crecheSegnalazione del Centro Studi Federici

La repubblica francese, che il 14 luglio di ogni anno festeggia l’epoca delle ghigliottine, ha paura dei presepi.
 
I presepi infatti sembrano terrorizzare i rappresentanti delle istituzioni repubblicane, che negli ultimi hanno scatenato delle battaglie legali contro l’allestimento negli edifici pubblici, come le sedi istituzionali, della pericolosa scena della Natività.
 
Il Consiglio di Stato, all’inizio di novembre, si è pronunciato sulla questione. In nome della legge sulla laicità del 1905 i giudici hanno riconosciuto la possibilità di preparare i presepi in edifici pubblici alla condizione che non abbiano un carattere religioso (!) ma solo culturale o artistico e che la loro presenza non significhi il riconoscimento di un culto o di una preferenza religiosa (Bergoglio direbbe: che non siano mezzi di proselitismo). Per gli stessi motivi, per la loro installazione in luoghi pubblici, come i mercati, si raccomanda che non siano una manifestazione contraria alla neutralità imposta dalle autorità pubbliche.
 
A ben vedere, la sentenza del Consiglio di Stato non si discosta molto dalle motivazioni laiciste di certi politici della penisola italiana che, strumentalizzando il presepe, lo riducono a un semplice simbolo culturale, dimenticando o negando il suo valore principalmente religioso.