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Cronista lasciato fuori da procedura gara pubblica

di Matteo Castagna

Massima solidarietà al collega, amico e collaboratore Marco Milioni, che ha subito un atto INQUALIFICABILE che dovrà determinare delle conseguenze.

di Alessio Mannino

Ieri Milioni è stato messo alla porta senza motivo da un funzionario del Genio di Padova sul bando per Porta Portello

genio Padova

Nella giornata di ieri è accaduto un fatto grave a danno del collega Marco Milioni, collaboratore di questa testata online. Alle 9,30 di ieri mattina, presentatosi negli uffici del Genio Civile di Padova in corso Milano (in foto) per assistere all’apertura delle buste per il bando di gara sull’affidamento di alcuni spazi del demanio regionale veneto in zona Porta Portello, non gli è stato permesso di entrare nonostante la procedura fosse pubblica (e quindi nel suo pieno diritto di assistervi, come dimostrano leggi e giurisprudenza). Il funzionario del Genio Civile che l’ha messo alla porta non ha fornito un giustificato motivo, nonostante Milioni avesse mostrato il tesserino dell’Ordine dei Giornalisti. CONTINUA SU: http://www.vvox.it/2017/04/27/nostro-cronista-lasciato-procedura-gara-pubblica/

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Verona da 10 mesi senza Procuratore. Quando arriverà?

Dopo Schinaia non è stato più nominato il successore. Eppure, fra mafia corruzione e criminalità comune, ce ne sarebbe bisogno
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Il 4 Agosto 2016 il Procuratore della Repubblica di Verona, Mario Giulio Schinaia, andò in pensione. Da allora al piano nobile dell’ex Caserma Mastino siede Angela Barbaglio, sua storica collaboratrice, in veste di reggente pro tempore. La provincia conta oltre 920 mila abitanti di cui circa 255 mila nel capoluogo, particolarmente importante sia dal punto di vista geografico, poiché crocevia con la Lombardia, il Trentino e l’Emilia Romagna, sia economico perché nonostante la crisi, resta con un solido ceto medio. Non c’è solo l’Arena, ma un polo fieristico tra i più competitivi, con il Vinitaly, la Fiera del marmo, Fieracavalli e una miriade di piccole, medie e grandi imprese in tutti i settori. Basti pensare ai vari Bauli e Rana, Sanson e Riello, solo per citarne alcuni.

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“Non si può chiamare normale ciò che non lo è”

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«Un transessuale non può insegnare. Può fare ogni tipo di lavoro ma, per me, non questo». Questo il parere dell’assessore veneto all’Istruzione Elena Donazzan riportato da Elfrida Ragazzo sul Corriere del Veneto – edizione di Vicenza – a pagina 9, in riferimento alla vicenda della professoressa trans le cui foto sono finite su siti di escort. L’assessore si rivolge direttamente al preside dell’istituto vicentino Alberto Frizzo: «La mia richiesta di ispezione si rafforza per poter dare gli strumenti alla scuola di proteggere gli studenti e la propria onorabilità, già messa molto in discussione».

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Verona: Adigeo, non avrai mai i nostri soldi

Per quelli come noi che amano le botteghe veronesinon quelle presunte storiche, ma quelle vere come la salumeria Albertini in corso Santa Anastasia o la drogheria Emaldi in Via San Paolo, o la macelleria equina Avesani in piazzetta Monte  (l’apertura dell’Adigeo, il nuovo centro commerciale da quasi 130 negozi e un ipermercato di oltre 3.000 metri quadri che dovrebbe dare lavoro a un migliaio di persone) non fa né caldo né freddo. È un problema di altri. Saremmo tentati di ricordare il famoso detto per il quale “acquistare è più che votare” e per quel che ci riguarda potrebbe chiudere subito: il nostro denaro, cioè il nostro scalpo non l’avrà mai.

Il punto è che a Verona come altrove, l’apertura di questi enormi centri commerciali, che in questo caso prelude a un’ulteriore prossima inaugurazione di un mostro del consumismo analogo e contiguo, è stata contrabbandata come un avvenimento di grande importanza, tipo la visita del Papa o l’inaugurazione di una nuova grande scuola o biblioteca. Saremo pure dei tromboni (come diceva Lucio Battisti) ma a noi pare che prima di spenderli, i soldi, bisognerebbe guadagnarli, e la sequenza logica di una città che dimentica il lavoro (fabbriche che chiudono, banche che licenziano) e la produzione, ma enfatizza la spesa, ci lascia perplessi.

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Verona: Arena Extra società fantasma

Pubblichiamo la nota del Consigliere comunale Michele Bertucco, Verona Piazza Pulita

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Verona, aspettiamo i comodi dei 4 amici al bar della politica

alberto-giorgetti-flavio-tosidi Matteo Castagna per il quotidiano on-line www.vvox.it

A due mesi dal voto comunale ben dieci candidati e nessuna certezza. Appesi tutti al terzo mandato di Tosi, che realistico o no contribuisce allo stallo

In data ancora da definirsi, ma compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno, saranno chiamati alle urne gli elettori di oltre mille Comuni italiani, tra cui in Veneto Verona, Padova e Belluno, per eleggere i nuovi sindaci e consigli comunali. Nel capoluogo scaligero ben dieci sono i candidati, cui si andranno ad aggiungere quello del Pd che uscirà dalle primarie del 2 aprile e, con ogni probabilità, il candidato tosiano. Che potrebbe ancora, proprio così, essere l’attuale primo cittadino, Flavio Tosi. Come, fra l’altro, da richiesta al premier Gentiloni da parte dell’Anci Veneto per emanare l’agognata legge sul terzo mandato consecutivo. Che, a dispetto della tempistica ormai giunta in zona cesarini, non sarebbe un’ipotesi tramontata. Anzi, non lo è, nel senso che il suddetto governo non ne ha smentito la possibilità, e dunque nella politica veronese più o meno tutti credono che possa ancora avverarsi.

Il primo a candidarsi, con tanto di programma scritto e dettagliato, è stato l’ex presidente dell’Agec, Michele Croce, con la sua civica “Verona Pulita”: nessuna alleanza coi partiti, come ha più volte dichiarato. Sempre fra le civiche c’è Marco Giorlo, già consigliere del Pd ed ex assessore allo sport con Tosi, che corre con la lista “Tutto cambia”, sebbene al momento non abbia ben chiarito cosa ed in che maniera si debba cambiare. Il Movimento 5 Stelle schiera Alessandro Gennari, che al momento ha caratterizzato il suo programma più sul livello delle circoscrizioni che non a quello di città internazionale. I sondaggi, comunque, lo danno forte di un competitivissimo 16%, sulla scia dell’ascesa del suo movimento.

L’onorevole Alberto Giorgetti è stato indicato direttamente da Silvio Berlusconi per Forza Italia, ma non è dato a sapersi con quali proposte. Sostiene di dialogare con Tosi, evidentemente per alzare la posta, nonostante vi siano sondaggi che relegano il partito azzurro ampiamente sotto il 10%. Al centro troviamo poi Stefano Casali, capogruppo tosiano in Regione, ma contemporaneamente candidato sindaco con la civica “Verona Domani”: non avendo ancora tagliato ufficialmente il cordone ombelicale, non si sa bene in cosa si differenzierà, cosa proporrà.

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Legambiente Lombardia: «Atv Verona a Milano, tagli a servizi»

di www.vvox.it 

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«È paradossale che mentre la Regione Lombardia, proprietaria di Ferrovie Nord Milano, annuncia tagli per 23 milioni di euro al trasporto locale per il 2017, la stessa FNM sborsi 21 milioni per l’acquisto del 50% di ATV, l’Azienda di trasporti di Verona». Ad affermarlo è Dario Balotta, responsabile trasporti Legambiente Lombardia, secondo il quale «così mentre cittadini lombardi vedranno un ulteriore taglio dei servizi autobus nelle periferie, serali e festivi, Regione Lombardia di fatto “regala” 21 milioni alla provincia di Verona della quale rileverà le quote. Quote peraltro messe sul mercato a 11 milioni di euro e comprate inspiegabilmente da FNM a quasi il doppio, 21 milioni di euro».

«Questo acquisto – prosegue Balotta – non risponde ad alcuna logica industriale, ma serve solo a peggiorare le condizioni di trasporto dei cittadini lombardi e ad aumentare l’influenza politica di FNM nel “Lombardo Veneto” per scimmiottare l’espansione monopolista delle FS sul territorio nazionale. Anziché puntare sull’efficienza nel proprio mercato di riferimento (quello lombardo), FNM punta ad acquisizioni che fino ad ora hanno dimostrato come col crescere delle dimensioni aziendali, vedi fusione FNM-FS che ha dato vita a Trenord, crescano solo i costi di gestione, generando diseconomie di scala piuttosto che ad economie di scala».

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Verona, il “lodo Atv” stravolge lo spoil system democratico

di Matteo Castagna per il quotidiano on-line www.vvox.it 

Speaker’s Corner – 1/03/2017

Il patto prevede altri 5 anni con gli attuali vertici. Così la maggioranza futura, se diversa dall’attuale, sarà condizionata

Il sindaco di Verona Flavio Tosi e il presidente di Ferrovie Nord, il leghista d’area maroniana Andrea Gibelli, hanno stipulato un patto, messo nero su bianco a Milano, per la cessione di 21 milioni di euro di quote di Atv, la partecipata dei trasporti pubblici scaligeri. Il Comune rinuncerebbe ad un pezzo di un patrimonio della città per far cassa coi privati, peraltro neppure veronesi.

L’apice della bagarre che ne è scaturita si è registrata nel corso del cda di ieri che ha approvato l’accordo, con il voto contrario del presidente di Amt (controllata di Atv), Stefano Ederle, e del rappresentante del Pd nel board, Giulio Saturni. I tosiani l’hanno spuntata, forti del parere legale dell’avvocato Giovanni Sala. Sfavolevole, invece, quello dello studio Zoppolato voluto da Ederle. Bisognerà vedere quale dei due giudizi la spunterà.

Il secondo motivo del contendere riguarda i patti sociali dell’accordo, che prevedono la permanenza in carica per altri 5 anni degli attuali vertici societari, presidente e direttore generale inclusi. Bettarello e Zaninelli, di stretta fede tosiana, sic stantibus rebus, guideranno ancora l’azienda a prescindere dal colore della prossima amministrazione, dopo le elezioni comunali di maggio. Ed è qui che, al di là di cosa stabiliscano i cavilli giuridici e al di là del fatto che sia Tosi o meno ad applicare questo parere, si potrebbe creare un precedente: il sindaco e la maggioranza che si insedieranno, qualora differenti dagli attuali, si troveranno per tutta la durata della carica con una importante partecipata saldamente in mano ad un partito differente. CONTINUA SUhttp://www.vvox.it/2017/03/01/verona-il-lodo-atv-stravolge-lo-spoil-system-democratico/ Prosegui la lettura »

Verona: la battaglia delle otto armate

hobbit-battaglia-cinque-armate-banner-1030x515di Alessio Mannino, Direttore del quotidiano on-line www.vvox.it 

La politica in riva all’Adige è un’incognita quotidiana: guida per capirci qualcosa dopo il voto sul bilancio (che ha tenuto in vita Tosi)

Flavio Tosi è riuscito a superare indenne le forche caudine del voto sul bilancio, nel consiglio comunale di martedì sera 31 gennaio. Tecnicamente, grazie ad una contestata norma-ghigliottina del regolamento, che ha fatto chiudere entro l’orario di legge “bruciando” i sub-emendamenti delle opposizioni. Numericamente, perché ha ottenuto 19 voti a favore contro 13 contrari (con una astensione, dell’Udc). Politicamente, perchè è stato salvato dal gruppo “Verona Domani”, il gruppo che fa capo all’ex tosiano Stefano Casali (che correrà come candidato sindaco in primavera) dalla sorella ex leghista Barbara Tosi e dal fido Cristiano Maccagnani.

La sorpresa è che a garantire, in gran parte, la maggioranza alla maggioranza sono stati i tre casaleros (Andrea Sardelli, Filippo Rando e Rosario Russo), cioè dei casaliani che avevano invece affondato il testo in tutte le circoscrizioni. Ufficialmente, per senso di responsabilità civica per la città: non si poteva perdere il treno del project financing dell’Arsenale (quasi 15 milioni tolti ad altre opere, strade, impianti sportivi, marciapiedi, su un totale di 45 milioni, cosa che ha fatto infuriare le minoranze). In realtà, perchè a tutti fa comodo che Tosi resti in piedi fino a scadenza naturale di mandato. Perchè ancora grande è la confusione sotto il cielo. Nonostante manchino appena quattro mesi alle urne.

Avevamo lasciato Forza Italia che cercava abboccamenti con l’anti-berlusconiano Tosi, dopo averne detto peste e corna per anni. La Lega si è tenuta finora alla finestra, preannunciando che farà il nome del suo candidato sindaco il giorno di San Valentino (si parla del segretario cittadino e senatore Paolo Tosati). Dopo che è tornato il sereno fra i due partiti – suggellato in Veneto dall’espulsione di due consiglieri comunali padovani che hanno fatto cadere Bitonci – la tradizionale alleanza forzaleghista pare avviarsi alla conferma. Così almeno dalle dichiarazioni di oggi sull’Arena del plenipotenziario di Salvini sull’Adige, Lorenzo Fontana. Ma c’è un ma: ancora non si è deciso se ci sarà e chi sarà il candidato unico della coalizione. Che perciò potrebbe anche non essere unico. Tra gli azzurri ed i leghisti parrebbe non esservi colui che possa garantire il profilo più adeguato all’elettorato scaligero, da garantire se non la vittoria, almeno l’approdo al ballottaggio, e con un netto margine di vantaggio. Lo stallo, però, potrebbe anche favorire lo stesso Tosi, che rumors di palazzo dicono aver trovato un personaggio che potrebbe sbaragliare tutti e sparigliare le carte.CONTINUA SU http://www.vvox.it/2017/02/02/verona-la-battaglia-delle-otto-armate/ Prosegui la lettura »

Freda, colui che predisse l’invasione di massa con decenni d’anticipo

WINART-50318_franco_freda02gTitolo e sottotitolo sono della Redazione di Vvox

Freda, il fascista mai pentito: «è l’ora delle destre»

Sul passato legato a Piazza Fontana non rinnega «nulla». Difende il popolo che ha votato Trump. Ma boccia la politica di oggi: «tutto è in vendita»

di Matteo Castagna (in 24 ore oltre 1.600 letture sul quotidiano on-line www.vvox.it)

«Aspettate che mi metta i guanti» – intimava Franco Giorgio Freda alle guardie carcerarie durante i processi per la strage di Piazza Fontana – «ché il ferro democratico non mi tocchi i polsi». Nel 2000, citato come teste per lo stesso argomento, dopo esser stato assolto in Cassazione nel 1987 a seguito di altre due assoluzioni in appello, interruppe il pm che aveva cominciato a interrogarlo senza presentarsi, innescando una micidiale “sticomitìa”: «chiedo scusa, signore, lei chi è?», e quello: «sono il Pubblico Ministero». «La riverisco».
L’uomo di allora non è cambiato: severo, provocatore, senza rimpianti, educato ma sprezzante. Sembra immerso in una dimensione parallela, fatta di libri classici, storia e letteratura, traduzioni. Una sorta di vate per poche, selezionate persone rimastegli amiche. A sentire le donne che gli sono sempre girate intorno, pure affascinante. Un punto di riferimento per alcuni, o un folle, un cattivo maestro, un “nazi-maoista” pieno d’odio per altri

CONTINUA SU: http://www.vvox.it/2017/01/29/freda-il-fascista-mai-pentito-e-lora-delle-destre/ Prosegui la lettura »