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7/10/2017 I tradizionalisti cattolici ricordano Lepanto a Maria Immacolata – Verona News

Segnalazione di www.veronanews.net, quotidiano on-line di Verona

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IMMIGRAZIONE: Aveva ragione Franco Freda già 21 anni fa?

di Matteo Castagna per www.veronanews.net

“Nelle estenuate società nazionali europee, ormai profondamente disanimate, gli esponenti della cultura della decadenza vogliono imporre a noi ‘vecchi europei’ l’integrazione razziale con i ‘nuovi europei’ e a questi ultimi l’assimilazione. Nel loro invasamento cosmopolitico, essi considerano la ‘società’ multirazziale necessaria allo sviluppo della loro volontà di potere mondiale. Non considerano invece che l’assimilazione e l’integrazione genereranno ben presto cortocircuiti di forze etniche: con la rapida disgregazione dei nostri popoli e la tremenda deformazione della nostra vita. Noi, come tutti i buoni europei, dalla Sicilia alla Norvegia, sentiamo invece l’invasione degli stranieri extra-europei come il più catastrofico strumento di sfiguramento dell’anima etnica delle nostre comunità – i cui connotati storici, durante migliaia di anni, si sono formati nella tradizione della loro natura e della loro cultura -, e intendiamo contrastare l’aggressione migratoria e l’integrazione razziale con la nostra volontà di resistenza e di integrità etnica.” Così si espresse Franco Giorgio Freda ben 21 anni fa davanti alla Corte d’Appello di Verona, in occasione della condanna del suo Fronte Nazionale per propaganda ostile all’integrità razziale e all’integrazione razziale. (Ce lo ricorda Tassinari in Fascinazione.info)

E’ evidente, che la lungimiranza in tema di pericolo invasione migratoria, in questo Sistema malato è considerata addirittura un reato. Oggi, però, è la gente comune che, ovunque, da Pescantina a Legnago, passando per Castel d’Azzano, Bosco di Zevio e molti altri paesi sta prendendo il coraggio di scendere in strada contro l’invasione perché questa Europa dei poteri forti e dei banchieri vuole imporre la società multietnica, costi quel che costi. Esempio fra tutti, ci sono le città ferraresi di Goro e Gorino, che hanno alzato le barricate, a difesa della loro comunità ed hanno respinto i supposti “profughi”. Ci sarà un effetto domino in tutto il Paese? Ora il Sistema è a un bivio: metterà fuori legge la maggior parte degli italiani, come fece con “i lungimiranti” degli anni 90′, o troverà dei compromessi economici con albergatori e affini, che spesso hanno dimostrato di sapersi lamentare tanto quanto di essere sensibili al vil denaro?

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Ok alla fusione di Banco Popolare e BPM

Oltre a Vvox (quotidiano veneto di informazione on-line www.vvox.it), inizia la collaborazione del nostro Responsabile Matteo Castagna anche con il quotidiano on-line della sua città “Verona News” (www.veronanews.net). Il 2016 si sta per chiudere sempre con maggiori Grazie e opportunità per lui e anche per “Christus Rex-Traditio”. Ringraziamo la Santa Vergine Maria, nel corso di questo mese dedicato al Santo Rosario. Riprendiamo qui un articolo di cronaca, importante per l’economia della città, scritto da un collega, peraltro del PD.

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In foto Giuseppe Castagna, a.d di Banca Popolare di Milano, con Pier Francesco Saviotti, a.d del Banco Popolare, Milano, 24 marzo 2016. ANSA / MATTEO BAZZI

di Lorenzo Dalai

Oggi a Milano si è tenuta l’Assemblea dei Soci che doveva approvare la fusione del Banco Popolare con la Banca Popolare di Milano. L’esito, apparentemente scontato, è stato positivo, ma con un congruo numero di contrari, 2.781 per l’esattezza, alcuni astenuti, 142, e 7.314 favorevoli.

L’operazione di fusione potrà quindi proseguire speditamente, ora che tutti gli ostacoli sono stati superati. Si darà vita così al terzo gruppo italiano alle spalle di Intesa Sanpaolo e Unicredit, con 4 milioni di clienti, 2.467 sportelli e una quota di mercato dell’8,2%. Si tratta della prima aggregazione scaturita dalla legge che ha imposto la trasformazione delle popolari in società per azioni. Il processo che ha portato alla nascita di Banco Bpm – questo il nome del nuovo istituto – è stato costellato dalle rigorose richieste della Bce, alle prese con l’esame della sua prima fusione dopo l’avvio dell’Unione Bancaria. La vigilanza europea ha imposto al Banco un aumento da 1 miliardo, allo scopo di alzare le coperture sul corposo stock di crediti deteriorati, mentre ha ridimensionato le richieste della Bpm su governance e autonomia della sua banca, che dopo un triennio dovrà essere incorporata nella capogruppo. Prosegui la lettura »