualche mese per eccesso di velocità). A proposito: Flavio Tosi da tempo sta cercando di aggregare un polo moderato centrista, si veda ad esempio l’ultimissima liason con Alfano sul Sì al referendum costituzionale.

Altro pezzo da novanta della C3 International è Andrea Monorchio, per una vita Ragioniere Generale dello Stato, ex vicepresidente della Banca Popolare di Vicenza con Zonin. Dimenticavamo: presidente della C3 International é l’onorevole Peppino Accroglianò (nella foto da www.c3international.it), ex deputato democristiano (e zio di Antonella Accroglianò, la “dama nera” dell’Anas, a suo tempo arrestata per questioni di tangenti). Completano la lista dei nomi eccellenti Vicenza Busa, presidente del Gruppo Equitalia, Ernesto Carbone deputato Pd (quello del “ciaone”), Antonio Catricalà (ex presidente dell’Autorità per la Concorrenza e prima ancora segretario generale Agcom), il famoso produttore cinematografico Fulvio Lucisano e niente meno che Leon Panetta, segretario alla Difesa degli Usa. (ex capo della C.I.A., n.d.r.)

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