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L’ORDINAMENTO ECONOMICO NAZIONALSOCIALISTA

Dubail, René

Edizioni del Veltro, 2016

Come in ogni Stato in “ordine”, anche il Terzo Reich considerò l’economia e la finanza sue ancelle, strumenti per garantire l’avvenire della Volksgemeinschaft. Se il capitale ed i gruppi professionali sono i protagonisti dell’economia, è lo Stato il garante dell’interesse generale, responsabile nell’armonizzare le dinamiche produttive e distributive, nel quadro di una sana economia nazionale. Tutti i mezzi usati dalla politica economica dello Stato nazista – l’esaltazione della vita rurale e la protezione dell’agricoltura, la rifondazione degli ordini professionali, il potenziamento tecnologico dell’industria e la ricerca di nuovi sbocchi esterni, una notevole legislazione sociale – ebbero per fine lo sviluppo “al massimo grado della personalità, non contro ma in favore della comunità”.

Novità in libreria, 234 pagine, 25 €.

LA VERA STORIA DELLE SS

Lumsden, Robin – Newton & Compton, 1999

Per la letteratura corrente, le SS sono di solito associate ai campi di concentramento ed alla parte violenta del Terzo Reich. In realtà l’Ordine Nero ebbe un ruolo di primo piano nelle scelte culturali, nella dominio della razza, nel campo militare e sulla polizia, nel territorio tedesco e nei paesi occupati. Guida delle SS era il Reichsfuhrer Himmler, che vedeva in loro uno strumento politico e il nuovo Ordine razziale, l’élite della futura Europa. Questa aristocrazia emergente incuteva timore nei cittadini comuni, ma la loro presenza, il portamento, dallo stile di vita emanavano un fascino che spesso sconfinava nella venerazione. Questo volume ricostruisce nel dettaglio l’origine, lo sviluppo, il radicamento nella società tedesca e le imprese belliche delle Waffen SS.

348 pagine, 13 €.

IL CONTROLLO DELLA PUBBLICITA’ SOTTO IL MINCULPOP

Ottaviani, Giancarlo

Todariana editrice, 2004

Il Ministero della Cultura Popolare aveva il compito di “formare” gli italiani, indirizzandone i gusti, i costumi, il linguaggio, le scelte d’ogni tipo. Strumento necessario per la fascistizzazione erano i giornali e la radio, diretti attraverso le veline, guidati su cosa pubblicare e cosa tacere. Il Minculpop controllava anche la pubblicità, soprattutto dopo le sanzioni punitive della società delle nazioni, che il Regime Fascista combatteva imponendo l’autarchia. Il ritornello della propaganda era il raggiungimento dell’indipendenza economica, la capacità della nazione di vivere con i propri prodotti, senza bisogno di scambi commerciali. Bisognava sostenere i prodotti italiani, e se quelli italiani mancavano bisognava proporre i surrogati, oppure esaltare la forza e la bellezza di farne a meno.

96 pagine, 14 €.

 

USTACHA. Gli uomini di Ante Pavelic che sognarono una Croazia libera

Bolzoni, Adriano

Settimo Sigillo, 2000

Ante Pavelic, capo di stato croato dal 1941 al 1945, è stato condannato dalla storiografia democratica e dall’intellighenzia comunista alla damnatio memoriae. Eppure l’uomo politico che fondò e guidò l’Ustacha aveva un solo obbiettivo, creare una Croazia sovrana e indipendente, padrona del suo destino. Feroce oppositore della monarchia serba dei Kara-Georgevitch, fu affascinato dalla politica sociale e dalla concezione autoritaria dello Stato Fascista, e quando nacque il nuovo Stato croato indipendente, fu il naturale candidato di Mussolini. La guerra civile che si scatenò tra le formazioni partigiane comuniste, le bande dei Cetnici e gli Ustacha fu uno scontro senza pietà, una serie di massacri terribili. La vicenda politica di Pavelic, carnefice e vittima, merita almeno di essere conosciuta.

172 pagine, 13 €.

 

L’ARTE DELLA CAVALLERIA. Il manuale del comandante della cavalleria

Senofonte

Il Cerchio, 2007

 

La venerazione degli antichi greci per il cavallo si riflette nella complessa mitologia ad esso legata: i Centauri dalla saggezza semidivina, Pegaso che aiuta l’eroe Bellerofonte a sconfiggere la Chimera, i quattro splendidi destrieri che trainano il carro d’Apollo. Il cavallo ha suscitato l’ammirazione degli antichi, per la sua forza, per la velocità e la bellezza selvaggia. Prerogativa dei potenti, regalo degno dei Re, simbolo di prestigio, le sue qualità erano molto apprezzate in guerra. In questi due trattati Senofonte, autore dell’Anabasi e dell’Apologia di Socrate, dall’alto della sua esperienza d’uomo d’armi, analizza i requisiti ideali del cavallo da combattimento, l’addestramento e le tecniche d’impiego dei reparti di cavalleria, le virtù e le astuzie che il condottiero deve possedere. A cura di Giuseppe Cascarino, con testo greco a fronte.

Con 8 tavole illustrate fuori testo, 138 pagine, 16 €.

 

L’ARTE DELLA SPADA

A cura di Marco Rubboli e Luca Cesari

Il Cerchio, 2005

 

A pochi è noto che l’Italia tra il XIII e il XVI secolo fu la sede delle maggiori scuole di scherma d’Europa. Soprattutto intorno alla Scuola Bolognese fiorirono trattati e metodi scientifici per combattere, ferire l’avversario ed uscire indenni dalla lotta. Va precisato che per scherma s’intendeva non solo la spada, ma una vasta tipologia d’armi d’asta, quali picche, lance e alabarde, sino al pugnale e perfino al semplice bastone. Il libro qui presentato è databile al 1500 circa, scritto da un maestro bolognese che unisce alla raffinatezza delle tecniche rinascimentali il vigore delle armi medievali. Le basi dell’insegnamento sono “la parata e risposta”, “il mezzo tempo” ed il “tempo insieme”, a seconda del tempo d’attacco dopo la parata del colpo avversario.

384 pagine, 28 €.

PENSIERI DEL LAMBRUSCO. Contro l’invasione

Langone, Camillo

Marsilio, 2016

Camillo Langone, collaboratore del “Giornale” e del “Foglio”, sul quale scrive la rubrica quotidiana Preghiera, in questa antologia di scritti raccoglie i suoi pensieri su tutte le idiozie dei nostri contemporanei. Con lo staffile della sua scrittura, concisa e sarcastica, fustiga le mode dalle quali gli italioti si sono fatti sedurre: buddismo, femminismo, veganismo, omosessualismo, animalismo, integrazionismo, ecc., senza risparmiare nessuno, da Caravaggio al Dalai Lama, dalla Boldrini per finire con la Ministra Boschi. Fra le malattie segnalate dal libro, quella meglio esposta e che crea maggiori preoccupazioni per il futuro dell’Italia, pare essere l’accoglienza selvaggia all’invasione extraeuropea. L’italianissimo lambrusco, l’unica soluzione?

Novità editoriale, 176 pagine, 16 €.

 

IO SONO VIVO, VOI SIETE MORTI

Carrère, Emmanuel

Adelphi, 2016

 

Da lettore devoto e appassionato di Philip K. Dick, Emmanuel Carrère ne scrisse nel 1993 questa biografia. Decise di raccontarne la vita vissuta e quella sognata, partendo dalle sue opere, con un’attenzione particolare alle tappe più sfrenate della sua esistenza: l’esperienza trascendente derivante dall’abuso di farmaci e droghe, le crisi “mistiche” ed i ricoveri ospedalieri. In quello che sembra un romanzo d’avventure, l’autore fa cenno al culto dickiano, al bollettino informativo pubblicato dai suoi sostenitori, ai convegni ed alle manifestazioni organizzate in giro per il mondo.

Novità in libreria, 352 pagine, 19 €.

 

IL GUERRIN MESCHINO

Andrea da Barberino

Editrice Antenore, 2005

Il romanzo di Andrea da Barberino che ha un posto di rilievo nella narrativa cavalleresca europea, ebbe tanta fortuna nel nostro medioevo. Il libro narra delle mirabolanti avventure e dei fatti d’arme in tutte le parti del mondo di Guerrin Meschino, alla ricerca di suo padre. La storia parte dalla caduta di Durazzo, Guerrino catturato dai pirati viene venduto come schiavo. Conosciuti i suoi nobili natali inizia la sua personale quete, liberando i greci dai turchi, s’imbatterà in mostri d’ogni sorta, si spingerà fino all’Etiopia ed al Paradiso terrestre, consulterà l’oracolo di Apollo, si calerà nel pozzo di San Patrizio ed infine libererà i suoi genitori.

Edizione critica secondo l’antica vulgata fiorentina a cura di Mauro Cursietti.

XLVII + 704 pagine, 68 €.