Archivio per la categoria Politica

Ius soli? Non regge da solo

di Marcello Veneziani 

Ius soli? Non regge da solo

Ma cos’è questa frenesia di approvare lo ius soli in un momento in cui gli italiani si sentono assediati, circondati, invasi da imponenti flussi migratori? Perché un Paese col più pesante deficit della sua storia, afflitto da mille piaghe urgenti, deve dare la priorità al varo di questa norma prima che il governo vada a casa?

Che razza di Paese è questo se governo, parlamento ed establishment danno la priorità assoluta non agli italiani ma agli stranieri? Che segnale diamo al mondo se non di cedimento, disponibilità e di accoglienza prima di ogni altra realistica considerazione?

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Il più grande segreto della sinistra italiana…il prestito dei Soci alle Coop

Segnalazione di Antonio Amorosi su La Verità del 24 maggio 2017 – trovate tutti i dettagli del sistema nel libro Coop Connection edizioni Chiarelettere


Nel silenzio dei grandi media ecco il più grande segreto della sinistra italiana: il prestito sociale; il prestito che i soci fanno alle coop.

Il Pd non vuole che si parli del sistema, tanto meno in tv. Le coop che sono la principale cinghia di trasmissione della sinistra raccolgono soldi anche se non sono banche e investono…

Cinque “no” allo ius soli

Le tutele esistono già, la norma non ha senso. Ben 160 Paesi nel mondo non la applicano o la hanno edulcorata

L a sinistra forza la mano ed è scontro durissimo al Senato sullo ius soli. Perché tutta questa bagarre? Cosa si nasconde dietro questa legge che i progressisti vogliono approvare a tutti i costi? Cominciamo col dire sinteticamente che lo ius soli è di fatto la concessione automatica della cittadinanza a chiunque nasca nel nostro Paese, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori.

Ma cerchiamo di chiarire il perché non possa funzionare in Italia e quali rischi si correrebbero trasformando lo ius soli in legge.

Il voto psicolabile

di Marcello Veneziani

Il voto psicolabile

Non si fa in tempo a dire che l’onda populista di Grillo sommergerà l’Italia che un test importante delle amministrative ti smentisce in modo secco: il Movimento 5 stelle arretra e l’unico che si salva dalla catastrofe è proprio Pizzarotti a Parma che ha rotto coi grillini.

Certo, è un voto amministrativo, dove le persone, i temi locali prevalgono rispetto al malessere generale, alla protesta antipolitica. Però è un bel campanello d’allarme per i grillini tutti e per i raggini a Roma. Con la rabbia non si governa.

L’altro dato è ancora un po’ falsato perché arriva in ritardo sullo scenario presente: il centro-sinistra e il centro-destra appaiono in questa tornata elettorale come erano qualche tempo fa, prima degli scazzi e delle scissioni.

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Verona, appoggio Pd a Bisinella è contronatura

Per Tosi l’eventuale appoggio dei Dem alla sua candidata è «naturale». Politicamente, sì. Sul piano amministrativo, no

«Naturale», l’ha definito. L’ex sindaco di Verona Flavio Tosi considera così il possibile appoggio del Partito Democratico della sua città alla candidata (e fidanzata) Patrizia Bisinella, nel ballottaggio del prossimo 25 giugno contro Federico Sboarina (Lega, Forza Italia e la civica Battiti). Il furbo – ma non astuto – marpione della politica scaligera vuole passare a raccogliere i frutti di due annate abbondanti di sostegni, apprezzamenti e strizzate d’occhio ad un Matteo (Renzi) per un verso, e di feroce polemica pressocché quotidiana contro l’altro Matteo (Salvini), per un altro. Su un piano politico, di puro posizionamento sullo scacchiere, la strategia ci sta: se fai campagna attiva a favore della riforma Renzi della Costituzione, se la tua pattuglia di parlamentari ha votato assieme alla maggioranza di centrosinistra, se te la intendi con gli alleati centristi del Pd (benchè quest’ultimo, di recente, abbia avuto un importante scazzo con il Nuovo Centro Destra di Alfano a proposito della legge elettorale, e tuttavia naufragata questa l’incidente pare ricomporsi), se ti proponi come un moderato agli antipodi del “populismo” leghista e di destra, sei anche autorizzato a ritenere fisiologico che il partito che maggiormente ha beneficiato della tua linea politica possa e debba ricambiare.

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La nuova emergenza di Repubblica & Boldrini: una lista fascista in un paesino

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Roma, 13 giu – La preoccupazione massima della politica italiana, in questo momento, sembra essere una lista che si presenta alle elezioni da 15 anni, in un paesino del Mantovano. Parliamo della “Lista dei Fasci italiani del lavoro”, presentatasi alle comunali di Sermide e Felonica, 7.548 abitanti. Lista che sembra pure essere piaciuta agli elettori, se è vero che ha ottenuto il 10,41% (334 voti), permettendo così alla ventenne Fiamma Negrini, candidato sindaco, di entrare in Consiglio comunale.Come detto, la lista si era già presentata alle elezioni nel 2002, 2007, 2012, senza suscitare alcuno scandalo. Questo fino al momento in cui è incappata nell’occhiuta vigilanza di Paolo Berizzi, il “pistarolo nero” di Repubblica. Da lì si è messo in movimento il solito meccanismo: articolo indignato di Repubblica + lettera della Boldrini. La presidente della Camera, infatti, ha scritto al titolare del Viminale per denunciare l’oltraggio. Minniti, per tutta risposta, ha contattato il prefetto di Mantova e ha fatto sì che venisse rimosso il funzionario della settima sottocommissione elettorale circondariale di Mantova.

Sulla vicenda, inoltre, sono state annunciate interrogazioni parlamentari urgenti, sempre rivolte al ministro Minniti: Partito Democratico, Articolo 1 Mdp e Sinistra Italiana chiedono spiegazioni al Viminale. Non potevano mancare le proteste dell’Anpi e dell’Unione delle Comunità ebraiche. Il tutto, lo ripetiamo, per una lista presentata a Sermide e Felonica. Una lista alla sua quarta comparsa sulle schede elettorali. Una lista che ha ottenuto il 10% dei consensi.

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Boldrini dà di matto: nel mantovano una lista fascista prende il 10%

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Il ‘fratello’ Romano Prodi, globalizzatore in grembiulino

SEGNALIAMO QUESTO ARTICOLO, PUR RIMANENDO CONVINTI ANTI-MASSONI. PER COMBATTERE IL NEMICO BISOGNA CONOSCERLO.
QUESTO SCRITTO CI SEMBRA SOLO DI PUBBLICO INTERESSE.
Il 'fratello' Romano Prodi, globalizzatore in grembiulino

Fonte: Libreidee

Caro, vecchio Romano Prodi? Macchè: «Non è certo quel pacioccone bonaccione, quel bravo curato e padre di famiglia che è stato presentato all’immaginario collettivo degli italiani». Nonostante il piglio bonario, il professore bolognese «è un personaggio molto tagliente, molto abile, anche molto attento al proprio “particulare”». Un soggetto a tutto tondo, da raccontare: il Prodi “segreto” sarà tra gli argomenti del secondo volume di “Massoni”, che Gioele Magaldi sta per stare alle stampe. Con una sorpresa, tra le tante: «Prodi è anche lui parte di una rete massonica sovranazionale». Presidente dell’Iri e grande privatizzatore, poi capo del governo, presidente della Commissione Europea, advisor della Goldman Sachs. E, nel frattempo, anche massone: «Tra coloro che hanno contribuito in senso pessimo, per l’Italia e per l’Europa, agli svolgimenti politico-economici nell’era della globalizzazione, cioè nel post-1992, c’è il “fratello” Romano Prodi», il cattolico democristiano che nel 1978 evocò il nome “Gradoli” – per indicare il luogo della prigione di Moro – raccontando di averlo  “ricevuto” nell’ambito di una seduta spiritica. Prodi supermassone? Ebbene sì: parola di Gioele Magaldi. Che, per il secondo volume della serie, potrebbe avvalersi del contributo di una superstar della massoneria mondiale, come il controverso George Soros.

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Con lo Ius Soli ci alleveremo il terrore in casa

Segnalazione di redazione BastaBugie

Se al Senato passa la legge per dare la cittadinanza italiana agli immigrati nati in Italia possiamo dire addio al nostro Bel Paese
di Maria Guarini

Ricevo da un lettore il testo che segue, che sottoscrivo e condivido con voi integrandolo con le mie considerazioni. Umanamente siamo impotenti, se non attraverso il nostro impegno civile che ha i suoi limiti, anche se “gutta cavat lapidem”… Come cittadini non faremo mancare le nostre ‘gocce'; come credenti abbiamo l’arma potente del Santo Rosario, che vi invito a recitare – da oggi, fino al 15 giugno, data in cui il ddl sullo ius soli dovrebbe essere discusso in Senato – uniti nell’intenzione di un aiuto speciale per questa ennesima minaccia alla nostra Patria così vilipesa.

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Fare soldi. I segreti del Codice Appalti

di Antonio Amorosi su La Verità del 29/4/2017

Doveva essere una rivoluzione portata dal Pd, dal duo Graziano Delrio-Matteo Renzi. E lo è. Ecco il Nuovo Codice degli appalti, i quasi 220 articoli più commi, sovra e sottocommi che raccoglie contratti e appalti pubblici in Italia. Prima è arrivato lo schiaffo a Raffaele Cantone, ridimensionando i poteri dell’Anac, l’Anticorruzione, che doveva intervenire per macroscopiche irregolarità senza aspettare le lungaggini della giustizia e adesso non può più farlo, poi i ritardi nella firma del presidente Mattarella, e infine la versione corretta. Il Codice dopo 966 emendamenti parlamentari più quelli degli ordini professionali, degli enti giurisprudenziali e pubblici coinvolti, dovrebbe andare in Gazzetta ufficiale a ore, se non ci sono altre integrazioni del governo all’ultimo minuto. Ecco i nodi più spinosi.

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